lunedì 15 maggio 2017

PARADISE VALLEY: LA TRILOGIA, PATRIZIA INES ROGGERO. Recensione.



TITOLO: Paradise Valley

AUTORE: Patrizia Ines Roggero

EDITORE: Self Publishing

PUBBLICAZIONE: 6 ottobre 2014

PAGINE: 504

GENERE: Romance Storico

PREZZO: € 2,49 ebook 

Jonathan Shelley è un mezzosangue lakota che, per sfuggire ai ricordi di un passato doloroso, lascia la Grande Riserva Sioux e torna nel Montana, dove lo aspettano le terre che suo padre gli ha lasciato in eredità. Lì ritrova i parenti e gli amici d’infanzia, tra i quali Abigail Foster ed è proprio di lei che s’innamora. Il loro è un amore difficile, il giudizio della gente costringe la ragazza a voler mantenere segreta la loro unione, il sangue misto di Jonathan rappresenta per lei una vergogna, pur nutrendo per lui sentimenti sinceri. 

Sarà proprio l’incertezza di Abigail a segnare la loro storia d’amore. La gelosia e l’orgoglio li terrà lontani, pur uniti dallo stesso amore…
Una trilogia romance ambientata nel West americano di fine Ottocento, al tramontare dell’epoca d’oro dei cowboy.


Una storia che mi ha piacevolmente colpita. Un'atmosfera che mi ha catturata. Personaggi che mi hanno fatto palpitare, incavolare e partecipare alla loro vita librosa. Insomma una lettura che non rimpiango di aver scelto, e consiglio ad amanti del genere e delle trame sofferte.

La vita era così ingiusta a volte e la morte così inclemente.

Sarete catapultati nel 1885 nel meraviglioso mondo del Montana. Abigail ha perso i genitori e vive insieme allo zio Matt nella sua tenuta. Vasti pascoli e praterie: ecco ciò che più ama. Cavalcare Appaloosa (cavalli), l'ondeggiare del corpo al ritmo del trotto e del galoppo, è qualcosa di impagabile perché si respira un senso di libertà senza confini. Lì Abigail incontrerà Jonathan, scappato da un villaggio sioux. Pregiudizi e disprezzo faranno da padrone, per i benpensanti dell'epoca è normale guardare con occhi diversi i mezzosangue, meccanismo non troppo diverso da ciò che accade oggi. Tra scontri, ritrosie, ripensamenti e avventure in tipico stile nativo americano al tramontare dell'epoca dei cowboy, leggerete tre romanzi pregni, all'insegna della storia, quella vera e quotidiana, e del romanticismo, quello vero e quotidiano. 


Ammetto di non essere un'esperta del settore e del periodo storico, ma ho respirato l'atmosfera americana e dei nativi in modo profondo e coinvolgente. L'obbiettivo dell'autrice mi ha centrata in pieno, quindi la lettura ha svolta la sua funzione trasportandomi in un altro mondo, in un altro tempo, in un altro spazio. Io ero lì, con loro. Profumi, gesti, comportamenti: è tutto molto affascinante, calzante seppur lontano dai nostri schemi mentali, emozionante seppur privo di quella carica sentimentale tipica della contemporaneità. È una narrazione sospesa, eterea, totalmente pregnante.
Una cosa mi ha colpita e affondata: la contrapposizione tra calma e vastità della prateria, naturalezza di luoghi incontaminati, e l'aspetto più passionale e incontrollato della trama, all'insegna di continui sbalzi, conferme e dubbi. Incertezza e certezza, desiderio e allontanamento, sfide e cedimenti. Questo è ciò che davvero mi ha fatto apprezzare questo romanzo.

«Non ho nessuna intenzione. Merita un uomo diverso da me, io non potrei offrirle nulla a parte il disprezzo della gente.»

La caratterizzazione dei personaggi e dell'ambientazione è ben riuscita. Abigail e Jonathan, seppur tra mille difficoltà, agiscono in modo comprensibile, o meglio anche quanto tutto appare senza senso a noi, un senso c'è per loro. Dal punto di vista psicologico sono ben tratteggiati, si scoprono pagina dopo pagina, scena dopo scena. Un insieme di dettagli caratteriali che alla fine delineano due personalità contrastanti, contraddittorie e incredibilmente umane, palpabili. Tradizioni e valori di un popolo - anzi di due - che affascinano da secoli e si intersecano alle caratteristiche individuali di Abigail e Jonathan, mostrando punti deboli e punti forti, gioie e dolori, coraggio e paura. Sfidare le leggi del proprio tempo, sfidare le convenzioni cercando la forza dentro di sé, combattendo contro se stessi, contro la voglia di fuggire e al contempo di restare, non è cosa da poco.


La narrazione è fluida, scorre veloce e appassiona al punto da dimenticare tutto il resto, marito compreso. Lo stile di Patrizia, autrice di cui non avevo mai letto nulla, mi ha stregata, facendomi venir voglia di leggere altri suoi romanzi. Pur non essendo un'appassionata del genere, non sono riuscita a smettere di leggere, non sono riuscita a staccare gli occhi dal Kindle. L'autrice ha due doti importantissime, due caratteristiche che la rendono valida e consigliabile: ammalia e incuriosisce in modo universale. Per cui, donne, amanti delle storie complete, complesse, ben strutturate ed emozionanti, fatevi avanti e non lasciatevi sfuggire questa trilogia.













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