venerdì 12 maggio 2017

DOVE VAI TU, BENEDETTA CIPRIANO. Recensione in anteprima.


TITOLO: Dove vai tu

AUTORE: Benedetta Cipriano

EDITORE: Self publishing

PAGINE: --

PUBBLICAZIONE: 13 maggio 2017 

GENERE: Contemporary romance

PREZZO: € 2,99 ebook
Keira

Sono stata tradita, illusa, umiliata.
Sono scappata.
Sono diventata un’anima, mille anime, mille corpi.
Mi sono confusa tra la gente, ho camuffato il mio dolore.
Sono il buio, sono la notte più nera e senza stelle.
Lui è la mia luce, la mia chiave d’accesso alla libertà.
Ma io non mi lascio ferire.
Io ferisco.


Dave

Lei stava scappando.
Io sono stato un complice inconsapevole della sua fuga.
L’ho rinnegata, l’ho detestata, demolita, abbattuta.
Ho provato a dimenticarla.
Ho fallito.
Ma adesso lei è qui, i suoi occhi puntati nei miei.
Mi guarda, mi sorride, mi uccide.

E io lo so, mi ferirà.



Dave e Keira, un professore di filosofia del college e una studentessa. Ma non solo: un ragazzo con un’orribile giacca elegante e una ragazzina dai buffi capelli rosa a cui lui anni addietro ha dato un passaggio con il suo pick-up. Il primo incontro è avvenuto per caso, quando Dave, senza saperlo, con quel passaggio ha dato una scossa alla vita di Keira. Ritrovarsi, dopo quattro anni, è un vero gioco del destino.
Keira non è riuscita a riprendersi. La sua vita è un buco nero dal quale non riesce a uscire. Da quando suo padre è finito dietro le sbarre e lo scandalo è arrivato alle orecchie e agli occhi dei media la sua meravigliosa e benestante famiglia è diventata solo un ricordo. Keira credeva in suo padre, credeva fosse un uomo rispettabile e che i soldi e il successo fossero il frutto di lavoro onesto, ma non poteva essere più lontana dalla realtà. La sera del suo diciottesimo compleanno si è ritrovata con un padre in galera, gli amici che sono scappati dopo la notizia, e un fidanzato che, dopo aver fatto grandi promesse, ha fatto lo stesso. Da quel terribile e infausto giorno, è come se anche la sua vita fosse finita, come se fosse morta dentro. Oggi, lontana dalla famiglia, sta per raggiungere il traguardo della laurea e il suo relatore la metterà in contatto con il professor Hoffman, che altri non è che quel ragazzo con quella strana giacca che non ha mai dimenticato.
Anche Dave non ha mai dimenticato quella ragazzina dai capelli rosa, nonostante oggi sia un rispettabile professore di filosofia, ami profondamente il suo lavoro e chiacchierare di filosofia con i suoi studenti, e abbia una compagna con cui presto convolerà a nozze. La sua vita, a differenza di quella di Keira, potrebbe sembrare perfetta, ma non lo è. Anche nel suo passato si nascondono degli scheletri, un peso di cui Dave non riesce a liberarsi. La relazione con Becca è in bilico, Dave sa di non amarla, ma la promessa che ha fatto al padre della ragazza, in punto di morte, è qualcosa di troppo importante per non essere onorata.
Dave e Keira si rincontreranno e, erroneamente, penseranno entrambi che l’altro ha dimenticato quel passaggio di quattro anni fa.
Keira non sa che Dave non ha smesso di pensare a lei e di desiderare di fare l’amore con lei da quel giorno. Dave non sa che Keira ha provato una gioia immensa nel rivederlo, qualcosa che non provava da tempo e che era convinta non potesse più provare.
Ogni volta che eravamo insieme, che i miei occhi indugiavano nei suoi, o che il suo sorriso mi accoglieva, io provavo una sensazione di libertà. Mi sentivo come durante l’estate dei miei quindici anni quando, in vacanza sulla costa californiana, avevo provato a fare surf. L’odore dell’oceano, il rumore dell’acqua che si infrangeva sulla riva, la tensione carica di aspettativa nell’attesa dell’onda giusta, tutto quello mi aveva fatto sentire come se potessi sfidare il mondo e domarlo. Ecco, quando ero con Dave mi sentivo così: in grado di domare il mondo.
Dove vai tu è una lettura piuttosto impegnativa. I temi trattati sono importanti: famiglia, tradimento, malattia. Tutti con un denominatore comune: il dolore. Il dolore di Keira per la sua famiglia, il dolore causato dal tradimento di suo padre, il dolore di scoprire che Dave, nonostante sembri interessato a lei, ha una fidanzata, il dolore e la fatica di provare a rimettersi in piedi. Il dolore di Dave per ciò che è successo con la sua famiglia in passato, il dolore di non riuscire a liberarsi di quella promessa che pende sulla sua testa come una taglia. Poteva essere un dolore che si trasforma in disperazione e appesantire il ritmo della lettura, ma così non è stato. A colpirmi più di tutto in questo romanzo è stata la capacità dell’autrice di raccontare il dolore con una delicatezza e una sensibilità fuori dal comune. È come se Benedetta Cipriano restasse sempre in superficie, toccasse certi temi, li sfiorasse in punta di dita, e poi lasciasse tutto sospeso, nelle mani del lettore. Lo accompagna, lo conduce, gli fornisce una direzione e poi lascia tutto nelle sue mani. Non spinge l’acceleratore, non suggerisce quando è il caso di frenare, quando di svoltare o quando cambiare strada. Ciò che si ritrovano a vivere i protagonisti è il dolore in tutte le sue forme, da quelle più blande a quelle più malvagie. Un dolore a volte esasperato, a volte appena accennato.


Intorno al 70% c’è un bel colpo di scena che porterà dolore, stavolta di quello vero, tangibile, malvagio, nella vita di Dave e Keira. Proprio quando tutto sembrava aver preso la giusta direzione, quando le loro vite stavano cominciando a prendere respiro. Non vi svelerò nulla, ma in questo preciso punto del romanzo avrei voluto che l’autrice non accennasse semplicemente al dolore. Avrei voluto che lo esasperasse, proprio come accade nella realtà, proprio come avverrebbe nella vita di tutti i giorni a ognuno di noi di fronte a un tiro sinistro della vita. Forse, per riequilibrare il tutto, sarebbe stato più giusto porre l’accento su questo tipo di dolore, piuttosto che su quello causato dal passato dei protagonisti. Il tutto risulta comunque ben equilibrato, come se l’autrice non avesse mai smarrito la sua direzione, neanche per un attimo. A qualcuno probabilmente non potrà piacere questa scelta, così particolare e personale; io sono riuscita ad apprezzarla proprio perché insolita e inaspettata.
L’amore che lega Dave e Keira non è solo proibito: è qualcosa da cui entrambi sentiranno il bisogno di scappare più e più volte. Si allontaneranno per il semplice gusto di fare male all’altro, per punire l’altro, e poi si rincontreranno, perché mettere a tacere la voce del cuore non è possibile troppo a lungo. Rincontrarsi sarà bello, ma durerà un attimo, un lampo, troppo poco anche solo per assaporare quel sentimento. Si smarriranno di nuovo, perché prima di ritrovarsi è necessario che ritrovino loro stessi. 


Per tutto il romanzo, o per gran parte di esso, si muoveranno su un terreno instabile, faranno passi falsi, e il lettore pregherà per loro e per la loro felicità. Sono stata in bilico, appesa a un filo, con gli occhi sbarrati per cercare di capire come, alla fine, avrebbero potuto amarsi in maniera serena. Il finale, soprattutto dopo il colpo di scena di cui vi parlavo, avrei preferito fosse meno sbrigativo. Mi è mancato qualcosa, perché dopo tanto soffrire, tanto peregrinare, dopo un viaggio così duro, faticoso, che ha prosciugato le loro forze, era giusto dedicare qualche capitolo in più all’epilogo della storia.
Il viaggio è un tema dall’importanza fondamentale. Tutto inizia con un viaggio, tutto si evolve con un viaggio. Il primo incontro è stato un viaggio orchestrato dal caso, il viaggio che dovranno percorrere Dave e Keira singolarmente, ognuno per conto proprio, sarà la chiave che li porterà poi a poter viaggiare insieme, mano nella mano, fianco a fianco. E quando finalmente troveranno la strada giusta, ecco che la vita chiederà loro di intraprendere ancora un altro viaggio, quello più difficile. Un viaggio che potranno portare a termine solo insieme, facendosi forza, trovando conforto l’uno nell’altra, senza mai abbattersi e mollare.
«C’è sempre una possibilità di scelta. Noi non siamo solo dei numeri che ruotano all’impazzata, in questo universo fatto di promesse e incognite. Noi possiamo scegliere e dare una direzione alla nostra vita. E allora io sceglierei di ascoltare il mio cuore e ti cercherei e proverei in tutti i modi a farmi perdonare da te. Perché tu, Keira, sei sempre stata qui» disse toccandosi il petto. «E anche qui» aggiunse toccandosi una tempia. «Tu sei sempre stata il mio sogno segreto, da molto prima che ti incontrassi con i tuoi capelli rosa. Tu sei sempre stata mia, Keira.»
Dove vai tu è, in effetti, un lungo e tortuoso viaggio simbolico, una storia di sofferenza e condivisione ricca di spunti di riflessione e frasi da appuntare sull’agenda da rileggere di tanto in tanto. È un viaggio alla ricerca di se stessi e, poi, del vero amore. È un viaggio che, con più o meno consapevolezza, probabilmente, ognuno di noi ha già intrapreso o intraprenderà nella propria vita, un passaggio obbligato per poter raggiungere l’equilibrio e forse anche la serenità.







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