martedì 18 aprile 2017

TRE VOLTE TE, FEDERICO MOCCIA. Blogtour e recensione in anteprima.

BUONGIORNO, ANGELI. OGGI SIAMO FELICISSIME DI PRESENTARVI L'ULTIMA TAPPA DEL BLOGTOUR ORGANIZZATO IN OCCASIONE DELL'USCITA DI TRE VOLTE TE DI FEDERICO MOCCIA, IL SEQUEL TANTO ATTESO DELLA STORIA TRA STEP, BABI E GIN, CONOSCIUTI E AMATI IN TRE METRI SOPRA IL CIELO E HO VOGLIA DI TE. L'HO LETTO IN ANTEPRIMA PER VOI... ED ECCO COSA NE PENSO! 






TITOLO: Tre volte te

AUTORE: Federico Moccia 

SERIE: 3 msc #3

EDITORE: Casa Editrice Nord

PUBBLICAZIONE: 18 aprile 2017

PAGINE: 720

GENERE: Contemporary romance

PREZZO: € 18,00 cartaceo; € 9,99 ebook

In Tre metri sopra il cielo Babi gli ha spezzato il cuore
In Ho voglia di te Gin gli ha insegnato ad amare di nuovo
In Tre volte te Step è un bivio…
Sono passati sei anni dall’ultima volta che Step ha incontrato Babi, la ragazza che prima gli ha fatto scoprire l’amore e poi gli ha spezzato il cuore. Adesso Step è una persona molto diversa ed è felice con Gin, la donna che ha perdonato i suoi errori e che gli ha insegnato ad amare di nuovo. Ma ecco che, inaspettatamente, Babi torna come un tornado nella sua vita, e Step è costretto a riconsiderare tutte le sue scelte, a mettere in discussione tutte le sue certezze.



Quando Babi e Step si innamoravano in Tre metri sopra il cielo, mi innamoravo anch’io. Quando sulla pelle e nel cuore provavano le emozioni del primo folle, indimenticabile amore, le provavo anch’io. E mi sentivo pazza come loro, piena di vita, come se il mondo fosse ai miei piedi, pronto a essere piegato, pronto a soccombere di fronte a un sentimento così forte, vero, unico. Avevo anch’io il mio Step, il mio tre metri sopra il cielo. Quando in Ho voglia di te il sogno più bello e grande in cui avevano creduto si è spezzato, la delusione è stata tanta. Nel mio cuore Step e Babi erano per sempre, quell’amore non è mai finito perché troppe sono state le emozioni, le paure, le cose fatte insieme, la follia. Step e Gin, insieme, sono stati il risultato della vita che si mette a giocare con noi e mescola le carte, a volte in maniera troppo caotica e senza attenzione. Quando mi capitava di pensare a loro insieme sentivo come lo stridio delle unghie sulla lavagna. C’era qualcosa di stonato, qualcosa che non andava, qualcosa, per i fan di Babi come me, di inaccettabile.
Poi è arrivata la notizia: Federico Moccia sta per tornare. In Tre volte te Step e Babi si rincontrano. E questo mi è bastato, perché la sicurezza che tra loro sarebbe stata di nuovo magia non poteva togliermela nessuno. Felicità allo stato puro, mani che tremavano quando ho stretto il Kindle tra le mani prima, il cartaceo poi. Un pezzo della mia adolescenza che tornava a vivere, ricordi che affioravano, a volte meravigliosi, a volte indesiderati, ma comunque tasselli di vita passata.
La meraviglia assoluta di questo libro è che nonostante siano passati quasi tredici anni da quel settembre 2004, quando è scoppiato il fenomeno “tre metri sopra il cielo”, sono bastate poche pagine di Tre volte te per capire che il tempo passato non ha cambiato niente. Step è lo stesso di sempre, il personaggio che ci ha fatto innamorare per il suo vivere senza regole, senza limiti, sempre sulla cresta dell’onda. Babi è la stessa stronza viziata, quella che irrompe nella vita degli altri senza rispetto né riserbo e che per ottenere ciò che vuole farebbe di tutto – e sì, nonostante sia sempre stata la sua più grande fan riconosco i suoi punti deboli. Gin è la stessa ragazza piena di vita, frizzante, sopra le righe; troppo sopra le righe per piacermi e per far sì che si crei sintonia tra noi. È esuberante, chiacchierona, ironica. Gli anni hanno portato Step, Babi e Gin a fare delle scelte, a cambiare le loro prospettive di vita, a prendere una strada piuttosto che un’altra. La vita li ha fatti crescere, maturare, cambiare senza cambiare, senza snaturarsi. Questa è, in assoluto, la cosa che più mi ha emozionato del romanzo: ritrovare lo Step di cui ero follemente innamorata, vedere che Babi è sempre la ragazza pretenziosa che mi aveva fatto fare il tifo per lei e che continuo a non sopportare Gin e le sue parole di troppo. Mi ha portato inevitabilmente a ripercorrere tutte le tappe delle loro storie, l’inizio dell’amore, le prime schermaglie, i primi batticuori. È stato come rivivere tutto, passo dopo passo, emozione dopo emozione. Step, Babi e Gin hanno qualcosa in comune: sono personaggi coerenti. Sono cambiati, in Tre volte te li ritroverete adulti, eppure non sono cambiati di una virgola dai ragazzi che erano. Sono come degli amici che abbiamo conosciuto anni fa e che rincontriamo per caso, ritrovandoli, per certi aspetti, così come li avevamo lasciati. Ciò che c’è intorno è cambiato, ma loro sono rimasti gli stessi.
Questo romanzo ha avuto un effetto devastante su di me. Mi ha fatto perdere le certezze che avevo, ha rimesso in discussione tutto e alla fine mi sono ritrovata ad amare chi odiavo e a odiare chi amavo. Insomma, un tornado epico! Fin dalle prime pagine Federico Moccia ci fa capire che non ci annoieremo: i colpi di scena sono numerosi e si palesano al momento opportuno mettendo in seria difficoltà il nostro amatissimo protagonista.
Step sembra aver trovato il suo equilibrio: il lavoro va a gonfie vele, la sua società, Futura, sta spiccando il volo e ottenendo un successo dietro l’altro, l’amore lo rende sereno, Gin lo ha tranquillizzato, ha fatto di lui un uomo. Tutto va bene, tutto procede come deve. Finché il passato non torna con prepotenza a bussare alla sua porta, un passato che porta il nome di Babi e che lo costringe a tornare indietro a sei anni prima. Babi è sempre la sua Babi, la donna che ha sempre amato e che non smetterà mai di amare. I suoi occhi e i suoi pensieri tornano in un batter baleno a essere sempre e solo per lei; sparisce Gin, l’amore che credeva di provare per lei e tutto ciò che ha costruito, con fatica e dolore, in questi sei anni. Ai miei occhi è stato chiaro dal primo momento che Step ha obbligato se stesso ad amare Gin, ha forzato le cose, è andato avanti perché non c’era altra scelta, ma se avesse potuto scegliere, credetemi, le cose sarebbero andate diversamente. 
Ma tutti e due sappiamo di essere peccatori, non vogliamo pentirci, perchè quando ami, e ami in questo modo, pensi di essere già assolto. Non era forse questo l'amore di cui Dio parlava? Avrei dato tutto e rinunciato a tutto pur di poter continuare a viverlo...
L’amore che prova per Babi è quello di un tempo: è ossessione, malattia, fissa. Lo divora, lo strugge, lo consuma. È qualcosa che non può ignorare. Ci prova, fa di tutto per lasciarsela di nuovo alle spalle e ritornare alla sua vita serena, ma ormai è troppo tardi. Babi torna con irruenza nella sua vita: lo rivuole. Rivuole il suo Step, rivuole l’amore della sua gioventù e stavolta per sempre. E Step è inerme, incapace di agire, ma capace di sbagliare. Già, perché, devo dire, in questo romanzo Step ha perso tanti punti. Ciò che viene fuori è l’immagine di un uomo che sceglie, ma non ha il coraggio di accettare le conseguenze della sua scelta. Un uomo che si nasconde, forse anche egoista, che mette davanti alla donna che diceva di amare sempre se stesso. Un uomo che sceglie senza scegliere. Fino alla fine.


Sono le sue donne a scegliere per lui, a mettersi in gioco totalmente, senza paure e senza remore. Gin e Babi sono forti, sanno quello che vogliono, fanno di tutto per ottenerlo prima e per tenerselo stretto poi. Sono loro a muovere i fili, a girare vorticosamente intorno a lui, che se ne sta lì, fermo, immobile, in certi momenti, e che si muove di nascosto in altri. Dopo la prima metà ho rimpianto lo Step di un tempo, quello che mi aveva fatto innamorare pazzamente e che agiva ascoltando solo il suo cuore. Lo Step che non aveva paura di niente.
Dimenticatevi di lui. In questo romanzo non c’è niente dello Step coraggioso. Finirà per diventare l’ombra di se stesso, tormentato da ciò che gli suggerisce la sua mente, in netto contrasto con ciò che urla a gran voce il suo cuore. E così terrà i piedi in due scarpe, resterà sempre lì, in bilico, su un filo, senza andare avanti né tornare indietro.
È veramente difficile riuscire a spiegarvi cosa mi ha dato questa lettura senza fare spoiler e togliervi così il piacere di essere sorprese. Vorrei dirvi tanto, ma non posso.
Tre volte te è un romanzo crudo per certi aspetti. Insegna che la vita non è sempre come la vogliamo e, soprattutto, ci insegna che quando non abbiamo il coraggio di scegliere e nascondiamo la testa sotto la sabbia, ecco che arriva lei a scegliere per noi. E non sempre questa scelta, poi, è a nostro vantaggio. A volte la vita ci fa male, ci fa soffrire, ci spezza il cuore. Nonostante - sarò cattiva a dirlo ma tant’è - a soffrire saranno più i lettori che il protagonista. Ve lo devo proprio dire: io, stavolta, Step l’ho odiato! Non l’ho capito, neanche per un momento. È stato egoista, insensibile, crudele. E, soprattutto, a fine libro, capirete che tutto ciò in cui diceva di credere… niente, non ci credeva. Non ci ha mai creduto. Mai. Perché se hai amato, o hai voluto bene, almeno un po’, a una persona, certi sentimenti non spariscono con un soffio di vento. Lo Step di Tre volte te è debole, nel senso più negativo della parola. Impossibile, da donna, riuscire a capirlo o provare a giustificarlo. Dopo la prima metà (e stiamo parlando di un bel pezzo di storia perché il romanzo supera le settecento pagine!) il mio amore per Step è svanito.
Quando fai soffrire una persona, quel dolore non se ne andrà mai, quella cicatrice rimane sul cuore, posata come una foglia leggera che, caduta in ottobre da un grande albero, si fermerà lì per sempre. E che tu lo voglia o no, nessun vento, nessun meticoloso spazzino riuscirà mai più a pulire quel cuore.
L’ultimo trenta percento è la parte più dolorosa dell’intero libro. Mi ha fatto piangere, mi ha messo in subbuglio, ha cancellato le mie convinzioni. Avrei voluto una Gin meno innamorata, perché l’amore non può farci perdonare tutto, non può e non deve farci perdere il rispetto per noi stessi. Mai. Eppure mi ha aperto gli occhi su questa donna con cui non sono mai riuscita a entrare in sintonia. Ho scoperto una Gin diversa, un personaggio che ai miei occhi si è riscattato alla grande. L’ho adorata. L’ho stimata. A prescindere dal finale (che no, non mi ha influenzato).
Babi… Babi… l’ho amata per la sua strafottenza. Chi l’ha capita ai tempi di Tre metri sopra il cielo sa com’è fatta. Non è cambiata e non cambierà. Step dice più volte di trovarla “donna”, per me è sempre la stessa ragazza di un tempo. Immatura, pretenziosa, viziata. È coerentemente Babi. È stupendamente Babi. La sua mancanza di empatia nei confronti degli altri è un’arma a doppio taglio: è la sua forza, il suo carattere distintivo, ma al tempo stesso è la sua condanna, ciò che ve la farà odiare spietatamente.
A fine lettura ero devastata, emotivamente provata e ho pensato che forse potevo far finta di non aver letto niente. Potevo fingere che tutto fosse finito con Gin e Step insieme e Babi in procinto di sposare un altro uomo. Con Ho voglia di te poteva esserci il punto. Perché certe cose sono dure da accettare e l’autore ci ha regalato un bel mucchio di motivi per odiarlo. Poi, a mente fredda, mi sono detta che andava bene così, che tornando indietro lo rileggerei e mi tufferei su questo libro con lo stesso entusiasmo, perché ne è valsa comunque la pena.
Perché la vita è così, quando tutto sembra perfetto, ti mischia di nuovo le carte, ti fa cadere quel castello, ti mette in discussione, si diverte con te, ride di te e vuole proprio vedere come te la cavi. Già, ma tu come te la cavi?
Forse, e sottolineo forse, sono le aspettative a dover essere indirizzate altrove prima di approcciarsi a Tre volte te. Nel mio caso non c’è stato nessuno a mettermi in guardia. A voi che state leggendo la mia recensione e che non avete ancora letto il libro posso fare delle raccomandazioni: non aspettatevi romanticismo. L’unica cosa romantica di questo libro è il concetto di primo amore che ritorna dopo anni e fa ancora battere il cuore. Tutto ciò che gira intorno a questo amore è realistico, duro, crudo. Il mondo dello spettacolo che racconta Federico Moccia, e che vive il suo protagonista sia da attore che da spettatore, è un mondo che mette i brividi. Disincantato. Un mondo in cui il tradimento è uno step obbligatorio nella vita di una coppia, e che viene raccontato in maniera atroce, tanto da far male anche a chi legge.


Probabilmente snellire il romanzo in alcuni punti avrebbe giovato; le descrizioni eccessivamente accurate e certosine che l’autore fa di un mondo che conosce fin troppo bene vi faranno desiderare subito di tornare a sapere di Step, Babi e Gin, eppure sono funzionali all’intera storia. Vi apriranno gli occhi, vi faranno essere meno sognatrici, più concrete, più centrate e soprattutto più pronte a incassare i dolorosi colpi di scena. Vi faranno capire che sognare va bene, ma poi è inevitabile scontrarsi con la realtà. Tra queste pagine c’è la vita, niente di più e niente di meno. A volte ingiusta, a volte dolorosa, altre volte meravigliosa, stupefacente. Ma sempre e comunque degna di essere vissuta.
Tre volte te è imperfezione. Bellissima, dolorosa, assoluta.








TUTTE LE TAPPE




3 MSC SERIE

#1, Tre metri sopra il cielo

#2, Ho voglia di te

#3, Tre volte te





2 commenti:

  1. dovresti scriverlo tu un romanzo...ho amato come hai scritto questa recensione. da eterna sognatrce vorrei scappare da questo libro, perchè mi aveva gia atterrata ho voglia di te. Anche se crescendo ho imparato ad "amarlo", a capire che non si scorda mai il primo amore e che mai nessuno sarò uguale, ma anche che poi arriva l'amore maturo, che è diversamente altrettanto bello. e che è giusto così. Motivo per cui non mi aspettavo un terzo capitolo...che suona da estraneo un sovrappiù. ma leggendo tra le tue righe capisco che invece è molto reale. Allora si..vorrei scappare per stare con i miei sogni, ma non lo farò perchè siamo attratti dal dare realtà alle cose e renderle più umane. Bellissime le tue parole davvero

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  2. Concordo con alexifera. Dovresti scriverlo tu un romanzo. Dieci e lode per quello che hai scritto. Io te lo devo dire Moccia il secondo libro poteva saltarlo e fare il secondo questo, perché anch'io alla fine mi sono lasciata prendere dal carattere di Gin e Step mi è caduto tanto sotto i piedi. Nel primo libro era dunque tutta apparenza ora è fragile, bugiardo e se permettere senzapalle tutto attaccato. Non si può dire certe cose ad una ragazza che sai che è innamorata persa di te e poi rimangiartele facendo soffrire alla fine tutti. Babi è come hai detto tu una stronza e continua ad esserlo, ma stavolta alla grande e Step manda giù tutto non dice niente. Senza spoilerare ma avrei preferito venisse approfondito questo aspetto e invece questi si comportano da immaturi sia Step che Babi vedendosi di nascosto come due ragazzini senza responsabilità e che responsabilità. Gin invece l'ho adorata per la sua scelta coraggiosa che avrei fatto anch'io conoscendomi per il suo troppo amore, mi ha fatto piangere, l'avrei voluta abbracciare per confortarla, perché non si può accettare tanto dolore scaricato tutto su una persona, è crudele! Step hai ragione lascia alle donne che sono forti tutte le decisioni, giusto un po' alla fine si riscatta, ma per quasi 700 pagine un immaturo, egoista e senza cuore. In ogni caso il libro è troppo prolisso quando si dilunga in particolari che sarebbe stato meglio sorvolare. E' un libro crudo per il mondo di cui parla che come dici tu Moccia conosce bene. Di tutta sta storia ho capito una cosa che sostengo da anni: gli uomini ragionano con il cervello da basso ed è per questo che il mondo funziona a rovescio.

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