martedì 28 marzo 2017

PASSENGER, ALEXANDRA BRACKEN. Recensione in anteprima.


TITOLO: Passenger

AUTORE: Alexandra Bracken

SERIE: Passenger #1

EDITORE: Sperling & Kupfer


PAGINE: 420


PUBBLICAZIONE: 28 marzo 2017


GENERE: Young adult/Fantasy (time travel)


PREZZO: € 9,99 ebook; € 18,90 cartaceo

In una terribile notte, la giovanissima Etta Spencer perde tutto quello che conosce e ama. Catapultata all'improvviso in un mondo sconosciuto, ha un'unica certezza: non ha viaggiato per chilometri, bensì per secoli. La sua famiglia, infatti, possiede la capacità di viaggiare nel tempo. Un'abilità di cui lei ha sempre ignorato l'esistenza. Fino a ora. Passeggera a sorpresa su una nave nel bel mezzo dell'oceano, e disposta a tutto per ritornare alla propria epoca, Etta inizia una straordinaria avventura attraverso secoli e continenti, in compagnia di Nicholas, giovane capitano della nave, alla disperata ricerca di un oggetto misterioso e di inestimabile valore, in grado di salvare il suo futuro. Ma i tentativi di Etta per trovare la strada di casa non fanno che trascinarla sempre più a fondo. Per sopravvivere dovrà imparare a navigare tra spazio e tempo, tradimento e amore. Una storia originale e dal ritmo serrato: uno speciale viaggio nel tempo, pieno di avventura e romanticismo, che ha subito conquistato il cuore dei giovani lettori americani. La serie Passenger ha infatti esordito al primo posto della classifica del New York Times ed è ora in corso di pubblicazione in 15 Paesi.



Passenger riesce a essere al tempo stesso un’avventura, una storia romantica e un accostamento di culture."―New York Times Book Review

Concordo con quanto detto dal New York Times Book Review, il punto di forza di questo romanzo è la capacità di mettere a confronto diverse epoche e differenti culture, approfondendole, puntualizzandole, rendendole credibili, evidenziandone i vantaggi e i limiti.
Nicholas è figlio del suo tempo, ha viaggiato nel futuro ma non ha perso i retaggi della sua epoca; le umiliazioni subite per via del colore della sua pelle bruciano e continuano a bruciare anche se si allontana dai suoi aguzzini mettendo fra sé e loro una distanza incolmabile. Al contrario Etta porta con sé la modernità, ha la mente aperta, è più libera, ma al tempo stesso da quella modernità è limitata: il silenzio della notte, le stelle sopra il cielo terso di New York la destabilizzano, fatica a orientarsi senza la tecnologia, i suoi sensi sono appannati da anni di inattività.
Nicholas ed Etta, due persone così diverse, due mentalità a confronto, due anime che si cercano e si trovano con una facilità disarmante, nonostante tutto e nonostante tutti. Non c’è alcuna forzatura nel loro rapporto, la Bracken tesse le fila con maestria, approfondisce il tormento di un uomo abituato a vivere ai margini della società che d’un tratto viene trattato con la dignità che merita, ne sonda le emozioni e ne guida la rinascita in modo lento e graduale. L’evoluzione di Etta è meno evidente, ma altrettanto sottile. Da ingenua ragazza disposta a rinunciare a tutto per inseguire la perfezione, che ha chiuso il mondo al di fuori solo per compiacere una madre distante, si trasforma in una donna appassionata, generosa, consapevole delle proprie passioni, così lucida da riuscire a rimettere tutto in discussione, perfino il suo sogno.
Passenger è un viaggio appassionante e straordinariamente avvincente attraverso epoche e continenti diversi, attraverso culture all’apparenza inconciliabili, ti prende per mano e ti conduce nell’Oceano Atlantico di fine settecento e poi a New York durante la Guerra di Indipendenza e ancora a Londra nel bel mezzo dei bombardamenti notturni della seconda Guerra Mondiale, ad Angkor in Cambogia nel 1685, a Parigi nel 1880 e a Damasco nel 1599. In ogni viaggio, a ogni cambio di scenario, sembra di immergersi in un mondo nuovo. Si vede che la Bracken è laureata in Storia, le sue descrizioni sono minuziose, accurate, contestualizzate in modo impeccabile. Ma questa è solo la cornice, seppur splendida e finemente intagliata. Ciò che conta è il quadro che dentro quella cornice è rappresentato: le vicende di Etta e Nicholas.
Insieme, spinti l’uno fra le braccia dell’altra dalle macchinazioni di un uomo avido e dai calcoli a volte insensibili della madre di lei, viaggiano attraverso il tempo e lo spazio, sono compagni di viaggio, sono esploratori di momenti storici che conoscevano solo nei libri - talvolta nemmeno lì - sono curiosi, ma hanno fretta, non possono soffermarsi a godere delle meraviglie che il loro dono offre: devono ritrovare l’astrolabio, uno strumento eccezionale che nelle mani giuste – o sbagliate, in questo caso – permetterebbe di riscrivere la storia.
La ricerca è ossessiva, frenetica, le avversità molteplici, i nemici abbondano e li inseguono attraverso i passaggi che si aprono fra le epoche, rendendo il loro viaggio ancora più incalzante. Eppure… eppure trovano il tempo per innamorarsi. Le difficoltà li avvicinano, la determinazione dell’uno diventa quella dell’altra, il rispetto cresce e l’attrazione pure. Dapprima un sorriso, poi una stretta di mano, una carezza, un bacio… Dopo una vita costellata di rifiuti, Nicholas fa fatica a credere che una donna bianca come Etta possa interessarsi a lui, interessarsi sul serio e ancora più difficile è arrendersi a un sentimento che nel suo tempo viene addirittura punito dalla legge. Ma la dolcezza della ragazza, la sua generosità, il suo rispetto fanno pian piano breccia, sgretolando le sue difese.
Nicholas vide la determinazione rifiorire in lei, e in quel momento capì perfettamente come lei potesse ispirare le due parti di lui che erano perennemente in guerra… la metà che tentava di essere il perfetto gentiluomo che lei meritava, e la canaglia che la desiderava a ogni costo.
Alla fine, Nicholas si rende conto che non ha più senso opporsi.


Voleva credere di averlo fatto perché lei aveva bisogno di conforto o almeno di una distrazione. Voleva credere di averlo fatto perché essere un estraneo di quell’epoca l’aveva scosso. Voleva credere che le loro vite avrebbero potuto finire da un momento all’altro, e quella era l’ultima possibilità. Ma la verità era che Nicholas l’aveva abbracciata perché voleva farlo. Non aveva pensato alla reputazione di lei, o a cosa avrebbero pensato gli altri. Fece un sorriso mesto. E che fosse maledetto, perché ora la conosceva. Lei gli aveva mostrato la propria mente, aveva aperto il cuore, e ora lui conosceva il sapore delle sue lacrime. E ne era devastato.  
Il sentimento di Etta è diverso, o quantomeno è diverso il modo in cui quello si sviluppa. È più naturale, istintivo, meno sofferto. Del resto, nel mondo da cui lei proviene non ci sono tutte le convenzioni sociali che intrappolano il cuore di Nicholas, lei è libera di esplorare le sue emozioni, di viverle fino in fondo. Non che sia immune ai dubbi, anche lei ne ha ed è giusto così, ma da quei dubbi non si lascia sopraffare. Mai.


Due protagonisti potenti, descrizioni suggestive, avventure incalzanti e la capacità di stuzzicare la fantasia e il desiderio dell’ignoto di ciascuno di noi: questo romanzo ha tutto.
Unica pecca che ho riscontrato è la naturalezza con cui Etta assorbe le spiegazioni che le vengono fornite sul motivo del suo viaggio nel tempo. Insomma, risvegliarsi su una nave nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, dopo aver visto ferire la donna che le ha fatto da seconda madre, circondata per di più da uomini sanguinanti che parlano con un accento arcaico… Un po’ di incredulità sarebbe stata il minimo. Invece lei è lucida, reattiva, solo vagamente turbata. In un romanzo così ben congegnato, in cui nulla è lasciato al caso, il processo di accettazione di una verità a dir poco inconcepibile avrebbe dovuto essere più graduale, più sofferto. Ma si tratta di una piccolezza, un neo talmente minuscolo che a contatto con la pelle immacolata che lo circonda si confonde, andando quasi a scomparire, una bazzecola che di certo non inficia in alcun modo il giudizio complessivo.
A questo punto, non vedo l’ora di mettere le mani sul secondo capitolo!




#1, Passenger
#2, Traveller



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