martedì 21 marzo 2017

IL MIO BALLERINO, ALICE VEZZANI. Recensione in anteprima.


TITOLO: Il mio ballerino

AUTORE: Alice Vezzani

SERIE: Il mio #2

EDITORE: Self publishing

PUBBLICAZIONE: 21 marzo 2017 

GENERE: Gay romance

PAGINE: --

PREZZO: € 3,29 ebook; € 10,00 cartaceo

Chi si sarebbe aspettato che il gigolò che Gabriele aveva ingaggiato fosse il ragazzo che era sparito dalla vita di Mirko Borromeo sette anni prima? Ancora più inaspettato era il fatto che lui sembrava odiarlo per qualcosa che il Consigliere del Banco di Milano aveva fatto, peccato che Mirko non si ricordi assolutamente nulla.
Diego aveva un sogno: diventare un ballerino di danza moderna e classica. Fino a quel momento non aveva ottenuto grandi successi ed era sceso a compromessi per continuare a pagare la scuola di danza. Li considerava un sacrificio necessario e sopportabile fino a quando quell’altezzoso di un Borromeo non era rientrato nella sua vita.
Efrem Borromeo sarà ancora presente in questa storia, con la sua personalità ingombrante, arrogante e affascinante, ma con molto da perdere. Fino a che punto Doc riuscirà a sopportarlo?
Questo è il secondo capitolo della mia serie di gay romance. Vi consiglio di leggere questo romanzo solo dopo aver letto “IL MIO PRESIDENTE” perché altrimenti perdereste le sfumature dei personaggi.

Sono passati ormai sette anni da quando Diego ha visto per la prima volta il suo cuore spezzarsi. Si era innamorato di un ragazzo più grande, l’idolo della scuola, il ragazzo più popolare e di successo che avesse mai conosciuto. Quella cotta non gli è mai passata e quando la vita fa incrociare di nuovo le strade di Diego e Mirko è l’inizio di qualcosa di speciale.
Un’attrazione difficile da nascondere, una passione indomabile, una scintilla che divampa: Diego vuole Mirko, lo desidera come un tempo, ma non ha il coraggio di farsi avanti. Sono due i motivi che fanno sì che resti all’angolo a guardare senza fare il primo passo. Diego è giovane, eppure ne ha viste tante. La sua vita è stata tutt’altro che facile. Squattrinato, pieno di sogni, costretto a prostituirsi per andare avanti. La danza è tutto ciò che rende le cose più semplici e che riempie le sue giornate. Diventare un ballerino è la sua massima aspirazione, per ora però tutti si sono presi gioco di lui. Hanno profanato il suo corpo, hanno sporcato la sua pelle e la sua ingenuità. L’hanno usato, l’hanno violato. Il rapporto con gli altri ha portato Diego a non avere più fiducia in se stesso, a credere di essere poco più che una nullità. Un uomo bello, maturo, affascinante, ricco come Mirko non potrà mai prendere in considerazione il ragazzino che tutti usano e poi buttano via. E invece, contro ogni previsione, Mirko Borromeo scopre di essere attratto da Diego. Nonostante faccia parte di una famiglia benestante e conosciuta, Mirko non ha mai fatto mistero della sua omosessualità. Quando scopre il tipo di vita che il ragazzo conduce fa di tutto per toglierlo dalla strada e dargli un tetto. Si propone di ospitarlo, gli offre dei soldi; l’istinto di protezione nei suoi confronti è fortissimo. Vorrebbe prendersi cura di lui, come nessuno ha mai fatto. Vorrebbe proteggerlo da tutte le brutture e le delusioni, ma Diego è un ragazzo particolare e la loro relazione viaggerà sempre su un filo spinato.
Il mio ballerino è una storia dolce, passionale ed emotiva. La storia di Diego, in particolare, mi ha fatto provare tante emozioni contrastanti. Sono stata malissimo per tutto ciò che ha dovuto affrontare, mi si stringeva il cuore ogni volta che leggevo degli abusi a cui è stato sottoposto, della sfiducia nei confronti di se stesso, della convinzione di non meritare l’amore di un uomo come Mirko. Alice Vezzani ci ha portato nel mondo della danza, quello vero, spietato e meno sognante di quello che sembra. Ci ha portato per mano in un mondo fatto di invidie, compromessi e raccomandazioni più che soddisfazioni e rivincite. Un mondo spietato, pronto a pugnalare e a spazzare via in un attimo anni e anni di fatica e sacrifici. Un mondo per cui, alla fine, anche Diego penserà di non essere più portato. Dopo tante porte chiuse in faccia e aver visto tanti suoi colleghi passargli avanti – certo non per meritocrazia – capisce che forse deve dedicarsi ad altro, rimboccarsi le maniche e abbandonare per sempre il suo sogno.
Mirko è al tempo stesso la benedizione e la maledizione di Diego. Lo salva, gli tende la mano, lo porta nel suo guscio e lo protegge, lì dove nessuno può toccarlo e fargli del male. Poi, però, lascia quella mano, lo lascia cadere, e Diego si smarrisce. Ricade nei suoi errori, nel ribrezzo che prova per se stesso, nell’odio che nutre per il suo passato. È un continuo sali e scendi, il loro amore. Poche certezze, poche dichiarazioni, tanta passione.
Quando ami qualcuno gli dai rispetto, fedeltà. Ma a quanto pare avevamo idee diverse di appartenenza e amore. Ecco perché forse tra di noi le cose non sarebbero mai dovute cominciare. Mi sarebbe piaciuto un ragazzo che tutti potevano guardare o possedere per pochi euro? E lui si meritava uno come me che voleva che fosse diverso?
Mirko è il duro della coppia; da uomo navigato e con più esperienze non vuole esporsi troppo perché la paura di soffrire e di far soffrire Diego è tanta. Si prende sempre cura di lui, gli offre tutto ciò che non ha mai avuto, ma il ragazzo reagisce a volte in maniera inspiegabile.
Non nascondo che nella prima parte del romanzo ci sono stati momenti in cui avrei voluto prenderlo a sberle. Perché rifiutare l’aiuto di Mirko in quel modo? Perché offendersi e chiudersi a riccio di fronte alla prima persona che gli dona affetto? Le sue reazioni sono eccessive, fuori luogo, eppure razionalmente comprensibili. Adesso, a mente fredda, mi rendo conto che l’autrice è stata fin troppo brava nella caratterizzazione di questo personaggio. Se si pensa alla vita di Diego prima dell’arrivo di Mirko, tanta ostilità è assolutamente comprensibile. Ha sofferto troppo e delusioni non smettono di piovergli addosso.


Diego è il cuore, l’emotività; Mirko è la mente, la razionalità. Diego è il movimento, Mirko è la staticità. Diego è il palpito, Mirko è la fermezza.
Non potrebbero essere più diversi, quasi opposti, ma è anche vero che non potrebbero completarsi meglio di così. Mirko è l’ancora di salvezza che Diego cercava. Diego è il tuffo nel vuoto di cui Mirko aveva bisogno.
Diego era fuoco e sangue, non aveva inibizioni e neanche freni. Con la mano libera percorsi il suo corpo fino alla sua erezione, scostai i boxer e la liberai. Un gemito di soddisfazione gli uscì mentre cominciavo a masturbarlo piano. I suoi fianchi si alzarono chiedendo sempre di più, mi fermai e tolsi la mano. Doveva imparare ad avere pazienza. «Stai fermo o ti lascio qui da solo.» «Sei un pezzo di ghiaccio? Come fai a stare così calmo? Io sto bruciando. Per favore.»


Il doppio punto di vista aiuta il lettore a entrare nelle vite dei due protagonisti di gran carriera. Mirko e Diego sono due protagonisti ben caratterizzati, con una personalità ben definita, con pregi e difetti che emergono fin dai primissimi capitoli. Vi schiererete da una parte o dall’altra, inevitabilmente. Amerete uno, odierete l’altro. Poi, finirete per schierarvi dalla parte di entrambi, perché quella parte altro non è che l’amore.  
Mettere insieme due personaggi in antitesi è risultato vincente. I loro continui tira e molla hanno tenuto sempre viva l’attenzione. Le scene di sesso sono molto esplicite, sono certa che le lettrici fedeli al genere le ameranno.
Nel testo sono presenti refusi e diverse imprecisioni che saltano all’occhio, nulla che un lavoro accurato di editing non possa risolvere. Lo stile è scorrevole, la storia procede spedita tra scenate di gelosia, insicurezze e personaggi secondari già noti a chi ha letto il primo volume della serie, Il mio presidente. Diego e Mirko passano il loro tempo in compagnia di Efrem e Gabriele e il lettore assiste ai loro continui battibecchi. Litigi incrociati, scenate furibonde da parte dei cugini Borromeo ma anche dei più giovani che a volte ho trovato ridondanti, altre volte mi hanno strappato un sorriso.
Di sicuro con questi quattro non si può mai stare tranquilli o tirare un sospiro di sollievo.
Se siete amanti del gay romance sono certa che Il mio ballerino vi farà innamorare della fragilità di Diego, lo prenderete sotto la vostra ala protettrice, vorrete coccolarlo e stringerlo forte, così come rimarrete sedotte dall’avvenenza di Mirko. L’uomo sicuro di sé ha sempre un certo fascino su noi donne e, a quanto pare, anche sugli uomini.






#1, Il mio presidente
#2, Il mio ballerino



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