venerdì 3 febbraio 2017

RIP (REST IN PEACE), LIDIA CALVANO. Recensione.


TITOLO: RIP Rest in peace

AUTORE: Lidia Calvano

EDITORE: Self publishing


PAGINE: 110


PUBBLICAZIONE: 24 gennaio 2017


GENERE: Paranormal romance


PREZZO: € 0,99 ebook
Blake ha molti clienti e nessuno di loro si è mai lamentato delle sue prestazioni.
La chiamano per truccare e rendere più belli i trapassati, perché chi rimane possa mantenerne un ultimo ricordo di serenità e pace.

Il continuo contatto con la morte però l’ha resa chiusa e diffidente verso la vita; quando conosce Jason, nel modo più impensato, fa di tutto per allontanarlo, ma lui non si lascia dissuadere.

In apparenza Jason è il ragazzo perfetto che tutte vorrebbero incontrare: affascinante, spigliato, solare, sicuro di sé. Ma è solo la passione a spingerlo, oppure c’è un segreto che custodisce nel profondo del cuore?
E quanto costerà a Blake concedergli la sua fiducia e i suoi sentimenti?

«Non è la cosa più bella del mondo, desiderare?»

«Io pensavo di sapere cosa fosse il destino, ma mi sbagliavo. Il futuro cambia a ogni singola scelta che facciamo. Ma il significato della nostra vita deve rimanere sempre lo stesso, qualsiasi cosa accada.»

«Vuoi fare l’amore con me? Un’ultima volta?»

 RIP  Rest In Peace è un romanzo breve di genere rosa-paranormal, autoconclusivo.






Per me questa è stata una lettura "complicata".

Forse non era il momento giusto, o forse il tema mi ha un po' condizionata, ma per quasi tutto il tempo ho sentivo una pesantezza sul cuore che non mi ha permesso di leggere serenamente.
Una forte sensazione di solitudine e di irrequietezza mi ha fatta rimanere in costante apprensione. 
Poi, però, ho capito perchè.
Blake, la protagonista della storia, fa un mestiere particolare, che in Italia (non so se per fortuna o meno) non esiste.
Lei lavora per una ditta di pompe funebri e cerca di riportare un segno di vita, sui volti dei defunti che passano sotto le sue mani.
Quelle mani...
Blake non ama il suo lavoro, ma lo sente parte integrante di se stessa. 
Ogni volta che passa un velo di cipria o fa una piega ai quei capelli spenti, sente di essere collegata a quei corpi che le giacciono davanti, più di quanto vorrebbe.
Quella connessione però, non le permette di svolgere il suo lavoro con serenità.  Anche dopo tanti anni, permane in lei un senso di vuoto e di oscuro disagio che si riversa sul prossimo e spegne quasi totalmente ogni giovialità.
Si sente continuamente giudicata e inadeguata e quel malessere che si porta dentro la fa sentire sporca sia nell'anima che nel fisico, tanto sporca che la pulizia di quelle mani che toccano puntualmente corpi morti, diventa un' esigenza compulsiva, un' ossessione.
Ma sulla sua strada sta per comparire un'anima dannata, che in pochi giorni le rivoluzionerà tutta l'esistenza.
Dove incontrerà gli occhi più azzurri che abbia mai visto, e i capelli del colore del grano appena raccolto? 




Jason ha avuto tutto dalla vita, forse troppo: molti soldi da sperperare a suo piacimento, donne da usare e da gettare, droga e alcool per assecondare i suoi vizi. Ma a vent'anni e nel pieno della vita, tutto sembra facile e a quell'età ci si sente spavaldi, irriconoscenti ed eterni.
Blake viene chiamata insieme al suo gruppo di lavoro, per "sistemare" due salme a 300 km dalla loro abituale postazione. Non è la prima volta che gli capita di fare un viaggio per raggiungere dei defunti, ma mai così distante.
Quando arrivano sul posto scoprono che le persone sono due, una giovane madre e il suo bambino di 8 anni, affogati nel lago della città a causa di un incidente stradale.
Fin dal loro arrivo in quella città, Blake prova strane sensazioni nei confronti di quelle persone e di quel luogo.
Se ne sente stranamente e inconsapevolmente attratta.
Quando entra nella sala mortuaria per controllare il lavoro da fare, vi trova al suo interno un ragazzo bellissimo, con il fisico di un giocatore di football e i lineamenti di un cherubino.
Seduto su quella sedia solitaria, è intento a rimirare quei corpi martoriati e quasi non si accorge della sua presenza, ma quando i loro occhi entrano nella stessa traiettoria, i loro sguardi entrano in collisione per diversi minuti pur non proferendo una sola parola, come se quella connessione  bastasse a comunicare più del respiro.
Sarà davvero così?


"Ti desidero, Jason" gli confessò sottovoce.Lui serrò l'abbraccio e la portò su di sè.I capelli neri di Blake li avvolgevano nella notte come il mantello magico di un prestigiatore.I suoi occhi di onice scintillavano nella penombra che filtrava dalle vecchie imposte. Le mani del ragazzo le percorsero la schiena, la presero per la vita sottile."Non è la cosa più bella del mondo, desiderare?" le chiese, roco, stringendola per i fianchi contro la propria erezione.Blake chinò il volto su di lui, indovinandone le labbra, che trovò già schiuse sotto la sua lingua.Fu il bacio di due naufraghi, di due belve affamate, di un cucciolo che cerca il seno che lo nutre, di due amanti che si dicono addio, di due adolescenti che non hanno mai baciato prima.

Quando all'inizio vi dicevo che è stata una lettura difficile, dico la verità. Ma solo quando sono arrivata alla fine del libro ne ho capito il motivo.
Quel senso di oppressione al cuore, che ha accompagnato la lettura aveva un significato che mi era inizialmente oscuro.
Il collegamento che c'era tra questi due ragazzi, mi sembrava strano, in alcuni punti addirittura forzato, non capivo come fosse possibile che nel giro di poche ore, pochi giorni, questi personaggi fossero entrati così in sintonia, si sentissero maledettamente in simbiosi, nel cuore e nell'anima, fino a leggersi dentro senza nemmeno parlare. 
Il modo con cui questa autrice ha affrontato il tema della morte è davvero ammirevole.
Ha saputo trasformare una cosa brutale e triste in qualcosa di diverso, catartico.
Ha raccontato come di un sogno, quel trapasso che tutti vorremmo per i nostri cari.
Una dea che li accolga, prendendoli per mano, guidandoli verso quella luce a cui sono destinati, nel modo più sereno possibile.
Mentre scrivo queste parole piango.
Piango perchè spero che ci sia davvero qualcosa dopo la vita, o qualcuno che ci guidi verso quella via sconosciuta e che non saremo soli ad attraversare quei cancelli fatti di nuvole.


Non ho provato gioia nella conclusione di questo testo, ma ho provato serenità. Quella stessa serenità che trova Blake nel lasciare andare dalla sua mente il senso di colpa nei confronti della madre morta tanti anni prima. Ho provato empatia verso quella ragazza che finalmente si è sentita libera da se stessa, libera di amare, libera di vivere.


Tutto nasce per morire, accettare questo era il massimo della perfezione e della bellezza che una persona potesse sperimentare...Accettare il dolore come unico mezzo per poter accogliere la pienezza della felicità.Imparare il qui e ora, senza passato nè futuro.Perdersi in un'altra mente senza smarrire la via per tornare a casa.Aiutare, e farsi aiutare.Perdonare. Perdonarsi.

Consiglio questo libro?
Si,ma attenzione, non è una lettura adatta a tutti.
Io per prima ne sono rimasta travolta, per una serie di problematiche personali che non mi fanno affrontare questo tema in maniera imparziale.
Quindi a voi l'ultima scelta ;)











1 commento:

  1. Non so come ringraziare Cinzia per queste parole dolcissime e appassionate! Vi sono molto grata per aver dedicato tempo e cura a questa lettura tutt'altro che semplice <3

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