sabato 7 gennaio 2017

SINNERS, AMÈLIE. Recensione.


TITOLO: Sinners

AUTORE: Amélie

EDITORE: Self publishing

PUBBLICAZIONE: 1 gennaio 2017

GENERE: Erotic romance

PAGINE: 375

PREZZO: € 2,99

Il mio nome è Miriam, ho ventiquattro anni e mi sono innamorata di un uomo. I suoi capelli sono biondi come quelli di un cherubino, gli occhi neri come quelli di un demone e questo contrasto mi affascina e mi turba ogni volta che lo guardo. La sua anima è un complesso gioco di luci e ombre, al quale ho deciso di prendere parte. 
Ma ho un rivale in questo gioco: Dio.
Perché l’uomo che amo è un sacerdote.
È proibito, ma non posso fare a meno di volerlo.

Il mio nome è Raphael, ho trentasette anni e ho perso la testa per una ragazza. I suoi capelli sono oro colato, i suoi occhi due immensità color dell’oceano, un connubio che mi abbaglia ogni volta che la guardo. La sua anima è pura, ma ha un nocciolo di oscurità che la attrae verso di me. Adoro tutto di lei e la desidero come non ho mai desiderato niente e nessuno nella mia vita. 
Ma è sbagliato. 
Perché io sono un sacerdote e ho deciso di appartenere solo al mio Dio e alla mia chiesa. 
Miriam è il frutto proibito delle Sacre Scritture, eppure non posso fare a meno di volerla.

Abbiamo provato a soffocare ciò che sentiamo l’una per l’altro e non ci siamo riusciti. Noi siamo la benzina e il fuoco e ci è bastato sfiorarci per scatenare un incendio che alla fine ci ha consumato entrambi, rendendoci peccatori agli occhi di Dio. Dopo la morte ci attende l’Inferno, ma non ci arriveremo impreparati, perché ne stiamo avendo un assaggio adesso, nella vita terrena.
Questa è la nostra storia travagliata.
E di chi vuole distruggerci. 



«D’ogni albero del giardino
puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all’albero della conoscenza del bene e del male, non ne devi mangiare, perché nel giorno in cui ne mangerai, morrai.»


Sinners è una storia controversa, passionale, proibita, non adatta a tutte le sensibilità. È la storia di una ragazza ingenua che poco conosce del mondo e di se stessa, che non ha mai creduto in nessun Dio e in nessuna chiesa. È la storia di un sacerdote che nella sua vita è caduto tante volte, che porta dentro di sé due peccati di cui si è macchiato e per cui non è mai stato in grado di perdonarsi. Un uomo, prima ancora di un parroco, che sa infliggere le peggiori torture alla sua carne e al suo corpo, per espirare in qualche modo quelle colpe. Attraverso il dolore, il sangue, la pena, chiede perdono e si inginocchia al suo Dio. Ma questa è anche la storia di un uomo e una donna che, al di là di ogni convenzione sociale, ogni regola etica scritta e non scritta, si attraggono e respingono con la stessa passione e lo stesso vigore.




Raphael e Miriam sono carne, debolezza, fragilità. Sono un prete e una ragazza, un uomo che ha scelto di donare la sua intera esistenza a qualcosa di superiore e una donna che sta scoprendo una passione mai provata, un desiderio proibito che le infiamma l'anima.
La curiosità, insana e ingiustificata, che Miriam inizia a provare per padre Raphael la porta ad avvicinarsi sempre più alla chiesa, proprio come quando era una bambina. Sono anni ormai che dentro di sé non sente la presenza di Dio, che non prega e non professa alcun credo religioso. Il carisma che nota in padre Raphael la porta a diventare una volontaria alla mensa e a riempire sempre più spesso il banco dell'ultima fila della chiesa durante la messa.
Quel prete nasconde qualcosa. La sua anima è dannata e beata al tempo stesso, il suo carisma miete inconsapevolmente vittime di tutte le età, i suoi modi di fare hanno qualcosa di unico e attraente. Come una falena, Miriam sarà attratta dalla luce più accecante che abbia mai visto e come Icaro, avvicinandosi troppo al sole, rischierà pericolosamente di bruciarsi.
Al di là dello scalpore che un romanzo che ha come protagonista un prete che si innamora di una ragazza che frequenta la sua chiesa, al di là dell'indignazione che può generare in qualcuno l'idea di un uomo votato a Dio che si concede ai peccati della carne, in Sinners ho trovato molto di più. Diversi sono gli elementi che l'autrice ha trattato in maniera approfondita, dando sempre nuovi spunti, nuove direzioni, nuovi elementi. È, questo, un romanzo che percorre molte strade, o forse è più corretto dire che percorre un'unica strada fatta di svolte, incroci, deviazioni.
Quella che inizia come una storia di sesso proibito, peccaminoso, caldo, l'appagamento dei soli piaceri fisici, qualcosa da tenere nascosto al mondo, da vivere silenziosamente e con i sensi di colpa sempre dietro l'angolo, si rivela essere, nel tempo, un tarlo che nessuno dei due protagonisti riesce a mettere a tacere.

«Sei intoccabile» mormorò.
«Eppure mi stai toccando, Raphael».
Le sue carezze quasi impalpabili avevano leffetto di un incantesimo potente, che non avevo i mezzi per neutralizzare.
«Sei proibita».
«Eppure mi vuoi».
Come io voglio te.
La sua mano si spostò tra i miei capelli.
«Hai le sembianze di un angelo». Strinse alcune ciocche nel pugno, tirandole con forza. «Ma sei pericolosa come il diavolo. Vuoi traviarmi, ma non ci riuscirai».


Raphael è il personaggio meglio caratterizzato nella sua umanità, nelle sue fragilità e nel suo essere un sacerdote irreprensibile. Già, perchè a suo modo, e senza tenere conto del piacere a cui non riesce a sottrarsi in nessun modo, crede totalmente e ciecamente nell'amore che prova per Dio. Fa di tutto per essere fedele a Lui, per non percorrere la strada del peccato, nonostante il richiamo sia forte, impossibile da ignorare. È un uomo dalle tante sfaccettature, fragile e cedevole quanto forte e attaccato ai suoi principi. Il modo in cui si accanisce contro il suo corpo per aver ceduto alla tentazione è forte, non lascia indifferenti. La sua espiazione del peccato arriva al lettore e lo tocca. Il suo pentimento, la sua paura di non riuscire a sottrarsi, l'infallibilità umana fanno di lui un personaggio umano in maniera dolorosa.
Come vi dicevo, l'autrice ha dato ampio spazio e approfondimento alla caratterizzazione dei personaggi: ogni pensiero o azione è giustificata, comprensibile, razionale. Alcuni eventi, invece, sono stati trattati in maniera troppo superficiale per risultare credibili. Nella seconda parte del romanzo ho apprezzato l'aggiunta di una sfumatura gialla, tendente al thriller, perchè ha saputo dare movimento alla storia, nuovi intrecci e più spazio ai personaggi secondari, ma avrei voluto che l'autrice si soffermasse un po' in più su certi dettagli. Innanzitutto per farli assimilare al lettore, e poi per dare maggiore respiro al romanzo che è ricco di eventi. Questa parte, che si è discostata dal genere romance, è stata, per me, croce e delizia del romanzo. Croce perchè mi ha lasciato perplessa, perchè alcuni punti necessitavano di maggiore credibilità e approfondimento; delizia perchè, nonostante tutto, ha saputo tenermi incollata alle pagine con il desiderio di sapere e di capire cosa ci fosse dietro.




Sinners è una storia d'amore, amore sofferto. Una storia che, sviscerata dal suo contesto peccaminoso, è uguale a quella di tante altre donne e tanti altri uomini. È una storia che, proprio per i ruoli che i protagonisti hanno, appare ancora più dolce e romantica. Vi sembrerà paradossale, eppure è così. Se vi capiterà di trovare la prima parte del romanzo un po' "forte" per i vostri gusti, se farete fatica a digerire che l'autrice abbia giocato in maniera così audace con argomenti delicati come la chiesa, Dio, la religione, andate avanti. Buttate giù questo boccone amaro e proseguite la lettura. Più leggerete, più riuscirete a comprendere. Probabilmente non giustificherete mai le loro scelte, ma almeno capirete, entrerete nelle loro menti e nei loro cuori. Vi sembrerà tutto più naturale, giusto, inevitabile.

Il blu dei suoi occhi era tutto ciò che vedevo. Lei era tutto ciò che sentivo. La afferrai per le spalle, scuotendola.
«Tu trafiggi la mia carne, spezzi le mie ossa, annienti la mia mente e distruggi la mia anima» dissi, a un soffio dalle sue labbra, facendole la mia confessione.
Mi prese il viso tra le mani.
«Ti faccio del male» disse, dispiaciuta.
«Sì, eppure ti voglio».
«Allora baciami, Raphael».
E la baciai, fondendo le nostre labbra, le nostre lingue, i nostri respiri. Senza sapere come, mi ritrovai in ginocchio davanti a lei, con il suo corpo tra le braccia.
Quelli che appartengono a Gesù Cristo, hanno messo al palo la carne con le sue passioni e i suoi desideri, recitavano le Sacre Scritture. In quel momento, io ero solo carne, passione e desiderio, lontano anni luce da Dio. Non ero più suo. Appartenevo a Miriam. Stavolta non si sarebbe fermata, lo sentivo. E non lo avrei fatto neanche io.


Lo scopo iniziale era quello di tramortire il lettore, di creare uno scandalo senza precedenti, poi il tutto si è trasformato in una semplice storia d'amore... niente di più semplice e puro che amore. E non vi nego che ad avermi colpito maggiormente è stata proprio questa virata, questo cambiamento in corso d'opera. Se la storia fosse stata quella di un prete e una ragazza qualsiasi che intraprendono una storia di sesso, il romanzo non avrebbe mai fatto breccia su di me. Oltre al proibito e alla componente erotica - che qui è altissima - un romanzo deve avere ben altro per colpirmi. Deve esserci una storia, con tutti gli annessi e connessi, che sta in piedi, che emoziona, che in qualche modo mi lascia qualcosa. Sinners ci è riuscito. 





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