domenica 8 gennaio 2017

PRIMA CHE SIA L'ALBA, LAURA PELLEGRINI. Recensione in anteprima.


TITOLO: Prima che sia l'alba

AUTORE: Laura Pellegrini

SERIE: Prima che faccia buio #2

EDITORE: Self publishing


PAGINE: --


PUBBLICAZIONE: 9 gennaio 2017


GENERE: Contemporary romance


PREZZO: € 2,99 ebook
"Siamo fatti di carne e limiti, di amore e cellule. Siamo fatti di ossa, lacrime e sorrisi, le stesse che gli ho regalato, gli stessi che lui mi ha donato.”
Questa è la storia di un amore. È la storia di uomo e di una donna, di due missioni differenti e di due vite che divengono una. È la storia di Gianluca e Manaar, un soldato e un medico volontario. Questa è la loro vita, questa è la loro storia.
“Perché l’amore non è solo battiti di cuore e farfalle. L’amore è darsi, l’amore è perdersi, l’amore è fidarsi, malgrado il dolore, malgrado le ferite, malgrado i denti che affondano nella tenera carne del cuore. Amare non significa essere immuni, amare significa aprire se stessi e rischiare."




Lo stesso luogo martoriato e desolato, lo stesso letto freddo e improvvisato in cui si sono incontrati e innamorati, ma stavolta Gianluca è solo, senza la sua Manaar. Il Libano è ancora una volta la culla che lo ospita, il confine dove l’amore diventa labile, come un’idea, una fantasia, un’utopia, e l’odio vige come regola. Ricostruire e ricostruirsi, le parole d’ordine. Si è lasciato alle spalle l’insicurezza, i silenzi e i dubbi della donna che ama, l’ha lasciata in un momento critico, in un attimo d’impasse da cui non riuscivano a uscire. La lontananza acuirà il dolore, inasprirà i sentimenti, logorerà i loro cuori. 
E per Gianluca sarà tutto troppo difficile, un peso troppo pesante da portare sulle sue spalle stanche e sovraccariche. Per la prima volta nella sua vita capirà di essere umano, fallibile, e toccherà il fondo. 
Manaar, dal suo canto, si ritroverà sola ad affrontare la vita. Ogni giorno senza Gianluca è duro, vuoto, inutile. L’unica persona a cui chiedere aiuto sarà Lucio.
Ancora una volta quest’ultimo si rivelerà essere stabilità, casa, famiglia. Ci sarà, per lei, nonostante tutto. Sarà l’unico e il solo, la spalla su cui piangere, l’abbraccio in cui trovare calore e conforto amico.

Lucio è la quint’essenza dell’istinto, la forza primordiale che muove ogni azione. Lui è nella sua schiettezza d’animo, nel suo darsi, nel modo diretto con cui mi guarda. E io adoro come mi guarda. Lui è la lama che ti perfora il fianco, ma che ti guarisce il marcio.

Gianluca è la roccia. Gianluca è la certezza. Gianluca è l’uomo che amo profondamente, ma che non ho, se non per brevi sprazzi.

L’avanzamento di grado di Gianluca sembrava essere una manna dal cielo, una possibilità in più per lui e Manaar di dare vita a una famiglia. Meno viaggi, meno missioni, più tempo da dedicare alla sua donna, alla sua vita. E invece è andato tutto alla deriva, entrambi si ritrovano con in mano un pugno di mosche. 


Probabilmente non ero pronta per questo romanzo, non mi aspettavo il carico di dolore che mi ha investito. Sono rimasta tramortita, incollata alle pagine, con bocconi troppo amari da mandare giù. Ho amato pazzamente il modo in cui l’autrice ha reso la sofferenza dei suoi protagonisti, la loro umanità. Gianluca e Manaar sono esseri umani nel senso più pieno e profondo del termine. Sono esseri finiti, fallibili, che nella vita tante volte sbagliano e diventano consapevoli dell’errore commesso quando ormai è tardi; sono esseri umani che cadono, si rialzano a fatica, per poi cadere nuovamente.

Poi lacrime, le mie, le sue, le nostre e parole non dette più profonde di oceani, più vere di queste radici che ci uniscono. E non c’è bisogno di parlare, non c’è bisogno di esternare. Crediamo di andarcene in giro fortificati dalle nostre insicurezze, blindati, sicuri, chiusi al mondo, con i nostri sentimenti messi al laccio, incatenati al nostro mostrarci forti, ma mai inganno è stato più elaborato. Siamo animali che si cercano, che si trovano, che vivono per amare e farsi amare. Camminiamo sottosopra, rigirati, esponendo al mondo il nostro cuore nella follia assurda di nasconderlo. E lo portiamo in dono, e lo diamo in dono.

Non c’è nessun intento di indorare la pillola, Laura Pellegrini scava nel dolore, si muove nella sofferenza e nella caducità dell’individuo umano. Personaggi maturi, uomini e donne che si ritrovano a fare i conti con la vita vera, con le loro debolezze e i loro limiti. Limiti invalicabili, insuperabili, insormontabili. Limiti con cui si scende difficilmente a patti, che fanno male, che corrodono. 
Prima che sia l’alba è il romanzo dedicato a Gianluca, il protagonista indiscusso è lui, con le sue difficoltà, le sue nuove consapevolezze. Se nel primo romanzo, Prima che faccia buio, ho fatto fatica a comprendere i dubbi di Manaar e dubito di essere riuscita a entrare appieno nella sua mente, in Prima che sia l’alba sono stata sottoposta a una nuova sfida: riuscire a comprendere e perdonare Gianluca. Già, Laura Pellegrini mi ha chiesto tanto. Mi ha chiesto di capire ciò che la mia mente non ha mai capito, mi ha chiesto di essere indulgente con il suo protagonista, esattamente come lo è stata Manaar. Che fatica, ragazze mie! L’ho odiato, ho imprecato contro di lui, ho dovuto farmi violenza per non urlare e lanciare il Kindle al muro. Ho dovuto ricordare a me stessa come si respira: inspira, espira, inspira, espira, calmati. 
E no, Gianluca, non farlo. Pensaci. Rifletti. Niente, non mi ha ascoltato. L’ha fatto; non ha pensato, non ha riflettuto. Fino all’ultimo ho gridato: non farlo! Non puoi farlo! 
E poi dolore, rammarico, colpa, guerra, perdita. 
E poi vuoto, silenzio, bugie, omissioni.
La verità è arrivata come una sferzata di vento gelido in pieno viso, una sferzata di vento inaspettata, inattesa. Ha distrutto, ha demolito, ha raso al suolo, senza più possibilità di costruire e rimettere in piedi. 


Questo è un romanzo difficile per chi si è affezionato nel tempo a Gianluca e Manaar. Tuttora, se ripenso a ciò che ho provato durante la lettura, mi sale un groppo alla gola. 
Manaar ha idealizzato Gianluca come uomo, come soldato, come compagno, come amante. Gianluca ha idealizzato se stesso, ha creduto per tutta la vita di essere perfetto, invincibile, irreprensibile. I suoi sottoposti, come i suoi superiori, hanno visto da sempre in lui un esempio, un modello di perfezione. Aspettative troppo alte che a lungo andare l’hanno portato a certe convinzioni che sono venute meno in uno dei momenti più difficili della sua vita. Gianluca è un soldato nell’anima, nella mente, nel cuore. È un soldato nella vita. E, cara Laura, chapeau, non avrei saputo rendere meglio le sue fattezze. 
Come ho sempre detto, i POV maschili scritti da quest’autrice hanno qualcosa in più: sono semplicemente perfetti. Quando leggo di Gianluca ho l’impressione che dietro la tastiera, dietro la sua mente, ci sia un uomo. Non poteva essere più riuscito di così. 
Gianluca è vero, reale, fatto di carne, sangue, limiti, errori. Gianluca è un uomo. 

Si ferma, si volta verso di me, mi cerca e mi trova, come mi cerca e mi trova sempre. Lui mi cerca e mi ha sempre. Lui non parla, ma mi ama sempre. Lui non sorride, ma è felice sempre, per me, per me e lui insieme, per noi. Lui non c’è, ma è la mia roccia sempre.

«Ti amo» mormora e a me basta. Per ora mi basta.

Il finale mi ha ricongiunta ai protagonisti, mi ha dato la pace che cercavo e di cui necessitavo urgentemente. Mi sono commossa e quelle lacrime sono state catartiche, hanno rimesso in sesto il mio cuore malandato. 
Guardo al passato, ricordo il soldato e la dottoressa che si stuzzicano e provocano in piena guerra, la fatica che hanno fatto per avvicinarsi e, infine, gli scherzi che il destino ha riservato loro. Vedo la forza del loro amore chiara, vedo quel filo, spesso invisibile, che li ha tenuti uniti, vicini, sempre, nonostante tutto e tutti. Il loro è un amore che ha combattuto tanto, che ha trovato il coraggio di nascere e crescere, che si è attaccato a ogni appiglio con le unghie e con i denti per non perdersi. Vedo la meraviglia, l’eccezionalità di questa storia. E non potrei vedere niente di più bello.





#1, Prima che faccia buio (novembre 2016) qui recensione

 Prima che tu dica noi (luglio 2016) qui recensione SPIN-OFF

#2, Prima che sia l'alba (gennaio 2017)


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