mercoledì 4 gennaio 2017

LA MIA GARA CON TE, SONIA GIMOR. Recensione in anteprima.



TITOLO: La mia gara con te

AUTORE: Sonia Gimor

EDITORE: Gilgamesh Edizioni

PUBBLICAZIONE: 9 gennaio 2017 

GENERE: Contemporary Romance

PAGINE: 224

PREZZO: 1,99

Luca, trent’anni, dopo aver vinto le olimpiadi invernali, decide di ritirarsi dalla sua brillante carriera nel pattinaggio artistico. Poco dopo incontra una giovane pattinatrice, Giulia, e con lei inizierà la sua esperienza di allenatore. La ragazza però non è una pattinatrice qualsiasi e Luca se ne renderà conto molto presto. I due protagonisti si troveranno a fare i conti con la forte attrazione reciproca, con il rischio derivante da una relazione tra di loro e con un passato che porterà a galla delle situazioni che pensavano entrambi passate per sempre. 

Aspettavo con ansia questa riedizione de La mia gara con te per varie ragioni, ma soprattutto perché nella mia prima recensione avevo esposto alcune lacune... Insomma avevo rotto le scatole all'autrice come mio solito. Sono rimasta soddisfatta? Direi proprio di sì, visto che il risultato è un romanzo nuovo, completo e appassionante anche a una seconda lettura. Il punto di vista di Luca, a posteriori, è assolutamente necessario tant'è che quasi fatico a immaginarmi la storia senza, e l'eliminazione dei settordicimila "piccola", "piccolina" e compagnia bella ha giovato alla mia sanità mentale. Ringraziate in coro Sonia Gimor per aver impedito un TSO a mio carico!
«Prima intendevo esattamente quello che ho detto. Sei giovane, questo è vero… ma sei dolce, bellissima, intelligente, spiritosa… ammettiamolo, anche un po’ testarda e ogni tanto mi verrebbe da prendere la tua linguaccia e tagliarla. Eppure la verità è che vorrei assaggiare quella lingua più di qualsiasi altra cosa al mondo. So che non avrei dovuto dirtelo, ci sono infinite ragioni per cui non dovrei neanche pensare di uscire dalla sfera professionale, ma sarebbe impossibile non essere attratti da te, e il fatto che tu non te ne renda nemmeno conto, non fa che aumentare il mio desiderio. Puoi non credermi, ma sto diventando pazzo. Detto questo, non dimentico che sono il tuo allenatore e che dobbiamo lasciare che le cose rimangano come sono adesso… anche se so di non esserti indifferente. Lo vedo da come mi guardi, sai?» sussurra, e il suo respiro caldo mi accarezza il viso. «Perché, come ti guardo?» riesco a chiedergli, mentre il cuore rimbalza inesorabile all’interno della cassa toracica e non c’è modo di calmarlo. 

Nessuno mi aveva mai detto delle cose simili, e che il primo a farlo sia stato proprio Luca, rende questo momento il più eccitante e speciale della mia vita. Lui sorride e si avvicina ulteriormente, come sempre perfettamente padrone della situazione, e il suo naso mi sfiora. Se avanzasse ancora di un centimetro, le nostre bocche si incontrerebbero. 

«Con desiderio. Il tuo è un interesse adulto, da donna, non certo da bambina. Dio, ma davvero non senti la tensione che c’è tra noi? Sono sicuro che la percepisci anche tu. Ora vai a dormire, prima che questa conversazione diventi pericolosa. Domani ti aspetta una lunga giornata di allenamento» mi avverte e, per un attimo, resto immobile a fissarlo. 

È possibile che un uomo possa riuscire a scaturire tutte queste sensazioni solo con le parole? Non lo ammetterei mai, ma sono eccitata… spero che Luca non se ne sia reso conto. 
Luca è un ex campione olimpico che ha appeso i pattini al chiodo per dedicarsi alle sue associazioni benefiche, allo speakeraggio sportivo e, dopo aver visto Giulia esibirsi, anche all'allenamento di giovani leve. Lei è una pattinatrice talentuosa, con un grande futuro davanti a sé ma poca disciplina. Un uomo che deve ricominciare da zero; un uomo dedito al pattinaggio, al sudore, alla fatica; un uomo perso che deve ritrovare la voglia di fare, di costruire, di fidarsi. Una ragazza ribelle che deve uscire fuori dal guscio; una ragazza impaurita alla ricerca di se stessa e delle propria strada. Insieme, forse, riusciranno a vincere la loro personale gara, ma non sempre il passato lascia spazio alla felicità. Non sempre si può vincere. 


Luca è il classico bravo ragazzo, quello che cerca di fare la cosa giusta, quello dolce e comprensivo, quello protettivo e amorevole, quello sicuro di sé e delle proprie potenzialità. Sa ciò che fa, sa ciò che vuole e sa come prenderselo. La glicemia questa volta è stata tenuta sotto controllo e devo ammettere che, per quanto mi riguarda, la narrazione è migliorata sotto tutti i punti di vista. Un personaggio maschile così delicato è perfetto per una protagonista energica e problematica come Giulia: le due personalità si completano a vicenda, si amalgamano alla perfezione e si fronteggiano con estrema intelligenza espositiva.
Giulia ha un caratteraccio, sembra forte, sembra sapere chi è e chi vuole diventare, ma quando il passato ritorna tutte le certezze evaporano e diventa inerme. Mi è piaciuto questo aspetto nella versione self? No, perché le avrei dato delle ombrellate in testa, l'avrei presa per le spalle e l'avrei pregata di reagire, di alzare la testa e affrontare l'ostacolo. Mi è piaciuto questo aspetto nella nuova edizione? Sì, perché ho capito che le esperienze traumatiche possono immobilizzare anima e corpo. La sua durezza spesso racchiude la sua vera essenza, quella di una ragazza giovane che sta cercando di non affogare, che sta muovendo le braccia in modo sconclusionato alla ricerca di qualcuno che la veda e la salvi. E forse l'unica persona in grado di portarla a riva, sana e salva, è Luca. Forse il suo salvagente personale è proprio un uomo, perché solo così potrà chiudere il cerchio e andare finalmente avanti.
Appena si ferma di fronte a me, le appoggio le mani sulle spalle e le raddrizzo, in modo che le scapole si avvicinino.

«Ecco. Così va meglio. Senti le scapole? Devono quasi toccarsi. Quando dico che voglio le spalle dritte, intendo questo. Inoltre…» continuo, infilandole una mano sotto la coscia per sollevarla all’altezza della mia vita. 

Cerco di concentrarmi, ma per un attimo perdo il filo del discorso: non avevo calcolato la reazione che mi avrebbe provocato il contatto delle dita con la sua pelle calda. La sento fremere sotto al mio tocco e mi eccito, tanto che devo fare attenzione a non avvicinarmi troppo per evitare che se ne accorga anche lei. 

Dov’ero rimasto? Ah, sì, la gamba. 
«…quando ti dico di sollevare la gamba per lanciare il triplo axel, intendo così» stringo leggermente la mano attorno alla sua coscia e la sollevo ancora un poco. 
Giulia è costretta a reggersi a me per non scivolare sul ghiaccio e, alzando gli occhi, mi accorgo che la sua bocca è dolorosamente vicina alla mia, di nuovo. Se qualcuno ci vedesse adesso, scoprirebbe due corpi molto vicini e quasi intrecciati l’uno con l’altro. Guardo le labbra di Giulia senza riuscire a impedirmelo. Deglutisco a fatica. Lei ricambia il mio sguardo eccitato, ma poi si riscuote, si irrigidisce, e si allontana da me annuendo, fingendo di essere stata fino a ora concentrata esclusivamente sulla mia spiegazione. Immagazzino più aria possibile nei polmoni e la lascio uscire piano, cercando di regolarizzare il mio battito e il flusso con il quale il sangue irrora prepotentemente le mie vene, mentre lo sguardo rimane fisso su di lei.
La descrizione dell'innamoramento e del lento avvicinamento tra i due protagonisti è... soave. Sì, la definirei soave, perché esprime tutta la purezza e l'ardore propri del grande amore, quello vero, quello sincero, quello solido. Tassello dopo tassello, sfioramento dopo sfioramento, sguardo dopo sguardo, i due si conosceranno meglio, scopriranno i propri corpi, si fideranno dell'altro e si affideranno all'altro. Passione, desiderio, coinvolgimento emotivo, ma soprattutto rispetto e condivisione: rispetto per l'intimità e le paure del compagno, condivisione delle insicurezze e dei desideri della dolce metà. Non è sicuramente una relazione carnale travolgente e impetuosa, ma lo diventa se si apprezzano i piccoli gesti, quelli che tutti noi abbiamo vissuto con il nostro primo amore e ricordiamo con affetto.
Non conoscendo il mondo del pattinaggio non posso giudicare con certezza l'ambientazione, ma posso assolutamente affermare di essere meno ignorante in materia. A dirla tutta mi è venuta una gran voglia di guardare esibizioni su ghiaccio perché penso siano magnetiche e intense: Sonia è riuscita a coinvolgermi inserendo dettagli tematici qua e là, senza stancarmi o annoiarmi. Batti il cinque, piccola!



Ed eccoci arrivati al tasto dolente, quello che per coerenza devo assolutamente toccare. Premetto che non è una critica all'autrice perché conosco i punti deboli, formali e contenutistici, dei lavori di Sonia: la seguo ormai da tempo e conosco alla perfezione il suo modo di scrivere e le sue storie. Questo romanzo contiene innumerevoli sviste e usi poco consoni dei segni interpuntivi, dettagli che mi hanno fatto storcere il naso perché da un testo edito da una casa editrice mi aspetto di più, molto di più. Ovviamente tutto ciò non è da imputare all'autrice perché non si tratta di una versione self e riguarda per lo più la normazione (norme editoriali dettate e imposte da una casa editrice per rendere i testi omogenei)
Attenzione ai VOCATIVI e ai DISCORSI DIRETTI, please
Io dico NO alla MINUSCOLA dopo il PUNTO FERMO! 
Poteva essere un Romance da voto massimo: non posso far finta di nulla, ma al contempo sono dispiaciuta perché mi sono affezionata a questa storia. Mi trovo in grande difficoltà, cribbio!

Consiglio questo romanzo a tutti, perché questa storia d'amore merita di essere letta e vissuta. 
Consiglio questo romanzo a chi ama senza riserve e a chi ricorda il primo amore con gioia.
Consiglio questo romanzo a chi non ha ancora incontrato una persona protettiva e amorevole, un amante degno di questo nome, un uomo quasi principesco. 
Consiglio questo romanzo a chi vuole accompagnare una protagonista giovane e complessa nella sua crescita, scoprendola pagina dopo pagina, capendola riga dopo riga.
Consiglio questo romanzo a te, che ami sognare a occhi aperti e non ti perdi mai d'animo.


CONTENUTO 

(rispetto alla versione self)

FORMA

Non classificabile






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