mercoledì 28 dicembre 2016

FRAMMENTI DI UN ADDIO, ANDREW LEVINE. Recensione.


TITOLO: Frammenti di un addio

AUTORE: Andrew Levine

EDITORE: Self publishing


PAGINE: 249


PUBBLICAZIONE: 25 novembre 2016


GENERE: Contemporary romance


PREZZO: € 2,99 ebook
È una dolce sera di fine estate quella in cui Drew Wyatt arriva a Wilmington, Carolina del Nord, luogo in cui, secondo una voce, potrebbe trovarsi la causa dei suoi incubi. Nel parcheggio del locale in cui dovrà esibirsi, Drew però, incontra qualcuno d’inaspettato. 

Lily Cooper, una ragazza dal carattere plasmato nel dolore e nella paura, è incazzata nera con la sua migliore amica per averle fatto saltare un altro turno di lavoro e mentre è in giro a cercarla s’imbatte in uno sconosciuto terribilmente irritante. 
Entrambi hanno un motivo per essere lì.
Entrambi sono partiti un anno prima.
Entrambi sembrano diversi, ma hanno in comune più cose di quanto immaginino. 

I due ragazzi condividono un passato diverso dalla maggior parte dei loro coetanei e, con quella che sembra essere una semplice sfida, impareranno a conoscersi e a fidarsi, trovando ognuno nel cuore dell’altro un pezzo per completare il puzzle che è il loro cuore, fino a fare i conti con la verità del passato.

«Il cuore è lunatico, figliolo. Quando viene ferito, quando viene spezzato, vorrebbe vendicarsi e far sì che l’altro provi lo stesso dolore, ma poi guarisce, con i ricordi della mente o con l’amore di un’altra persona, e qualunque cosa gli sia stato fatto, lui saprà perdonare. Un giorno, se sarete abbastanza fortunati, lo capirete anche voi.» 

Questa è una storia di dolore, rinascita, segreti. Una storia che per essere compresa appieno necessita di tempo e riflessione. Non è tutto semplice come può sembrare dai primi capitoli. L'incontro tra Drew e Lily avviene in maniera simpatica, casuale, ed entrambi si stuzzicano giocando sull'odio che Lily sembra provare a pelle per il ragazzo. Lo chiama S., che sta per stronzo. Si mostra come la ragazza irriverente e acida che non è e non sarà mai.
Le apparenze ingannano.
Lily ha un passato difficile alle spalle, l'ultimo anno della sua vita, quello che vorrebbe dimenticare con tutta se stessa, l'ha segnata per sempre. L'oblio dei cocktail di medicinali a cui era ormai abituata l'hanno portata a fare un passo importante, da cui non è possibile sottrarsi. Drew sembra essere la sua possibilità di rinascita, di fuga, di cambiamento. Ma, per qualche ragione che non ho compreso, non si lascia andare. Vuole rinascere, vorrebbe farlo con tutta se stessa, ma non fa nulla. Resta ferma nella sua posizione, nel suo dolore, si crogiola in esso. Forse pensa di non meritare la serenità, perchè l'unica responsabile dei suoi sbagli è lei. E in questo, lasciatemelo dire, Lily è un personaggio dannatamente umano. Non è perfetta, non si comporta mai come il lettore si aspetta, con lei non ha senso fare piani o avere aspettative. Stravolge tutto, manda all'aria i piani e le congetture. È irriverente e in certi momenti irresponsabile. Drew ha pazienza con lei, la sopporta, la comprende, si sforza di andarle incontro. Il lettore, forse, un po' meno.
L'intera storia è narrata dal punto di vista del protagonista maschile, proprio come il primo romanzo di Andrew Levine. Questa scelta ha su di me sempre un certo fascino perchè entrare nella mente di un uomo ha quel qualcosa in più che raramente si trova nei romanzi. Storia narrata da un uomo e scritta da un uomo: finalmente qualcosa di originale.
L'autore, stavolta, più che concentrare la sua attenzione sulla storia d'amore, che resta il fulcro del romanzo, si pone l'intento di dare risalto ai personaggi, alla loro caratterizzazione, alla loro umanità. In ogni pagina, in ogni capitolo mi è arrivato questo suo bisogno di raccontare non una storia, ma diverse storie. Innanzitutto la storia di un ragazzo fragile che non ha paura di guardare in faccia le sue debolezze ma che, anzi, le riconosce e ne prende atto. Un personaggio coraggioso, che è degno in ogni momento di camminare a testa alta perchè nonostante i colpi bassi della vita ha saputo sempre rialzarsi più forte di prima. Un personaggio, dunque, tanto fragile quanto forte.

Non riesco davvero a capire dove ho sbagliato, cosa ho fatto di male. Ho sempre pensato che alle persone buone accadano cose belle. Insomma, non è quello che ti insegnano da piccoli? E allora perché per quanto cerchi sempre di aiutare chiunque ne abbia bisogno, non riesco a uscire fuori da questo vortice cupo? Nella mia vita, la felicità è il prologo di un dolore assai più grande e io ho paura.



Ho voluto bene a Drew, mi sono affezionata a lui in questo percorso perchè sono riuscita a conoscerlo, intimamente, a sentire ogni suo stato d'animo e ogni sconfitta. Ogni rifiuto da parte di Lily spezzava il suo cuore e un pezzo anche del mio. "Questo ragazzo non se lo merita!" urlavo. Ma Lily non mi ascoltava, non mi ha ascoltato neanche una volta. Cambierà, cambierà, mi dicevo. Non è mai cambiata. La protagonista di Frammenti di un addio vi spiazzerà perchè le vostre aspettative sul suo conto saranno disattese. Non c'è redenzione, non c'è cambiamento. Non in tempo, comunque.
Lily è un personaggio coerente, sì, ma che non si riesce ad amare perchè infliggerà a Drew dei dolori che non merita, lo metterà in dubbio, rifiuterà il suo amore fino alla fine. Uno strazio, un dolore che si aggiunge ad altro dolore, un dolore autoinflitto e che si infligge.

«Oh, l’amore… Non credi che l’amore dovrebbe guarire? Non dovrebbe rendere la vita più bella?»
Sospiro, facendo spallucce. «Molte volte, tutto quello che ci salva, può anche ucciderci...» sussurro, chinando la testa.



Sul finale vorrei spendere qualcosa in più che due parole, ma devo trattenermi perchè rischio di fare spoiler. Mi viene da dire che l'ultima parte del romanzo è coerente con Lily: non aspettatevi nulla perchè l'autore stravolgerà ogni cosa. Ciò che pensate con molta probabilità non succederà. Dopo aver letto l'ultima parola ho sentito il bisogno di restare ferma, immobile, con il Kindle tra le mani, in religioso silenzio, a riflettere. Non sono arrabbiata, non sono delusa, non ce l'ho con Lily nè con Andrew. Ho compreso, ho afferrato il messaggio che l'autore ha voluto mandare e devo complimentarmi per l'originalità e il modo schietto quanto crudele con cui l'ha fatto. 





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