lunedì 19 dicembre 2016

FELINE, SARAH BIANCA. Recensione.


TITOLO: Feline

AUTORE: Sarah Bianca

SERIE: Feline #1

EDITORE: Fazi Editore


PAGINE: 524


PUBBLICAZIONE: 13 ottobre 2016


GENERE: Fantasy


PREZZO: € 6,99 ebook; € 15,00 cartaceo

In Germania, nascosta fra le fronde delle foreste più fitte, riparata dai corsi d’acqua più insidiosi, e soprattutto protetta dalla magia, la Tenuta è la comunità segreta che l’anziana Isolde ha costituito anni fa.

Qui, organizzati in clan, alleanze e veri e propri sistemi di governo, vivono i mutaforma, esseri umani con la capacità di assumere sembianze animali. Per Uriel, magnifica tigre bianca, avvenente nipote di Isolde e candidato alla reggenza in seguito al ritiro della nonna, il tempo della spensieratezza e delle avventure amorose sta per finire: deve lasciare la Tenuta e, insieme alla gemella Stella, mettersi alla ricerca della ragazza destinata a diventare la sua compagna; colei che non solo dovrà innamorarsi di lui, ma anche possedere quelle stesse capacità magiche di cui è dotata Isolde. Solo in questo modo Uriel potrà sperare di vincere la lotta per la successione, salire al potere e proteggere il proprio branco dalle minacce del mondo esterno.

È così che la giovane Dara – rimasta sola dopo l’incidente stradale che le ha portato via la famiglia – si ritroverà coinvolta in un mondo incredibile, combattuta fra il desiderio di tornare alla sua vita di sempre e l’enorme responsabilità di essere l’unica speranza per la Tenuta e per i suoi membri, ai quali presto si ritroverà indissolubilmente e perdutamente legata. Primo volume di una trilogia, tra scenari incantevoli, intrighi di potere, sentimenti e colpi di scena, Feline dà il benvenuto al lettore con un modern fantasy raffinato e completamente nuovo, dove restare fedeli a se stessi si rivela la battaglia più difficile.





Finalmente un modern fantasy originale e intrigante, in cui i classici cliché vengono messi al bando per creare un mondo del tutto nuovo, ben fatto, rifinito fin nei minimi particolari. La scrittura è elegante e sofisticata e la trama scorre fluida ma intensa come un fiume gonfio d’acqua che si riversa a valle, tra rapide, ingorghi e cascate dalle altezze vertiginose.
Questo romanzo mi è piaciuto molto. Ho apprezzato i personaggi, il modo in cui ne vengono approfonditi i caratteri, la maturità con cui ne vengono delineati i sentimenti e le paure più recondite.
Però devo ammettere che ho avuto bisogno di qualche giorno per decidermi a scrivere questa recensione perché, per quanto abbia apprezzato quasi tutto, ho odiato la fine al punto tale che temevo che quel sentimento condizionasse il giudizio complessivo. E non sarebbe stato giusto. Mi spiego meglio: sono davvero stufa di romanzi che non solo non sono autoconclusivi ma che arrivano a giocare con la curiosità del lettore fomentandola, soffiando sul fuoco fino a creare un incendio e poi… e poi… E poi finiscono lì, sul più bello, lasciandoti con la bocca spalancata e la bava che gronda. Va bene voler creare una trilogia, in questo caso ci sta tutta, anche perché i fatti narrati nel primo romanzo sono già molti e altrettanti se ne intuiscono. Condensare tutto in un solo romanzo non sarebbe stato giusto. Ok. Ma un conto è creare un primo capitolo di una saga, tutta un’altra storia è creare una prima puntata di una soap opera. Anche perché per la seconda puntata di una soap di solito c’è da aspettare un giorno, al massimo un paio, mentre per il secondo romanzo di una trilogia fantasy, per di più appena uscita, c’è da aspettare una vita! No, così non va!
Eppure, come dicevo, non mi sembra giusto che questa amarezza, no, diciamola tutta, questa rabbia furibonda che ho provato leggendo le ultime pagine del romanzo, mentre la percentuale di completamento avanzava e il tempo alla fine del capitolo si riduceva alla velocità della luce e la mia consapevolezza e la sensazione di essere stata defraudata di qualcosa aumentava in proporzione, questa rabbia, dicevo, rovini l’opinione su un libro. Prima di tutto perché so quanta fatica richieda scrivere una storia, cercare di dare una logica all’ammasso di idee che si formano nella testa quando ci si trova di fronte a una pagina bianca e quanto amore si finisca per provare nei confronti della creatura a cui si dà vita e provo molto rispetto per chi svolge questo lavoro, ma, soprattutto, perché questo romanzo mi è piaciuto davvero – certo, finale a parte! Grrrrrr! Un finale che, forse, se avessi già avuto per le mani il secondo capitolo della saga, mi sarebbe sembrato meno amaro, meno incompiuto, forse… Mah…
Dunque, dicevamo, Feline di Sarah Bianca… Un libro bello, complesso, intrigante e soprattutto originale. C’è magia, romanticismo, passione, ci sono intrighi e c’è la violenza che la smania per il potere porta sempre con sé. E poi ci sono personaggi ben fatti e affascinanti.
Uno fra tutti Uriel, un ragazzo dalla bellezza nordica che ha il potere di trasformarsi in una splendida e potente tigre bianca. Uriel è bello, forte e appassionato, prende la vita di petto e vive ogni emozione intensamente. Quello che mi ha conquistata è stato il perfetto mix di forza e fragilità e l’attenzione dolce e appassionata che ha per Dara. Per lei è disposto a tutto, perfino a lasciarla andare.

Avevo appena iniziato ad accettare che la mia vita sarebbe stata per sempre legata alla Tenuta e ai suoi giochi di potere. Come potevo riuscire a far accettare a una persona che viveva una vita normale, nel mondo, libera da tutti i pericoli che la nostra esistenza comportava, l’enormità dell’ingiustizia che stava per subire?



Anche Dara, tuttavia, è riuscita a ritagliarsi un piccolo posto nel mio cuore grazie al suo spiccato senso dell’umorismo e a una sensibilità fuori dal comune. Per lei l’incontro con i mutaforma non è dei migliori, tutt’altro. Eppure, poco per volta, grazie alla sua intelligenza, a una lucidità davvero invidiabile e a un potere così smisurato che perfino Isolde ne rimane impressionata, Dara riesce ad adattarsi a una vita assurda e a tratti del tutto incomprensibile, ma è un adattarsi difficoltoso e a tratti la voglia di fuggire si fa troppo intensa.

Uriel. Era quello il futuro che lui desiderava. Uriel era un prodotto di quel mondo e, per quanto le sue regole alle volte lo facessero impazzire, lo amava. Scegliere di vivere diversamente sarebbe stato quasi impossibile per lui, il suo senso del dovere glielo avrebbe impedito. Ma io non volevo, non potevo perdere me stessa.



Il rapporto fra i due ragazzi è intenso e passionale fin dal primo istante. Uriel si innamora di Dara appena la vede, no, anzi, appena ne avverte il profumo e pian piano quel sentimento cresce sempre più, diventa fisico, ma anche spirituale, profondo, totale.
Ho trovato che Sarah Bianca sia davvero molto brava a descrivere la passione che si agita nel cuore dei due protagonisti, la tensione emotiva e quella sessuale sono fortissime per gran parte del libro e ti tengono avvinghiato alla storia come accade solo nei migliori romanzi. 

Il giudizio complessivo è molto buono, ma sarebbe stato più alto se il finale fosse stato un po’ più compiuto.


ELIZABETH





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