mercoledì 23 novembre 2016

A TIME FOR LOVE TRILOGY #1. TUTTO IL TEMPO DEL MONDO, SARA PURPURA. Recensione.


TITOLO: Tutto il tempo del mondo

AUTORE: Sara Purpura

SERIE: A time for love trilogy #1

EDITORE: Self publishing

PAGINE: 316

PUBBLICAZIONE: 31 ottobre 2016 

GENERE: New Adult

PREZZO: 0,99

San Diego. California.
Quando Desmond Ward viene dato in affido ai Kerper, non riesce a nascondere la sua rabbia. È l’ennesimo tentativo da parte del sistema di trovargli una casa e sa che presto, memore delle volte precedenti, verrà rimandato al mittente come un pacco non gradito. Tuttavia, abitare con quella famiglia facoltosa potrebbe significare diventare un giocatore professionista di football, ma la sua voglia di riscatto si scontra con l’attrazione per Anais Kerper, colei che con molta probabilità diventerà sua sorella.
Anais lo calma, gli fa sentire di meritare qualcosa, di essere giusto e per la prima volta amato. Des, invece, sembra essere l’unico a capirla veramente. Non importa se le sta vicino mentre riversa l’anima sul fondo di un WC, o mentre finge che la sua vita sia perfetta, dopo essersi tagliata perché non lo è affatto. Lui la guarda, vedendola davvero, ed è quello a cui Anais si aggrappa per combattere il dolore. 
Per loro è proibito volersi, lo sanno entrambi, eppure si cercano, si scontrano per poi capire di essere affini e sentirsi pericolosamente vicini.
Riusciranno due anime sole a guardare oltre se stesse?
Due ragazzi feriti impareranno che non c’è vincolo in grado di impedire a un altro di diventare indelebile.

Non ci sono muri oltre i quali nascondersi, se il cuore suona un battito nuovo. Basta solo ascoltarlo e convincersi di meritarlo.

Della stessa autrice:  

Profumo di zagara

Il dono della felicità

Come il sole di notte

Oltre il buio -Buio & Luce Trilogy vol.1
La mia luce sei tu –Buio & Luce Trilogy vol.2

Le ombre del cuore –Buio & Luce Trilogy vol.3


Che cosa dire? Tutto il tempo del mondo è devastante, intenso e ammaliante; è un romanzo toccante, ricco di emozioni e di personalità complesse; è una storia che intriga, costringe alla riflessione e cattura l'attenzione. E in tutto questo marasma di sensazioni catalizzanti, emerge la crescita dell'autrice a livello stilistico e contenutistico: quel lavoro di fino che da tempo chiedevo a gran voce a Sara Purpura è finalmente percepibile. Il dado è tratto: diamo a Cesare quel che è di Cesare!
Con il tempo impari a chiuderti, tanto solo in pochi hanno voglia di capirti.
Anais è l'emblema della ragazza perfetta: famiglia benestante, ottimi voti, remissiva con i genitori e controllata con il resto del mondo, capo delle cheerleader e fidanzata col quarterback della squadra di football della scuola. Insomma all'apparenza sembra una noiosa figlia di papà, ma la verità è un'altra. La ragazza si sente trascurata da una famiglia che non la degna di uno sguardo se non per rimproverarla, non le fa una carezza se non per indurla a fare ciò che vuole, non la considera se non per plasmarla a proprio piacimento. Ma che cosa si nasconde davvero dentro ad Anais? Quale oscuro segreto condiziona la sua esistenza? Che cos'è che la fa sentire davvero viva? Le risposte non vi piaceranno, vi tormenteranno, vi metteranno all'angolo. A volte le persone più insospettabili nascondo segreti torbidi.
All'improvviso a casa Kerper arriva Desmond, un ragazzo che i genitori di Anais hanno deciso di prendere in affido, un trovatello quasi maggiorenne da mettere in riga, il figlio maschio che non hanno mai avuto. Ma il ragazzo ha imparato a non sperare, a non sognare, a non desiderare: sono lussi che non può più permettersi. Vuole solo aspettare un anno, raccogliere tutte le occasioni che la nuova famiglia gli offrirà, per poi fuggire da quel sistema che l'ha spezzato più e più volte. L'incontro tra queste due personalità così devastati, all'apparenza irrimediabilmente piegate, darà vita a un vero e proprio tsunami che sconvolgerà la vita dei protagonisti e rimescolerà le carte della loro vita. 
Ogni volta che la guardo mi lascia vedere un po’ della sua sofferenza. È per questo che mi sento così vicino a lei, perché Anais Kerper è segnata come me, solo che non ho ancora capito a cosa deve i suoi segni.
I temi affrontati dall'autrice sono tanti, tutti molto delicati e importanti, ma la cosa che mi ha colpita di più è stato il perfetto equilibrio degli elementi. Dico sì agli eventi disturbanti, alle collisioni, agli stravolgimenti, ma non bisogna mai dimenticare che nessun elemento ha il diritto di schiacciare l'altro. Tutto deve essere ben ponderato e calibrato, e Sara Purpura ha fatto un salto di qualità che le ha permesso di essere assolutamente all'altezza delle mie aspettative. Ormai anche i vostri animali domestici sanno quanto posso essere martellante, soprattutto quando intravedo una luce, uno spiraglio, una scintilla, e quest'autrice è stata una delle povere sfortunelle che si è dovuta sorbire recensioni nelle quali la istigavo a osare, a mettersi ancor più in discussione. Ebbene, cara Sara, ci sei riuscita. E io sono molto felice per te, perché non dovrai più ascoltare i miei sproloqui cronici, e per me, perché finalmente potrò tacere e occuparmi di qualche altra vittima. 


Attrazione, passione, venerazione e cura per l'altro sono resi, a mio avviso, tramite contrasto: da un lato ci sono purezza e candore tipicamente giovanili, dettati dalla scoperta di corpi e anime imperfettamente perfetti; dall'altro lato, però, risultano "sporchi", oscuri, primordiali. Entrambi i protagonisti sono rotti e vogliono prima di ogni altra cosa ricomporre l'altro e forse, incastrando insieme ogni singolo pezzo, riusciranno nel loro intento. Forse... Non è l'accuratezza o i dettagli che fanno la differenza, ma la sensazione di necessità che pervade il racconto. Si vogliono, ma non nel solo senso carnale, si vogliono appartenere, si vogliono aggiustare, si vogliono aiutare. E sì, questo è amore, nell'accezione più ampia possibile: è interesse, comprensione, soccorso, cura, appoggio.
Rivendico Anais, perché non posso farne a meno. Le mostro l’altro lato della medaglia, quel lato di me che conosce e ha accettato. Non potrò mai essere il suo cavaliere dall’armatura cromata, ma le ho messo in mano la mia anima oscura e mi farò carico di ogni suo demone. Ci baciamo, adesso famelici, come due amanti che vogliono consumarsi il cuore.
Entrambi i protagonisti hanno un concetto di famiglia distorto, mi azzarderei a dire che non hanno una famiglia, ma in modo diverso: non conoscono l'appoggio o la comprensione, non conoscono l'affetto, si sentono soli. Essere orfani a volte può essere meglio della non esistenza, dell'essere trasparenti per i propri genitori. Non c'è amore nella famiglia Kerper, ci sono solo desideri imposti, ricerca della perfezione e apparenze confezionate.
Non essere voluti, non essere ascoltati, non essere conosciuti davvero rende l'uomo solo, e un uomo quando è costretto alla solitudine tende a prendere decisioni terribili. Devo ammettere che ho provato empatia per tutti e due: ho sofferto con loro, mi sono disperata con loro, mi sono chiusa a riccio e mi sono difesa come loro. Ed è esattamente questa la grande potenza di questo romanzo: ti costringe ad affrontare te stesso, a mettere in discussione le tue idee, ad andare a fondo per poi risalire, pagina dopo pagina. 
Ieri, dopo il bacio con Des, mi sono sentita travolta, senza controllo. Ho sperimentato cosa significa sentirsi vivi, vibrare per qualcuno, essere in balìa del proprio desiderio e per una volta assecondarlo. Il fattore più sconvolgente è che vorrei sentirmi ancora così: fuori controllo. Per questo mi sono rinchiusa in camera e ho vomitato. E poi l’ho fatto ancora finché la vista del sangue non mi ha fatto smettere.
Il tema dell'autolesionismo è delicato e complesso da sviscerare in una breve recensione. Ciò che posso dire è che ho apprezzato l'inserimento intelligente di argomenti contemporanei, ho amato il tono e lo stile con cui sono stati trattati, ho adorato la naturalezza e il realismo con cui sono stati presentati al lettore. Senza filtri, senza inganni, senza morbosità, non c'è inutile sofferenza o manierismo narrativo. L'autrice racconta con estremo realismo le sensazioni che spingono la protagonista a essere ciò che è, a fare ciò che fa. È forte? Sì. È crudo? Sì. Serve? Sì. Ha deciso di affrontare un tema molto complesso e rischiava di cadere, di scivolare, rendendo il testo troppo pesante, ma ha agito con estrema lucidità inserendolo all'interno della trama con maestria. La protagonista è ben caratterizzata, gli eventi ben spiegati e le dinamiche ben congegnate: la disperazione, la perdita di se stessi o meglio il non aver ancora capito se stessi, lo smarrimento, l'indecifrabilità, la ritrosia. Tutto ha un perché. Ognuno di noi ha qualche segno, qualcosa che ci ha cambiati, che ha dirottato la nostra vita, che l'ha resa "diversa". Credo che uno dei messaggi di questo romanzo sia che bisogna custodire con cura ogni segno che la vita ci ha procurato, perché forse solo l'accettazione dei nostri limiti, di ciò che siamo e di ciò che possiamo, può renderci davvero liberi di essere noi stessi. Step by step, giorno dopo giorno, caduta dopo caduta, si acquista una consapevolezza nuova, una sorta di risveglio graduale, a volte traumatico ma necessario.


Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. 
"Non lo faccio. 
Fallo! 
Dai, non lo faccio. 
Vabbè, lo faccio!"
Volendo fare le pulci a questo testo, c'è solo un piccolo passaggio che ho trovato carente, passatemi il termine: nella parte finale del romanzo un evento tragico metterà a dura prova i protagonisti e la famiglia Kerper, ed è in quel frangente che il comportamento dei genitori è stato poco articolato, poco enfatizzato e spiegato al lettore. C'è uno stravolgimento degli equilibri che, però, non è totalmente affrontato e rende lo strano atteggiamento dei genitori un tantino fuori asse, poco comprensibile agli occhi di chi per 300 pagine ha desiderato spruzzare olio sulla camicetta della signora Kerper e salare il caffè del suo consorte. Sì, ho proprio amato alla follia quei due soggetti! 
Ora smetto, lo giuro!

Ho solo una preghiera, un'umile preghiera: Sara, escilo questo secondo volume della serie!









1 commento:

  1. Grazie mille per il tempo a me dedicato e per la sensibilità avuta nell'interpretare la mia storia. Sono commossa.

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