lunedì 10 ottobre 2016

TI LASCIO PER NON PERDERTI, TAYLOR JENKINS REID. Recensione.


TITOLO: Ti lascio per non perderti

AUTORE: Taylor Jenkins Reid

EDITORE: Sperling & Kupfer

PUBBLICAZIONE: 12 luglio 2016 

GENERE: Contemporary romance

PAGINE: 234

PREZZO: 9,99 € ebook; € 16,92 cartaceo

Innamorarsi è la parte più facile di una relazione. Il difficile viene dopo.

Lo sanno bene Lauren e Ryan che, insieme da undici anni, non si sopportano più.
Dopo una storia d'amore romantica al college, una proposta di matrimonio mozzafiato e tanti progetti di vita comuni, proprio non si sanno spiegare come siano arrivati ad azzuffarsi per ogni cosa, dalle bollette alla cena, dall'assicurazione dell'auto al parcheggio. 
Quando, poi, si rendono conto di preferire la compagnia del cane a quella del coniuge, non possono negarlo oltre: il loro matrimonio è in crisi. 
Incapaci di stabilire se si amano ancora oppure no, Lauren e Ryan non hanno il coraggio di divorziare; perciò decidono di prendersi una pausa di riflessione.
Durata: un anno. 
Regole: non vedersi e non sentirsi.
Per la prima volta da quando aveva diciannove anni, Lauren deve provare a vivere da sola, senza Ryan. Ed è terrorizzata, ma inaspettatamente anche libera. 
In questo momento di grande incertezza, attorno a lei si stringe la sua famiglia ingombrante: la nonna sprint, sempre pronta a offrire ottimi consigli, la mamma folle innamorata dell'amore, la sorella single convinta, e il fratello che sta per convolare a nozze con una ragazza che ha messo incinta nel bagno di un aereo due minuti dopo averla incontrata. 
Con il loro aiuto, Lauren inizia un viaggio alla riscoperta di sé e cerca di rimettersi in gioco, nella vita e in amore. 
Ma dopo aver imparato a stare senza Ryan, avrà ancora senso tornare da lui?




Una lettura non facile, non proprio una "passeggiata di salute", ecco. Passatemi l'espressione. Una lettura che mette di fronte al lato meno bello dell'amore, al momento in cui la passione, l'eccitazione e il fermento dei primi momenti passati insieme vanno a sfumare lasciando solo le incomprensioni, le divergenze e i disaccordi a galla. E quando non c'è più complicità, queste incomprensioni cominciano, giorno dopo giorno, a essere sempre più insormontabili, costituendo qualcosa che non è più possibile ignorare.
Lauren e Ryan si conosciuti e innamorati giovanissimi, quando erano al college. Il loro è stato un amore vero, puro, totalizzante, che li ha portati sull'altare a giurarsi e amore e fedeltà eterni. Hanno condiviso tanto, sono cresciuti insieme, hanno una routine ben congeniata, un cane a cui tengono tantissimo. Per i figli è ancora presto, Lauren non ha ancora trent'anni e Ryan vuole affermarsi sul mondo del lavoro prima di compiere un passo così importante. Sembrerebbe non mancare nulla a questa coppia, eppure c'è qualcosa che, negli ultimi tempi, non va.
Basta non essere d'accordo su una questione futile per generare malcontento sia in Lauren che in Ryan. Basta una piccola discussione per mettere in crisi Lauren e portarla a farsi delle domande.
Da qui la decisione di separarsi per un anno, di stare da soli, lontani l'uno dall'altra per capire se questo matrimonio ha ancora ragione d'esistere o è meglio mettere la parola fine a tutto.

Stiamo litigando perchè non siamo capaci di essere felici. Perchè non siamo felici. Perchè non ci rendiamo più felici a vicenda. 

Sarà un allontanamento sofferto quanto desiderato. Ci saranno momenti in in cui Lauren si riapproprierà della sua individualità e riscoprirà la felicità di vivere da sola, di potersi muovere in totale autonomia senza dover chiedere consiglio a suo marito. E poi ci saranno momenti out in cui gli mancherà tutto della sua vita coniugale, compresi i difetti di Ryan, compresi gli scogli che sembravano insormontabili quando lui ancora le dormiva accanto.
Tenteranno di capire a fondo cosa vogliono dalla vita, in cosa hanno sbagliato nel loro rapporto e come rimetterlo in sesto, se è ancora possibile.




Il romanzo è diviso in quattro parti, tutte raccontate dal pov di Lauren. La prima parte, Dove va a finire tutto il bene?, mette in luce quanto sia diventato difficile per questa coppia scendere a compromessi, trovare un punto d'incontro e vivere la relazione in maniera serena come un tempo, alternando il presente a un passato in cui a entrambi bastava davvero poco per essere felici insieme. L'amarezza della sconfitta da una parte, l'illusione di aver trovato una felicità "per sempre" da condividere in due dall'altra. Un inizio col botto, direi, che introduce il lettore a trecentosessanta gradi nella storia e lo rende consapevole di quello a cui andrà incontro.
La seconda parte, Pioggia di novembre, racconta della difficoltà e del disagio di dover raccontare, e ammettere, al mondo di questa sconfitta. Quando un matrimonio smette di funzionare e si decide di prendere una pausa, prima o poi bisogna fare i conti anche con il mondo esterno e, in qualche modo, esporsi al giudizio altrui. Sarà particolarmente difficile per Lauren ammettere che qualcosa non ha funzionato; sarà un po' come fare i conti, per la prima volta, con i suoi errori e quelli di Ryan. Ma sarà anche un modo per ritrovare nella sua famiglia e negli amici un conforto, una spalla su cui piangere e scoprire che, nonostante abbia perso una parte fondamentale della sua vita, c'è ancora qualcuno lì per lei.
La terza parte, Così va l'amore, vedrà Lauren rimettersi veramente in gioco e provare a conoscere altre persone per capire se l'uomo della sua vita è ancora Ryan.
La quarta parte, La maggior parte del tempo, sarà il momento in cui sia Lauren che Ryan acquisiranno delle consapevolezze e saranno finalmente in grado di rispondere alle domande che si erano posti.
Sulla quinta e ultima parte preferisco non raccontarvi nulla, lascio a voi la sorpresa e il piacere di scoprire cosa hanno deciso i protagonisti di farne di tutto il bene che c'è stato.
Se pensate che vi abbia anche raccontato troppo, vi assicuro che no, non è così. C'è molto, molto altro in questo libro. Non vi ho raccontato neanche un quarto di quello che avrei potuto raccontare.
Di sicuro siamo di fronte a un libro che per essere apprezzato e compreso appieno deve essere letto da un pubblico più adulto. Non è la classica lettura che consiglierei a un pubblico di lettrici giovani o teenager. Non perchè alle più piccine potrebbe non piacere, quanto perchè il tema trattato è così profondo che solo con una certa maturità/esperienza può essere apprezzato. Forse per poter comprendere appieno ciò che avviene a Lauren e Ryan e al loro amore, bisogna avere vissuto qualcosa di simile - anche solo un momento, un pensiero, uno stato d'animo.
Sono riuscita ad amare questo romanzo perchè ha saputo mostrare, con molta semplicità, tutti i lati e le sfumature dell'amore. Ti lascio per non perderti è l'amore. A trecentosessanta gradi.
C'è il lato bello dell'amore. Quello felice, di quando ci si conosce, ci si scopre anime gemelle e ci si innamora irrimediabilmente. C'è l'euforia delle prime volte, quella tipica dei giovani. C'è il desiderio di creare qualcosa insieme, di dare vita a qualcosa di speciale e che possa durare per sempre. Poi c'è il raggiungimento degli obiettivi, la realizzazione dei sogni. Poi bisogna fare i conti con la realtà che non è sempre così "rose e fiori". Subentrano nuove consapevolezze, l'entusiasmo a volte viene smorzato dall'abitudine e dalla routine. Si perdono di vista le cose importanti, quelle che una volta contavano più di tutto e tutti. E così comincia il lato brutto dell'amore, quello che fa male, che toglie il fiato, che spezza il cuore. Il dubbio di non bastarsi più, di non essere felici, di non essere più felici come una volta. La paura di pensare che l'amore sia finito quando in realtà non lo è, è solo che i problemi e le incomprensioni hanno offuscato il bello che c'era. E la domanda: "e se fosse finito davvero l'amore?", a cui è così difficile dare una risposta...

Cosa ci è successo? Sento nella testa una voce limpida e risoluta. "Non lo amo più", ecco cosa dice. "Non lo amo più." Ancora più straziante, forse, è sapere nel profondo che nemmeno lui mi ama. 
Il quadro adesso è chiaro. È di questo che si tratta, giusto? Il motivo di tanti litigi, il motivo per cui sono in disaccordo con tutto ciò che dice e trovo insopportabili tante cose che prima sopportavo benissimo. Il motivo per cui non facciamo più sesso e non proviamo nemmeno più ad accontentarci l'un l'altra, anzi, non siamo mai contenti l'uno dell'altra.
Ryan e io siamo due persone che un tempo si amavano.
Com'era bello.
Com'è triste ora. 
Doversi rimettere in gioco, come persona e come donna. Riscoprire nuove persone, nuove abitudini, nuovi lati di se stessa. Provare, in qualche modo, a ricominciare senza una parte di sé e nel frattempo continuare a interrogarsi.

So che ne uscirò, anche se sarà durissima. Mi sembrerà impossibile, eppure ce la farò. Lo so. Ma la voce che mi grida nelle orecchie, il dolore che mi strazia il cuore e mi stringe il petto dicono che sarebbe tutto più facile se Ryan fosse qui. Con lui accanto sarebbe un po' più facile. Forse l'importante non è avere accanto qualcuno nel quotidiano, ma avere la persona giusta quando serve. E avere bisogno di qualcuno non vuol dire non sapersela cavare da soli, ma sentirsi un pochino meglio se quella persona è con te. 



Tutto ciò fa di questa storia un romanzo maturo, realistico da far male e paura. Un romanzo che è molto più che un romanzo. È uno specchio in cui potersi guardare, uno spaccato di vita reale, una storia che è la storia di tante, troppe, coppie. È il momento d'impasse che ognuno di noi può vivere e soffrire.

Ma, com'è che si dice?, dopo la pioggia viene il sereno. E forse non bisogna temerla questa pioggia; bisogna, più che altro, godersela, farsi bagnare, sentirla sulla pelle, lasciando l'ombrello chiuso. Bisogna attraversarla, senza timori e senza indugi. 







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