giovedì 15 settembre 2016

MI MANCHI, TI VOGLIO, TI PERDONO, ELISA GENTILE. Recensione in anteprima.


TITOLO: Mi manchi, ti voglio, ti perdono

AUTORE: Elisa Gentile

SERIE: La trilogia delle bugie #3

EDITORE: Newton Compton

PUBBLICAZIONE: 15 settembre 2016 

GENERE: Erotic romance

PAGINE: 381

PREZZO: € 4,99 ebook; € 8,42 cartaceo

«Ho creduto a una bugia troppo grande per essere vera, ho chiuso gli occhi credendo di aver ritrovato un amore perduto, mentre era solo Selvaggia la ragazza di cui avevo bisogno. Se solo fossi stato più attento…». La vita di Jayden è finita quando Monya è rientrata a farne parte. Accecato da quello che credeva amore, ha abbandonato Selvaggia, l’ha umiliata e le ha strappato una figlia. Ora, scoperto l’inganno, non riesce a darsi pace. Quando Selvaggia tenta il suicidio, nel letto d’ospedale in cui è ricoverata, Jayden le parla, dichiarandole che il suo amore è ancora intatto. Ma lei non può sentirlo, è in coma. E quando si risveglierà, cosa deciderà? Forse è troppo tardi per tornare indietro?




La felicità nel palmo di una mano e poi, all'improvviso, più niente.
Il vuoto. Il dolore. Lo sconforto.
E il desiderio di farla finita, di cercare una via di fuga da una realtà che fa troppo male, che le ha strappato tutto ciò che aveva. Rivedere la sua bambina, quella che ormai è solo un ricordo, è ciò che desidera più di se stessa.
Selvaggia non chiede altro. Chiudere gli occhi e raggiungere la piccola Gioia, dicendo addio una volta per tutte al dolore.
A pagarne le spese stavolta sarà Jayden. Dovrà fare i conti con il tentato suicidio dell'unica donna che, si renderà conto, ha sempre amato. Divorato dal senso di colpa, dai rimorsi e dai rimpianti, dovrà sorreggere il peso delle accuse, del processo, della perdita di quella che era la sua bambina e, probabilmente, della sua piccola Selvaggia. La ritroverà in un letto d'ospedale, quasi priva di vita, e capirà, in quell'esatto istante, tutto ciò che ha fatto, quanto i suoi errori abbiano distrutto la sua vita e quella delle persone che ama.
Da certi errori non si torna più indietro. Non c'è salvezza, non c'è rimedio, non c'è redenzione.




Chiederà perdono, lo farà in ogni modo possibile. Con le parole, le ricorderà quanto la ama, di un amore vero stavolta. Le giurerà che non la tradirà mai più, che ha finalmente capito che l'unica donna che ama è lei, Monya è stata solo uno sbaglio, un abbaglio. E con i gesti: fiori, biglietti, lettere, la difesa in tribunale come suo avvocato.
Ma Selvaggia è impenetrabile, non è più la ragazza solare, ingenua e timida che Jayden ha conosciuto. Non ha più sedici anni, nei suoi occhi non c'è più quella voglia di scoprire il mondo e la curiosità di guardarsi intorno. Selvaggia è spenta, ha perso tutto e non permetterà di nuovo a quel mostro che le è accanto di farle del male. Ha già fatto abbastanza.
Sarà dura riuscire a scalfire la sua armatura, arrivare finalmente al suo cuore. Jade sa come farlo, in fondo è stato l'unico uomo capace di farla innamorare e portarla quasi alla pazzia, ma è tutto così complicato dopo quello che è successo. Ogni volta che Selvaggia sembra abbassare le difese per un istante, ecco che il passato, sotto forma del complotto ideato da Faith e portato avanti da Monya, torna a far male e a riportare a galla verità, lacrime, colpi bassi.
È tutto così intenso, difficile da spiegare a parole. Da una parte c'è Selvaggia che con il suo pov ci fa toccare con mano il dolore asfissiante della perdita. Per una donna non credo ci sia cosa più tremenda di questa. La sua voglia di rivedere la sua bambina, di ricongiungersi a lei è così forte da spaccare l'anima in due. Con i suoi occhi si riesce a vedere Jayden per quello che è: un mostro, un carnefice della peggior specie. Un uomo che non merita il perdono perchè non esiste perdono per quelli come lui. L'ha portata sull'orlo di un precipizio, quando era solo una bambina, e poi le ha dato il colpo finale, quello decisivo che l'ha fatta precipitare in un abisso da cui non c'è ritorno. Dall'altra c'è lui con il suo pov: un uomo che si fa odiare con facilità, spietato, arrogante, troppo sicuro di sé e fin troppo molesto. Un uomo che, però, non sono mai riuscita a disprezzare del tutto. È così facile subire il suo fascino che riesco a capire Selvaggia e i suoi dubbi. Sembra realmente pentito e sofferente, adesso, per la perdita della bambina e per il male che le ha fatto. In alcuni momenti avrei voluto incitare Selvaggia al perdono, in altri mi tornavano alla mente, in maniera molto nitida e chiara, le frasi, i gesti e il carico di cattiveria di cui è stato capace. Qualcosa di troppo grosso, un boccone troppo amaro da mandare giù.
Si può realmente perdonare l'uomo che ti ha tolto tutto?
Si può perdonare un uomo che è al tempo stesso il tuo carnefice e la tua felicità?

La mia lingua è tra le sue labbra senza prepotenza. Chiedo il permesso, lecco quei lembi di pelle e assaporo l’emozione di poter rifare questa cosa dopo tanto tempo. Ho voluto baciarla fin dal primo momento in cui l’ho incontrata.
«Se potessi tornare indietro, piccola», le ansimo tra le labbra. Scendo sul suo collo e la spingo a terra.«Lo so», ammette. «Non rifaresti tutto quanto, mi ameresti».Lei si sta lasciando andare. È di nuovo mia.«Ogni istante. Per tutta la nostra vita».

Difficile giudicare, o forse troppo semplice per noi lettori. Avrei fatto lo stesso, nei panni di Selvaggia? Come avrei reagito? Da esterna vi dico che ho fatto fatica, molta fatica, ad accettare il comportamento di Selvaggia da metà libro in poi. Il tutto avviene in maniera molto naturale, come se fosse il corso degli eventi - e in questo l'autrice è stata molto, molto brava -. Nessuna forzatura, tutto così credibile da provare i brividi e le stesse emozioni contraddittorie dei due protagonisti. Ma il ricordo del passato, come vi dicevo, è una lama affilata che torna a far sanguinare nei momenti meno opportuni.




Jayden ammalia, affascina anche il lettore. Perchè è un uomo carismatico, un lupo. All'autrice l'onore di aver dato vita a un personaggio maschile tra i più amati e odiati del panorama romance italiano. Credo di aver amato e odiato Jade con la stessa intensità dal primo all'ultimo libro. Sono stata divisa tra questi due sentimenti così contrastanti e forti senza mai riuscire a propendere per l'uno o per l'altro in maniera significativa.
La storia ideata da Elisa Gentile è entrata nel cuore di ogni lettore; quando si parla di Jayden o, più in generale, dei protagonisti più "bastardi" del romance, tutti ci riferiamo alla trilogia delle Bugie. Perchè questa è una storia che indubbiamente lascia un'impronta, un ricordo indelebile. L'inganno, le bugie, lo sporco contaminano la storia tra Jayden e Selvaggia allo stesso modo in cui Jayden contamina la purezza di Selvaggia. I protagonisti sono caratterizzati così bene, in maniera profonda ed esaustiva, da prendere vita tra le pagine. Ci sembra di conoscerli da sempre, di percorrere un pezzo di vita insieme a loro, di essere qualcosa in più che semplici spettatori di un dolore insopportabile.
Ne abbiamo viste delle belle. Li abbiamo visti timidi, durante i primi approcci, conoscersi e avvicinarsi sempre più. Abbiamo conosciuto la Selvaggia ancora bambina, troppo piccola e ingenua per tenere a bada un uomo che sembra aver visto tutto dalla vita come Jayden. L'abbiamo vista soccombere più e più volte, in diverse occasioni, forse fin troppo. Solo per accontentare lui, per rendere felice il suo uomo. Li abbiamo visti desiderarsi, amarsi, farsi del bene. E poi il crollo. Le bugie di Jayden, le altre donne, il sesso, l'alcol, le dipendenze. Un uomo che ha visto tutto e che non si accontenta di niente. Un mostro spietato che vuole di più, sempre di più. Un uomo immaturo, preda dei suoi vizi e delle sue dipendenze, incapace fino in fondo di vedere chiaramente, con i sensi ottenebrati. E abbiamo visto le ripercussioni su Selvaggia, il dolore che si è scagliato su di lei come un'onda anomala che ha travolto tutto con una potenza inaudita. Si è portata via tutto, senza lasciare niente. Via l'amore, via i sogni, via la speranza. Finché non è arrivata la presa di coscienza, finché Jayden non ha riaperto gli occhi e ha ricominciato a vedere lucidamente. Dopodiché è stato tutto un lento, complicato, disperato ricostruire.

«Un giorno mi piacerebbe andare in un posto con te».
«Dove?»«Dove finisce il cielo. Dove si unisce con l’oceano: voglio vederlo con te, con la persona che amo di più al mondo».Non mi è mai venuto in mente, fino a ora. L’avevo considerato come qualcosa di… stupido, irrilevante. Non vi avevo dato conto perché nella mia testa c’era una sola domanda: dove porto Monya per questo fine settimana? Che mi invento con Selvaggia?Non avevo ancora mai capito che la felicità non stava dall’altra parte dell’oceano: ce l’avevo tra le dita, stretta al petto, ancorata con forza a me.Mi chiedo come possa anche solo pensare di perdonarmi, a come possa riprendermi al proprio fianco. Lei era la mia unica salvezza, e ora è talmente tanto lontana… al di là dell’oceano e oltre.Se guardi attentamente la linea sottile tra oceano e cielo, capisci dove finisce uno e comincia l’altro. Ma questo non succede con il dolore: lì, una linea di confine non c’è.


Mi manchi, ti voglio, ti perdono è ciò che viene dopo il dolore, dopo che due persone hanno perso tutto. Com'è che si dice? Quando si tocca il fondo si può solo risalire. 






LA TRILOGIA DELLE BUGIE

#1 Non meriti un minuto in più del mio amore (aprile 2015)
#2 Ti amo perchè sei bugiardo (ottobre 2015)
#3 Mi piaci, ti voglio, ti perdono (settembre 2016)






2 commenti: