lunedì 19 settembre 2016

C'È QUALCOSA NEI TUOI OCCHI, AMABILE GIUSTI. Recensione in anteprima.


TITOLO: C'è qualcosa nei tuoi occhi

AUTORE: Amabile Giusti

EDITORE: Amazon Publishing

PUBBLICAZIONE: 20 settembre 2016 

GENERE: New adult

PAGINE: 334

PREZZO: € 4,99 ebook; € 9,99 cartaceo
Francisca Lopez è un angelo nero impossibile da conquistare: nel suo passato c’è dolore, violenza subìta e inflitta, c’è la delinquenza e c’è il carcere. E c’è un solo uomo, Marcus. Con lui ha condiviso la parte più oscura di sé.
Ma ora Marcus se n’è andato, ha scelto di seguire Penny, la dolce ragazza dalle ciocche pastello per la quale ha deciso di cambiare vita, e Francisca deve costruirsi una nuova identità.
Per farlo, sceglie Amherst, la città di Emily Dickinson, perché la poesia è stata la sua segreta ancora di salvezza. Se poi all’università il corso di poesia contemporanea è tenuto da Byron Lord, un professore giovane, seducente e con un nome decisamente profetico, affascinato dai suoi “occhi di petrolio”, la vita di Francisca può davvero sperare in una svolta.
Tra i due nasce uno strano e delicato rapporto: una tenera alchimia d’amore che rischia a ogni momento di essere spazzata via dai segreti di entrambi e dalle tante fragilità di Francisca. Una storia destinata a incrociarsi con la nuova vita dell’indimenticato Marcus e della rivale Penny, in un finale dolcemente inaspettato.
Il sequel di Tentare di non amarti ci racconta una nuova vicenda di amore e riscatto: un viaggio profondo e toccante nell’animo inquieto dei suoi protagonisti così diversi... così uguali.


L’abbiamo detestata, odiata, disprezzata. L’abbiamo vista e vissuta come l’angelo nero che lei stessa dice di essere. È stata il terzo incomodo per eccellenza, ha messo i bastoni tra le ruote ai nostri beniamini, poi l’amore ha vinto su tutto e l’abbiamo persa di vista. La maggior parte di noi non si è chiesta dove fosse finita, cosa ne fosse stato della sua vita dopo Marcus e dopo la fine del loro amore. Sto parlando di Francisca Lopez, la donna che è sempre stata accanto a Marcus, protagonista di Tentare di non amarti, la donna che non avrei mai potuto credere di riuscire a capire e comprendere. La loro storia è stata un salvagente, un’ancora di salvezza in più e più momenti. Li ha salvati, gli ha donato nuova vita e nuovo respiro quando tutto sembrava finito, quando l’abisso era più profondo che mai. Si sono aggrappati l’uno all’altra con una forza inaudita, forza che probabilmente nessuno dei due credeva di possedere. Hanno esorcizzato il dolore, il male, le tenebre dei loro ricordi e del loro passato.
Due anime simili, uguali, destinate a vivere per sempre fianco a fianco; la promessa di non lasciarsi mai, di darsi forza a vicenda. E poi l’arrivo di Penny nella vita di Marcus. La luce che, finalmente, filtra dalle crepe e illumina le tenebre.
Adesso Francisca ha perso tutto, perché Marcus era il suo tutto. Ma, come avrete capito, questa ragazza ha più risorse di quel che sembra e che crede. Si è rimessa in piedi: a piccoli passi, a tentoni, uno sbaglio dopo l’altro. Ha un lavoro che odia con tutta se stessa ma che le permette di vivere, un appartamento suo e si è iscritta all’università. La poesia, adesso, è tutto ciò che ha.
Pensare a Marcus la getta ancora nel baratro, soprattutto se la sua mente fervida le gioca scherzi crudeli e glielo fa immaginare felice accanto alla sua Penny.
Quando ormai crede di essere un’anima sola, persa, destinata a vagare senza meta, ecco che nella sua vita arriva Byron Lord, professore di poesia contemporanea. Quello che lei scambierà per uno studente troppo in là con gli anni dallo sguardo dannato e dall’abbigliamento tipico di un ribelle anticonformista, si rivelerà essere il suo rispettabilissimo professore, nonché un uomo appartenente a una delle famiglie più influenti e ricche di Amherst. Le sue origini farebbero pensare a un uomo molto lontano da ciò che Byron è. Nel tempo libero si occupa del locale di cui è proprietario, svestendosi dei panni di professore e tornando nelle sue t-shirt nere e i numerosi, vistosi anelli.
Basterà quell’aria da dannato, da senza regole, per attrarre Francisca. La curiosità nei confronti di Byron sarà insana ma le darà un nuovo motivo per rimettersi in gioco.
Lo stuzzicherà, si prenderà gioco di lui, gli terrà testa come solo lei sa fare. Lo irretirà e, vi assicuro, pochi uomini sarebbero stati capaci di tenerle testa.
La sua sfrontatezza e la sua mancanza di fiducia nei confronti degli uomini le faranno tenere Byron a distanza e sminuire il loro rapporto classificandolo come una relazione puramente fisica. Ma, presto, entrambi si renderanno conto di aver trovato l’amore, quello vero.
Ancora una volta Amabile Giusti ci fa conoscere l’animo di due personaggi dal passato difficile, irrimediabilmente segnati dagli errori e dalle esperienze di vita. Anche Byron, come Francisca, ha nel suo passato una persona che andandosene gli ha lasciato una ferita che non si è mai rimarginata e che continua a sanguinare ogni giorno, riportando alla luce dolore, lacrime, ricordi ingombranti.

«Se credi di essere l'unica proprietaria di storia tormentata e passato da dimenticare, ti sbagli di grosso» mormorò Byron. «Siamo stati tutti all'inferno, chi più chi meno. Cambia solo il modo in cui cerchiamo di venirne fuori.»



I pregiudizi nei confronti di Francisca? Dimenticati dopo poche pagine. In effetti mi sono chiesta più volte come avrebbe potuto l’autrice farci amare e affezionare a un personaggio che è stato così odiato. Una bella sfida per Amabile; sfida che ha saputo cogliere e vincere alla grande, almeno per quanto mi riguarda.
Durante la lettura del primo libro, Tentare di non amarti, non avrei dato neanche una chance a Francisca né avrei mai pensato che un giorno avrei provato tenerezza per lei.
E, invece, mi ritrovo oggi qui a dirvi che la storia di Francisca e Byron è pura poesia.
Gli anni passati dietro le sbarre l'hanno cambiata profondamente. Nella sua mente non c'è più il desiderio di guerra, la rabbia contro tutto e tutti. Adesso ha ripreso a leggere e scrivere, riempiendo i vuoti di parole.
L’autrice ha uno stile unico, personalissimo e un modo di narrare fluido, incantatore, maturo.
Ho scelto di non divorare le pagine, ho goduto di questa storia a piccole dosi, a più riprese e ogni volta che mi trovavo con il Kindle tra le mani accadeva la magia. Pochi secondi, poche righe ed ero già immersa nella storia, totalmente affascinata dalla narrazione e dall’attenzione ai particolari di Amabile.
Ancora, datemene ancora, mi sono ritrovata a pensare più e più volte. Ancora prima che arrivassi all’epilogo ne sentivo già la mancanza, perché non era abbastanza, perché ne avrei voluto ancora. Più precisamente, avrei voluto ancora sentire quella magia avvolgermi e farmi preda. Pochi libri, poche storie, poche autrici sono capaci di arrivare a tanto. Amabile Giusti, con questa duologia, ci è riuscita.

«Mi piaci molto, e non lo dico solo per essere educato dopo quello che è successo. C'è qualcosa nei tuoi occhi che mi ha attirato fin dal primo istante, qualcosa che non so decifrare.»  
Non mi incanti con le belle parole. Ne ho lette tante. Ne ho immaginate tante. Credo che siano solo favole destinate a rimanere rinchiuse in un libro nella mente di un poeta, nella rabbia di un rocker. Ma non parole che le persone vere possono usare nei loro giorni comuni.

Ritroverete Marcus e Penny alla presa con la loro nuova vita in fattoria, nel Vermont: lui sempre così diretto, schietto, senza mezze misure - e sempre capace di spiazzarmi -, lei impaurita e con il fantasma di Fran sempre alle calcagna. Quando meno me l’aspettavo, quando la storia di Francisca e Byron stava decollando e andando nella giusta direzione, tutto è cambiato e l’attenzione ha virato su Marcus e Penny.
Quattro protagonisti, due storie d’amore e di vita tormentate che si intrecciano alla perfezione grazie a una penna abile, matura, di classe. L’autrice, come un burattinaio, ha saputo muovere i fili giusti, al momento più opportuno, facendo procedere la storia a ritmo sempre sostenuto e tenendo sempre viva la magia del suo racconto.

«Tu mi guarisci ogni giorno. La tua esistenza cura la mia anima, disinfetta le mie ferite, rende meno visibili le mie cicatrici, e mi fa venire voglia di vivere.»



Il finale è agognato, desiderato, sperato. È la visione di tutte le ferite che, finalmente, smettono di sanguinare, bruciare e fare male; la visione della pelle che si risana, pur portando sempre il segno delle cicatrici del passato. È un balsamo che cura ogni cosa con tenerezza, dolcezza... amore. 





#1 Tentare di non amarti (qui recensione)

#2 C'è qualcosa nei tuoi occhi 




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