sabato 2 luglio 2016

PUFFIN ISLAND #2. QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO, SARAH MORGAN. Recensione.


TITOLO: Qualcosa di meraviglioso

AUTORE: Sarah Morgan

SERIE: Puffin Island Series #2

EDITORE: HarperCollins Italia

PUBBLICAZIONE: 9 giugno 2016

GENERE: Contemporary Romance

PAGINE: 364

COSTO: € 6,99 


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Sono trascorsi diversi anni da quando Brittany ha lasciato Puffin Island per dimenticare il suo primo amore, Zachary Flynn, il classico seducente cattivo ragazzo che le ha spezzato il cuore. Ora è il momento di tornare, ma rivedere dove tutto è cominciato riapre vecchie ferite e alimenta scintille mai spente. Perché Zach è ancora capace di turbarla con una parola, un gesto, uno sguardo. Ora che entrambi sono più saggi e disincantati, forse troveranno il modo di proteggere e far crescere quella meravigliosa alchimia che li lega. Perché la seconda volta sia per sempre.


In questo preciso istante vorrei teletraspormi a Puffin Island!

Brittany ė un archeologa e, durante il suo ultimo scavo in Grecia, si è rotta un polso, così decide di tornare sulla sua adorata isola, nel cottage dove è cresciuta e ha vissuto le estati più belle della sua vita in compagnia della nonna e delle migliori amiche. Peccato che, per farvi ritorno, debba farsi trasportare da un pilota che conosce bene e non avrebbe voluto incontrare di nuovo: Zach, il suo ex marito, la attende all'areoporto. E le sorprese non sono finite. L'amore della sua gioventù è tornato a vivere su Puffin Island, invadendo il suo porto sicuro, riportandola al passato, facendole rivivere gioie e dolori del loro travagliato e passionale rapporto. 



Una storia breve ma intensa, finita all'improvviso dopo pochi giorni di matrimonio e senza alcun motivo apparente. O almeno Brittany non ha mai ottenuto alcuna spiegazione, ha subito passivamente la fuga del compagno, con l'aiuto e il sostegno di quei paesani così protettivi da diventare, spesso e volentieri, leggermente invadenti. Puffin Island si prende cura dei propri abitanti, si sa.

Una storia d'amore, redenzione, accettazione e comprensione, perfettamente inserita in un contesto accogliente e ben rappresentato. D'altronde Sarah Morgan è la regina delle grandi famiglie e non ci si poteva aspettare niente di meno. Una comunità che si stringe amorevolmente intorno al più indifeso abitante, al più bisognoso, solo all'apparenza, e scaccia il diverso, l'intruso. Questo meccanismo, messo in luce con maestria dall'autrice, denota sia il profondo legame emotivo e d'apparteneza tra le persone di uno stesso "clan" sia la facilità con cui si esclude il diverso, lo straniero. 
Zachary Flynn non parlava mai del suo passato. Parlava poco in generale e non rivelava nulla. Fissando la sua schiena che si allontanava, lei ebbe una fitta allo stomaco. Camminava con la grazia letale di un predatore, incredibilmente leggero sui piedi per un uomo della sua stazza. Nei mesi che erano stati assieme, lo aveva visto sorridere pochissime volte. Di solito, variava tra l'imperscrutabile e l'immusonito, con frequenti scivolate verso la cupezza. Alcune persone sull'isola si erano tenute accuratamente alla larga da lui, ma, a dispetto della tensione che emanava dalla sua persona, Brittany non si era mai sentita minacciata. Da piccolo, Zach aveva subito delle violenze, ma, forse proprio per questo, non se ne era mai servito nei suoi rapporti con gli altri. Al contrario, si era dimostrato molto gentile nei confronti delle creature più deboli e vulnerabili, specialmente animali in difficoltà. La loro relazione era stata l'esperienza fisica più intensa della sua vita. Di tanto in tanto, per proteggersi, cercava di convincersi che le sembrava così soltanto perché l'aveva guardata con gli occhi di un'adolescente innamorata, ma non era vero. I rapporti che aveva avuto da allora non si erano nemmeno avvicinati a evocare le emozioni che aveva provato con Zach e riconoscerlo la faceva stare male.Non avrebbe voluto sentire queste cose. Di certo non voleva il suo aiuto con la casseruola. A meno che non fosse per ficcarci dentro la sua stessa testa e aspettare che annegasse. Ignorando la vocina che gli consigliava di fargli un occhio nero e ordinargli di sparire dalla sua vita, Brittany si mosse per seguirlo, accorgendosi soltanto allora del biglietto che era stato messo sotto la pentola.
Come spesso accade, dietro a una facciata ribelle e incontinente, si nasconde una persona - o meglio un personaggio - di spessore: Zach ha un passato travagliato, ha vissuto una vita difficile che l'ha cambiato profondamente e gli ha fatto prendere decisioni avventate, per proteggersi. Rischiare è sempre una scelta difficile. E Brittany, che ora è una donna matura, conoscerà davvero il ragazzo di cui si era follemente innamorata da giovane, quello stesso ragazzo che pensava di capire profondamente, ma che, forse, non aveva mai capito davvero. 
Una storia ricca di spunti di riflessione che mostra la maturazione e gli sforzi necessari per essere felici. Ma non sempre si impara dai propri errori... e farsi trasportare dalle paure del passato metterà a dura prova i due protagonisti. Fidarsi, o non fidarsi? Rischiare, o non rischiare?

Un romanzo, in linea con il precedente, nel quale emozioni e animo umano sono scandagliati minuziosamente. L'ironia velata, tipica dell'autrice, lascia il posto a una forte sensualità, a un'attrazione coinvolgente che permea tutta la narrazione. Attrazione fisica e mentale che connota ogni gesto, ogni battuta, ogni scena, quasi fossero due calamite spezzate, destinate a ricomporsi. 


Chi mi conosce sa che sono una fan dello stile di Sarah Morgan, per cui sicuramente l'assenza - o meglio la sostituzione - della componente ironica mi ha destabilizzata, ma devo ammettere che l'autrice è egualmente apprezzabile e riesce a travolgermi, sempre e comunque. 
«Non mi hanno mai perdonato di averti corrotta la prima volta.»Lo sguardo di Brittany indugiò un secondo di troppo sul suo viso e lui capì che stava ricordando cosa avevano fatto quella prima notte nel buio della sua camera da letto.Se lo ricordava anche lui. Ogni spinta. Ogni gemito. La sua deliziosa morbidezza. L'ubriacante combinazione di innocenza e sensualità. Il brivido che aveva ricavato dalla consapevolezza di esplorare un corpo vergine. Lei aveva dato e lui aveva preso, senza trascurare niente, senza esitazioni, senza un briciolo di coscienza. All'epoca, aveva visto la vita in bianco e nero, buono e cattivo. Lei aveva detto sì e tanto gli era bastato.Era stato solo con il sopraggiungere della maturità che si era reso conto che il mondo era fatto di tante sfumature di grigio.Quasi incenerito da una vampata di desiderio sessuale, cambiò posizione sul sedile.Stava maledicendo la sua ossessione per i piaceri della carne, quando colse un lieve cambiamento nel ritmo della respirazione di Brittany e capì di non essere solo in quel particolare tipo di sofferenza.Si scambiarono un'occhiata e quello che passò tra di loro in quella frazione di secondo valeva più di mille parole.Poi lei si voltò verso il parabrezza. A bassa voce, disse: «Non c'è stata nessuna corruzione. Ho compiuto una scelta. Andiamo».
L'unico appunto che mi sento di fare è sull'esiguità dei finali e sulla rottura degli equilibri narrativi: preferirei leggere qualcosa di più destabilizzante. Anche se, in realtà, questo è un po' il marchio di fabbrica di Sarah Morgan, che destabilizza per tutto il romanzo il lettore e i protagonisti stessi: goccia dopo goccia, si arriva ad una svolta che non può quindi essere eclatante perchè apparirebbe fuori asse. In definitiva, nonostante la mia propensione per le emozioni forti, riesco a leggere con passione queste storie proprio per la loro tensione emotiva perenne. Un'emozione forte in cambio di tante piccole scosse: ci sta!

E niente... Poi leggo il primo capitolo del terzo romanzo della Puffin Island Series e sorrido: Skylar e Alec sono a dir poco fantastici, spassosi e frizzanti. I loro scambi di battute mi avevano già fatta sbellicare in orecedenza, ma quelle prime pagine mi hanno totalmente fatta innamorare. Riconosco ciò che amo tanto di questa autrice e noto che ha spinto il piede sull'acceleratore rispetto al passato. Mi sto logorando dalla curiosità e aspetto con ansia novembre 2016!!! 




DA "NATALE A PUFFIN ISLAND", PUFFIN ISLAND SERIES #3, NOVEMBRE 2016

«Skylar?» In due passi fu al suo fianco. «Cosa diavolo è successo? Parlami. Sei...»
Provò a girarle la testa e le sue dita incontrarono qualcosa di bagnato.
Sangue.
Lo aveva dappertutto, sul vestito, i capelli e il viso, altrimenti privo di qualunque colore.
Il cuore gli balzò in gola. Questa proprio non se l'era aspettata.
«Sky? Apri gli occhi.» Cercò di tirarla su, ma poi dovette chinarsi per schivare la larga sventola che lei sferrò nella sua direzione.
«Toccami ancora una volta e la prossima cosa che sentirai sarà un tacco dodici nelle palle» gli disse in tono biascicante e Alec imprecò a fior di labbra, bloccandole il polso prima che potesse fare dei danni.
«Se era un tentativo di abbordarmi, ti informo che la scelta dei termini lascia molto a desiderare, principessa.»


«Hai preso una brutta botta in testa. È meglio se resti ferma.»
«Sono stufa della gente che mi dice cosa devo fare. Lo so io cosa è meglio per me. Oh, merda.»
Lui si girò di nuovo dalla sua parte e si accorse che aveva richiuso gli occhi. «Che c'è?»
«Hai per caso un gemello? Tutto a un tratto siete diventati due.»
«Questo non va bene.»
«E lo dici a me? Un Alec Hunter è già una tragedia. Due sarebbero un flagello per l'umanità.»
Lui decise che il fatto che si ricordasse il suo nome era un buon segno. «Sono sollevato di constatare che sei ancora in grado di fare una battuta.»
«Non era una battuta.»
Lui si concesse una breve risata. «So che avresti preferito essere soccorsa da qualcun altro, ma purtroppo dovrai accontentarti di me.»
«Allora è un bene che non abbia bisogno di essere soccorsa.»


«Niente ospedale. Non voglio essere vista così. Potrebbero scattarmi una foto.»
Lui ebbe uno scatto d'impazienza. «Non temere, sei sempre bellissima e farò in modo che ti riprendano dal lato buono.»
L'occhiata che gli saettò avrebbe potuto ridurlo a un mucchietto di cenere fumante. «Non mi preoccupo per il mio aspetto, imbecille. Ho paura delle domande dei giornalisti. E ancora di più delle teorie che potrebbero dare in pasto al pubblico sui giornali di domani. Puoi andare adesso. Grazie per essere venuto a sincerarti delle mie condizioni. Ti auguro di cadere e romperti il naso mentre esci.»
Lui tirò un profondo respiro. «È stato un commento stupido. Domando perdono.»



Lui non raccolse la provocazione. «Hai la nausea?»
«Sì, ma passerà appena te ne andrai. Niente di personale. È solo che non sei il mio tipo.»
Quel commento gli strappò un sorriso. Forse non stava così male. «Buono a sapersi. Coraggio, principessa, togliamoci di qui.»
«Principessa? Di nuovo? Non ci posso credere.» Lei sollevò millimetricamente una palpebra. «Stai cercando di farmi arrabbiare?»
«Sì, per essere sicuro che tu non abbia riportato dei danni cerebrali.»
«Tu sei convinto che non abbia un cervello. Come posso essermi danneggiata qualcosa che non ho?» La risposta fulminante era talmente in carattere con il personaggio che Alec si rilassò. Ciò nonostante, persistette nella sua missione.
«Nel caso tu ce l'abbia, è meglio farlo controllare. Se non vuoi l'ambulanza, possiamo prendere un taxi.»

PUFFIN ISLAND SERIES

#0.5, Le regole del greco, 21 settembre 2015 
#1, La prima volta per sempre, 9 febbraio 2016
#2, Qualcosa di meraviglioso, 9 Giugno 2016
#3, Natale a Puffin Island, Novembre 2016

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