mercoledì 15 giugno 2016

STRINGIMI ANCORA, LORELEI JAMES. Recensione.

FINALMENTE IN ITALIA IL SECONDO VOLUME DELLA SERIE MASTERED



TITOLO: Stringimi ancora

AUTORE: Lorelei James

SERIE: The mastered vol. 2

EDITORE: Newton Compton

PAGINE: 287

PUBBLICAZIONE: 11 giugno 2016

GENERE: Erotic romance 

COSTO: € 4,99
Quando il sensei Ronin Black incontra per la prima volta Amery Hardwick, il fuoco nei suoi occhi lo accende più dello slancio primordiale che prova durante gli incontri di arti marziali. Lei accetta i suoi lati oscuri e gli rivela i suoi desideri più inconfessabili. E molto presto Ronin si ritrova a lottare contro emozioni mai provate prima. Amery ha messo a nudo il suo corpo e la sua anima, eppure lui non può fare altrettanto: ci sono cose nel suo passato che devono restare nascoste… Quando però i segreti vengono a galla e Amery si allontana da lui, Ronin sente di non poter più fare a meno di lei. Per riconquistare la fiducia della sua donna, dovrà mettere da parte l’orgoglio e dimostrarle che quello che li lega va oltre la passione. Ma quando i loro piaceri da privati diventano pubblici, Ronin comincia a dubitare di essere l’uomo giusto per Amery. Riusciranno ad affrontare insieme la situazione? O le differenze tra loro li divideranno per sempre?




Quando si dice che l’attesa è snervante! Mai prole sono state più vere come nel caso di Stringimi ancora, il secondo capitolo della serie Mastered di Lorelei James. Newton Compton ha fatto aspettare i lettori italiani per ben due anni, ma ne sarà valsa la pena? 
Io a dire il vero non ero rimasta soddisfatta dalla serie già al primo capitolo, non per la storia in sé, quanto per i personaggi, quindi la mia attesa era più che altro semplice curiosità. Vi chiederete: curiosità di che cosa? Beh, volevo capire se dopo il cliffhangerone finale di Legami, i personaggi sarebbero riusciti a spiccare il volo e catturare il mio interesse.

Avevamo lasciato una Amery fuggitiva in seguito alle scoperte sulla vera identità del suo sensei e un Ronin che per la prima volta sembra perdere le redini del controllo distruggendo un intero ufficio. In Stringimi ancora scopriamo che Ronin cerca di placare la sofferenza provocata dalla lontananza di Amery attraverso i combattimenti clandestini. Quando il dolore del corpo offusca la mente, non c’è più spazio per la sofferenza. Quel vuoto lacerante, il bisogno fisico di stringere Amery sembra silenziarsi. Ma combattere per i motivi sbagliati non porta a nulla di buono e presto il maestro Black si ritrova a bussare alla porta di Amery quasi in fin di vita dopo un combattimento particolarmente violento.

Questo è l’espediente per il loro progressivo riavvicinamento, ma tante cose devono cambiare se il loro rapporto deve crescere. Amery non è più disposta a sopportare i segreti del suo sensei, i suoi silenzi, le sue omissioni. Fiducia significa aprirsi l’un l’altro, non nascondersi dietro muri di omertà, raccontare mezze verità con la presunzione di proteggere l’altro.




Ed in effetti, sembra che le cose stiano migliorando, Ronin è più aperto e disposto a farsi aiutare per rimettersi in sesto dopo aver rischiato la vita. La loro intesa sessuale diventa sempre più rovente e intima e l’arte dello Shibari-Kimbaku che Ronin pratica su Amery raggiunge vette artistiche inenarrabili. I ruoli, ad un certo punto, sembrano addirittura inventirsi, con un Ronin che dichiara amore eterno e cerca di convincere Amery a trasferirsi da lui, mentre quest’ultima non riesce a lasciarsi andare completamente.

«Ti amo, Amery. Ti amo dal momento in cui hai baciato le mie mani insanguinate e mi hai chiesto di mettertele addosso. Non so perché questa settimana non mi hai mai permesso di dirtelo, ma prima di ricominciare a fare l’amore devi sapere che ti amo. Ti amo davvero».

Le prove che dovrà superare la coppia saranno tante e non solo di ordine emotivo. Un nemico tornato dal passato minaccia la loro felicità e rapporti che sembrano essere inevitabilmente compromessi vengono riscoperti saldi.



Devo ammettere che la lettura non è stata spiacevole, ma ad un certo punto ho faticato nel proseguire ed arrivare alla fine del libro. Quello che non mi aveva convinta nel primo libro si è ripresentato per intero in questo atteso sequel. Sì, le scene di sesso sono infuocate e ben descritte, lo stile è scorrevole e gli avvenimenti non sono banali, però manca qualcosa. Ronin è troppo controllato, metodico, a tratti freddo. Non ha quel guizzo che mi hanno regalato gli altri miei eroi romance. E’ vero, è protettivo, dimostra una dedizione maniacale nei confronti di Amery e venera il suo corpo come se fosse una dea, ma nonostante lei cerchi di provocarlo, le sue sfuriate sono sempre contenute, come se avesse sempre il piede pigiato sul freno. 

«Negli ultimi mesi, con te, ho finalmente capito qual è il senso del kinbaku. Non si tratta di insegnare qualcosa agli altri, si tratta di insegnare qualcosa a me stesso. Si tratta di creare qualcosa di bello e artistico usando l’amore e la fiducia. Non l’avevo mai capito… prima che arrivassi tu».

L’approfondimento sulle radici della personalità di Ronin è ben spiegata attraverso il racconto del rapporto col padre e col nonno, la rigida educazione ricevuta e l’infanzia diversa da quella di ogni bambino della sua età. 
Nonostante tutto a mio avviso vi è una crescita parziale del personaggio, ed è anche normale. La caratteristica di Ronin è proprio quella di essere un uomo controllato e controllante, che non riesce, pur sforzandosi, a lasciarsi andare completamente. Allo stesso modo, però, il mio giudizio non è cresciuto, assestandosi fermamente sulla media.
Alla prossima lettura Angels.






THE MASTERED SERIES:
  • LEGAMI
  • STRINGIMI ANCORA



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