martedì 28 giugno 2016

PREDESTINED, DEBORA C. TEPES. Recensione.


TITOLO: Predestined

AUTORE: Debora C. Tepes

EDITORE: Self Publishing

PUBBLICAZIONE: 4 luglio 2016

GENERE: Young Adult Paranormal

COSTO: € 0,99 


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Matt ha soli sedici anni ed è in guerra. La sua giornaliera battaglia è contro il buco nero, l’acerrimo nemico, la depressione. Allevia il suo prorompente malessere infliggendosi tagli sui polsi con le sue armi salvifiche. È solo al mondo. La madre è morta recentemente e il padre affoga il dolore nell’alcol. Matt ha un solo amico, Ted, con cui scambia poche parole. Trascorre i pomeriggi chiuso nel suo rifugio a leggere Baudelaire e scrivere poesie per Hilary, la ragazza di cui è innamorato. Matt pensa spesso alla morte e al suicidio, e compie questo gesto disperato quando alla festa di Hilary scopre che lei ha un ragazzo. 

Matt riesce a sopravvivere al tentato suicidio, merito di Lily, una misteriosa ragazza che l’ha portato in salvo. Nello stesso giorno in cui ritorna a scuola dopo il ricovero in ospedale, arriva una nuova studentessa dalle fattezze angeliche, lunghi capelli color lavanda e occhi acquamarina: Lily. Tra i due ragazzi nasce subito una dolce intesa, sebbene Matt sia bloccato dalla sua timidezza e mancata autostima. Ma con i giorni, il ragazzo riesce a lasciarsi andare e a consegnare le chiavi del suo cuore alla dolce ragazza. Però, quando tutto sembra andare per il verso giusto, una brutta notizia turba la loro felicità. Secondo un ancestrale presagio, Lily e Matt, se continueranno a stare insieme, moriranno. Perché loro sono i “predestinati”, come in passato lo furono Piramo e Tisbe, Orfeo ed Euridice, Didone ed Enea, Romeo e Giulietta, e così via. Amore li ha uniti e Morte li dovrà prima o poi separare.



Predestined mi ha colpita, come non avrei mai creduto possibile. Dopo un inizio lento e difficile la storia è partita, e non sono più stata in grado di posare il Kindle.

"Lento e difficile", ho scritto. Perché? La parte iniziale è incentrata totalmente sulla storia di Matt, sulla tragedia personale che l'ha travolto e trasportato in un'altra “dimensione”. Sono pagine davvero penetranti, a tratti vorresti smettere di leggere per la troppa intensità. Le emozioni sono totalizzanti, coinvolgenti e al contempo tetre. Possono far impietrire, ma la realtà è che magnetizzano. Trovo che l'autrice abbia perfettamente mostrato il malessere del protagonista, dando consistenza e palpabilità. 

«Sei bellissimo quando ridi, Matt. I tuoi occhi verdi sembrano due smeraldi, ridi ancora, ti prego» aggiunge.Giro il viso in un’altra direzione, avvertendo un improvviso grigiore. «Non… riesco a ridere. Ti starai chiedendo il motivo. Perché un ragazzo della tua età è così infelice? Perché ha tentato il suicidio? Sai, a volte non lo so nemmeno io. Ritengo che la morte di mia madre sia stata solo l’allarme di qualcosa che già covavo da tempo…» confesso sinceramente. Mi scruta a lungo con i suoi occhi grandi e cristallini. Uno sguardo che scava nel profondo dell’essere. «Oh, Matt. N… non so che dire» bisbiglia dispiaciuta.Appoggia la sua mano fresca sulla mia e la sfiora piano con movimenti circolari. Una percezione di piacere si estende lungo la schiena, sospiro sollevato.«Non dire niente, Lily. Sto già meglio» rispondo sottovoce. Siamo seduti nel bus, il viso di Lily è appoggiato sulla mia spalla, con i polpastrelli morbidi continua a carezzare la mia mano. Il mio braccio è adagiato sulla sua spalla, con le dita frementi giocherello con i suoi lunghi e profumati capelli. 

Le lunghe descrizioni potrebbero sembrare pesanti (e a tratti lo sono), ma sono assolutamente necessarie per contestualizzare al meglio la psicologia dei personaggi e per districare l'intreccio.




Poi arriva Lily, e l'atmosfera cambia totalmente. É la sua comparsa che mette in moto le vicende creando una strana dicotomia buio/Matt–luce/Lily. Anche all'interno di uno stessa scena, e addirittura dello stesso periodo, convivono tonalità contrastanti ma complementari. Questa natura bifasica della narrazione, unita alla componente Paranormal, rischiara e alleggerisce la trama, trasporta e appassiona il lettore. La delicatezza e la stranezza di Lily sono una vera e propria ventata di aria fresca.
Può sembrare strano, ma sento che Lily mi appartiene, è come se una particella della sua anima risiedesse in me dalle origini. Con lei è tutto più semplice e naturale, non siamo due adolescenti alle prese con il primo amore, la nostra sintonia non si riduce a questo. Tra me e lei c’è di più, qualcosa d’inspiegabile, d’inscindibile e di remoto.È come se le nostre disperate anime si fossero ritrovate dopo una lunghissima e perseverante ricerca, per ricongiungersi alla luce di un nuovo amore.
I personaggi, le ambientazioni e le emozioni sono ben delineati: l'autrice è riuscita a conferire consistenza, nonostante la componente fantasy. Questa, infatti, non invade troppo, non è eccessiva, non stona, ma è sempre presente. É nell'aria. Si percepisce. Non sono un'amante del genere, ma vi assicuro che ogni aspetto è ben calibrato e non infastidisce il lettore che non frequenta. 
Amanti di atmosfere magiche, incontri inusuali e coppie ben fornite... questo romanzo vi sta aspettando!

N. B. Questo romanzo è totalmente diverso rispetto a Sono sempre stata tua e Sei tu il mio paradiso: registro linguistico, stile, tematiche e genere non possono essere paragonati. Questa avvertenza è necessaria, sia per avvisare i lettori, sia per mettere in risalto la poliedricità dell'autrice.



QUALCHE PILLOLA


Tisbe a Piramo
Nella mitologia greca, il dio del fiume è protagonista di una leggenda molto diffusa, narrata anche dal poeta latino Ovidio nelle Metamorfosi: Piramo, ingannato da un velo insanguinato, crede che l’amata Tisbe sia stata uccisa da un leone, e cerca la morte sotto l’albero dove si sarebbe dovuto incontrare con l’amata. Tisbe in realtà, spaventata dall’animale feroce, è fuggita smarrendo il velo, quando torna sul luogo dell’appuntamento e trova l’amato Piramo morto, si uccide sul corpo di lui.


Euridice e Orfeo

Orfeo è il mitico cantore, figlio di una delle Muse, che ammansisce al suono della sua lira gli animali e la natura. Molti sono i miti legati alla sua figura, il più struggente è sicuramente quello della discesa agli inferi che Orfeo compie per riportare in vita la sposa morta, Euridice, ninfa o figlia di Apollo morta per il morso di un serpente. Secondo una versione sarebbe riuscito nell’impresa, riportando Euridice alla luce, secondo quella più diffusa avrebbe fallito nell’impresa, per aver violato la condizione di non voltarsi indietro lungo il percorso di risalita verso la terra. Questo racconto fa parte di un patrimonio ricchissimo legato alla figura del mitico cantore che diventa prototipo mitico di coloro che aderiscono al movimento religioso che oggi chiamiamo Orfismo, un insieme di rituali religiosi a carattere mistico­orgiastico confluiti nel culto dionisiaco e, appunto, nei cosiddetti culti orfici. È una storia narrata da molti poeti classici (Ovidio, Virgilio etc.) e rappresentata nell’arte (Mantegna, Tintoretto etc.), e in musica.



Didone ed Enea

Didone è la leggendaria regina fenicia, figlia del re di Tiro, fuggita in Africa dove fonda Cartagine di cui diventa sovrana assoluta. Grazie alle elaborazioni poetiche del mito, abbiamo una tradizione romana consolidata che narra l’amore infelice di questa appassionata regina per l’eroe dell’epica romana Enea. La versione virgiliana del mito è quella più diffusa, perché inserisce la triste storia d’amore nel racconto del mito di fondazione di Roma da parte dell’eroe troiano in viaggio verso le coste italiche, intento a perseguire la sua missione. Enea, gettato da una tempesta sul litorale africano, incontra Didone, che invita l’eroe nella sua reggia. Amore colpisce il cuore della regina che chiede all’ospite di narrare la caduta di Troia e il suo lungo viaggio. Didone tenta di resistere alla nascente passione, ma infine, durante una battuta di caccia interrotta da una furiosa tempesta, rifugiatasi in una grotta con Enea, cede alla passione. Enea però deve lasciare Cartagine, per volere di Giove, l’eroe deve compiere il suo destino: riprendere la navigazione verso il Lazio e fondare la grande Roma. Didone si accorge dei segreti preparativi per la partenza e cade nella disperazione: prega, minaccia, scongiura invano, e infine, mentre la flotta troiana veleggia verso l’Italia, getta maledizioni di odio eterno nei confronti dei discendenti di Enea. Infine, si dà la morte. 




*Recensione pubblicata in Harem's book con pseudonimo Star Anise.

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