martedì 8 agosto 2017

UN MISTERO PER LADY JESSICA, LAURA ROCCA. Recensione.

TITOLO: Un mistero per lady Jessica

AUTORE: Laura Rocca

EDITORE: Self-Publishing

PAGINE: 511

PUBBLICAZIONE: 11 maggio 2017

GENERE:  Romance storico

COSTO: € 2,99 digital
         



«I segreti, per una donna, sono come le spine per una rosa: più ce ne sono e più pungono.»


Inghilterra, 1840.

Lady Jessica Baker, figlia del conte di Kerrik, si annoia nel collegio in cui è stata relegata per apprendere le regole della buona società e prepararsi al debutto. Non riesce a sopportare le infinite lezioni sul comportamento da tenere durante i ricevimenti o sull’arte della conversazione. È certa di dover trascorrere altri interminabili mesi in quel lugubre luogo, ma inaspettatamente è richiamata a casa dalla madre.
Dalla lettera, vergata con l’inconfondibile tono gelido della contessa, apprende che la famiglia l’attende per l’incontro con il suo futuro marito e che le nozze sono già state programmate.
Lady Jessica, poco incline alle convenzioni e alla sottomissione, stranamente accetta di buon grado e si prepara al rientro.
La giovane fanciulla è certa di conoscere l’identità dello sposo: chi altri potrebbe essere se non il visconte di Crawford? Michael ‒ figlio dei loro vicini di tenuta e fratello maggiore di lady Abby, la sua migliore amica ‒ è il ragazzo con cui è cresciuta e che occupa il suo cuore fin da bambina.

Il lieto fine sembra assicurato ma lady Jessica, mentre conta i giri di ruota della carrozza che la sta conducendo verso casa, non sa che il destino ha ben altro in serbo per lei. Scoprirà molto presto che, per ottenere davvero il futuro da lei sognato, dovrà tirare fuori tutto l’ingegno e il carattere che gli anni di collegio hanno tentato di reprimere. Non potrà fidarsi di nessuno poiché i nemici si celeranno dietro i volti più impensati.



Siamo in Inghilterra, nel 1840. 
Jessica Parker è la bellissima e prediletta figlia del conte di Kerrik. Intelligente ed estroversa, è insofferente all’educazione e alle rigide etichette imposte dal suo ceto sociale, l’aristocrazia. 
Dopo tre anni lascia improvvisamente il collegio dove era stata rinchiusa per convolare a nozze. Anche se non conosce l’identità dello sposo, Jessica è convinta che sia il suo vicino di tenuta, Michael, futuro visconte di Crawford e fratello della sua migliore amica, Abby. 
In un’epoca in cui i matrimoni della nobiltà sono combinati e spesso infelici, Jessica può sposare l’uomo che desidera, l’uomo che ama segretamente da anni.


Ma il suo sogno diventa ben presto un incubo, e la realtà è a dir poco tragica. 
Il padre di Michael si è suicidato a causa dei debiti di gioco, e tutte le ricchezze e le proprietà dei Crawford sono finite nelle mani di colui che sarà il suo promesso sposo, il ripugnante duca di Warchester. Michael serve la sua famiglia in qualità di stalliere, mentre Abby è costretta a lavorare come sguattera presso il collegio dove studiava. I sentimenti di Jessica verso Michael però rimangono immutati: un principe azzurro rimane principe azzurro, anche se rovinato economicamente e socialmente. 
Avrebbero potuto coprirlo di stracci, ma Michael per lei sarebbe sempre rimasto una visione. Il sorriso ingenuo e pulito, gli occhi azzurri come profondi laghi ghiacciati, le labbra carnose, che sembravano sempre pronte per un malizioso invito a essere baciate, e i suoi meravigliosi capelli biondi erano le uniche cose che Jessica vedeva. 
Michael sospetta che il duca di Warchester potrebbe essere responsabile del tracollo finanziario del padre, quindi decide di indagare con l’aiuto, spesso non richiesto, di Jessica ed Abby. 
Jessica è la protagonista indiscussa di tutto il romanzo. Non si arrende al destino avverso e non accetta un matrimonio che le è stato imposto da una madre anaffettiva e ambiziosa. Ribelle e passionale ha già donato il suo cuore e il suo corpo a Michael. 
Mai avrebbe permesso a un altro di prendere quel posto nel suo cuore e nel suo letto, non avrebbe mai desiderato altre labbra se non quelle, altra pelle, altro odore, altri occhi in cui perdersi. 
Audace, scaltra, e combattiva, riuscirà a scoprire le malefatte del duca, e a conquistarsi di diritto un futuro felice con le persone che ama. 
I nemici, però, continueranno a tramare nell’ombra, nemici che sono sangue del suo sangue. 
La seconda parte del romanzo lascia spazio alla storia di Abby, la migliore amica di Jessica e sorella minore di Michael. Quando aveva conosciuto quella bambina così pacata, Jessica l’aveva scelta subito come amica. Allora lo aveva fatto inconsapevolmente, ma si rese conto che lei e Abby si completavano Dove lei eccedeva Abby smorzava, e quando Abby era troppo passiva lei la spingeva a vivere più intensamente. 
Abby cela un segreto terribile fin dalla sua entrata in scena nella storia. 
Era un segreto doloroso con cui convivere, un peso che sapeva l’avrebbe spesso spinta a fare scelte inspiegabili agli occhi dei suoi cari, ma desiderava che rimanesse confinato nel passato, obliato dal tempo, dimenticato. 
La ragazza supererà le cicatrici del passato, fisiche e psicologiche, grazie all’incontro e all’amore ricambiato di Lord Jules, secondogenito del duca di Stafford, e grande amico del fratello. 

Jules si abbassò su di lei, Abby non riuscì ancora a credere che stesse accadendo di nuovo, ma in un attimo le labbra di lui furono sulle sue e lei fu incapace di sottrarsi al bacio. Non premevano sulle sue con forza, la sfioravano con gentilezza; non erano invadenti, le davano la possibilità di rifiutare; non la opprimevano, si modellavano sulle sue dolcemente.

Questo romanzo è molto lungo e ricchissimo di dialoghi, ciò nonostante lo stile dell’autrice, semplice e diretto, rende la lettura scorrevole, piacevole. 
Segreti di famiglia, intrighi, colpi di scena, suspense, amori ostacolati, e un pizzico di erotismo, sono gli ingredienti narrativi che mantengono alta l’attenzione del lettore. 
L’epilogo, infine, ha il tocco magico di una favola. 
Un mistero per Lady Jessica è una storia che ho apprezzato, con alcuni spunti davvero originali, ciononostante il mio voto complessivo è di tre piume e mezza, perché ho sentito l’assenza di quelle atmosfere tragiche o romantiche tipiche del genere storico, che amo così tanto. 




KIRA




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