venerdì 7 luglio 2017

UN INCIDENTE CHIAMATO AMORE, GEMMA TOWNELEY. Recensione.



TITOLO: Un incidente chiamato amore

AUTORE: Gemma Towneley

EDITORE: Giunti

PUBBLICAZIONE: 5 luglio 2017

PAGINE: 287  

GENERE: Contemporary romance

COSTO: € 8,99 ebook- 14,90 cartaceo



Sempre in prima linea nelle più accese battaglie ambientaliste, Jen decide che ne ha abbastanza di quella vita rocambolesca e molla tutto, compreso il fidanzato ecologista fanatico. Rientrata a Londra, non pensa certo di imbarcarsi in avventure altrettanto rischiose. Finché la madre Harriet, che dirige con pugno di ferro la società Green Futures, non la convince a infiltrarsi come tirocinante alla Bell Consulting, l'azienda rivale gestita dall'ex-marito, di cui sospetta il coinvolgimento in un giro di corruzione. Senza contare che lo spietato uomo d'affari non vede sua figlia da ben 15 anni... Così Jen si ritrova catapultata in un mondo completamente nuovo, fatto di cocktail, abiti firmati e macchine di lusso. E fianco a fianco con un padre che sembra molto diverso dal mostro dipinto da sua madre. Tra espedienti improbabili ed esilaranti malintesi, Jen rischia seriamente di essere sedotta dallo sfavillante universo dell'alta finanza. Nonché dal suo affascinante tutor Daniel Peterson...



Dopo anni di proteste ambientaliste, sempre in prima linea con il suo fidanzato Gavin, Jen inizia a pensare che l’obbiettivo principale per cui lotta ormai non esiste più. Complice anche le presunte scappatelle del fidanzato, decide di cambiare rotta. Ha bisogno di stabilità economica e lavorativa e con l’associazione per cui collabora non c’è il futuro che cerca. Torna così a Londra in pianta stabile e inizia a lavorare per la Green Futures, l’azienda di consulenza creata dalla madre Harriet. La prospettiva non è delle migliori, non le piace né il lavoro né il fatto di dover collaborare con la madre, ma la donna è molto ostinata e ha la meglio sulle indecisioni della figlia.
Tutto sembra procedere tranquillamente fino a quando Harriet non pensa di ingaggiare Jen per una missione di spionaggio aziendale ai danni della Bell Consulting, sua rivale negli affari, nonché proprietà del suo nemico numero uno, l’ex marito George. Harriet è convinta che il suo ex sia invischiato in un giro di corruzione e appalti truccati e Jen è la persona perfetta per scoprirlo dal momento che lei e il padre non si vedono da quando i genitori si sono separati. Così tra lezioni di master presso la Bell, nuove amicizie e un professionista attraente, Jen si imbarca in questa avventura. 
“Come mi è saltato in mente di dire di sì?”Solo pochi minuti prima, stava guardando il telegiornale. Era seduta tranquilla, pensando agli affari suoi, senza la minima prospettiva di grossi cambiamenti nella sua vita. Ma, come aveva imparato nel corso degli anni, in pochi minuti potevano cambiare tante cose. Soprattutto quando c’era di mezzo sua madre.

Attraverso situazioni imbarazzanti e ironiche, Jen conosce un nuovo mondo fatto di ricchezza e lusso e si riavvicina al padre, scoprendo una situazione diversa da quella che le ha sempre descritto la madre e complice anche la sua attrazione per il professor Peterson, sembra perdere il senso della sua missione. Ma la bomba è pronta ad esplodere e come finirà per lei e per i suoi genitori in eterna lotta?
Ed eccomi qui a parlarvi di questo ultimo libro, edito Giunti, di Gemma Townley. Per chi non la conoscesse, l'autrice non è nuova nel panorama romance, anche se poco conosciuta, e Un incidente chiamato amore è l’ultimo suo lavoro ad arrivare qui in Italia. Altra super chicca è che è la sorella di un’altra autrice conosciuta ed apprezzata, Sophie Kinsella, con cui ha in comune questa passione.
Gemma ci racconta una storia un po’ particolare.
Jen è il pendolo della bilancia tra due genitori in lotta continua. È manipolata soprattutto dalla madre Harriet che cerca di primeggiare nei confronti dell’ex marito. I dissapori tra loro non si sono mai calmati e oggi, come quindici anni fa, è ancora guerra aperta. E Jen che ruolo ha in tutto questo, vi chiederete? Ecco, Jen sta nel mezzo e volente o nolente si trova coinvolta nella battaglia. Bisogna dire che Harriet ha un carattere forte, ammaliante e riesce a portarti dove vuole lei con tenacia e determinazione. Al contrario Jen è molto passiva, subisce come un burattino i tentativi di manipolazione della madre senza lottare, primo perché non ne ha le forze, e secondo non è nella sua indole mettersi contro l’unico genitore che conosce. Ed è così che la troviamo coinvolta senza volerlo veramente, a fare da spia per scoprire quanto suo padre sia coinvolto in un giro di tangenti sulla ricostruzione del dopo-terremoto in Indonesia. Questo è l’obbiettivo: smascherare il giro di corruzione e soprattutto affondare George Bell. Purtroppo o per fortuna, Jen alla fine modifica i suoi piani, inizia ad appassionarsi ai corsi del master in business che è obbligata a frequentare sotto copertura, conosce nuove persone che come lei sono alla Bell Consulting per studiare, e soprattutto un uomo le ruba mente e cuore, il professor Daniel Peterson. Capite bene che ha altre priorità! Oltretutto a causa della sua goffaggine si scontra con l’unica persona che non deve scoprire che lei si aggira per gli uffici con il  rischio di svelare in parte le sue intenzioni, e questo cambia le carte in tavola. Si troverà a dover mettere in discussione tutto quello che ha sempre saputo, riscoprendo un rapporto con un padre che è sempre stato assente e soprattutto non saprà più cosa è vero e cosa no. In tutto questo marasma, il suo nuovo rapporto decolla, ma un ex di troppo le farà spesso visita sconvolgendo gli equilibri. 
In ultima analisi, non ho molto apprezzato il personaggio di Jen. La sua indecisione la fa assomigliare a una bandiera che si sposta al soffiare del vento; è di animo buono ma anche molto ingenua, al contrario dei genitori che invece hanno una personalità influente e smaliziata.


Ho trovato George molto dolce nei confronti della figlia e anche furbo per come cerca di allontanarla dai sospetti che lei gli lancia, mentre Harriet è una vera arpia che non vede i suoi errori e i problemi che ha, ma ingigantisce a livelli assurdi le situazioni dove non è coinvolta, cercando di diventarne la protagonista. Soprattutto usare la figlia per delle guerriglie personali non si rivelerà la scelta più saggia e poi scoprirete perché. Sono due veri manipolatori.
Daniel Peterson invece è una persona umile, riservata che ama i libri. Il suo lavoro principale è tra i suoi libri e solo il seconda istanza è un professore per la Bell Consulting. Da quando l'azienda è in espansione il suo ruolo non è più incentrato sulla vendita ma ha assunto un ruolo più importante ai piani alti. Anche lui non nasconde l’interesse per Jen e alla fine proprio lei che non sa come farsi ascoltare, grazie a lui riesce a far venire fuori la forza e la determinazione per farsi rispettare. Ma Daniel non è solo questo, è anche un uomo e ha un rivale in amore molto particolare...

Daniel rideva e la guardava dritto negli occhi, e Jen si sentì mancare, sentì che perdeva la capacità di connettere e che pensava a nient’altro che a lui, a quanto fosse vicino, a quanto fosse una sensazione meravigliosa.
Questo libro ha dei pro e dei contro.
La storia non ha un pov singolo, anche se quello di Jen è predominante. Quasi tutti i personaggi hanno avuto un piccolo spazio, scelta che, se da un lato mi ha un po’ confusa dall’altro mi ha aiutata a capire meglio le situazioni e i vari passaggi.
Trama carina ma non eccezionale, scritto bene e con dovizia di particolari, senza buchi narrativi. La parte del master, dettagliata e ben inserita all’interno del romanzo, potrebbe risultare un pò stancante. La situazione aziendale, che viene studiata in ogni particolare, è ironica e ben congeniata. Molti sono i sentimenti analizzati. C’è romanticismo, vivacità, situazioni simpatiche che fanno sorridere e riflettere sul fatto che all'interno di una diatriba, le campane sono due e vanno ascoltate entrambe prima di trarre conclusioni sbagliate. Anche l'amicizia non è stata trascurata. L’amicizia in questa avventura per Jen ha significato comprensione, ascolto, distrazione dai suoi problemi, insomma una valvola di sfogo per entrambe le parti.
Ma c’è un ma. La mia attenzione è stata altalenante. La storia non mi ha entusiasmato come immaginavo dalla lettura della sinossi. Un'alternanza tra momenti piatti e altri in cui la storia sembra prendere il decollo, ma non lo fa fino in fondo, lasciando inespresso molto potenziale. Il capitolo finale è carino e va a chiudere perfettamente il cerchio, però mi aspettavo di più.





1 commento:

  1. Dalla tua recensione Stefania sembra un libro molto avvincente, oltre che divertente!! ☺ Dovrò proprio leggerlo allora! 😉 📖

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