lunedì 17 luglio 2017

MI TRAVOLGI & MI SCONVOLGI, ELISA GENTILE. Recensione.


TITOLO: Mi travolgi & mi sconvolgi

AUTORE: Elisa Gentile

SERIE: #5 Vertigine 

EDITORE: Self publishing

GENERE: Contemporary romance

PAGINE: 474

PUBBLICAZIONE: 14 luglio 2017

PREZZO: € 1,99 ebook

Eva e Angel potrebbero essere la stessa persona, se Eva decidesse di lasciarsi andare, finalmente, e scappare da quella campana di vetro che l'ha tenuta prigioniera per anni. Prigioniera del lusso. Prigioniera di un padre con un cognome importante. Prigioniera di un'etichetta che non vorrebbe mai avere.

È quando Alan entra nel proprio camerino, sorprendendola mentre si spoglia, che scopre come tutto potrebbe essere diverso...
Lei vorrebbe davvero essere solo Angel, la ragazza che balla al Madness, e che si scatena sotto le note del bel DJ; ma Eva è anche quella che, dopo il primo bacio, scappa, sceglie di restare quella che è.
Per poi pentirsene. Per poi ribellarsi e decidere di amare, totalmente, uno come Alan.
Perché Alan è un ragazzo spigliato, dolce, che l'ha conquistata con i suoi capelli ribelli e gli occhi color petrolio. E che, nonostante tutto, è tanto più simile a lei di quanto possa mai credere.

Alan, però, non sa quanto Eva possa diventar proibita, per lui. Non sa cosa, o chi, può tenergliela lontana. Però sa che l'amore, a volte, è l'unica maniera per salvare l'altra persona.

Siamo arrivati al quinto capitolo della Vertigine series, i protagonisti stavolta sono Eva e Alan. Lei è una ragazza giovane che ha già toccato la sofferenza con mano. La sua vita è bella, perfetta, dall’esterno: i suoi genitori hanno più soldi e potere che buon senso, le hanno insegnato a essere una signorina perbene, a stare composta a tavola, a essere educata durante le cene di gala. Eppure questa vita a Eva sta stretta. Il suo unico momento di evasione è la danza. È solo attraverso quest’arte che Eva si sente se stessa, che riesce a esprimere la sua gioia di vivere nonostante una malattia cronica che l’accompagna e non la lascia mai da quando era solo una bambina. Ha imparato a convivere con il dolore, con ciò che arriverà quando meno se l’aspetta. È proprio per ritrovare se stessa che di sera, all’insaputa dei genitori, indossa una parrucca scura e diventa una delle ballerine del Madness. Su quel palco non deve indossare una maschera che le sta stretta, quella che è costretta a indossare da sempre; su quel palco Eva è Angel, è vita, è felicità, è libertà.
Il dj del Madness è Alan, fratello premuroso, sogno proibito di ogni ragazza che frequenta il locale. Desiderano avere un figlio da lui, sposarlo, fare quattro capriole tra le lenzuola con lui anche solo per una notte. Acclamato, desiderato, corteggiato. Ha conosciuto ragazze, donne, bionde, more, rosse. Ma nulla potrà prepararlo alla visione di Eva nei panni di Angel. Rimarrà folgorato.
Un intreccio perfetto. Un dolcissimo, perfetto incastro. Un sapore, un odore. Un profumo, un’essenza. «Di più», bisbiglio riprendendo la mia lingua. «Cosa?» «Baciami di più».
Si avvicineranno ignari di chi sono davvero, aprendosi all’altro senza mai sbottonarsi troppo, lasciando da parte le zone d’ombre che infestano le loro vite. Eva non parlerà ad Alan della sua malattia. Alan non parlerà con Eva di sua sorella Bia e di quanto sia difficile starle accanto da quando la sua vita ha perso senso.
La loro non sarà una relazione nel senso classico del termine. Eva gli sfuggirà sempre, saranno un bacio, poi una carezza, poi una parola a renderli dipendenti l’una dall’altro. Tra una fase e l’altra, però, Alan si sentirà ancora libero e Mabel farà il resto. L’abbiamo già conosciuta, è una ragazza disinvolta, che si concede facilmente e vive il sesso senza inibizioni. Quell’unica notte con Alan non le è bastata, continuerà a girargli intorno, a essere una costante nella sua vita. Stavolta, in più, metterà su un gran casino e la situazione precipiterà.
Alan è un personaggio che mi ha incuriosito fin da subito. Già nel quarto volume della serie, Non ti resto a guardare, abbiamo potuto conoscerlo e capire qualcosa in più. Questo dj che fa innamorare ogni donna poteva fare breccia anche nel mio cuore. Perché sentivo che con la donna giusta tutto sarebbe cambiato. In realtà, però, le cose sono andate diversamente. Non è riuscito a catalizzare la mia attenzione, non mi ha affascinata. Del personaggio intravisto non c’era neanche l’ombra.



Dalle prime pagine è chiaro che anche la storia di Alan ed Eva non ha elementi originali, difetto già riscontrato nel quarto volume. Se avete letto tutti i romanzi di Elisa Gentile, questo non sarà in grado di stupirvi perché avete già letto gran parte di ciò che viene raccontato. Il dissidio interiore che vive Eva quando diventa Angel, e viceversa, è cosa già vista. Basti pensare a Voglio noi, romanzo stand alone pubblicato dalla casa editrice Newton Compton. Alcune delle dinamiche a cui daranno vita i due protagonisti (non entro nel dettaglio perché non voglio fare spoiler) mi hanno ricordato la trilogia delle Bugie e, per finire, anche la famiglia che si oppone e fa di tutto per non farli stare insieme non è una novità. Ammetto che questo mi ha scoraggiata sempre più durante la lettura. Non ho mai mollato, ho continuato a leggere capitolo dopo capitolo con la speranza di trovare qualcosa che potesse sconvolgermi o lasciarmi a bocca aperta o, più semplicemente, arrivare a colpirmi. Purtroppo non è successo.
Le emozioni/stati d’animo dei personaggi non sono stati resi al meglio. Credo che per far arrivare al lettore un’emozione come il dolore non sia necessario insistere e procedere nella ripetizione delle stesse frasi pagina dopo pagina. Un’emozione può arrivare intensamente al lettore anche in maniera diversa. La ripetizione stanca, svilisce, non rende. In più trovo che alle descrizioni sia stato dato troppo spazio. Descrizioni inutili ai fini della storia, righe su righe dedicate al racconto di azioni semplici, quotidiane, che in un romanzo dovrebbero passare in secondo piano rispetto alle dinamiche individuali e di gruppo (in questo caso di coppia).
Alan, come un po’ tutti i protagonisti maschili di Elisa Gentile, compie degli errori durante il percorso. Niente di tragico o imperdonabile rispetto a ciò che abbiamo letto in passato, eppure si mostra fragile. Non agisce al momento giusto, non reagisce come dovrebbe, e per questo si ritrova a pagare per qualcosa che non ha fatto. Devo dire che da lui mi aspettavo una caduta rovinosa, quasi forse desideravo che lui sbagliasse perché volevo ci fosse più azione. Invece Alan risulta un personaggio debole, di quelli quasi stucchevoli. Amore, piccola, tesoro all’infinito. Il troppo storpia, si sa.
Mi travolge. Mi sconvolge con quelle poche lettere messe in fila l’una all’altra, fino a formare un suono perfetto e unico, che contrasta il rumore fastidioso della pioggia – che diventa armonioso, grazie a Eva. Grazie al suo sorriso. Alle sue labbra sulle mie. Alle sue dita che picchiettano sulla mia barba incolta. Alle mie braccia che la avvolgono e la stringono. Alla sua schiena che si incurva. Al suo corpo bagnato fradicio, appiccicato al mio.
Anche Eva non è riuscita a conquistarmi. Non ho amato i momenti, tanti, troppi, in cui non fa altro che autocommiserarsi, sguazzando nel suo dolore. Anche in questo caso il dolore non è stato reso in maniera che potesse arrivare al lettore. Tutt’altro: il lettore resta indifferente, freddo, non riesce a farsi coinvolgere. Mi è sembrato che l’autrice provasse in tutti i modi a girare e rigirarci intorno, senza però toccarmi. Mi ha raccontato il dolore in tutti i modi possibili, in tutte le sue sfumature, quello di tutti i suoi personaggi (compresa Bia, che ha un suo POV in questo romanzo), eppure non mi è arrivato.
Veniamo ora a Bia… un personaggio che mi ha fatto molto male. Leggere di questa ragazza riesce a straziarmi ogni volta. Vorrei poter non leggere, vorrei far finta di niente. Perché affrontare ciò che le è successo ma soprattutto il modo in cui si sente mi distrugge. Forse nel suo caso il fatto che l’autrice non sia stata capace di frenare ma abbia proseguito sempre con il piede sull’acceleratore ha reso bene l’idea. Bia è una ragazza distrutta, che non vede il futuro, che è rimasta in vita ma dentro è completamente spenta. Ha smesso di amarsi, di tenere a se stessa, di tenere alla vita. Le sue giornate passano tutte uguali, la vita le scivola addosso come acqua su tessuto impermeabile. Nulla può più scalfirla o farle del male. Bia è viva, ma dentro è morta. I ricordi di ciò che ha passato la logorano, non la abbandonano mai e la fanno ripiombare nel baratro spingendola sempre più giù. Silenziosamente ho chiesto più volte pietà all’autrice. Volevo che potesse arrivare qualcosa di bello per Bia, un miracolo, di quelli che spesso leggiamo nei romanzi. In realtà qualcosa di bello le succederà (quanto ho gioito!), ma poi, ancora una volta, dopo una cosa bella, la vita gliene darà una brutta. Come se per lei non ci fosse felicità né speranza.
Non ho amato leggere di una storia nella storia. Preferisco i romanzi che si concentrano sui due protagonisti, lasciando i personaggi secondari a fare da sfondo. Non ho amato leggere anche il POV di Bia. Avrei voluto leggere il seguito della sua storia in un altro libro tutto suo piuttosto che in Mi travolgi & Mi sconvolgi.
Dal punto di vista formale ho trovato qualche regionalismo e qualche imprecisione che un lavoro di editing potrebbero facilmente sistemare. Difetto, per altro, già riscontrato nel quarto volume della serie che ho recensito.
In sostanza ciò che non mi ha convinto di questo romanzo è proprio ciò che non mi aveva convinto di Non ti resto a guardare: descrizioni estremamente accurate e dettagliate, tanto da annoiare e rendere il ritmo lento, l’aggiunta di un terzo POV che sposta l’attenzione su un’altra storia, la mancanza di elementi originali, diversi difetti di forma.
Continuo a sperare, per i prossimi romanzi, di ritrovare l’Elisa che mi ha fatto innamorare con la Trilogia delle Bugie.




VERTIGINE SERIES

#1, La paura di cadere
#2, Facciamo la guerra alle stelle?
#3, Credevo che fossi davvero lontana
#4, Non ti resto a guardare (recensione)
#5, Mi travolgi & mi sconvolgi

2 commenti:

  1. Quando verrà pubblicata la fine della storia principale?

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    1. Ancora non c'è una data. Appena l'autrice lo comunicherà vi faremo sapere

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