martedì 11 luglio 2017

FINAL GIRLS, RILEY SAGER. Blogtour.






TITOLO: Final Girls. Le sopravvissute.

AUTORE: Riley Sager

EDITORE: Giunti

PUBBLICAZIONE: 5 luglio 2017 

GENERE: Thriller

PAGINE: 432

PREZZO: € 9,90 ebook; cartaceo 17,90
Si chiamano Quincy, Samantha e Lisa. Tre ragazze molto diverse, che hanno una sola cosa in comune: sono le uniche sopravvissute a tre orribili massacri. Non si sono mai incontrate, ma la stampa le ha riunite sotto lo stesso nome: Final Girls.
Sono passati dieci anni da quel weekend a Pine Cottage, dove Quincy e i suoi amici avrebbero festeggiato il compleanno di Janelle. Finché la vacanza non si è trasformata in un film horror: un uomo fa irruzione nella baita e ammazza tutti i presenti. Tutti tranne Quincy, che con il vestito rosso di sangue riesce miracolosamente a fuggire tra gli alberi, incrociando i fari dell’auto di un poliziotto.

Adesso Quincy ha una vita normale, un fidanzato, un blog di cucina, ma soffre ancora di attacchi di panico e non ricorda quasi niente di quella notte, nemmeno la faccia del killer. Samantha invece si è nascosta chissà dove per sfuggire alla pressione dei media, mentre Lisa, vivace e brillante, ha scritto un libro, e la sua faccia compare su tutti i social.
Così, quando la ragazza viene ritrovata con le vene tagliate, Quincy non può credere che si sia uccisa. E i dubbi aumentano quando alla sua porta ricompare all’improvviso Samantha: a cosa mira e cosa ha fatto in tutto questo tempo? Può veramente fidarsi di lei? Adesso sono rimaste soltanto in due, e qualcuno sembra intenzionato a portare a termine ciò che ha iniziato molto tempo prima...

Una suspense crescente. Tre protagoniste che non sempre dicono la verità. Un thriller in cui non ci si può fidare davvero di nessuno.

Tiro fuori il telefono dalla borsa. Niente da segnalare. Nessuna chiamata, nessun messaggio. Nulla, a parte qualche dozzina di email di lavoro che stamani non ho avuto tempo di leggere. Lo spengo. Un rimedio temporaneo, la stampa mi rintraccerà in ogni caso. Su questo Coop ha ragione. Non riusciranno a resistere alla tentazione di strappare una dichiarazione all’unica Final Girl ancora accessibile.Siamo una loro creazione, dopotutto. Final Girl – Unica Sopravvissuta – è un modo un po’ nerd per definire l’ultima donna rimasta in vita al termine di uno di quei film horror da due soldi, quelli dove muoiono tutti. Ocosì mi hanno detto.  © GIUNTI EDITORE

MA CHI SONO LE FINAL GIRLS? PARTIAMO CON: 


QUINCY

La mia esperienza a Pine Cottage è divisa in due parti ben distinte tra loro. C’è l’inizio, carico di paura e di confusione, quando ho visto Janelle spuntare dal bosco, ancora viva ma ormai condannata a morire. E poi c’è la fine, quando Coop mi ha trovata con il mio vestito rosso non rosso.Tra queste due parti c’è soltanto il vuoto. Un’ora, più o meno, di cui non ricordo assolutamente nulla. La diagnosi ufficiale è «amnesia dissociativa», più comunemente nota come sindrome della memoria repressa. In sintesi, quello a cui ho assistito è stato talmente orribile che la mia fragile mente non riesce a trattenerlo. Perciò lo taglia fuori.Come una lobotomia autoinflitta. © GIUNTI EDITORE




LISA

Lisa Milner aveva vissuto la sua personale versione dei fatti di Pine Cottage nella casa di una sorellanza, nell’Indiana. Una sera di febbraio di tanto tempo fa un uomo di nome Stephen Leibman aveva bussato alla porta. Si era ritirato dal college e abitava con il padre. Corpulento, con una faccia tremolante e giallognola come grasso di pollo. La ragazza che era andata ad aprirgli se l’era ritrovato davanti con un coltello da caccia in mano. Un attimo dopo era morta. Leibman aveva trascinato dentro il cadavere, chiuso a chiave tutte le porte e tagliato i cavi di luce e telefono. Ne era seguita un’ora di massacro che aveva spezzato la vita di nove giovani donne. Lisa Milner aveva rischiato di essere la decima. Durante l’eccidio si era rifugiata nella camera da letto di una compagna, nascondendosi in un armadio dietro a vestiti non suoi e pregando che quel pazzo non la trovasse. © GIUNTI EDITORE



 SAMANTHA


     

Samantha Boyd. La seconda Final Girl.Delle tre probabilmente è stata quella che se l’è vista peggio. Quando è successo aveva finito il liceo da due settimane. Era solo una ragazza che tentava di racimolare il denaro sufficiente a pagarsi la retta all’università statale. Aveva trovato lavoro come donna delle pulizie in un motel chiamato Nightlight Inn, appena fuori Tampa. Era nuova, perciò le avevano assegnato il turno di notte, e passava ore a cambiare gli asciugamani ai camionisti esausti e le lenzuola impregnate di sudore e sperma in camere occupate per una notte al massimo.Il suo quarto giorno di lavoro era cominciato da due ore quando nel motel entrò un uomo con un sacco di patate sulle spalle e si scatenò l’inferno.......L’ avevano soprannominato in quel modo perché trasportava parecchie cose, nei sacchi. Il cassone del suo pick-up ne era pieno. Sacchi di lattine vuote. Sacchi di pelli di animale. Sacchi di sabbia, sale, sassi. Poi c’era il sacco degli attrezzi con cui era entrato nel Nightlight Inn, riempito di lame, punteruoli e chiodi da fabbro. La polizia ci trovò dentro ventuno attrezzi, quasi tutti sporchi di sangue secco. Samantha aveva fatto la conoscenza ravvicinata di due diquegli strumenti. Uno era una punta di trapano e l’uomo gliel’aveva conficcata nella schiena. Due volte. L’altro era un seghetto che le aveva devastato la coscia, recidendole un’arteria. Aveva conosciuto la punta di trapano prima che l’Uomo dei Sacchi la legasse con il filo spinato a un albero dietro il motel. Il seghetto, invece, era arrivato quando era riuscita in qualche modo a liberarsi. © GIUNTI EDITORE





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© GIUNTI EDITORE



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