domenica 18 giugno 2017

READING OVERSEAS: ALL I AM, JODI ELLE MALPAS. Primo capitolo.


IN OCCASIONE DELL'USCITA DI ALL I AM, LA NOVELLA DI JODIE ELLEN MALPAS SU DREW, GLI ANGELI VI PROPONGONO IN SUPER ANTEPRIMA PER LA RUBRICA READING OVESEAS, LA TRADUZIONE DEL PRIMO CAPITOLO. SIETE PRONTI A TORNARE AL SETTIMO CIELO JESS? 


TITOLO: All I Am. Drew's story.

AUTORE: Jodi Ellen Malpas

SERIE: A this man novella

EDITORE: --

PUBBLICAZIONE: 18 giugno 2017 

GENERE: Contemporary romance

PAGINE: 

PREZZO: € -- ebook; 

“Ho fatto visita ad alcuni vecchi amici. Vi ricordate di Drew? L’oscuro e misterioso amico di Jesse? L’eccezionale ragazzo riservato che non lasciava trasparire nulla di se? Si, lui!
È arrivato il momento per Drew di brillare in un romanzo nuovo di zecca della “THIS MAN SERIES” che sarà pubblicato il 18 Giugno. Non so dirvi quanto è stato divertente per me, tornare alle mie radici e so che vi piacerà Mr Davies.”
Spero che questa piccola sorpresa sia qualcosa, mentre aspettate THE FORBIDDEN (8 ago) e che vi farà spuntare un grande sorriso com'è successo a me. ☺"

Pensavo di avere il controllo. Mi sbagliavo, tanto…
Non ho bisogno di una relazione. 

Ho l’Hux, un club decadente dove soddisfare ogni scabroso desiderio che scelgo. Prendo il mio piacere e lo dono, senza restrizioni. Così, quando Raya Rivers è venuta a chiedere qualcuno che fosse freddo, privo di emozioni e indecente… beh, nessun uomo prende mai il suo perverso piacere come faccio io. 


Solo che Raya è differente. Vulnerabile. E porta con sè una profonda sofferenza che abbatte inspiegabilmente tutte le pareti che avevo costruito con cura e a cui tenevo. Ora il desiderio mi controlla.
Il ghiaccio ha lasciato il posto ad una passione ardente.
Ma Raya non ha idea della mia altra vita, la mia vera vita. Io sono il papà di una bambina adorabile. I miei due mondi stanno per scontrarsi con la forza di una supernova.
E una volta che Raya saprà la verità, sarà capace di accettare “tutto quello che sono”?

PRIMO CAPITOLO

C'è qualcosa di squallido in questo club. Qualcosa che era sempre assente al mio club precedente, Il Maniero. Il mio vecchio castello nelle colline di Surrey, mi faceva sentire come a casa. I pavimenti lussuosi, l’arredamento raffinato, l’ambiente sociale. Sembrava un prolungamento della mia vita, e lo era. L’Hux è solo un posto in cui vengo per scopare. E 'sempre ricoperto da una tenue illuminazione erotica, il caos dei gemiti che ti seguono ovunque ti entrano in testa e ci restano a lungo, anche dopo che hai lasciato l’edificio. Tutto qui avviene sempre a rallentatore. Le persone che camminano, le persone che parlano, le bocche che si muovono così lentamente che puoi benissimo leggere le parole. Parlano di fantasie, di intenzioni e di desideri profondi e oscuri. Qui non c'è nulla di sacro. Non c'è mistero né fascino. Attraversi queste porte di un vicoletto di Londra e sai perfettamente cosa otterrai. Sesso. Lurido sesso. Questo posto privo di sentimenti è ciò che mi si addice. Non ho tempo per le complicazioni di una relazione. 


In piedi dietro di lei in ginocchio, sollevo le catene attorno al collo e stringo, solo un attimo, finché il suo respiro è ancora meno profondo di quanto abbia fatto il suo orgasmo. Mi abbasso, avvicinando il mio viso al suo. “ Grazie per aver giocato.” Le sussurro all’orecchio, prima di spostare la bocca più in basso e morsicarla sulla guancia. Lei si volta e mi fissa con occhi ancora carichi di infinito desiderio. Che mi bramano. La lascio andare lasciandola in ginocchio, entro nel bagno adiacente e faccio una doccia, lavando via l’odore forte del sesso. 

Una volta che mi sono asciugato, mi guardo allo specchio, i miei occhi blu stanchi, i miei capelli scuri e spenti che mi cadono sulla fronte, coprono le poche rughe che mi sono spuntate negli ultimi anni. Nonostante mi sono risparmiato i tanto temuti capelli grigi. 

“ Non male per avere trentanove anni, Drew.” 

Rindosso il mio abito e attraverso il club mentre controllo il cellulare per vedere dove sono i ragazzi. Adesso che mi sono sfogato un po’, è il momento di una birra. 

“Hey, Drew.” 

Rallento e mi volto, vedendo il proprietario di questo buco decadente del piacere, Cole Hux, che si tira su la zip dei pantaloni, il torso nudo, i bicipiti gonfi e luccicanti di sudore sotto le luci fioche. 

"Cosa c'è, Cole?"

"Vieni qui." 

Il suo metro è ottanta è davanti a me in pochi passi e la sua mano enorme nascondeva un pezzo di carta. 
"Che cos’è?” Chiedo, provando a prenderlo.
"Una novellina." Si volta e si allontana nel suo ufficio. 

"Ha detto che vuole qualcuno freddo, senza emozioni e sporco". 

“Così hai pensato a me.” Dissi a me stesso, guardando in basso verso il nome e il numero di telefono. “Raya.” Pensai, infilando il bigliettino nella mia tasca, dirigendomi alla mia macchina. Posso essere freddo, senza emozioni e sporco. Con un pò di impegno. In realtà senza il minimo sforzo. 



* * * 

Ruotai la spalla mentre entravo nel bar, cercando di mandare via un po’ del dolore sussultando leggermente. Era stata una settimana lunga in ufficio, ma con otto vendite realizzate, una delle quali era costosissima, un attico a Chelsea che era stato sul mercato da oltre un anno, potreste definirla una settimana grandiosa per gli affari. 

Trovai Sam, uno dei miei vecchi amici al bar da solo e mi unii a lui, una birra pronta che mi aspettava. “Dov’è Jesse?” Chiesi, mentre occupavo lo sgabello accanto a lui. Noi tre avevamo mantenuto il nostro appuntamento settimanale tra uomini, sin da quando ci siamo conosciuti e solo in poche rare occasioni negli ultimi decenni qualcuno di noi se lo era perso. Allora, dove stava? 

L’espressione che Sam mi rivolse era piena di divertimento, che nascondeva solidarietà. 

“Chi l’ha fatto arrabbiare?” Portai in alto la birra e la feci tintinnare contro quella di Sam. 

“Ti darò due ipotesi.” Si portò la bottiglia alle labbra, con gli occhi che traballavano per il godimento. “Maddie.” Non avevo bisogno delle due ipotesi. “ Come può un uomo agitarsi tanto con una bambina di sette anni?” 

Sam ridacchiò godendo della disperazione del nostro amico. “ Lei non è come la tua Georgia.” 

Sorrisi sentendo menzionare la mia bambina. La mia tranquilla dolce piccola bambina. È uguale a me. Ha il mio stesso carattere, riservato e tranquillo. Sono così fortunato dal momento che odio la sua fottuta madre. La riprenderò da Coral sabato, grazie a Dio. I tre giorni a settimana che sta lontano da me, sono lunghi e tristi. 

“Come sta Kate?” 

“Si sta facendo il culo. È la stagione dei matrimoni.” Si tocca la spalla e si spazzola via una macchia di farina. 

“Tu hai avuto una buona settimana? 

“Una settimana grandiosa.” 

Sam mi analizza e i suoi occhi si soffermano sulle mie parti basse. “Sei stato al club?” 

Guardai giù e trovai la mia patta aperta. Roteai gli occhi, tenni la bottiglia in bocca dal collo, mentre la tiravo su. “Geloso?” 

“No. Sono molto felice con la mia ragazza, grazie tante.” Mi congeda in un attimo. 

Sorrisi dentro di me. 

“Sono disponibile se hai bisogno di me.” Quello subito ricattura la sua attenzione, e non è in senso positivo. “Così per dire.” Alzo le mani, in segno di sera. 

“Non farlo.” Il mio amico allegro, i cui occhi sprizzano sempre felicità, è sul punto di ringhiare. “É stata una cosa successa una volta otto anni fa.” 

Mi volto verso il bar, nascondendo il mio divertimento velocemente, prima che mi schiaffeggi. Una volta otto anni fa, l’attuale fidanzata di Sam, ha deciso di volersi cimentare in qualcosa di più spinto. Le abbiamo dato quello che voleva. Cavolo se le abbiamo dato quello che voleva. Io, non mi sono fatto coivolgere, non lo faccio mai. Ma Sam l’ha fatto. 

Mi da un colpetto sul ginocchio e guardo verso la porta dove sta fissando, trovando Jesse che si avvicina a noi con una faccia da funerale. Velocemente faccio segno al barman di avere una birra. “Vecchio mio.” Sam canticchia, picchiando la superficie del bancone. 

“Vaffanculo,” grugnisce Jesse, e sorrido di nascosto preparandomi alle sue filippiche contro tutto ciò che riguardava sua figlia. Maddie è vivace. Parole di Jesse, non mie. Sbatte il culo sullo sgabello e praticamente strappa via la birra dalle mani del barman. Ci tappiamo la bocca e fissiamo il bancone, sbircio con la cosa dell’occhio e trovo Sam che sghignazza con la bottiglia sulle lebbra. Se l’è cercata. 

Mi schiarisco la gola e mi lancio in un discorso da uomini per distrarre Jesse dal suo stress da papà, e allo stesso tempo distrarre Sam che vuole spingerlo al limite. 

“ Ho…” 

Vengo fermato non appena il telefono di Jasse squilla e cala il silenzio mentre tutti noi fissiamo lo schermo, dove il nome di Ava lampeggia come un avvertimento. 

“Oh povero.” Sospiro mentre Jesse lo acchiappa dal bancone. Alzo le spalle nel disperato tentativo di coprirmi le orecchie e sussulto per il profondo dolere che mi causa. Figlio di puttana. Mi alzo e mi massaggio i muscoli. Devo andare a farmi controllare quella spalla malmessa. 

“Non è il momento di discutere Ava,” risponde Jesse in segno di saluto, chiaro e dritto al punto. 

Le labbra di Sam serrate a contenere le risate, si guadagnano un calcio da sotto il bancone da me e un occhiata letale da Jesse. Si fa piccolo sul suo sgabello, nonostante la sua risata sia giustificata: tutti noi conosciamo quanto l’esuberanza di Ava faccia impazzire Jesse, ma mostrarsi divertiti o cercare di dargli dei consigli è un errore fatale. Siamo amici da abbastanza tempo da sapere che la mia opinione non conta un cazzo quando si tratta di sua moglie e i suoi figli. Anche se sa di aver torto, il che è così la maggior parte delle volte. Chiudo gli occhi quando sento Ava. 

“Sono capelli, Jesse,” gli dice, alzando la voce. “ Sei fottutamente drammatico, come sempre.” 

Sam e io sussultiamo, entrambi in attesa. 

Lui sbatte il pugno sul bancone del bar, scuotendo il locale. “ Bada a come cazzo parli!” 

“Ricresceranno.” Il tono di voce di Ava è velocemente più calmo. È uno spreco del suo tempo. 

“ Non mi hai nemmeno consultato, cristo santo,” abbaia. “Tu e quella piccola civettuola tramate contro di me, e adesso la mia bambina è praticamente calva!” 

Le mie labbra permute insieme, ma Sam ha oltrepassato il limite, tutto il suo corpo è fuori controllo per le risate. 

“Le arrivano alle spalle, Jesse. Smettila di essere così maledettamente irragionevole.” Tanto valeva sventolare una bandiera rossa ad un fottuto toro. 

“Ne parleremo quando tornerai a casa.” 

“Quando tornerò a casa, Ava” respirò, sfatto, il tono minaccioso al punto che ero persino preoccupato per Ava. “É meglio che tu ti nasconda perché, c’è una scopata punitiva all’orizzonte per te, lady.” Sbatte giù il telefono e si scola metà della birra, sussultando e arruffando come un orso Bruno. 

“Così Maddi ha tagliato i capelli?” chiede Sam. Quell’uomo vuole morire. 

“Massacrato, piuttosto.” Jesse oscilla verso di noi sul suo sgabello e punta la sua birra dal mio petto a quello di Sam. Mi tiro indietro, lontano dalla linea di tiro. 

“Anche la tua donna è coinvolta in questa storia. Un giorno alla spa, hanno detto. Tempo fra donne, hanno detto. Hanno dimenticato di dire che la mia bambina sarebbe tornata con metà della sua testa e delle cazzo di unghie rosa. Ha sette anni, cristo santo!” 

“Hey.” Sam indietreggia. 

“Kate è la sua donna. Non ha nulla a che fare con me.” 

Jesse sogghigna e cerco di prendere la situazione in mano, prima che lui esploda. “Così c’è qualcuno che ha richiesto i miei servizi.” Sbatto il pezzo di carta che mi ha dato Cole al bar. 

Jesse e Sam immediatamente si piegano in avanti, distratti come avevo previsto, e sbirciano il foglietto. 

“Raya,” mormora Sam. 

“ Come ha fatto a contattarti?” Chiese Jasse. 

“Tramite il club.” La mia risposta, fece come al solito quando facevo riferimento all’Hux, arricciare le labbra di Jesse. Sorrisi tra me. 

“Bene, se tu non avessi venduto IL MANIERO, non sarei stato costretto a trovare un altro posto per giocare.” 

“Devi lasciar perdere quello stile di vita,” mi dice Jesse per la millesima volta. 

“ In quale altro modo potrei sfogarmi, tra il lavoro e Georgia?” Replico indignato. 

“Esci per un appuntamento.” 

Rido. “Non ho tempo per quella merda.” 

“Hai quasi quarant’anni. É il momento di sistemarsi.” 

“Fottiti” sputai. 

“Tu hai quasi cinquant’anni, e l’unica ragione per la quale ne sei uscito fuori è che per qualche miracolo, hai trovato una donna che è in grado di gestire il tuo culo irragionevole.” 

“Ho quarantasei anni, e non sono irragionevole.” Annuisce, come se fosse d’accordo con se stesso. “Non capisco perché tutti continuano con questa storia come se fossi un gorilla folle, senza alcuna ragione.” La sua bottiglia si ferma a metà strada dalle sue labbra, quando si accorge che io e Sam lo stiamo fissando con le bocche aperte. 

“Sono perfettamente ragionevole.” 

“Comunque, lasciamo perdere,” continuo, sapendo quando sto combattendo una battaglia persa. 

“Ho Georgia quattro volte la settimana. Tra lei e il lavoro, non c’è molto tempo per altro. L’Hux è rilassante. È ciò che sono. Ciò che mi piace.” 

Ignoro i volti inquisitori dei miei due amici e ordino uno shot. Non sto mentendo. É quello che mi piace. Nessun impegno, nessuna complicazione. Solo crudo e carnale sesso. Non mi fido delle donne, e questa non dovrebbe essere una sorpresa dal momento che la madre di mia figlia mi ha usato per rimanere incinta, e farlo passare per il figlio di un altro uomo. E non un uomo qualunque, ma uno dei miei migliori amici. La sua ossessione nei confronti di Jesse, ha quasi compromesso la sua felicità con Ava. E come risultato del suo piano fallito, ora sono il padre orgoglioso di una bambina di sette anni. Sorrido di nuovo, mentre finisco la mia birra. Non tutto il male viene per nuocere. 

“Che è successo?” Sam mi scuote dai miei pensieri, indicando la mia spalla. “Continui a scrollare le spalle.” 

“Mi è uscita la spalla giocando a basket con Georgia.” 

La mia notizia ha innescato in entrambi una fragorosa risata. 

“Con tutte quelle cazzate che combini all’Hux, e ti fai male alla spalla giocando una partita con la tua bambina?” Jesse ridacchia, mentre mi tocco la spalla per massaggiarla e mandare via un po’ di quell’indolenzimento. 

Forse ha ragione. Forse mi sto diventando troppo vecchio per tutta questa merda.


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