martedì 30 maggio 2017

PLAYLIST. L'AMORE È IMPREVEDIBILE, JEN KLEIN. Blogtour e recensione.

BUONGIORNO, ANGELI. OGGI SIAMO LIETE DI PARTECIPARE ALLA SECONDA TAPPA DEL BLOGTOUR ORGANIZZATO IN OCCASIONE DELL'USCITA DI PLAYLIST. L'AMORE È IMPREVEDIBILE DI JEN KLEIN, EDITO DE AGOSTINI. ELIZABETH LO HA LETTO PER VOI, ECCO LE SUE IMPRESSIONI.





TITOLO: Playlist. L'amore è imprevedibile

AUTORE: Jen Klein

EDITORE: DeAgostini

PAGINE: 374

PUBBLICAZIONE: 23 maggio 2017 

GENERE: Young adult

COSTO: € 6,99 ebook; € 14,90 cartaceo

Che cosa c’è di meglio del momento in cui ti rendi conto che il liceo sta per finire e la tua vera vita sta per cominciare? Niente, June ne è convinta. Diciassette anni e le idee chiare sul futuro, non vede l’ora di lasciarsi alle spalle la cittadina in cui è cresciuta e tuffarsi a capofitto nella nuova avventura del college. Al contrario di Oliver, l’atleta più popolare della Robin High, che vorrebbe che l’ultimo giorno di scuola non arrivasse mai. June e Oliver non hanno davvero nulla in comune. Potrebbero non rivolgersi mai la parola.
Potrebbero far finta di non conoscersi. E invece. Invece il destino ha voluto diversamente. Perché le loro madri sono amiche per la pelle e hanno deciso che Oliver accompagni June a scuola in macchina. Tutti i maledettissimi giorni. A un tratto, June e Oliver sono costretti a passare parecchio tempo insieme. Peccato che non abbiano niente, ma proprio niente di cui parlare. E allora decidono di mettere la musica. Ma cosa succede quando un’anima rock come quella di June ne incontra una pop come quella di Oliver? Una guerra! Una sfida per il controllo della playlist… finché non accade qualcosa di totalmente imprevedibile. Perché a volte basta la canzone giusta al momento giusto e tutto cambia.



Se state cercando uno Young adult che vi faccia immergere nel mondo dei teenager americani di provincia, vi faccia vivere la realtà del liceo d’oltreoceano, con partite di football, goliardate, cheerleader, nerd e tutto il resto, Playlist: L'amore è imprevedibile fa certamente per voi. Questo romanzo ha tutto ciò che uno Young adult deve avere, non si avventura in esplorazioni inappropriate di altri generi che stanno pian piano prendendo piede, segue la linea maestra tracciata per la prima volta nei lontani anni venti, non se ne discosta, la percorre e ne rispetta tutte le regole. Il che può essere sia un pregio che un difetto. Dal mio punto di vista, è senza dubbio un pregio. Quando mi abbandono alla lettura di un romanzo, scelto perché appartenente a uno specifico filone o scelto per via della trama, non amo trovarmi di fronte a sconvolgimenti che molto spesso risultano solo inappropriate scelte speculative. Non sono il tipo che si lamenta se in un romance ci sono frasi sdolcinate, in un erotico scene di sesso, in un thriller suspense e in un noir morti e feriti. Regole di genere, ecco come le chiamo io. Ebbene, Playlist: L'amore è imprevedibile è proprio quello che mi aspettavo.
June e Oliver sono due liceali alle prese con le gioie e i dolori tipici dell’adolescenza, in cui tutto è travolgente, ci si crede depositari del sapere, i genitori perdono del tutto quell’aura di invincibilità che li aveva resi perfetti fino a pochi anni prima e il futuro sembra una strada tutta in discesa. Eppure, June e Oliver vivono quel momento in modo del tutto opposto, i loro gusti musicali sono solo la punta dell’iceberg e, infatti, le canzoni sono una sorta di esternazione che uno getta in faccia all’altro per dimostrargli la bontà del proprio punto di vista in un duello vissuto on the road.
June in un primo momento è infastidita da Oliver, dalla sua perfezione, dal suo essere così incredibilmente integrato in un mondo che per lei non conta nulla: il liceo. Per lei è solo un momento di transizione, un percorso da superare trattenendo il fiato, ma per Oliver non è così, per lui è qualcosa che ha un suo valore intrinseco, qualcosa che vale la pena di essere vissuto già di per sé.
Ammetto che all’inizio ho trovato i modi e i pensieri di June decisamente irritanti, al punto tale che ero tentata di non proseguire nella lettura: in pratica temevo che si trattasse del classico romanzo di denuncia, in cui si cerca di demolire l’ordine costituito, contestandone le fondamenta, scardinandolo poco per volta, fino a convincere chi in quell’ordine ci vive e ci crede che si è sempre e solo ingannato. Per come la vedo io, una persona che si sa integrare, è una persona serena, che prende il buono dalla vita e volge gli aspetti negativi a proprio favore. Dunque, immaginate come fossi titubante a proseguire. Non volevo immedesimarmi troppo con lei, in realtà non ci riuscivo. Perché June, all’inizio, è acida, supponente, presuntuosa e anche piuttosto antipatica. Basti pensare a come rimane stupita ogni volta che Oliver dimostra di essere in grado di ragionare.
“È solo che sono sorpresa.” Le teste di legno come lui di solito scelgono materie tipo grugnito. O sollevamento pesi. O tecniche di intimidazione alle matricole. “E io sono altrettanto sorpreso della tua misoginia” ribatte. “E io invece adesso sono sorpresa che tu conosca la parola misoginia.” Oliver mi strizza uno di quei suoi occhi castani da portarsi a letto. “La vita non è tutta una serie di grandiose epifanie rivelatrici?” Oh! Uno sportivo dotato di vocabolario.
Insomma, battutine e frecciatine di questo tipo si sprecano e non sono affatto il mio genere. Fortunatamente, però, col trascorrere del tempo, con il susseguirsi delle pagine, la situazione migliora, migliora sul serio. E il libro diventa proprio quello che piace a me, un romanzo che tratta l’adolescenza come una fase di grandi cambiamenti, in cui la crescita passa attraverso la sofferenza e innumerevoli scoperte, in cui la forza e i buoni sentimenti alla fine trionfano sulla meschinità e la superficialità.
Pian piano si inizia a capire come mai June sia così desiderosa di cambiare vita, come mai si ostini a non dare importanza a tradizioni che quasi tutti gli altri amano, come mai cerchi sempre di fuggire e di non lasciarsi coinvolgere. E più la si capisce, più la si apprezza. June è una ragazza molto brillante, dotata di una sensibilità profonda, che è stata ferita dal divorzio dei suoi genitori e che ogni giorno patisce la lontananza del padre e i modi un po’ troppo eccentrici della madre. E poi c’è Itch, il suo ragazzo, che invece di spronarla a superare queste idee così limitanti, le rinfocola.
È così che si comincia” mi dice. “Una partita, una festa, una sbronza. E poi a un tratto ti ritrovi a partecipare alle loro scemenze e devi fare quello che vogliono loro.”
“Nessuno ha parlato di fare quello che vuole qualcun altro. È football, non schiavismo.”
“Vedi se riesci a convincerti.” Itche prende un sacchetto arancione. “C’è un motivo se non facciamo parte del gregge, June. Non perché siamo secchioni e neppure perché crediamo in una specie di antiquata gerarchia di popolarità.”
“Non ho mai detto…”
“È perché noi siamo meglio di così.” Itch si scosta e con un braccio mi cinge le spalle, che per la tensione sono più alte del dovuto. “Tu sei migliore.”
Mi bacia e lo lascio fare. Lo lascio sempre fare.

Quando Oliver entra a far parte della sua vita, però, tutto quello in cui credeva, tutto ciò a cui si aggrappava per restare in piedi, inizia a vacillare. Lui non è come June se l’era immaginato, lui è diverso. E se anche le sue idee, così diametralmente opposte a quelle di June, non fossero così sbagliate come lei credeva? Trascorrendo il tempo con Oliver, il piccolo mondo pieno zeppo di preconcetti in cui si era nascosta si sgretola, June inizia a lasciarsi andare, cede poco per volta, si lascia coinvolgere sempre più e inizia ad assaporare sul serio la vita del liceo, inizia perfino ad apprezzarla.
Come dicevo, si tratta di un romanzo di crescita, in perfetto stile Young adult, in cui i due protagonisti si aiutano l’un l’altro a trovare la chiave giusta per interpretare una fase della vita che è la più complicata e nello stesso tempo la più meravigliosa che ci sia. Non ci sono grandi colpi di scena, o meglio, ci sono ma sono un tantino scontati e questa è l’unica vera critica che mi sento di muovere a questo romanzo. Tutto sommato, comunque, il mio giudizio non può che essere positivo: Playlist è una lettura piacevole, coinvolgente e ricca di spunti di riflessione. Se amate gli Young adult, non potete lasciarvelo sfuggire.








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