giovedì 11 maggio 2017

IGNITE ME, TAHEREH MAFI. Recensione in anteprima.


TITOLO: Ignite Me

AUTORE: Tahereh Mafi

SERIE: Shatter me #3

EDITORE: Rizzoli

PUBBLICAZIONE: 11 maggio 2017 

GENERE: Distopico/young adult

PAGINE: 416

PREZZO: € 8,99 ebook, €16,90 cartaceo

Niente sarà più come prima. Non si sa che fine abbia fatto il Punto Omega. Tutti i compagni di Juliette potrebbero essere morti. Forse la guerra è finita ancora prima di cominciare. Juliette comunque non si arrende: affronterà la Restaurazione. Se vuole sopravvivere, deve sconfiggerla. Ma per abbattere la Restaurazione e l'uomo che l'ha quasi uccisa, le servirà l'aiuto di qualcuno che non avrebbe mai pensato di avere al suo fianco: Warner. E mentre si preparano insieme ad affrontare il loro nemico comune, Juliette scoprirà che tutte le sue certezze - su Warner, sui propri poteri, e perfino su Adam - erano sbagliate.


Finalmente la saga di Shatter me ha trovato il suo epilogo, finalmente la storia di Juliette, Adam e Warner si è conclusa. O forse dovrei dire sfortunatamente? Ignite me chiude un percorso durato tre libri, un cammino emozionante, sconcertante, così coinvolgente che volevo non finisse mai. Ho letto quest’ultimo romanzo in modo diverso dagli altri due, me lo sono gustato parola per parola, l’ho assaporato con calma e ho cercato di farlo durare il più possibile. Forse perché sapevo già come sarebbe andato a finire? In effetti devo ammettere di non aver saputo resistere e di aver fatto una piccola ricerca prima di iniziare la lettura. Del resto, se ti affezioni così tanto a dei personaggi e, in un triangolo amoroso – perché di questo si tratta – fai il tifo in modo spudorato per uno dei due potenziali spasimanti, è ovvio che vuoi che quello la spunti. E sapere che alla fine il mio preferito veniva scelto, be', devo dire che ha reso il tutto molto molto più appagante. Insomma, chi di noi non è rimasto deluso dall’evoluzione di Divergent? Per non parlare del suo epilogo drammatico. E lo stesso devo dire di Hunger games: il fatto che Katniss alla fine scelga Peeta e non Gale, sebbene sia una scelta logica e tutto sommato condivisibile, ai tempi mi aveva lasciato con l’amaro in bocca, così come tutto il capitolo finale, in cui i protagonisti venivano stravolti – Gale in particolare – e i fatti portati all’esasperazione. Ebbene, non aspettatevi nulla di simile: qui il lieto fine c’è, c’è davvero. Non starò a svelarvi cosa accade perché è giusto che anche voi ve lo gustiate come ho fatto io, ma vi assicuro che l’attesa sarà valsa la pena.
Ma ora parliamo un po’ del libro, addentriamoci nella trama quanto basta per farvi capire cosa vi attende senza rovinarvi la sorpresa. Ricordate a che punto eravamo? Juliette era arrivata all’Omega Point dove aveva trovato un gruppo di persone del tutto simili a lei, con poteri tali da lasciar sperare che, insieme, la ribellione alla Restaurazione fosse possibile. Adam era con lei, ma la loro vicinanza, il semplice contatto con il suo corpo lo stava uccidendo. Così Juliette aveva deciso di allontanarlo. Nel frattempo, Warner aveva scoperto di poterla toccare senza subire alcun danno e l’aveva seguita all’Omega Point dove Castle, il capo della resistenza, aveva capito che il vero potere del ragazzo consisteva nella capacità di assorbire le abilità altrui e farle sue. L’amore di Juliette per Adam, però, avevano convinto Warner ad andarsene appena prima che il gruppo decidesse di passare all’azione. Nei capitoli finali, lo scontro era entrato nel vivo, ma si era concluso in modo tragico, con Juliette che affrontava il Supremo, ma ne veniva sconfitta, colpita al petto da un proiettile, proprio sotto lo sguardo sgomento di Warner. Ignite me parte proprio da qui, dal momento in cui Juliette si sveglia.
Trattandosi di una trilogia in cui ogni capitolo segue l’altro in una sequenza ininterrotta, sconsiglio vivamente la lettura di questo romanzo a chi non abbia letto i primi due. Oddio, sarebbe possibile, la Mafi richiama gli avvenimenti passati in più di un’occasione, permettendo anche a chi non ricordava bene cosa fosse accaduto di rinfrescarsi la memoria, ma credo che arrivare a questo epilogo impreparati, tolga qualcosa di fondamentale alla lettura: l’emozione. Il sentimento che Juliette prova per Adam deve essere compreso attraverso la lettura di Shatter me e poi di Unravel me e lo stesso vale per la passione che lega Juliette a Warner. Si tratta di un’evoluzione naturale, di un climax ascendente di cui vanno per forza vissuti tutti i momenti, altrimenti lo sbocco finale perde di efficacia. La scelta definitiva di Juliette giunge per gradi, nel modo giusto, più naturale e onesto possibile e alla fine, al momento più opportuno, la tensione accumulata si scioglie, conducendola alla vera felicità. Ma se si ignora il percorso che l’ha condotta fin lì, il sollievo e l’emozione, appunto, non saranno le stesse.
Questa saga ha il grandissimo pregio non comune di coinvolgere totalmente. I personaggi ti entrano dentro, i loro sentimenti diventano i tuoi, le loro vicende sono anche le tue e finisci per amare, odiare, sperare e lottare come fossi uno di loro.
Ho trovato che, rispetto ai primi due romanzi, qui lo stile della Mafi si sia fatto più pratico, meno virtuoso, il che si adatta alla perfezione al ritmo più incalzante della storia dove i fatti si addensano, dove l’azione si fa concreta e le decisioni scalzano l’incertezza. Non fraintendetemi, penso tuttora che, da un punto di vista linguistico, questa autrice sia una delle più dotate che io abbia mai letto, ma in Ignite me la cornice fatta di parole sembra svanire per dare spazio a ciò che conta davvero, il quadro che quelle parole vanno delineando con sempre maggiore chiarezza.
È difficile parlare di questo libro senza rischiare di svelare troppo, ma ci proverò. Innanzitutto voglio occuparmi dei protagonisti, prima fra tutti Juliette. Si tratta di una ragazzina di appena diciassette anni che nella sua breve vita ha vissuto momenti terrificanti, è stata abbandonata dai suoi stessi genitori, il suo potere l’ha isolata dal mondo esterno, lei stessa si è costretta ad allontanarsi dal resto dell’umanità perché tutto ciò che avverte è un senso di colpa che le grava sul capo. L’unico che sembra non vederla come un mostro è Adam. Come si fa a non amare uno come Adam? E infatti è ciò che Juliette finisce per fare. Ma, un momento… anche Warner non la considera un mostro, tutt’altro. Inoltre, anche lui come Adam, può toccarla. E lo fa, eccome se lo fa. Il tocco di Warner accende in Juliette sensazioni estreme che la spaventano e che in un primo momento lei non sa come gestire. Così fugge. Se Shatter me parla di un lento riemergere dall’ombra e dall’orrore, Unravel me è la storia della fuga di Juliette, una fuga da tutto e da tutti, nel tentativo di ritrovare se stessa. Ebbene, in Ignite me la fuga ha finalmente una fine. Juliette si evolve, diventa una persona più forte, così forte da riuscire a prendere in mano le redini della sua vita e di quella di tutti gli altri. Ogni debolezza è abbandonata, ogni incertezza spazzata via con un colpo di spugna, il dolore accumulato era troppo e aveva bisogno di uno sbocco.
È sconvolgente pensare a quanto io sia cambiata negli ultimi mesi. Mi sento una persona completamente diversa. Più perspicace, in un modo o nell’altro. Temprata, senza dubbio. E per la prima volta nella vita sono disposta ad ammettere di essere arrabbiata. È liberatorio.
L’evoluzione di questo personaggio è strepitosa. Juliette è una delle eroine meglio riuscite che mi sia capitato di trovare in una saga distopica. Di lei ho apprezzato tutto, debolezze, insicurezze, paure e poi la rabbia, la ribellione, la voglia di riprendersi ciò che la vita le aveva sottratto per troppo tempo e la lucida consapevolezza che raggiunge in questo epilogo.
In fondo ho sempre saputo chi dovrebbe guidare questa resistenza. È una sensazione interiore che ho ormai da qualche tempo, ma sono sempre stata troppo spaventata per parlarne. Qualcuno senza più nulla da perdere e con tutto da guadagnare. Qualcuno che non ha più paura di nessuno. Non Castle. Non Kenji. Non Adam. E nemmeno Warner. Bensì io.
Chi, tuttavia, ho amato più di tutti è Warner. Lui, al contrario di Juliette, non si evolve, lui rimane sempre lo stesso. È la percezione che gli altri hanno di lui che cambia. Nel corso di Ignite me – e già, in effetti, in Shutter me – si svelano aspetti della sua vita e della sua personalità che non si potevano immaginare e ciò che emerge è una personalità dirompente, una sensibilità sorprendente, una forza abbinata a una debolezza che ne fanno un personaggio meraviglioso.
È come un animale torturato e terrorizzato. Una creatura che per tutta la vita è stata picchiata, maltrattata e chiusa in gabbia. È stato costretto a vivere una vita che non aveva chiesto e non gli è mai stata data l’opportunità di scegliere nient’altro. E anche se ha tutti i mezzi per uccidere una persona, è troppo tormentato per poter usare quelle abilità contro il suo stesso padre, l’uomo che gli ha insegnato a essere un assassino. Perché per qualche motivo, in qualche modo strano e inspiegabile, vuole ancora che suo padre lo ami. E lo capisco. Davvero, davvero lo capisco.
E Adam? Non posso dire molto senza rischiare di svelare troppo. Vi basti sapere che ho trovato il suo personaggio molto più a fuoco, le sue scelte, i suoi sentimenti, la sua passione sono un elemento fondamentale del romanzo che lo rende ancora più intenso. Ignite me non sarebbe lo stesso senza di lui. Juliette stessa non sarebbe ciò che è senza Adam.
Tirando le somme, credo che Ignite me sia un romanzo bellissimo. Il fatto di avere atteso a lungo per scoprire come si sarebbe conclusa la saga di Juliette, aveva un po’ spento il mio entusiasmo e mi aveva fatto dimenticare le emozioni che avevo provato con Unravel me – e questo è un aspetto che mi infastidisce molto delle saghe… l’interruzione del filo logico dei pensieri e delle sensazioni che una storia sa suscitare – eppure, mi sono bastate poche pagine per immergermi di nuovo, totalmente, nel mondo evocato dalla Mafi. Il pregio più grande della sua scrittura è la capacità evocativa, l’abilità di far vivere i sentimenti dei protagonisti come fossero i tuoi. Era da tanto che non mi capitava di emozionarmi così tanto. Se proprio vogliamo trovare una pecca, penso che la parte introspettiva e più squisitamente sentimentale sia sbilanciata rispetto a quella dedicata all’azione. In un capitolo finale di una guerra che coinvolge il mondo intero, mi sarei aspettata più dinamismo. Ce n’è, ma forse troppo poco. Eppure, credetemi, chiuso il libro, ciò che resta è solo una grandissima gioia e un senso di appagamento totale ed è tutto ciò che si può desiderare, uno dei motivi per cui si legge. O sbaglio?
Dunque, che posso dire? Buona lettura!





SHATTER ME SERIE


#1 Shatter me (qui recensione)

#1.5 Destroy me 

#2 Unravel me (qui recensione)

#2.5 Fracture me

#3 Ignite me








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