mercoledì 26 aprile 2017

RISE OF THE DAMNED - IL RISCATTO, MYA McKENZIE. Recensione in anteprima.


TITOLO: Rise of the damned - Il riscatto

AUTORE: Mya McKenzie

SERIE: Redemption #2

EDITORE: Self publishing


PAGINE: 308


PUBBLICAZIONE: 26 aprile 2017


GENERE: Romantic suspense


PREZZO: € 1,99 ebook; € 10,99 cartaceo
Per tutta la vita Jack ha cercato risposta all’unica domanda che contasse davvero, senza però rendersi conto di essere impreparato ad affrontarne le conseguenze. La verità che ha scoperto è stata così devastante da spingerlo ad abbandonare la propria casa, l’università e l’unica donna che l’abbia mai amato.
Quando è fuggito da Tampa era un ragazzo stravolto, confuso e ferito.
Ora è un uomo che ha trovato la propria strada, ha intrapreso una nuova carriera e si è prefissato nuovi traguardi.
Eppure in Florida ha lasciato una buona fetta di sé, una parte così importante che gli risulta impossibile ricominciare davvero. Perciò, quando la vita gli offre l’opportunità di chiudere i conti con il passato, Jack non si tira indietro.
Fa ritorno nella sua vecchia città, da coloro che si è lasciato alle spalle.
Con l’obiettivo di ottenere giustizia.
Con l’intenzione di chiedere perdono.
Con l’illusione di poter avere una seconda occasione.



Il primo volume ci aveva lasciati con domande e questioni irrisolte. Jack Wade, nonostante la sua prontezza e la sua esperienza, era finito in un buco nero, un guaio più grande di lui. Inspiegabilmente si era fatto fregare, il suo cuore era come una grossa falla, un bersaglio troppo facile da cogliere, ed ecco che è finito giù, colpito dove fa più male. Il Jack che ritroviamo all'apertura di Rise of the damned - Il riscatto è profondamente cambiato: è più maturo, più riflessivo, con la testa sulle spalle. Ha lasciato indietro il suo passato illegale, adesso lavora per l'FBI e il suo obiettivo è fare giustizia. È diventato un lupo solitario, trascorre il suo tempo libero in palestra e al poligono e ha lasciato perdere la vita del tombeur de femmes. Quello che, però, ancora lo tormenta è pensare a Gwen. Ciò che prova per lei, ciò che veramente prova, e che ha capito forse troppo tardi di provare, è più vivo che mai e lo porterà a riavvicinarsi lentamente alla ragazza. Non crede di meritare il suo perdono, non crede di essere alla sua altezza, eppure al cuore non si comanda e la desidera più che mai. Ci sarà poi un evento tragico che li unirà, entrambi subiranno una grossa perdita che in parte sanerà le loro ferite, in parte ne farà sanguinare di nuove. Saranno l'uno la spalla dell'altra, si faranno forza a vicenda, e i sentimenti che provavano un tempo emergeranno più forti che mai. 
Stavolta Jack ha dalla sua la consapevolezza. Sa quello che vuole, è consapevole di ciò che ha miseramente perso per colpa della sua avventatezza e dei suoi errori di valutazione e non gli resta che riconquistare l'unica donna che ha sempre amato.
Ho apprezzato particolarmente la piega che ha preso il finale di Ghost love, perchè ho sempre avuto una spiccata preferenza per Gwen, e va da sé che il nuovo Jack mi è sembrato subito sulla strada giusta della redenzione. Avrei voluto fargli capire già nel primo volume che la sbandata che stava prendendo per Cherry gli si sarebbe rivolta contro - quella ragazza non è mai stata sincera ai miei occhi! - ma ho capito che il nostro bel protagonista aveva bisogno di un libro intero per sbagliare e poi capire l'entità del danno. Sono stata indulgente, un po' come lo è stata Gwen, ho lasciato che facesse le sue scelte senza giudicarlo o condannarlo. Ora che l'ho ritrovato con la testa sulle spalle, il desiderio di abbracciarlo e di urlargli: "finalmente!" è stato fortissimo.
È stato sufficiente un sorriso per fondere la corazza che ho costruito attorno al suo ricordo e un solo accenno ai tempi andati perchè venissi trafitto dal desiderio di riaverla. È bastato un attimo per illudermi di poter recuperare gli anni perduti e il tempo di un respiro per sperare di riprendere da dove avevamo interrotto. 


Al cambiamento non è stato dato spazio, nei primi capitoli di Rise of the damned il lettore si sentirà spiazzato, confuso, disorientato, come se si trovasse di fronte un personaggio diverso da quello conosciuto in precedenza. Eppure è tutto molto credibile, non lascia adito a dubbi. Il lettore ci crede, lo apprezza, lo incoraggia. Il riavvicinamento con Gwen è descritto in maniera altrettanto sincera: è un percorso fatto di ostacoli, risentimento, pentimento. A ogni passo avanti, a ogni piccola conquista seguono tre passi indietro. Gwen non ha dimenticato la sofferenza provata, il tradimento che ancora le brucia sulla pelle (be', come biasimarla!). Sono stata da sempre sua fan e anche stavolta, fatemelo dire, questa donna ha confermato di essere forte, coraggiosa, tutta d'un pezzo. Qualsiasi donna al mondo, nonostante il cambiamento e il pentimento di Jack, avrebbe impiegato un po' a lasciarsi andare. Certe ferite fanno male e sanguinano anche dopo anni, inutile fingere che non sia così.

La lascio andare ma non la allontano dai miei pensieri. Lei è l'unica cosa che si frappone tra me e la disperazione. Lei è la mia ancora alla realtà, è la mia coscienza, la mia sola ragione di vita. 
I protagonisti e la loro caratterizzazione sono il punto di forza di questo secondo romanzo della serie che, a mio avviso, risulta più lento e meno accattivante del primo. Le dinamiche legate alle componenti thriller e gialle sono più deboli, non tengono viva l'attenzione come succedeva in Ghost love. Nonostante Jack abbia acquisito punti ai miei occhi, devo dire che la trasformazione da bad boy in ragazzo onesto, redento, giudizioso gli ha tolto quell'aria fascinosa che tanto mi piaceva e mi intrigava.
La prima parte del romanzo mi è sembrata troppo lenta e descrittiva, il lettore fa fatica a sentirsi parte degli eventi, a entrare nuovamente in sintonia con il personaggio che aveva conosciuto mesi fa perchè il suo cambiamento è già un dato di fatto, non coinvolge il lettore, non gli dà l'occasione di assistere a questa trasformazione. È sempre lui, il nostro Jack Wade, eppure non è più lo stesso e questo spiazza.
C'è da dire che questo romanzo risente dell'essere il volume intermedio di una trilogia e, come avviene sempre in questi casi, fa da ponte tra il primo e il terzo volume, tra il capitolo introduttivo e quello conclusivo. È una tappa fondamentale della storia, qualcosa che non si può ignorare o sottovalutare, ma al tempo stesso non cambia in maniera significativa il corso degli eventi.
Lo stile di Mya McKenzie è sempre pulito, ricco di dettagli, descrizioni ed eventi. La prima parte del romanzo, Stand by, ha il compito di presentare il protagonista nella sua nuova veste; la seconda parte, Down on my kness, stravolge gli equilibri di Jack e Gwen portandogli via un pezzo importante della loro vita e facendoli riavvicinare di colpo; la terza parte, Still stand up, e la quarta, End of watch, sono state di sicuro quelle che mi hanno fatto palpitare maggiormente e in cui c'è una maggiore dose di suspense e azione. È negli ultimi capitoli, infatti, che Jack giocherà il tutto per tutto e la sua vita prenderà ancora una volta una nuova piega. Il finale ci lascia di nuovo appesi a un filo con tanti punti interrogativi a fare da contorno. Ma non temete: il terzo volume arriverà presto!
Consigliato a chi non cerca solo una storia d'amore ma anche tanta azione, tanta suspense, tanti intrecci. In più se vi piacciono i polizieschi non potete assolutamente lasciarvelo scappare. 




REDEMPTION SERIE


#1, Ghost love (recensione)
#2, Rise of the damned 
#3, In the line of duty (giugno 2017)







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