venerdì 28 aprile 2017

EYES OF LOVE, MICHELA COMPRI. Recensione.


TITOLO: Eyes of love

AUTORE: Michela Compri

SERIE: Last goodbye #3

EDITORE: Self publishing

GENERE: New adult

PAGINE: 185

PUBBLICAZIONE: 15 marzo 2015

PREZZO: € 1,99 ebook
A volte lasciarsi il passato alle spalle ci mette di fronte a due stati d'animo: il ripensamento per il vecchio, l'eccitazione per il nuovo. Per Jason Williams, non è così. 

Seduto sull'aereo che lo condurrà in Italia, ricorda il passato senza rimpianti, ma felice di aver lasciato indietro una vita, che ormai gli andava troppo stretta. 

Quello che non sa, è che incontrerà qualcuno che lo metterà di fronte ad un realtà che lo fa cambiare e innamorare per la prima, vera, volta. 
Annie ascolta il mondo dalla finestra di una stanza che è una prigione dorata. 
Due sono i suoi amici più fedeli: Sebastian, un labrador nero, e un bastone in fibra di carbonio. 
Non ha mai baciato un ragazzo, né è mai uscita dal perimetro della sua casa, che a venticinque anni, ancora non conosce con sicurezza. 
L'amore è per lei un sentimento sconosciuto, ne ignora l'esistenza. 
Fino a quando una voce non le farà battere il cuore...


Ci sono mondi che non conosciamo, dei quali però crediamo di sapere tutto. In questo libro troverete alcune scene, realmente accadute, ma che nonostante tutto vi porteranno a pensare che io abbia scritto follie. Non è così. Ci tengo a precisare che personaggi e luoghi sono di pura fantasia, ma che l’ispirazione per questo libro l’ho presa perché conosco personalmente una ragazza che vive la vita per quella che è: a giorni una meraviglia, altri un po’ meno.

È con queste meravigliose parole che Michela Compri ci apre a un nuovo mondo: quello della cecità. Annie, infatti, è una ragazza bellissima che potrebbe avere tutto dalla vita, e invece un incidente le ha stravolto l’esistenza rubandole la vista. Da allora vive relegata nella sua stanza e non conosce altro che il suo giardino, la sua amica Elisa, i signori che si occupano della casa e delle sue necessità e il suo fedele labrador, Sebastian. Quando suo cugino Phil arriva in Italia in compagnia di Jason, il nostro “banana”, per chi ha letto i precedenti libri della serie, Annie si innamorerà perdutamente della sua voce sexy e mascolina.
Sarà perché antagonista dell’amatissimo Brian Johnson, sarà perché in L’ultimo addio ed È meglio Jeff c’è stato poco spazio per conoscerlo, ma Jason non era un personaggio che ho amato particolarmente. Con questa storia, l’autrice ha saputo farmelo amare sin dalle prime pagine.
Poco prima di scendere dall’aereo Phil mi aveva informato che sua cugina era cieca, e la prima cosa a cui pensai fu benissimo! Non poteva vedermi, di conseguenza non avrebbe mai potuto farmi il filo. Non per essere presuntuoso, ma avevo sempre avuto uno stuolo di ragazze pronte a calarsi le mutandine pur di avere un minimo di attenzioni da parte mia.
Conoscere il suo particolare passato ha aiutato a farmi provare tenerezza per quest’uomo. Prima di Annie, ha avuto un fallimento sentimentale che gli ha dato maggiore consapevolezza. Credeva d’amare la donna che ha sposato dopo due mesi di conoscenza, ma quando vede per la prima volta Annie sente qualcosa di intenso e mai provato prima capendo, così, di essere innamorato.
Ho avuto modo di scoprire un Jason dolce, tenero, molto empatico e anche pronto a sfidare Annie per spronarla ad uscire dallo stato di stasi in cui vive. L’ho adorato quando nasconde il bastone per sfidarla a conquistare maggiore autonomia, quando le da indicazioni vaghe per spronarla a tentare, a superare i suoi limiti mentali. E l’ho adorato quando si è messo contro tutto e tutti, specie l’iper-protettiva e odiosa madre di Annie, per difenderla.
Michela ha giurato che stavolta non ci avrebbe fatto piangere, e io devo smentirla. Ho versato di nuovo qualche lacrimuccia; lacrime di quelle felici, d’emozione, lacrime che si è anche contenti di versare. Lacrime che, a mio parere, sono la testimonianza della buona riuscita della storia.
Ciò che più ho amato di questo romanzo è stata la capacità di trattare argomenti difficili, non solo quindi la disabilità, ma anche divorzi, rapporti familiari difficili, riscatto sociale, con delicatezza mista all’ironia che caratterizza ogni storia di Michela Compri. C’è quel velo di ironia, di leggerezza che smorza gli angoli ed aleggia sull’intero libro. I protagonisti affronteranno più volte nel corso della storia l’argomento della cecità e riusciranno anche a far sorridere il lettore con battutine e commenti al vetriolo.
Le misi le mani sotto la maglietta per toccarle la pelle della schiena. «Anche tu sei sexy splendore, e anche molto molto eccitante. Potrei elencarti un sacco di altre qualità, ma non abbiamo tutta la notte.» Alzò la testa come per guardarmi. «Ho qualità che potrebbero durare una notte intera?» domandò sorpresa. «Si splendore, dentro quei jeans è nascosta la qualità più grande che possiedi» la stuzzicai. Pensai che sarebbe morta d’imbarazzo, invece si portò una ciocca di capelli dietro l’orecchio e poi si mise le mani sui fianchi. «Beh, in tal caso, forse, dovrei uscire più spesso e conoscere qualcuno che abbia voglia di scoprire la mia più grande qualità». Sapevo che scherzava, ma ero già incazzato e pronto a spaccare braccia e gambe di chi l’avesse anche solo sfiorata. «Mi stai provocando?» le chiesi avvicinandomi di nuovo. «Cosa vuoi che faccia una povera cieca come me?» «Stai sfruttando la situazione per non passare dei guai?»
La storia è dinamica, mai noiosa o pesante. A una prima lettura della trama si può pensare ad una storia triste, che infonde malumore; vi assicuro, però, che non è così. Si legge che è un piacere e si è sempre più curiosi.  
Quello che salta prepotentemente all’occhio rispetto ai romanzi precedenti è la maturità raggiunta. Per me, con Eyes of love, Michela oltre a confermare la sua grande capacità di trasmettere emozioni e sospiri spaziando in un ampio ventaglio di tematiche, ha anche dimostrato di essere cresciuta. Questa storia ha quel qualcosa in più che manca alle precedenti che ci fa anche sorvolare su qualche piccolo errore di punteggiatura.
Il finale non allieta i nostri cuori, perché ci toccherà aspettare il continuo. Quindi, incrociamo le dita e ci auguriamo che il secondo volume della storia di Jason e Annie sia altrettanto emozionante e coinvolgente.








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