martedì 11 aprile 2017

CARRY ON, RAINBOW ROWELL. Recensione.


TITOLO: Carry on

AUTORE: Rainbow Rowell

EDITORE: Piemme


PAGINE: 540


PUBBLICAZIONE: 21 marzo 2017


GENERE: Young adult


PREZZO: € 17,00 cartaceo

Dividere la stanza con la persona che odi di più è come dividerla con una sirena (di quelle che stanno sulle auto della polizia, non di quelle che cercano di bloccarti quando attraversi il canale della Manica).

Non puoi ignorarla, e nemmeno abituartici. Non smetterà mai di darti fastidio.
Dividere la stanza con la persona che desideri più di ogni altra al mondo è come dividere la stanza con un falò. Lui non fa che ammaliarti.
E tu non fai che avvicinarti troppo. Pur sapendo che non ne uscirà mai nulla di buono.


Ma tu insisti finché... Be', finché non ti bruci.


Carry on è la fanfiction che in Fangirl è solo accennata. È la stessa Rainbow Rowell a raccontarci la genesi di questo romanzo: “Se avete letto il mio libro precedente, Fangirl, sapete che Simon Snow è nato come personaggio letterario in quel romanzo. Il protagonista di una storia nella storia. (…) Quando ho finito di scrivere quel romanzo, sono riuscita a staccarmi da Cath, dal suo ragazzo Levi e dal loro mondo. Ho sentito di avere concluso la loro storia…. ma non sono riuscita a separarmi da Simon. (…) Perché Carry on è proprio questo. Il mio tentativo di dar voce a un personaggio che non riuscivo a togliermi dalla testa. Di sviluppare questo genere di personaggio e questo genere di percorso narrativo. È stato il mio modo di donare a Simon e Baz, che in Fangirl erano solo un abbozzo, la storia che ero convinta meritassero.”
Be’, direi che c’è riuscita alla grande.
Carry on è un romanzo unico, diverso dal solito sotto tutti, tutti, TUTTI i punti di vista. Mentre lo leggevo non riuscivo a smettere, sentivo di dover andare avanti, di doverlo finire perché volevo sapere, dovevo sapere. Il mistero si mescola ai sentimenti, il passato si confonde col presente e la magia impregna tutto. Ma non è una magia all’acqua di rose, qualche incantesimo qua e là che lascia un sapore strano in bocca, il sapore dell’incompiuto, no. Qui ogni gesto, ogni azione, ogni pensiero è un prodigio, qui i maghi sono maghi davvero e sono capaci di tutto. Proprio quello che ci si aspetta da un romanzo di questo genere. E in più ci sono una trama avvincente, un amore puro e profondo, che va oltre tutti i confini conosciuti e personaggi strepitosi. Carry on è perfetto.
Certo, la prima parte è un po’ lenta, eppure è funzionale alla storia, se non ci fosse quella, il risultato sarebbe diverso, più raffazzonato e gli eventi non sarebbero altrettanto chiari. Ma quando Baz fa la sua comparsa, ci si dimentica ogni perplessità e il libro diventa strepitoso. È come se tutta la prima parte fosse un preludio al suo arrivo.
Baz è un personaggio superbo (sotto tutti i punti di vista): è forte, sicuro di sé, sa ciò che vuole e non guarda in faccia a nessuno, è arrogante, presuntuoso e ha una classe che pochi altri possono vantare. In pratica non puoi non amarlo, pregi e difetti. Nel momento in cui varca le porte della scuola, perfino il Prescelto, il mago più potente che si sia mai visto, viene oscurato, tutti vivono alla sua ombra, perfino quando lui non c’è, la sua presenza è palpabile.
Eppure, in teoria, non è lui il vero protagonista. Chi altri dovrebbe essere se non Simon, il Prescelto?
Quasi tutti i maghi sanno chi sono. La maggior parte di loro sapeva della mia venuta prima di me; esiste una profezia su di me – più di una, veramente – sull’arrivo di un mago super potente che avrebbe aggiustato ogni cosa. “Qualcuno verrà a finirci, qualcun altro cader lo farà. Possa il potente dei potenti regnare, e il suo potere ci salverà.” Il Sommo Arcimago. Il Prescelto. Il Potente dei Potenti. Mi suona ancora strana l’idea che il tizio in questione sia io. Però non posso neanche negarlo. Nessun altro possiede un potere simile al mio. Anche se non riesco a controllarlo né a indirizzarlo, quel potere esiste.
Simon è un ragazzo Normale, vale a dire che è stato cresciuto nel mondo delle persone comuni, quelle sprovviste di magia. Eppure, nonostante ciò, è dotato di un potere che nessuno di coloro che sono cresciuti in mezzo ai maghi ha. Ma la sua diversità non sta solo in questo: Simon è umile, vive alla giornata, affronta i problemi con pragmatismo, non pensa troppo e non perché sia superficiale, bensì perché ciò che gli è accaduto, se si ragiona secondo i canoni della gente comune in mezzo a cui è cresciuto, è impensabile. Qualunque altro, figlio di maghi, saprebbe come comportarsi con tutta quella magia, avrebbe ricevuto un addestramento fin dalla nascita e avrebbe il pieno controllo. Lui no. Eppure questo non rappresenta un problema. Mai. Perché per lui nulla è davvero un problema. Sta con la ragazza più bella della scuola, eppure lo fa più per abitudine che per amore, va a lezione per imparare tutto quello che può, ma lo fa perché sente che è ciò che gli altri si aspettano da lui. Simon vive una vita al servizio degli altri, la sua magia è al servizio degli altri, quasi mai al suo. E nemmeno questo è un problema. E con la stessa semplicità, con la stessa naturalezza affronta i suoi sentimenti, senza porsi limiti, vivendo ogni singolo secondo per quello che è.
Ho trovato entrambi i protagonisti, ovvero Simon e Baz, estremamente a fuoco, ben approfonditi, coerenti e intriganti. Ma ho apprezzato moltissimo anche gli altri personaggi, tutti quanti, a partire da Penelope, la migliore amica di Simon, una maga potente, una studentessa diligente, un’amica sincera che accetta pregi e difetti di chi ama senza mai giudicare. Agatha, la fidanzatina di Simon, è un po’ meno incisiva, ma è giusto così. Bellissima, confusa, indecisa su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, vive anche lei come Simon in base a quello che gli altri si aspettano da lei, finché le aspettative diventano troppo pressanti e allora cede: in parte si ribella e in parte si arrende. Niente a che vedere con la forza di Penny, ma non potrebbe essere diversamente.


Un discorso a parte va fatto per l’Arcimago. Sebbene appaia e scompaia, mancando per la maggior parte del tempo, anche lui è un pezzetto fondamentale della storia, senza di lui la trama non reggerebbe, il suo passato non del tutto chiaro, i suoi modi schivi, le sue assenze, tutto ha uno scopo, tutto ha un senso. Lui è un uomo che ha rinunciato a tutto per la magia, ma non se ne rammarica, per lui ne vale la pena ogni singolo giorno.
“Guardami Simon. Ti risulta che mi sia mai concesso una vita normale, io? Che abbia una moglie? Dei figli? Una casa in campagna con una poltrona comoda e un cocker spaniel bello tondo che mi porti le pantofole? Quando vado in vacanza, io? Quand’è che mi prendo una pausa? Quando mai faccio altro che non sia prepararmi alla battaglia che ci attende? Non ci si sottrae alle proprie responsabilità solo perché si è stufi di averle.”
I colpi di scena non mancano e vengono preparati con abilità grazie a una narrazione a voci alternate, in cui a parlare sono tutti i protagonisti, perfino quelli provenienti dall’aldilà.
Visite dal mondo dei morti, misteri che confondono, magia e normalità, tutto si fonde in un’unica grande vicenda.
Non voglio rovinare a chi legge questa recensione il piacere di scoprire gli sviluppi della storia di Simon (in pratica non voglio spoilerare!) e quindi non posso dire quello che ho amato di più di questo libro, quantomeno non posso addentrarmi nei particolari. Diciamo solo che ho trovato la storia d’amore centrale del libro un vero capolavoro per delicatezza, sensualità e profondità. La coppia che si forma è perfetta, la naturalezza con cui si forma è meravigliosa e l’evoluzione dei loro sentimenti toccante.
Ormai credo sia superfluo dirlo: ho adorato questo libro.



FANGIRL (recensione)

CARRY ON (FANFICTION)


1 commento:

  1. condivido tutto, l'ho amato alla follia! soprattutto la storia d'amore...l'ho finito da giorni ma ancora continuo a pensare a loro!! >.<

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