martedì 4 aprile 2017

A SECOND LIFE, ALICE ELLE. Recensione.




TITOLO: Alice Elle

AUTORE: A second life

EDITORE: Self- publishing

PAGINE: --

PUBBLICAZIONE: 3 aprile 2017 ebook

GENERE: Contemporary romance

PREZZO: € 0,99 ebook


Una telefonata ha distrutto il matrimonio perfetto di Elena. Una sola frase è bastata perché l’amore per il marito si trasformasse in una ferita infetta, un peso insostenibile che la trascina a fondo.
L’unica soluzione sembra prendere un aereo e partire, mettere centinaia di chilometri tra se stessa e una realtà che non è in grado di sopportare, alla ricerca di una pace che sembra inesorabilmente perduta.
Il destino, però, ha in serbo qualcosa di diverso.
Elena approda in una terra ricoperta di ghiaccio e incontra un uomo che in quel gelo ha nascosto la propria anima, per non dimenticare, per espiare… Gli occhi di ghiaccio di Mikhail la scrutano, la inchiodano, la spogliano di ogni maschera.
Tuttavia, quel ghiaccio brucia più del fuoco e, quando la neve si scioglie, la vita è pronta a germogliare.





La realtà di Chernobyl è qualcosa che molti hanno dimenticato, ma che purtroppo tutt'oggi miete ancora molte vittime. 
Di generazione in generazione, l'aria che in quelle zone ancora si respira e la terra, portano ancora l'impronta di quella devastazione. Molte gente vive in quei luoghi subendo l'angoscia di una vita che purtroppo non si è scelta.
La cosa che fa più male è che ci sono ancora oggi, bambini che nascono marchiati a vita nel sangue o sulla pelle, a causa di quel disastro, cosa che li rende delle persone fragili e a volte esteriormente diversi.
L'autrice attraverso questa bellissima storia, riesce a trasmettere in egual misura, tristezza e gioia, perdita e rinascita, dolore e amore.




Elena è una donna con il cuore spezzato e quel dolore le fa prendere una decisione drastica e impulsiva, ma che spera possa rimettere un po' di ordine nella sua esistenza.
Partire per la Bielorussia non è di sicuro un gioco, ma quella scelta la fa sentire utile e con uno scopo. 
Sente che è la strada giusta, quella che la farà uscire dall'apatia che avvolge il suoi giorni bui, e che il suo aiuto può essere provvidenziale per le persone bisognose di quei luoghi dimenticati dal resto del mondo.
La sua esigenza nasce come una folgorazione da un ricordo della sua infanzia: quando la sua famiglia, era solita ospitare per brevi periodi, bambini bisognosi di rifocillare il fisico, respirare aria pulita, e la Liguria per quei piccoli corpicini era sicuramente un toccasana e un' enorme gioia.
Purtroppo la desolazione che ha lasciato quella terribile catastrofe ambientale è ancora un argomento attuale, anche se non fa più notizia.
Elena parte consapevole del fatto che non sa esattamente ciò che la aspetta. Una cosa è leggere notizie sull'argomento tramite internet, una cosa è vivere la quotidianità di quella realtà.
La sua meta è un piccolo istituto che accoglie bambini e adolescenti, gestito da volontari, che vive di sussidi statali, spesso troppo bassi.
Al suo arrivo non è semplice ambientarsi. Anche se tutte le persone che la ospitano sono più che amorevoli nei suoi confronti, la vita che si svolge all'interno di quelle mura non è cosa facile.
Le storie di quei bambini sono tutte differenti e toccanti.
C'è chi costantemente deve seguire cure farmacologiche, chi fisioterapiche, e addirittura c'è chi è nato con lievi malformazioni genetiche.
Nonostante le brutture che vivono, le vite dei bambini devono svolgersi nel modo più normale possibile, per non farli sentire troppo differenti dalla società che un giorno li accoglierà. Le loro giornate trascorrono quindi tra studio, giochi e svaghi di ogni tipo e altre mille faccende. 

Venti piccole creature e solo poche persone ad occuparsi di tutto: una direttrice, un paio di infermiere, qualche assistente e un solo medico.

Tutti sono premurosi con Elena  affinché lei impari e comprenda al meglio e le esigenze di quei bambini,tutti tranne Mikhail, il dottore del posto.
Lui è l'unico che nel momento stesso in cui hanno fatto conoscenza sembra  aver messo un grosso OUT-OUT tra di loro.
Nonostante l'incomprensibile comportamento di quell'uomo, Elena sente di volere la sua approvazione e incredibilmente, contro ogni logica, la ferisce il fatto di essere quasi invisibile ai suoi occhi.

Per un motivo sconosciuto, quell'uomo chiamava a gran voce qualcosa dentro di lei.Qualcosa che non vedeva l'ora di rispondere, di dare e di donare e di scaldare.Qualcosa che riusciva ad ignorare fintanto che lui la teneva a distanza, ma non quando era proprio lì, accanto a lei. Alto, silenzioso e serio.

Mikhail ha poco più di quarant'anni, e nella sua vita ha affrontato tante cose brutte, forse troppe.
Quella terra gli ha portato via tutto e si è portato via il suo cuore. Allora per proteggersi ha deciso di rinchiuderlo dentro una spessa e fredda corazza, pensando di riuscire a mantenerlo in quello stato per tutta la vita.
Per ventiquattro anni non ha più provato amore o interesse per qualcosa che non fosse aiutare chi ne aveva bisogno, non lo voleva e non lo cercava.

Quando curava gli altri, non aveva il tempo di pensare alle proprie ferite.

Poi, quando si era presentata l'occasione per allentare un po' la presa e pensare a costruirsi una famiglia, semplicemente non lo aveva fatto.
<...>
Non si era fermato a riflettere sulle implicazioni, sul suo appartamento spoglio, sul senso di solitudine che a volte sembrava così tangibile da dargli una sensazione di soffocamento.


Ma con l'arrivo di Elena nell'istituto qualcosa nello spesso strato di ghiaccio che avvolge il suo cuore si è incrinato.
E' sconvolto e sconcertato dagli avvenimenti.
Non capisce perchè in quel momento e perchè lei?  Proprio per questo motivo fin da subito alza un muro spesso tra loro e senza quasi accorgersene.
Le sensazioni che le fa provare quella donna lo destabilizza, lo scuotono da quel torpore in cui vive da così tanto tempo, e quella consapevolezza si ripercuote bruscamente sul suo stile di vita vuoto e desolato, fatto di gesti meccanici, giorni tutti uguali e nessun divertimento.
Esternamente si mostra come un uomo rigido e che non esterna molte emozioni, ma dentro di lui c'è una continua battaglia con se stesso per non affezionarsi troppo ai bambini o a chiunque altro.




L'esordio di Alice Elle mi ha piacevolmente sbalordita.
Da una autrice alla sua prima esperienza mi aspettavo qualcosa di meno "importante", una storia semplice, una lettura meno accattivante, e invece mi sono dovuta ricredere e non poco.
La storia è strutturata in maniera fluida, coinvolgente e Alice Elle ha saputo trovare un tema davvero molto singolare ed emozionante.
Le vicende rimangono principalmente centrate sui due personaggi principali, ma troviamo un' ampia panoramica anche sui secondari.
E' davvero molto toccante vivere i loro dolori, le loro insicurezze, e le loro scoperte. 
Capire insieme a Elena e Mikhail che tutti hanno il diritto di avere una seconda possibilità, che è possibile amare ancora, e che a volte allungare una mano verso qualcuno, non significa per forza rimanerne scottati.
E' stato emozionante anche il modo di interagire dei personaggi verso quei bambini, che nonostante siano ogni giorno messi alla prova dalla vita stessa, sono capaci di donare coraggio a chi pensa di non averne più, sorridere nonostante il dolore e gioire nonostante la tristezza che li avvolge.

A volte si può imparare davvero tanto dai bambini, perchè spesso ti sanno donare istintivamente un gesto o una parola che un adulto non riuscirebbe a fare.
In definitiva questo libro mi è piaciuto molto e sono sicura che lo apprezzerete molto anche voi.






1 commento:

  1. Ma che stupenda recensione! Cinzia, grazie. Le tue parole sono la conferma di cui avevo bisogno di essere riuscita a trasmettere quello che avevo nelle mente. Sono felice che questa storia ti abbia emozionata. È il complimento più bello che potessi ricevere. ♥

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