martedì 7 marzo 2017

NESSUNO COME NOI, LUCA BIANCHINI. Recensione.


TITOLO: Nessuno come noi

AUTORE: Luca Bianchini

EDITORE: Mondadori

PUBBLICAZIONE: 10 gennaio 2017 

GENERE: Narrativa contemporanea

PAGINE: 252

PREZZO: € 9,99 ebook; € 16,00 cartaceo
Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente.
In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati "Tre cuori in affitto", come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita.
L'equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall'arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po' arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze.
A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l'appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell'adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell'amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando "non dovrebbe".
In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze.


Finalmente un romanzo fresco, giovane e brillante, un romanzo in cui si guarda il mondo con gli occhi degli adolescenti, ma non di adolescenti qualunque, qui si tratta di quelli degli anni ottanta, i miei anni, ragazzi che non restavano incollati allo schermo di uno smartphone o di un computer confondendo la rete con la realtà, che intessevano relazioni vere, fisiche e non virtuali, che chiamavano sul telefono di casa temendo che rispondesse un genitore, preparandosi la lezioncina a memoria per paura di impappinarsi nel parlare con un adulto.  D’un tratto mi sono ritrovata anch’io ai tempi delle superiori, quando l’amore era un dramma o un’avventura meravigliosa, ma sempre e comunque una questione di Stato, quando una figuraccia significava la morte sociale, quando il parere degli altri contava più del proprio e la personalità di ciascuno era in piena formazione. Un periodo stupendo, ma difficile e irto di curve pericolose che definivano chi eri e chi saresti stato.
Nessuno come noi di Luca Bianchini è un racconto emozionante che affronta con delicatezza, ironia e rispetto tematiche molto importanti quali l’amicizia, l’amore, il tradimento, la povertà e la voglia di riscatto, l’onore, il rapporto fra genitori e figli e quello fra insegnanti e allievi, il tutto tramite le vicende dei quattro protagonisti: Vince, Cate, Spagna e Romeo. Quattro ragazzi molto diversi, che in modo del tutto imprevisto finiscono per ritrovarsi insieme.
Vince è il classico primo della classe, ama studiare, ma non lo fa solo per ottenere un bel voto, la scuola per lui è il mezzo che gli permetterà di spiccare il volo allontanandosi una volta per tutte dalla realtà operaia in cui sono immersi i suoi genitori, una realtà di cui si vergogna al punto tale da non avere il coraggio di invitare a casa sua nessuno a parte le sue due migliori amiche, le uniche che davvero lo capiscono. E quando Romeo si presenta davanti al suo portone senza preavviso, lo shock è tale che in un primo momento è tentato di scappare e di fingere di non abitare lì. Vince stenta ad accettare la sua vita, vuole cambiarla, non si rende conto che il cambiamento è già in atto e porta il nome del suo nuovo e improbabile amico.
Sua madre stava stirando e gli parlava senza guardarlo in faccia.

“Sai, per un po’ ho pensato che tu ti vergognassi di noi: di me e di tuo padre, del nostro lavoro…del fatto che abbiamo una casa al piano rialzato e non ti possiamo comprare tutte le cose che vorresti e che ti meriti. Ma devi sapere che noi siamo sempre stati persone oneste, e le persone oneste non hanno mai nulla di cui vergognarsi.”
“Ma mamma… cosa dici? Io non mi vergogno di voi.”
Sua madre lo guardò negli occhi e non insistette, si erano capiti. Senza l’incursione di Romeo, Vince forse non avrebbe mai preso il coraggio di accettare la famiglia da cui proveniva e il luogo in cui abitava. Aiutò sua madre ad apparecchiare sorridendo, pur dovendo ancora studiare. Dopo cena la convinse a preparargli un caffè, anche se era sera. Poi si richiuse nella sua stanzetta, che ora gli sembrava meno brutta.
Romeo porta una ventata d’aria nuova nella vita di Vince, la stravolge, la ridefinisce e ne viene cambiato a sua volta. Da classico ragazzino viziato, ricco e senza alcuna voglia di studiare, che pensa che la vera felicità consista nell’ubriacarsi senza vomitare, si trasforma completamente, diventa curioso, ha voglia di imparare e di conoscere chi lo circonda. Il rapporto fra i due ragazzi è sincero fin dal primo istante, le loro differenze più che allontanarli li avvicinano, si vogliono bene, al punto tale che l’amicizia si ammanta a tratti della tipica ambiguità dell’adolescenza, sfociando in alcuni momenti in un sentimento totalizzante.
Ora che Vince aveva perso Cate, temeva di deludere anche Romeo, come se amore e amicizia fossero la stessa cosa.

“Però, se ti va di fumare… allora fumiamo.”
“Tu devi fare quello che ti va, capito? Mica devi fare le cose per farmi contento.”
Vince lo guardò accendersi una sigaretta e, per una volta, si sentì finalmente capito. Anche Romeo stava pensando la stessa cosa. Quel ragazzo gli sembrava diverso da tutti quelli che frequentava: non era presuntuoso, non si vantava mai di niente e, soprattutto, lo faceva sentire leader.
È l’amicizia che viene prima di tutto, prima delle storielle con le ragazze, prima della scuola, prima della famiglia. O quasi. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di ragazzi in piena formazione, per loro la famiglia è un punto fermo o così dovrebbe essere. Se quella stabilità viene a mancare, il castello di carte crolla. È ciò che accade a Romeo quando scopre che il padre tradisce la madre. Tutto, allora, viene stravolto.
Leggeva e non capiva e nulla lo confortava, né l’amicizia per Vince, né l’amore per Cate. Anzi, gli facevano tutti schifo.
Il tipico rifiuto di chi è stato deluso troppo a fondo. Ma anche in questo caso, sarà l’amicizia la vera risposta, la vera risorsa. Perché questo romanzo è un inno a questo sentimento, ogni pagina ne è impregnata. C’è l’amicizia fra Vince e Cate, così in bilico fra affetto e vera attrazione, quella fra Vince e Romeo, così improvvisa e intensa da sembrare quasi irreale, quella fra Cate e Spagna, così squilibrata da trovare un suo assurdo equilibrio e quella tra Vince e Spagna, così scevra di ogni altro sentimento ambiguo da rappresentare la perfezione.
Le due protagoniste femminili sono personaggi meno forti, a mio avviso, ma solo perché quelli maschili sono indovinati in pieno e il confronto è quasi impossibile. Cate è la classica ragazzina troppo graziosa che non sa come gestire le attenzioni maschili perché non sa cosa vuole, a tratti vorrebbe arraffare tutto, altre volte è intimorita, altre ancora si prende un attimo per riflettere e si rende conto che dalle sue azioni derivano delle vere conseguenze. Insomma, anche Cate segue un percorso di maturazione, diverso da quello dei due ragazzi, ma tortuoso e sofferto anch’esso.
In quel sabato ghiacciato, lei era al tempo stesso piccola e grande, e non sapeva quale dei due aspetti le appartenesse di più.
E poi c’è Spagna, la dark della scuola, un controsenso vivente come è giusto che sia una giovane della sua età, eccessiva, estrema, sia nel suo rapporto con il sesso maschile che in quello con gli amici. Il linguaggio che usa è spassoso, la sua personalità una continua sorpresa. Spagna è il tocco divertente che rende il romanzo ancora più vero.
Ci ho messo molto a scrivere questa recensione. Nessuno come noi è il classico romanzo che a fine lettura ti fa sospirare di piacere, regalandoti un sorriso. È una storia all’apparenza semplice, ma che in sé racchiude così tanto che non ero sicura sarei riuscita a esprimere a parole ciò che ho provato. Da un lato Bianchini ha saputo toccare corde che credevo ormai immobili da tempo, le ha fatte vibrare con la stessa intensità di quando ero anch’io un’adolescente, mi ha riportato indietro nel tempo e credo che questo mi renda di parte, ma non è solo questo, la sua sensibilità nell’immergersi nella personalità dei protagonisti, lo sguardo solo all’apparenza distaccato con cui racconta le vicende dei più grandi, la cura con cui riesce a rievocare un intero mondo lasciano il segno.
Una scrittura priva di fronzoli ma curata, perfetta per quello che deve narrare, protagonisti spigolosi e per nulla perfetti ma proprio per questo credibili, una storia senza tempo sono gli ingredienti vincenti per un libro che consiglio a tutti di leggere.





Nessun commento:

Posta un commento