giovedì 2 marzo 2017

EMMA IN LOVE, LIDIA OTTELLI. Recensione in anteprima.


TITOLO: Emma in love

AUTORE: Lidia Ottelli

EDITORE: Newton Compton

PUBBLICAZIONE: 2 marzo 2017

GENERE: Contemporary romance

PAGINE: 288

PREZZO: € 3,99 ebook; € 5,90 cartaceo

Dall’autrice del bestseller Odio l’amore, ma forse no

Emma, dopo mesi di estenuanti ricerche, ha finalmente trovato lavoro: è appena stata assunta da un’importante agenzia pubblicitaria e, come se non bastasse, il suo capo, Davide Romeo, è un uomo bellissimo. Un motivo in più per andare a festeggiare con le amiche! Dopo una serata di bagordi, però, Emma si risveglia in un letto che non è il suo. Lei non ricorda nulla della serata precedente, men che meno chi sia il ragazzo che le dorme accanto. Imbarazzatissima, sguscia via e cerca di lasciarsi la brutta avventura alle spalle. Il lavoro ingrana e il rapporto con il capo va a gonfie vele tanto che qualche tempo dopo Emma si ritrova a fare la babysitter al piccolo Francesco, e così, a sorpresa, conosce Andrea, il figlio maggiore… che però è proprio il ragazzo con cui ha trascorso quella famosa notte di cui non ricorda un singolo istante…


Un romanzo carino e divertente, una storia briosa dalla quale, però, mi aspettavo di più. 
Emma è in cerca di lavoro - o meglio dovrebbe cercarlo, ma il divano ha sempre la meglio - e momentaneamente vive con la sorella e il fidanzato. È una ragazza carismatica, una di quelle felicemente imperfette che si gode la vita ed è in cerca del principe azz... pardon, verde. Qualsiasi colore è ben accetto, perchè Emma è una di noi comuni mortali. Non si fa illusioni, non si racconta bugie, sa benissimo com'è e cosa può fare. Dove non arriva... be', in quel caso qualche piccola omissione e qualche bugia bianca possono aiutare. 
Tra serate alcoliche delle quali non ricorda nulla e nelle quali ne combina sempre una diversa, bugie, amiche protettive, una famiglia a dir poco sopra le righe e un nuovo capo che somiglia a Drew Evans, leggerete una storia frizzante e conoscerete una protagonista improbabile.



Questo romanzo mi ha convinta e non mi ha convinta. Alcuni aspetti mi hanno catturata, altri invece mi hanno spiazzata. Per lo più si tratta di lacune all'interno della trama, scene che avrei approfondito, incontri e step di conoscenza che avrei aggiunto per rendere comprensibili le reazioni dei protagonisti. Lo step by step è intermittente, la scoperta e la conoscenza sono abbozzate, ma promettenti. Manca sicuramente qualcosa che renda equilibrato e completo il testo, ma a dirla tutta quando la storia prende il via la lettura si fa sempre più interessante e scorre velocemente. La prima parte è un po' più lenta, ma capisco che per inquadrare Emma sia necessario prendersi un po' di spazio in più: straparla e strapensa!
Le sue labbra si uniscono delicatamente alle mie. Un bacio lento. Mi sta baciando, mi sta baciando, mi sta baciando! E che bacio!

Sensuale, caldo, e passionale. Io adoro questi baci. La sua lingua si intrufola nella mia bocca e si unisce alla mia, che lo attende umida e vogliosa. Le sue dita percorrono i miei fianchi provocandomi delle scosse di eccitazione che mi fanno ansimare. Il mio respiro aumenta al suo tocco. Non si sazia delle mie labbra e continua a mordicchiarle e a baciarle con più ardore.
Questo sì che è un bacio.
Non troppa lingua, non troppa saliva, non troppo frettoloso, praticamente perfetto.
Si sta staccando, e io non voglio. No, no, no, no, no!
La conseguenza di tutto ciò è che ho capito chi è Emma, com'è fatta, e mi sono affezionata a lei, ma ho le idee molto più vaghe sul suo capo Davide e sul figlio Andrea. Oddio qualcosa su Davide posso dirlo: Drew Evans gli fa una... Ops! Mai fidarsi delle apparenze.
Andrea. Mi sono rimasti moltissimi dubbi sulla sua personalità: la sua caratterizzazione è meno riuscita, ma non è affatto un personaggio sgradevole. Potrebbe essere un viziato figlio di papà, ma dal modo in cui si occupa del fratellino e sostiene Emma emerge un ragazzo molto più complesso che in passato ha sofferto molto. Ecco, mi sarebbe piaciuto saperne qualcosa in più, conoscerlo meglio, capirlo meglio, perchè a tratti alcune sue azioni mi sono apparse poco contestualizzate. Detto ciò, sembra propio un principe verde quindi, cara Emma, hai fatto un colpaccio!
Se la componente Romance zoppica, le poche scene sensuali sono a mio avviso molto carine, mai volgari e ben descritte. Il continuo desiderio di Emma è la prova scritta che anche noi donne abbiamo l'ormone fuori controllo. Basta aitanti uomini incontinenti che non resistono e devono marchiare a destra e sinistra, anche noi donne possiamo essere vogliose e contente di esserlo. E che diamine! Diciamo che i protagonisti si sono scambiati i ruoli, non che Andrea non la desideri o non la voglia, ma Emma quando è su di giri non capisce più nulla. Un punto per lei!



L'ironia è molto gradevole, Emma è una con cui uscirei, che frequenterei, con cui andrei in discoteca, su questo non ci piove. Gli scambi di battute spesso sono esilaranti, ma i momenti in cui mi sono proprio divertita sono quelli interni alla narrazione, quelli in cui Emma sproloquia e ti ritrovi a sorridere spontaneamente, quasi vorresti battere il cinque alla protagonista. Per tutti i guai che combina, gli equivoci e le situazioni imbarazzanti in cui si mette... be', imparerete a conoscerla, è una specie di uragano, a tratti logorroica, a tratti fuori di testa e a tratti timida. Sperate di beccarla nel momento giusto, o saranno guai!
Ma le scene che più ho amato e che ricorderò sempre sono quelle in cui compaiono i genitori di Emma. Angeli, quelli sono completamente pazzi, ma io adoro i pazzi! Le loro esternazioni sull'aura e sul benessere sessuale delle figlie mi hanno lasciato inizialmente a bocca aperta, poi sono scoppiata a ridere, non riuscivo a smettere. Io li amo, amo la loro follia, il loro prendersi cura della famiglia - di ogni aspetto della famiglia - la loro invadenza: in fondo è solo amore, un tantino strano, ma sempre amore è. Se qualcuno volesse farmi un regalo - visto il mio imminente compleanno - vorrei trascorrere una settimana in compagnia della famiglia di Emma. Pensateci. Può andar bene anche un regalo cumulativo. 
«Ciao, Sole». Mia madre la bacia. «Sai com’è, tuo padre si è svegliato presto perché voleva far sesso».

Vi prego, no!
«Ciao, amori miei», dice mio padre da dietro.
«Ciao, papà».
«Scusate se siamo in anticipo, ma la mattina trovo vostra madre ancora più sexy e non posso fare a meno di fare dell’ottimo sesso con lei».
Signore, facciamo un discorsetto io e te. So che non sono la tua preferita, però nella parabola della pecorella smarrita, io sarei la pecorella, tu perdoni e dai un’altra possibilità a chi ha peccato. Quindi con me devi chiudere più di un occhio, questo è certo, dimentichiamo un secondo chi sono e facciamoci quattro chiacchiere.
Perché mai mi hai dato una famiglia così?










2 commenti:

  1. Grazie della recensione. Non sono d'accordo su certe cose, ma accetto il giudizio.

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