martedì 28 febbraio 2017

NON TI RESTO A GUARDARE, ELISA GENTILE. Recensione.


TITOLO: Non ti resto a guardare

AUTORE: Elisa Gentile

EDITORE: Self publishing

GENERE: Contemporary romance

PAGINE: 464

PUBBLICAZIONE:  17 febbraio 2017

PREZZO: € 1,99 ebook; € 9,68 cartaceo

Aaren non gioca a sfidare il destino. 

Le sue notti sono scandite da incubi che lo trascinano all'Inferno e la rabbia lo obbliga ad allontanare ciò che di più bello ci possa essere nella sua vita: l'amore.

Si accontenta di qualcosa di irreale e spietato: Regina.
Qualcosa che non è suo. Qualcosa che lo sta uccidendo lentamente.
Vanessa è stata una bambina sfortunata tra i meno fortunati, prima di venire salvata. Ha conosciuto la fame, la sete, e per questo è diventata coraggiosa e non ha certo paura di sfidare il destino una volta ancora.
Non importa quanto dolore possa esserci dietro a quegli occhi neri: lei vuole Aaren. Lei vuole c'entrarci qualcosa, con lui
Lei vuole essere la sua tentazione.
Vanessa gli insegnerà l'amore. Vanessa gli insegnerà a sentirlo, prima di dirlo.
Aaren però non sa che la felicità, quando la si accarezza solo, può scivolare via dalle mani.
Stavolta non si tratta di sfidare il destino: stavolta si tratta di salvare la vita della donna che ama.
Continua lo straordinario successo della Vertigine Series, e stavolta Elisa Gentile piomba nella vita delle sue lettrici con Aaren, un personaggio carnale, che saprà conquistare proprio per la sua estrema fragilità.

I protagonisti di questa storia sono Vanessa e Aaren, già conosciuti nei volumi precedenti della serie. Vanessa è una ragazza con un passato difficile alle spalle. Ha conosciuto la povertà, la sofferenza, il sacrificio, il dolore. Nella sua vita non c’è stato amore, nessuno l’ha protetta, nessuno si è preso mai cura di lei, neanche quando era una bambina. Sua madre, dipendente dalle droghe e dal sesso, l’ha lasciata troppo presto e a Vanessa non è rimasta altra scelta se non rimboccarsi le maniche e darsi da fare. L’ha fatto nel modo più sbagliato possibile, eppure era la sua unica strada. Ha venduto il suo corpo, lo ha fatto per pochi soldi, il necessario per vivere, per comprarsi da mangiare e andare avanti, giorno dopo giorno.
Hanno usato il suo corpo, si sono accaniti sulla sua carne, le hanno inflitto cicatrici che porterà sempre con sé. Il ricordo di quei giorni, di quegli anni, non l’abbandona mai. Sono una macchia, un segno indelebile che niente e nessuno potranno mai cancellare.
C’è un uomo a cui Vanessa deve tutto, è stato lui a salvarla, a toglierla dalla strada e mostrarle la prospettiva di una vita felice. Da allora le cose per la ragazza hanno preso una piega completamente diversa.
Aaren è impanato in una storia difficile con la sua professoressa, Regina. Lei è una donna sexy, austera, capace di dominarlo solo con lo sguardo. Si desiderano ardentemente, non possono fare a meno di mettere le mani l’uno sull’altra. Regina, però, ha anche un marito e una figlia adolescente. Gli ha promesso che chiederà il divorzio, che finalmente potranno cominciare una nuova vita insieme, ma nel frattempo Aaren è solo il suo sporco segreto.
La storia di Vanessa e Aaren è straziante, perché pregna dei ricordi di Vanessa della sua infanzia e della sua adolescenza. Ci sono stati momenti che mi hanno spezzato il cuore, in cui ho dovuto prendermi una pausa dalla lettura perché leggere del male che è stato fatto a una ragazza così giovane e indifesa mi ha fatto davvero male.
Più la storia andava avanti e più emergevano dettagli sul suo passato che mi aiutavano a comprendere le sue paure e la sua ritrosia. Il rapporto che ha con il sesso maschile è ancora fortemente influenzato dal suo passato e quando le capita di andare a letto con Aaren, vivrà quella notte come un sogno, come qualcosa che vorrà sempre portare con sé, una notte bellissima, intensa, significativa. Le basterà poco per credere che Aaren possa essere l’uomo giusto per lei, che lui prova qualcosa di importante. Andrà oltre le sue paure, proverà a instaurare una relazione con il ragazzo che le ha rubato il cuore, ma si ritroverà davanti a una porta ben chiusa.
Aaren non si prende gioco di lei, non le dice bugie. La sfida, lo fa a colpi di sincerità e schiettezza. La mette di fronte alla verità e, si sa, in certi casi, non esiste niente di più doloroso.
Ma Vanessa non si arrenderà, continuerà a lottare per ciò che vuole intensamente, fino a quando le sue forze verranno meno e Regina comincerà a giocare la sua partita.
Ci sono solo due cose che possono devastare corpo, mente e cuore: il dolore e il piacere. Aaren, tra di loro, è quello che tiene la corda. Quello che decide cosa sia meglio per te. Quello che mi fa annebbiare il cervello, mi fa fermare il cuore, che mi immobilizza il corpo – o che me lo fa fremere sotto i brividi di un piacere senza precedenti.
Conosco l’autrice da quando ha pubblicato in versione self il suo primo romanzo e proprio per questo mi aspettavo qualcosa di diverso. Non ho nulla da recriminare alla Vanessa del passato e in parte capisco quanto ciò che ha vissuto possa averla resa insicura e fragile nel presente. In parte. Leggendo la storia di Vanessa e Aaren mi è sembrato di leggere di nuovo anche le storie precedenti. La storia si ripete, lo schema è lo stesso. C’è sempre una ragazza indifesa, da proteggere, a cui la vita ha giocato un brutto scherzo. Una cenerentola in cerca del suo principe azzurro, pronta a cadere nelle grinfie del primo uomo che passa. E questa cenerentola, poi, viene usata, oltraggiata e buttata via. Gira e rigira, però, il principe torna sui suoi passi, perché capisce che anche lui ama quella cenerentola e la vuole nella sua vita. Torna da lei, chiede scusa, si prostra ai suoi piedi e fa di tutto per farsi perdonare. Con qualche differenza, in sostanza, è questo lo schema che si ripete.



Che l’autrice abbia un’immaginazione fervida mi era chiaro già dal primo romanzo letto, ed è proprio per questo che mi piacerebbe leggere qualcosa di diverso, capace di discostarsi da questo schema che ormai conosciamo bene e che possa spezzare questa linea di continuità tra tutti i suoi romanzi. Vorrei qualcosa capace di lasciarmi a bocca aperta, qualcosa di originale, ma, soprattutto, vorrei una protagonista che si discosti dallo stereotipo della donna da salvare.
La narrazione con entrambi i punti di vista mi ha aiutato a entrare nella vita di Vanessa e di Aaren e a capire cosa c’era dietro le apparenze e dietro gli scudi che hanno eretto per proteggersi dal mondo.
C’è lei. C’è l’amore. C’è la pace. C’è questo abbraccio confortante.
C’è, finalmente, qualcuno anche per me.
Regina è, a mio parere, un personaggio riuscitissimo, il mio preferito in assoluto. L’autrice ha saputo renderla reale ai miei occhi, tanto che quando entrava in scena mi sembrava di vederla. È coerente, sveglia, furba, intelligente e gioca un ruolo importante. È lei a dare una volta all’intera storia, a movimentare le acque e a renderle più torbide che mai. Non capita spesso che io, romantica e sognatrice come sono, mi innamori dell’antagonista, ma stavolta, credetemi, è successo in maniera naturale. L’elemento più innovativo e originale che l’autrice potesse inserire in questa storia è proprio lei. Quando il lettore meno se lo aspetta e pensa di aver capito tutto, ecco che Regina entra realmente in scena e sfodera le sue armi.
Aaren è un personaggio-cliché. È bastardo, sfrontato, sprezzante. Non pensa a Vanessa, non pensa al male che possono farle le sue parole. Gliele sputa in faccia con cattiveria, senza remora alcuna.
Si convince di amare Regina, di volere un futuro al suo fianco, arrivando a cancellare Vanessa. Questo, però, avviene nella prima parte del romanzo. Di punto in bianco Aaren cambia idea, si accorge di amare Vanessa e di non provare niente per la professoressa. Al lettore, purtroppo, non viene spiegato cosa ha portato il ragazzo a questa consapevolezza. Qual è la molla che scatta in Aaren e gli apre gli occhi su ciò che prova per Vanessa? Come passa dall’essere follemente innamorato di Regina all’esserlo di Vanessa?


Il ritmo risulta lento, l’autrice si perde nei dettagli con descrizioni estremamente dettagliate e certosine, sposta l’attenzione dai protagonisti a ciò che li circonda. Probabilmente uno snellimento avrebbe giovato all’economia del romanzo. È cosa buona e giusta dare modo al lettore di immaginare in maniera concreta dove si trovano i personaggi, cosa vedono, cosa sentono, come si muovono. È cosa buona e giusta dare dei riferimenti spazio-temporali. Ma tutto questo non deve rendere la narrazione pedante e ripetitiva.
Nel testo sono presenti anche alcune imprecisioni, sbavature, espressioni colloquiali tipiche del parlato e regionalismi.
L’aggiunta del POV di Alan, che ci riporta di nuovo nella vita di Bia ed Evan crea un ponte tra i romanzi precedenti e quello che verrà. La caduta libera di Bia continua e neanche l’amore di Evan è abbastanza per cambiare le cose. Il ragazzo tenterà un gesto disperato, ma per Bia non sembra esserci ritorno alla felicità.
Conosciamo Alan, la sua vita, le sue abitudini, le persone con cui si accompagna. Nonostante l’intento dell’autrice di lanciare uno sguardo a quello che verrà in futuro, non mi ha convinto l’aggiunta di questo terzo punto di vista. L’ho vissuto come un’intrusione nella storia di Vanessa e Aaren. In momenti in cui avrei voluto soltanto leggere di loro, ecco che compariva Alan.  
Se posso permettermi, Elisa, osa! Hai le capacità per farlo e lo hai ampiamente dimostrato con la trilogia delle Bugie. Puoi andare oltre questo schema che sembra averti ingabbiato, puoi creare qualcosa di nuovo, realmente innovativo, che metta un punto a tutto ciò che finora abbiamo letto. 
Punto. A capo. Si ricomincia. 
Puoi stupire, puoi creare una storia nuova, dei personaggi nuovi, che non assomigliano a quelli che ci hai già fatto conoscere.
Resto in attesa del prossimo romanzo.




VERTIGINE SERIES

#1, La paura di cadere
#2, Facciamo la guerra alle stelle?
#3, Credevo che fossi davvero lontana
#4, Non ti resto a guardare






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