domenica 22 gennaio 2017

VOGLIO NOI, ELISA GENTILE. Recensione in anteprima.


TITOLO: Voglio noi

AUTORE: Elisa Gentile

EDITORE: Newton Compton

GENERE: Contemporary romance

PAGINE: 320

PUBBLICAZIONE: 23 gennaio 2017 

PREZZO: € 4,99 ebook
Dall'autrice del bestseller Mi manchi, ti voglio, ti perdono



Celeste ha poco più di vent’anni ed è la madre di Axel. Ma Celeste è anche Cleo, ovvero la ragazza che lavora part-time in un supermercato e vive una storia d’amore molto passionale con un ammiraglio della Marina inglese. E infine, Celeste è Blue, una spogliarellista in un locale che si chiama Sublime… Matteo ha quasi trent’anni, ha lasciato Bologna per sfuggire al suo passato e si è trasferito a Vignola, dove vive insieme alla sua compagna, Lea. A loro Celeste lascia Axel quando la notte lavora al Sublime. Matteo la disprezza per questo. Durante l’addio al nubilato di un suo amico, il ragazzo scopre che Celeste e Blue sono la stessa persona. A questo punto, l'astio nei suoi confronti si trasforma in vero odio, prima di lasciare spazio a un sentimento travolgente che mai avrebbe pensato di poter provare… 


Celeste è una ragazza madre, single, che ama suo figlio più di ogni altra cosa al mondo. Farebbe di tutto per lui, e in effetti è ciò che fa da quando Axel, tre anni addietro, è venuto al mondo. Il padre, Luca, non ha voluto saperne del bambino e ha abbandonato Celeste. I suoi genitori, famiglia rispettabile e benestante, non hanno voluto saperne: una gravidanza fuori dal matrimonio, a quell’età poi, era inaccettabile. Celeste è stata costretta a fare le valigie e andare altrove, con il suo bambino in grembo. Nemmeno per un attimo l’idea di interrompere la gravidanza l’ha sfiorata. È andata in cerca di un lavoro, di una casa, ed è finita in un locale notturno, il Sublime, per arrotondare e non far mai mancare niente al piccolo Axel.
Lasciare suo figlio da Lea, una ragazza che abita nel suo stesso palazzo, di notte, per trasformarsi in Blue, la ragazza di punta del locale, le costa fatica. Indossa vestiti sexy, una maschera che la renda irriconoscibile e balla, ammalia, seduce intorno a un palo. Non lo fa per divertimento, non lo fa per piacere o per noia. Stringe i denti e lo fa per assicurare ad Axel un futuro migliore, per pagare le bollette, l’affitto e l’asilo del bambino.
Quando, però, Celeste comincia a scontrarsi con Matteo, il fidanzato e convivente di Lea, le cose si complicano. Quel ragazzo sembra odiarla con tutto se stesso, non perde occasione per rimproverarla e mettere in dubbio il suo ruolo genitoriale.
Dal suo canto Matteo non capisce perché quella donna lasci suo figlio nelle mani di due sconosciuti e vada in giro, di notte, a fare chissà cosa. Lea sa cosa fa Celeste e perché tocchi a lei tenere il bambino, Matteo no.
Matteo non sa di Blue né del Sublime. Sa soltanto che quel bambino gli tocca il cuore ogni volta che lo vede, ogni volta che gli chiede di giocare con lui, ogni volta che dimostra di essersi tanto affezionato a lui. Axel, come ogni bambino, meriterebbe il meglio: una madre e un padre capaci di amarlo, stringerlo, occuparsi di lui. Axel non merita una madre che di notte si sbarazza di lui.
L’odio e il disprezzo nei confronti di Celeste aumenteranno sempre più, fino a diventare insostenibili per tutti e quattro: per Celeste, che si sente messa in discussione, per Matteo, che non sopporta che il bambino sia sempre in casa sua piuttosto che con la madre, per Lea, che si ritrova tra due fuochi, per Axel, che ogni giorno che passa si affeziona sempre più a Matteo, il suo Teo.
Ben presto, però, quest’odio si trasformerà in qualcosa di più forte e incontrollabile. Passione rovente, desiderio bruciante, perdita del controllo. Matteo e Celeste si avvicineranno, si desidereranno, sfogheranno la rabbia repressa sui solo loro corpi.


Ho impiegato davvero poco a capire che Matteo sarebbe diventato per Celeste qualcosa di più, che tra loro sarebbe scoppiata la passione. Nonostante Celeste avesse una relazione con un altro uomo, il rapporto con Matteo era troppo “caldo” per non evolversi in qualcos’altro.
«Stai con me, Cleo». «Sì». Mi sorride sulle labbra e mi scivola dentro con facilità. Presa alla sprovvista e invasa da un piacere improvviso e nuovo, getto indietro la testa, ascoltando le sue parole che mi arrivano dritte al cuore, e poi passano al cervello. «Ti renderò la donna più felice del mondo. Sarai così felice da credere di essere impazzita!». E spinge. Più forte, sempre più forte. I suoi colpi mi scuotono corpo, e anima. Non credo di aver mai fatto l’amore così intensamente, abbandonandomi completamente. Fluttuo in una bolla leggera che mi rende felice. Mi tendo per sentirlo ancora di più, piego le ginocchia accogliendo tutto il suo essere. Voglio tutto da lui. Non voglio avere paura. «Dimmi che lo vuoi». «Sì. Voglio noi», ansimo, gli mordo il labbro inferiore e scateno l’animale che è in lui; spinge con più forza. Mi sbatte così forte che sento la testiera del letto muoversi, il mondo svanisce e la deliziosa sensazione del calore inebriante dell’orgasmo mi travolge. Improvvisamente. Improvvisamente come è arrivato lui.
Matteo è un personaggio particolare, ha alle spalle un passato ingombrante e doloroso che lo porta ad avere una visione della vita un po’ distorta. Nel suo cuore e nella sua testa c’è il desiderio di salvare quel bambino, un desiderio accecante e che spesso lo porterà a fare errori su errori. Il desiderio di salvare Axel nasce dal dolore: nessuno ha salvato lui, quando ne aveva bisogno ed era soltanto un bambino, nessuno ha salvato la persona che amava di più al mondo e che ora ha perso. Nel suo cuore, martoriato e straziato, c’è ancora il ricordo di una persona che gli è stata portata via nel fiore degli anni. Ma Matteo è anche un ragazzo molto passionale, che ha un approccio violento con il sesso. In quell’atto fisico riversa se stesso, le sue paure, i suoi sensi di colpa, la sua frustrazione. Il rapporto con Lea è sempre stato altalenante, dopo i litigi furiosi hanno sempre risolto tutto facendo l’amore.
E anche il primo approccio con Celeste, decisamente inaspettato per me, avviene in questo modo. Le pagine scorrevano, ero sempre più attratta da questa storia e mi chiedevo, con una certa ansia, in che modo l’autrice avrebbe avvicinato i due. Il loro odio era troppo forte per svanire nel nulla in un istante e intanto mi avvicinavo sempre più alla prima metà del romanzo.
Mi ero già innamorata del piccolo Axel, un personaggio dolcissimo, un protagonista, una parte essenziale di Voglio noi. Un bambino di soli tre anni a cui l’autrice ha saputo dare un’anima, un cuore e un’intelligenza unici, fuori dal normale, e che ve lo faranno letteralmente amare. Mi ero schierata già dalla parte di Celeste, non avevo bisogno di altri elementi per decidere. Matteo stava giudicando una donna che non conosceva, stava mettendo il naso in questioni che non lo riguardavano e la sua irruenza non mi andava giù.
La narrazione a capitoli alternati mi ha aiutato a conoscere bene entrambi i protagonisti ma, soprattutto, ad entrare in sintonia con Celeste, a comprendere le sue paure e il suo desiderio di dare al bambino tutto ciò che gli è mancato non avendo un padre né una famiglia oltre lei. E in questo Elisa Gentile è stata davvero brava. Celeste e Axel sono personaggi riusciti, che si amano, di cui si prendono le parti senza mai avere dubbi. Mi sono commossa leggendo del legame che unisce la donna al suo bambino. C’è stato un momento in particolare, straziante come pochi, in cui non ho retto. Prima di rendermene conto avevo già le lacrime che mi offuscavano la vista e bagnavano le guance.
Mi sarebbe piaciuto dare un voto più alto a questo romanzo, perché ho letto una storia davvero bella, con tutte le difficoltà, le paure, le ansie che fanno tribolare il lettore, con tutto l’amore che i lettori di romance cercano, con personaggi ben delineati, ma c'è stato qualcosa che non me l'ha permesso. Come vi dicevo ho aspettato per molto tempo che arrivasse il momento in cui Matteo capisse di provare qualcosa di diverso dall’odio per Celeste/Blue. Smaniavo per leggere come l’autrice avrebbe reso questo passaggio e poi… non so come, mi sono ritrovata con Matteo che era innamorato di lei. Quando è successo? Quando nella sua mente è stata così chiara e netta la differenza tra l’odio che credeva di provare e l’amore forte che invece prova? Un passaggio, questo, che a mio parere era fondamentale per il lettore. Impossibile farne a meno. Un cambio di rotta improvviso, che ha mescolato le carte in tavola e ha condotto i due protagonisti su un’altra strada da quella intrapresa inizialmente. Sarebbe bastato un capitolo probabilmente, qualcosa che giustificasse le nuove consapevolezze di Matteo. Il suo approccio nei confronti della donna è stato improvviso, radicale, tanto da apparire quasi ingiustificato.
Ho un macigno sul petto: ho tradito Lea. Per l’ennesima volta, ma anche per la prima; in passato l’ho fatto da ubriaco, da sobrio, da incazzato e da coglione. Ma stavolta…? Da incosciente? No, sarebbe poco: Celeste è sempre stata feccia per me. Una madre da schifo che si prostituisce per vivere, dice. È quella che mi sta facendo venire la nausea per aver fatto sesso, per la prima volta nella mia vita.È tutto quello che non vorrei mai e l’ho presa come se non potessi farne a meno. Lei ha offerto e io ho preso. Lei ha accettato e io ho preteso.
Sono certa che, nonostante questa défaillance, se avete amato la trilogia delle Bugie, non potrete non amare anche questa storia. Le emozioni sono dietro l’angolo, non riuscirete a scappare: vi troveranno. Vi coinvolgeranno totalmente nella storia di Celeste, una donna tanto ostinata e coraggiosa quando si tratta del suo bambino, quanto fragile e bisognosa d’amore. Il suo POV è sicuramente il più riuscito: appare come un personaggio coerente, nei suoi punti di forza e di debolezza, un personaggio umano, che cade e si rialza. Matteo è stato a volte incomprensibile, irascibile, accecato dal dolore e dal passato, troppo incline a sbagliare e troppo incline poi a pentirsi. Ma il ragazzo dalla sua ha il fascino intramontabile del bad boy. Questo vi farà capitolare e, forse, anche chiudere un occhio su certe cose.


Anche negli ultimi capitoli mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa in più. C’è un momento cruciale in cui avrei voluto qualche pagina in più per riuscire a comprendere.
Come avrete capito, in definitiva, ancora una volta Elisa Gentile mi ha affascinato con le sue storie con protagoniste a cui affezionarsi e da proteggere (Celeste, seppur profondamente diversa da Selvaggia, la protagonista della trilogia delle Bugie, e con un passato diverso, me l’ha ricordata) e protagonisti sprezzanti, bastardi quanto basta ma capaci di chiedere scusa e fare un passo indietro. Stavolta, in più, mi sono innamorata follemente del più piccolo. Axel: un concentrato di amore, dolcezza, tenerezza. Bimbo, hai conquistato il mio cuore!








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