giovedì 26 gennaio 2017

THE LAW OF MOSES DUET #1. HAI CAMBIATO LA MIA VITA, AMY HARMON. Recensione in anteprima.


TITOLO: Hai cambiato la mia vita

AUTORE: Amy Harmon

SERIE: The law of Moses duet #1

EDITORE: Newton Compton

PAGINE: 383

PUBBLICAZIONE: 26 gennaio 2017

GENERE: New Adult, Paranormal romance

PREZZO: € 4,99 ebook 


Una storia d'amore che ha fatto il giro del mondo 



Così comincia una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. Una storia con un prima e un dopo, nuove partenze e falsi arrivi. E, più di tutto, così inizia una vera storia d’amore. Qualcuno l’aveva trovato avvolto in un asciugamano, nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita, ma era già vicino alla morte. Lo chiamarono Mosè. Quando dettero la notizia al telegiornale delle dieci dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho immaginato il bambino-crack come se avesse avuto una gigantesca frattura lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che crack significava ben altro, ma quell’immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall’inizio. È successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Mosè e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i bambini-crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Mosè era molto incasinato. Mosè era un caso a parte. Diverso da tutti gli altri ragazzi, ma anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ascoltare i consigli della gente. Mia madre mi aveva avvertito. Anche Mosè mi aveva avvertito. Ma non sono riuscita a rimanergli lontana. Questa è la nostra storia.


Mi ero innamorata della Harmon con I cento colori del blu, ma questa volta non mi ha fatto impazzire, non mi ha entusiasmata, non mi ha fatto palpitare. Forse è colpa mia, forse il periodo non è dei migliori e non sono riuscita a entrare nella storia, a provare empatia per i personaggi. Fatto sta che mi sono sentita totalmente scollata dalla trama, e non ho vissuto affatto bene questa lettura. 
Potrei riempirvi la testa con la sintesi storia, stordirvi e rendere questa recensione vuota, ma non mi tiro mai indietro per cui ho deciso di cecare di spiegarvi i motivi del mio giudizio negativo. 



La storia gira intorno a Georgia e Moses, due ragazzi molto diversi che si iniziano a frequentare, si scoprono e si avvicinano. Lei ama i cavalli e vive in una fattoria nella quale i genitori praticano l'ippoterapia; lui è stato abbandonato alla nascita dalla madre tossicodipendente ed è un ragazzo burbero, pieno di inquietudini e segreti. Lei lo cerca, lui sfugge. Lei lo vuole, lui tenta di resisterle. Lei vuole capirlo, lui non vuole essere capito. 
La trama non mi è dispiaciuta: la presenza del mistero ovviamente intriga e i colpi di scena sono all'ordine del giorno. Ma nonostante ciò ho fatto molta fatica a seguire i loro discorsi, le loro azioni e i loro sentimenti. A tratti mi sembravano surreali, completamente fuori asse. Dopo un inizio lento e tortuoso in cui la Harmon inserisce didascalicamente una miriade di informazioni, la storia prende il via ma sempre incespicando. Troppo lenta e vaga a volte, troppo puntigliosa altre volte. Non so, non sono stata catturata da questi due personaggi, dalla loro personalità e dal loro comportamento. Non mi hanno suscitato emozioni precise, solo nebbia e confusione. La narrazione della Harmon tende a essere sempre faticosa, ma non mi dispiace; è stata la combo stile-trama che mi ha portata fuori strada. E non sono riuscita a tornare in carreggiata, mi sono persa sempre più, non godendomi questa lettura.
Moses forse percepì che stavo lentamente precipitando nell’abisso, perché senza dire una parola allungò una mano e mi strinse il braccio, lievemente, offrendomi un sostegno. In quel momento lo amai, più di quanto credessi possibile. Molto più di quanto i nostri pochi incontri potessero giustificare. Il casinista, il delinquente, il bambino spezzato. Era diventato il mio eroe.
Sicuramente è un romanzo che rompe gli schemi, molto diverso da quelli che leggiamo di solito, per cui se volete spezzare la vostra routine fatevi sotto. La tensione è sempre ai massimi livelli, le situazioni sono borderline e le emozioni portate all'estremo, con quel velo di incomprensibilità o verità taciuta che aleggia in ogni pagina. La forza di questa storia forse è proprio questa: il mix di componenti che si intersecano senza sosta, lo svelamento graduale e l'abbondanza quasi meccanica. L'autrice osa e lo fa seguendo la sua propensione al dettaglio maniacale, ma avrei preferito sapere qualcosa in più sui personaggi, sulle loro emozioni. Durante la lettura, a volte, ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa, come se mi fossi spinta solo in superficie e non riuscissi ad andare in profondità. Probabilmente mi ero infilata un salvagente e nemmeno me ne ero accorta; forse mi sono autocastrata, limitando la mia mente.



Avevo grandi aspettative, che sono state deluse, ma proverò a rileggere questo romanzo in futuro per capire se è stata colpa mia. Voglio davvero ritrovare la Harmon de I cento colori del blu, perché me lo ricordo come fosse ieri: me l'ero gustato in un sol boccone. O forse, semplicemente, questa storia non mi prenderà mai e devo farmene una ragione, anche se di solito amo le cose strane, quelle che escono dai canoni e sfidano le tendenze. Insomma, non so cosa sia successo, sono confusa e non posso darvi un consiglio questa volta, se non il solito: leggete sempre e createvi un'opinione soggettiva, la vostra opinione.








THE LAW OF MOSES DUET

#1. Hai cambiato la mia vita, 26/01/2017
#2. The song of David



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