giovedì 1 dicembre 2016

UNRAVEL ME, TAHEREH MAFI. Recensione in anteprima.

IN OCCASIONE DEL MEGAEVENTO LEGATO AL RELEASE DI UNRAVEL ME DI TAHEREH MAFI, GLI ANGELI VI PROPONGONO LA RECENSIONE IN ANTEPRIMA DI QUESTO ATTESISSIMO SEGUTO. IN ALLEGATO AVRETE ANCHE LA POSSIBILITÀ DI PARTECIPARE AL GIVEAWAY LEGATO AL BLOGTOUR.







TITOLO: Unravel me

AUTORE: Tahereh Mafi

SERIE: Shatter me #2

EDITORE: Rizzoli

PUBBLICAZIONE: 1 dicembre 2016 

GENERE: Distopico/young adult

PAGINE: 540

PREZZO: € 8,99 ebook; € 14,88 cartaceo
Juliette è sfuggita alla Restaurazione e al suo leader che intendeva usarla come arma. Da quando vive al Punto Omega è libera di amare Adam, ma non sarà mai libera dal proprio tocco letale, nè da Warner, che la desidera più di quanto lei credesse possibile. Tormentata dal passato e incapace di pensare al futuro, Juliette sa che dovrà compiere delle scelte difficili. Accettare il proprio potere distruttivo per metterlo al servizio della resistenza e, soprattutto, allontanare Adam pur amandolo con tutta se stessa.



C’è chi scrive storie e mette insieme le parole solo per dare un senso alle frasi e poi c’è chi le storie le sa raccontare sul serio e, attingendo allo stesso identico vocabolario di chiunque altro, sa evocare sogni. Be’, Tahereh Mafi fa senz’altro parte della seconda categoria. Tahereh Mafi è di gran lunga la scrittrice più suggestiva e sorprendente che abbia mai avuto la fortuna di leggere, di suo leggerei perfino la lista della spesa e non sto scherzando! Ma questa non è una novità, questo è già il suo secondo libro che leggo e se col primo ero rimasta folgorata dal suo stile unico, qui ho provato una forma d’amore diversa, più consapevole, se vogliamo, più matura. Come sempre, il secondo romanzo di una saga distopica ti dà come l’impressione di ritrovare degli amici che non vedevi da tempo e che hai sempre grande piacere a riabbracciare. Immergersi nella lettura di Unravel me è stato come avvolgersi in quella calda coperta che ti attende a casa dopo una lunga, lunghissima giornata d’inverno trascorsa all’aria aperta a battere i denti, a immaginare il dolce conforto di un abbraccio. Un po’ come ciò che desidera Juliette. Un abbraccio. L’unica cosa che non può avere. Lo stile armonioso della narrazione è ciò che per me ha reso quella coperta ancora più morbida e accogliente.
Questo secondo capitolo ha un grande vantaggio rispetto al primo: il mondo in cui ci si trova immersi è già totalmente delineato. Se nel primo romanzo il lettore era costretto a procedere passo dopo passo al fianco della protagonista lungo un lento percorso di scoperta, con Unravel me gli elementi che compongono la realtà in cui vive Juliette sono già dei dati di fatto. Il che, dal mio punto di vista, non può che essere un bene, visti i dubbi e le perplessità che avevo inevitabilmente provato leggendo Shatter me. Anche qui c’è un abuso di cliché tipici del genere distopico: il mondo sconvolto dagli elementi che si rivoltano contro l’uomo, un piccolo gruppo di potere che tiene in scacco gli altri esseri umani, ridotti a miseri mendicanti coperti solo di stracci, un gruppo ancora più piccolo di uomini e donne forti che si vogliono ribellare a tutto ciò e che inneggiano alla rivolta da un luogo nascosto nei meandri della terra. E poi c’è la stessa mania di pescare a man bassa in altri generi più propriamente fantasy per creare una trama suggestiva e ricca di colpi di scena (che, in realtà, veri colpi di scena non possono essere, vista la scarsa originalità di base: non riesco a non pensare alla scuola del dottor Xavier, piena di mutanti, a Rogue che col suo tocco risucchia il potere e la vita di chiunque altro, a Kahlan de La spada della verità di Terry Goodkind, ai Fantastici Quattro e all’uomo di gomma, a Guerre Stellari e al lato oscuro di Anakin, insomma, l’elenco è lungo). Eppure, con questo romanzo mi è capitato qualcosa che non mi accadeva da molto tempo: l’ho letto spogliandomi di ogni senso critico, dimenticandomi le letture passate, mi sono lasciata cullare dalle meravigliose parole di Tahereh Mafi e mi sono fatta guidare da Juliette e dal suo dono.
Questo è il tipo di libro che ti trovi a divorare ma che nello stesso tempo non vorresti mai terminare, vorresti che durasse in eterno, eppure smani dalla voglia di sapere come andrà a finire; è il tipo di libro in cui ami i personaggi e l’ambientazione a tal punto che ti sembra di venire catapultato nel loro mondo, di passeggiare accanto a loro, in cui tifi per loro ma vorresti arrivare a sostituirti a loro per vivere quell’avventura ancora più intensamente, ancora più direttamente, come se la finzione si confondesse con la realtà risucchiandoti al suo interno. MERAVIGLIOSO.
Tra l’altro, alcuni difetti che avevo trovato in Shatter me sono stati quasi del tutto eliminati: parlo soprattutto di come vengono tratteggiati i personaggi e della loro coerenza.
Juliette è una ragazza di diciassette anni. Qui lo è davvero. È insicura, sconvolta dal suo potere e dal dolore che esso può provocare, un giorno si sente fiduciosa, il giorno successivo si fa prendere dallo sconforto. Però è anche forte, più forte delle difficoltà e ha bisogno di poter credere in qualcosa. In pratica, è un’adolescente che si è ritrovata con un dono che non sa come gestire. Plausibile. Certo, non dimentichiamo che stiamo parlando di fantasy. Qui plausibile non vuole dire realistico, sono due cose diverse.
Perché una volta ero solo una bambina. E oggi sono ancora una bambina, ma adesso ho una volontà di ferro e pugni d’acciaio e sono 50 anni più vecchia. Adesso finalmente so cosa faccio. Ho finalmente capito che sono abbastanza forte, che forse ho quel pizzico di coraggio che serve, che forse questa volta potrò compiere il mio destino.
Quindi, dicevamo, Juliette è un’adolescente e, come tale, è vittima del desiderio che prova per Adam, un desiderio ancora più amplificato dal fatto che lui sia l’unico uomo che possa toccarla senza rischiare la vita. O, almeno, così credeva.
Peccato che non sia così.
E qui inizia il bello del romanzo. Juliette deve mettere di nuovo tutto in discussione, tutto, compresa se stessa e il concetto di bene e male. Se ha il potere di uccidere solo con il tocco di una mano, allora uccidere è davvero male? Perché allora è stata dotata di una simile qualità? E se non fosse male, chi dovrebbe essere la vittima del suo tocco? Chi può decidere chi deve vivere e chi morire? Splendido. Il lato oscuro. Per chi ama i romanzi distopici o fantasy è come sguazzare in un mare di glassa.
Perché è difficilissimo combattere ciò che non puoi controllare e in questo momento non riesco nemmeno a controllare la mia immaginazione che mi afferra per i capelli e mi trascina nell’oscurità.



La passione che invade le pagine è così intensa e profonda da travolgere. Ci sono Juliette e Adam, con il loro amore così puro, così giusto, ma allo stesso tempo così ardente che non si può far altro che desiderare che la spuntino su tutte le avversità che i loro doni li costringono ad affrontare. E poi ci sono Juliette e Warner, con quell’attrazione illogica e impossibile da controllare, così sbagliata ma che col tempo diventa sempre più accettabile, desiderabile, perfino giusta.
Mi sta baciando come se il mare rotolasse giù da una scogliera, come se cercasse di resistere e avesse deciso di aggrapparsi a me, come se avesse una fame incredibile di vita e amore e non avesse mai saputo che potesse essere così bello stare vicino a qualcuno. È come se per la prima volta provasse qualcosa di diverso dalla fame e non sapesse come regolarsi, non sapesse come mangiare a piccoli bocconi, non sapesse fare nulla nulla nulla con moderazione.
Non si tratta di un triangolo, è qualcosa di diverso, sono due storie d’amore distinte, quando c’è Adam non c’è altri che lui, quando subentra Warner tutto il resto scompare e il lettore vive le emozioni di Juliette come se fosse d’un tratto penetrato nel suo corpo e nella sua mente. Di rado ho visto descrivere i sentimenti in modo tanto chiaro, nitido, così totalmente coinvolgente da risucchiare ogni forma di razionalità perfino in chi legge e dovrebbe essere in grado di distaccarsi da ciò che sta solo leggendo. Ma in questo caso, la parola leggere è riduttiva. Qui si vive, si ama, si soffre, si respirano parole.
Unravel me, tuttavia, non è solo una storia d’amore, è anche avventura, è anche guerra. Finalmente si svela il volto del vero cattivo, Anderson, il padre di Warner, il Comandante Supremo del settore 45. Un uomo dotato della stessa bellezza perfetta del figlio, ma di una crudeltà che sconfina nell’inumanità. Il cattivo per eccellenza, sprovvisto di qualsiasi rimorso per gli abomini che lui e la sua gente compiono, devoto solo a se stesso e al potere che ha raggiunto a discapito di tutti, compresa la sua famiglia e i suoi figli, soprattutto i suoi figli. E qui si comprende il motivo per cui Warner è diventato ciò che è, lo capisce anche Juliette e da tale consapevolezza nasce il dilemma che la rode dall’interno. La curiosità, la voglia di scoprire se il buono che ha scorto in lui è davvero così profondo come ha iniziato a credere si scontra con l’orrore per le azioni da condannare che il ragazzo ha compiuto, con l’odio per quello che rappresenta. Un dilemma che viene reso ancora più sconvolgente dall’attrazione incontenibile che si scatena nel suo corpo non appena lui la sfiora. I loro corpi sono compatibili in modo assoluto. Se con Adam toccarsi è possibile, con Warner è necessario.
Ma, dicevo, oltre ad esserci amore, c’è la guerra, c’è la rivoluzione portata avanti dai membri del Punto Omega che, sprigionando il potere dei loro doni, decidono finalmente di portare la lotta a una svolta, galvanizzati e anche un po’ intimoriti dalla presenza di Juliette che costituisce la punta di diamante dell’intero movimento. Lei, con il suo potere distruttivo, con il suo tocco mortale è ciò di cui avevano bisogno, ciò di cui l’intera umanità ha bisogno per ribellarsi ai soprusi della Restaurazione. Ma il Supremo non è stupido, lui sa che lei è la pedina fondamentale in quel gioco, così la fa rapire, non una ma ben due volte, costringendola ogni volta a tornare in contatto con Warner e ad affrontare i suoi sentimenti sempre più profondi per quel ragazzo. Per la prima volta nella vita di quell’uomo agghiacciante, però, si insinua la paura. Juliette è forte, molto più forte di quanto lui credesse.
Ecco un altro pregio di questo romanzo: la forza di Juliette.
So solo che non sarò mai più davvero al sicuro se conto su qualcun altro, se ho bisogno di continue rassicurazioni su chi sono e chi potrei essere un giorno. Posso amare Adam, ma non posso dipendere da lui perché mi sorregga. Non posso essere me stessa se ho sempre bisogno che qualcun altro mi impedisca di crollare.



Lei non è il tipo di donna che si fa salvare, lei ce la fa da sola, ha sempre dovuto farlo nel corso di tutta la sua vita e di certo non può smettere di farlo ora che tutti hanno iniziato a contare su di lei. Ma se prima si nascondeva, concentrando le sue forze all’interno del suo corpo e della sua mente per il solo scopo di non impazzire per via della prigionia e dell’isolamento, adesso può finalmente dare libero sfogo a tutto il suo potere, può alzarsi, camminare e combattere senza bisogno che qualcun altro la sostenga. Ecco perché pian piano si allontana da Adam e si avvicina a Warner, è un passaggio obbligato nella sua maturazione e nella scoperta di se stessa. Adam la protegge, ma sa molto poco di lei e dei suoi pensieri più reconditi, Warner, invece, la capisce, la capisce sul serio, lui solo comprende il dolore e la rabbia che diciassette anni di soprusi hanno scavato nell’anima di Juliette, perché sono gli stessi che ha subito lui a causa di quel mostro di padre che il destino gli ha affibbiato.  
Il romanzo si chiude lasciando il dubbio su chi Juliette sceglierà fra Adam e Warner e su quale destino l’attenderà, ma, pur trattandosi di un finale aperto, in qualche modo lascia intravedere la speranza, la fantomatica luce in fondo al tunnel. Insomma, chiudendo il libro, non ho provato la rabbia di non sapere come andrà a finire che mi ha assalito con altri romanzi non autoconclusivi, anzi, mi sono ritrovata a sospirare appagata come capita con i migliori romanzi. È chiaro che ora correrò a leggermi il terzo capitolo della saga in lingua originale, sperando per tutti i lettori italiani che venga tradotto e esca in Italia al più presto!

Un ultimissimo appunto: se non avete letto il primo capitolo, non disperate, questo secondo romanzo è così ben fatto da richiamare gli eventi pregressi senza lasciare alcun dubbio, chiarendo il passato senza mai ripetersi e senza mai rischiare di annoiare nemmeno chi sa già tutto. Insomma, non è autoconclusivo, ma è un po’ come se lo fosse, è legato al primo romanzo ma non ne è il semplice prosieguo… E ora mi fermo qui perché potrei andare avanti a parlare di questo romanzo per giorni e giorni!


ELIZABETH





SHATTER ME SERIE


#1 Shatter me (giugno 2016) qui recensione

#1.5 Destroy me (inedito)

#2 Unravel me (1 dicembre 2016)

#2.5 Fracture me

#3 Ignite me






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2 commenti:

  1. E qui la curiosità sale alle stelle!!!
    Anche Juliette si sta rivelando un personaggio affascinante ;-)
    Personalmente, se avessi il suo dono credo che sarei impazzita!!!

    Mail: rosy.palazzo1612@gmail.com

    Ps: io sto premendo G+ dappertutto ma da una settimana a questa parte non mi si salva e non capisco perché, cioè se ricarico la pagina risulta che non ho premuto l'apposito quadratino :'(

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  2. Ho amato Juliette in Shatter me, con le sue insicurezze, la paura di ciò che il suo dono possa comportare e l'amore che prova verso chi può donarle qualcosa che prima le era stato negato. Non vedo l'ora di scoprire come si evolverà il suo personaggio ora che ha realizzato di non essere sola e, cosa ancora più importante, non vedo l'ora di scoprire come si evolveranno le cose con Adam e Warner (che ho detestato per l'intero primo volume della serie). Ho il presentimento (ormai quasi la certezza) che mi ricrederò molto sul suo personaggio. Non sto nella pelle!
    Bellissima recensione. <3

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