sabato 3 dicembre 2016

NON CHIAMARMI DI LUNEDÌ, DANIELA VOLONTÈ. Recensione.


TITOLO: Non chiamarmi di lunedì

AUTORE: Daniela Volontè

EDITORE: Newton Compton 

PUBBLICAZIONE: 14 marzo 2016 

GENERE: Contemporary romance

PAGINE: 284

PREZZO: € 4,99 ebook; € 10,20 cartaceo

Greta vive a Milano, Patrik a Roma. Si conoscono quando lei viene ingaggiata dalla Betapharma, la società di Patrik, per occuparsi di un ridimensionamento del personale in un periodo di crisi aziendale. E lui, giovane ingegnere con possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro, è tra quelli destinati a essere messi in mobilità. Quando l’ipotesi diventa una certezza, oltre al posto, Patrik deve dire addio anche alla sua storia d’amore. Greta invece non riesce a troncare un rapporto che non la porta da nessuna parte: Cris, l’uomo con cui ha una relazione, ha una moglie e pare proprio non volerla lasciare. Quando Patrik, ormai fuori dalla Betapharma, decide di concedersi una pausa e andare a trovare degli amici sul lago d’Orta, il caso vuole che incontri proprio Greta, quella che aveva ribattezzato come “la Lady di ferro”…




Due protagonisti costretti a fare i conti con i loro demoni e con i tasselli della loro vita che sembrano non voler andare al posto giusto. Una storia che prima di arrivare all'amore passa per l'odio e la rinnegazione. Ho avuto l'onore di conoscere Patrik e Greta in tempi non sospetti, ed è stato un piacere rileggere la loro storia a pochi giorni dalla pubblicazione. Chi mi conosce sa bene che non mi perdo un libro di quest'autrice che ho apprezzato fin dalle prime autopubblicazioni. Continuare a stupire un lettore presumo sia una delle cose più difficili, soprattutto quando gli standard sono alti, come in questo caso. Patrik e Greta mi avranno affascinato come i protagonisti di Buonanotte amore mio e L'amore è uno sbaglio straordinario? Venite a scoprirlo...
Greta Rovati, 35 anni, di professione tagliatrice di teste, nella vita privata è, suo malgrado, l'amante di un uomo sposato che sfoggia con orgoglio la sua fede. Ha lasciato Milano per trasferirsi a Roma per lavoro. Dovrà selezionare il personale della Betapharma da mandare in mobilità a causa di una ristrutturazione aziendale.
Patrik Perri è un ingegnere e lavora come senior controller alla Betapharma, è fidanzato con Ludovica, una ragazza tanto bella quanto frivola che scrive articoli di moda per un giornale. I due convivono da tre anni ma negli ultimi tempi Patrik ha il sentore che qualcosa non funzioni più come una volta.
Le loro vite si scontreranno violentemente quando Greta sarà costretta a dargli la brutta notizia: è stato scelto per la mobilità, è un uomo in gamba, con un curriculum di tutto rispetto e non avrà difficoltà a trovare un nuovo impiego. Sarà costretto a riprogettare tutta la sua vita e scoprirà di avere al suo fianco una donna egoista.
Il filo conduttore che li lega è il tradimento. Greta è l'amante di Cristiano: notti focose, interi giorni passati a nascondersi dal mondo in una camera d'albergo, un rapporto statico e immobile che non va mai nella direzione in cui Greta vorrebbe. Patrik scoprirà di essere stato tradito e finalmente riuscirà a spiegarsi tutti i regali costosi e le ore di lavoro extra della sua Ludovica.
Capitoli alternati, brevi, che ci introducono immediatamente nella vita dei protagonisti, o forse sarebbe più giusto dire nelle loro vecchie vite. I primi capitoli sono pregni di insoddisfazione e scontento. Il malessere dei protagonisti arriva al lettore in maniera prepotente, ed è chiaro che siamo di fronte ad un uomo e una donna semplici, persone più che personaggi. Fanno i conti con delusioni d'amore e lavorative che hanno ben poco di artefatto. È facile entrare nella loro vita in punta di piedi, farsi coinvolgere dalle loro sensazioni e delusioni. Ed è altrettanto facile riuscire a rinascere insieme a loro, quando la vita prenderà una piega assolutamente inaspettata.
Quando Greta ha mostrato il lato peggiore e più intransigente del suo carattere a Patrik non poteva sapere che lo avrebbe rincontrato. Dopo mesi, quando ormai Patrik ha ripreso in mano le redini della sua vita in un'altra città, rincontrerà una Greta più fragile, ma non meno combattiva.
Oh porca miseria, non posso crederci! È ufficiale, sto impazzendo, oppure sono morta e sono finita all’inferno!Accidenti, riconoscerei quegli occhi azzurri su quella pelle scura tra mille: l’ingegner Perri della Betapharma, quello che mi ha insultato. Oddio… è qui! E fa il cameriere? Spero che non mi riconosca, altrimenti sarò nei guai! Potrebbe dare di matto e oggi nonho proprio la forza di litigare anche con questo tizio.Rivolgo lo sguardo verso il lago e mi sposto i capelli tentando di coprirmi la faccia. È improbabile che si ricordi di me, inoltre non indosso i completi con cui vado in ufficio abitualmente e ho tolto pure gli occhiali. Se starò attenta, sono certa che riuscirò a passare inosservata.

Complice un buffo equivoco, i due cominceranno a vedersi e a passare del tempo insieme, tra una battuta al vetriolo e l'altra.
Greta è un personaggio caparbio, una vera Lady di ferro, una "tosta". Lo è nel lavoro, in amore e con gli uomini in generale. La vita le ha insegnato a fare a meno di tutti e a farsi forza per sopravvivere. Il rapporto con Cristiano la svilisce, crede di amarlo con tutta se stessa, vorrebbe vivere alla luce del sole la loro relazione, fare passeggiate, andare al cinema. E invece vanno avanti ad ultimatum. Lui promette che lascerà sua moglie, poi non lo fa. Greta gli dice di non chiamarla più, con lei ha chiuso. Ma poi torna sui suoi passi, per amore.
«Mi dispiace...», sussurra.Scuoto la testa e lo bacio, non voglio sentire le sue scuse, né le sue spiegazioni. Voglio lui. O meglio, voglio quella parte di lui che posso ottenere in questo momento,perché tutto il resto è sofferenza e sopravvivenza. Nel pomeriggio lo accompagno fino alla fermata della metropolitana vicina alla galleria d’arte nella quale ha luogo la mostra. Ovviamente mi piacerebbe poter entrare con lui e vederlo al lavoro, ma dato il mio ruolo di amante, non credo proprio che sia il caso. Amante. L’altra donna. Sfascia famiglie. Puttana. Ci sono molti modi per definirmi, ma in effetti quello che mi sembra meno offensivo è proprio amante. E mi va bene definirmi così, perché a tutti gli effetti è quello che sono. Non ne vado certo fiera, ma sono anni che me ne frego di quello che la gente pensa di me e buona parte di questa corazza la devo proprio al mio lavoro. Non faccio i salti di gioia nemmeno per il ruolo che rivesto, tuttavia secondo la mia azienda sono brava a svolgere le mie mansioni e questo mi basta.



Patrik rappresenta la fragilità. Una perdita importante l'ha distrutto dentro, il suo cuore è circondato da spine affilatissime che di tanto in tanto tornare a pungere con prepotenza. Quella con Ludovica, una donna diversissima da lui e dal suo mondo, è stata una parentesi che l'ha illuso di essere felice per poi sferrargli il colpo decisivo. Un uomo fragile, che dopo il tradimento subito metterà in gioco e in dubbio la sua persona. È stato lui a spingere la sua donna tra le braccia di un altro? È incapace di amare, ormai? Queste sono le domande che angustiano le sue giornate.
Il legame così particolare e instabile che si instaurerà tra i due procederà a tentoni, lentamente. Sembrerà tutto così naturale e normale. Un romanzo, sì, ma di vita reale. Non ci sono colpi di scena né imprese titaniche. Greta e Patrik scopriranno di amarsi soltanto nelle ultime pagine, il percorso che li ha portati al raggiungimento di questa tappa è stato un'evoluzione naturale, come se fosse stato scritto nelle stelle che sarebbero finiti insieme, come se non ci fosse altra scelta. Scopriranno di essere fatti l'uno per l'altra, di non avere scampo.


Daniela Volontè continua a stupirci e a regalarci storie di vita reale, semplicità che diventa, tra le pagine, eccezionalità.
Amo i suoi lavori perchè hanno la capacità di entrare con disinvoltura nell'anima. Le delusioni, le sensazioni, le percezioni dei protagonisti diventano del lettore, calzano alla perfezione, come un abito cucito su misura.
Non chiamarmi di lunedì non è il romanzo più emozionante di Daniela; è il romanzo della consapevolezza, dell'amore che nasce, cresce lentamente, godendo di ogni tappa, ogni pausa, ogni sospiro, ogni battuta d'arresto, e poi raggiunge il culmine. Un romanzo che si beve a piccoli sorsi, senza fretta e senza corse. Un romanzo che si assapora e che si fa, sempre più, proprio. E al centro, indiscusso, c'è l'amore salvifico, quello che riesce a far sbocciare un fiore anche lungo un percorso dissestato, pieno di spine, salite e ostacoli. Riuscite a immaginare la bellezza e la straordinarietà di questo fiore, lì, dove nessuno si aspettava potesse crescere qualcosa di bello?
Grazie, Daniela, per questa ennesima conferma.







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