venerdì 2 dicembre 2016

LACRIME IN COLLISIONE, BENEDETTA CIPRIANO. Recensione.


TITOLO: Lacrime in collisione

AUTORE: Benedetta Cipriano

EDITORE: Self publishing

PUBBLICAZIONE: 9 gennaio 2016 

GENERE: New adult

PAGINE: 160

PREZZO: € 0,99 ebook; € 9,26 cartaceo

Probabilmente, se vissuta insieme, la vita può fare meno paura…

Hope combatte ogni giorno contro uno stranissimo disturbo ossessivo-compulsivo, nel tentativo di mettere a tacere il dolore causato dalle delusioni passate.
Nate è un ex marine, ora istruttore di krav maga, con un ricordo ingombrante che logora la sua anima di giorno in giorno. 
Eppure quando si incrociano per la prima volta, all’interno di un supermercato deserto, non possono più tornare indietro: Hope, in preda a un attacco di panico, viene soccorsa da un Nate apparso dal nulla. 
Da allora, occhi negli occhi, non riescono più a fare a meno l’uno dell’altro.
Possono due anime perdute ricominciare a lottare insieme? Forse, anche quando tutto sembra perduto, c’è sempre speranza e possibilità di scelta? 




Ci sono giovani vite che hanno conosciuto il dolore in diverse forme. Dolori sottili, laceranti, impalpabili, silenziosi. Vite spezzate, che passano la maggior parte del loro tempo a combattere con i mostri che albergano la loro anima. Ci sono lacrime che non sempre hanno la forza necessaria per arrivare agli occhi e restano sospese lì, in un punto imprecisato tra il cuore e l'anima. E poi ci sono la forza e il coraggio di riemergere, di combattere per liberarsi da queste catene invisibili. Lacrime in collisione racconta di un dolore che è piombato nelle vite di Hope e Nate come un uragano, spazzando via tutto il resto e lasciandosi alle spalle solo macerie e distruzione.
Hope era la ragazza perfetta dalla vita perfetta. Dopo aver lasciato New York, dove è nata e cresciuta, si è trasferita a Boston per studiare letteratura inglese ad Harvard. La morte di sua madre, medico volontario, ha lasciato nel suo cuore un vuoto immenso, ma Hope continua a sentirla vicina. Sua madre è ancora con lei, con l'anima. Tanti i sogni nel cassetto di Hope. Tutti spazzati via. È bastata una notte a cambiarle la vita. La notte del compleanno del suo fidanzato Adam, che, in preda ai fumi dell'alcol, l'ha quasi costretta ad avere un rapporto sessuale con un altro. Mani di cui Hope si fidava l'hanno toccata senza il suo consenso, occhi nei quali amava specchiarsi hanno cambiato colore. Il sorriso di Adam ha smesso di arrivare agli occhi, apparendo tutt'altro che sincero. Da allora per Hope non c'è più vita. Le sue giornate passano tra un attacco di panico e l'altro che la disarma fino a farla crollare sul pavimento, ovunque si trovi. Il rapporto con il cibo è pessimo, ha smesso anche di mangiare. E il disturbo ossessivo compulsivo sta prendendo sempre più piede. Non è mai sola, l'ossessione la perseguita togliendole la voglia di gioire, piangere, provare emozioni. La sua mente è un caos indistinto di numeri e parole.
Quando Hope, fragile come non mai, incontra Nate, le loro anime si riconosceranno. Basterà uno sguardo, un contatto appena accennato per far scattare la scintilla.
Anche Nate è un uomo dal passato difficile e il fardello che si porta dietro ha un peso non indifferente. Ex marine, insegnante di krav maga, Nate ha visto il suo migliore amico morire davanti ai suoi occhi sotto il colpo di un proiettile. Era una notte qualunque, sotto un cielo di stelle. Da quel giorno Nate è convinto di essere un uomo destinato a distruggere tutto quello che tocca, con un cuore bombardato da ricordi ingombranti e ridotto in brandelli.
Nate capirà subito che il vuoto che scorge negli occhi di Hope è identico al suo. Sono come due anime gemelle, due facce della stessa medaglia. Semplicemente, sono complementari. Nate la prenderà la tra le braccia e per la prima volta Hope non verrà meno al contatto. Per la prima volta non proverà l'istinto irrefrenabile di scappare a gambe levate. Quella che nascerà è una conoscenza profonda, che non è ancora amore, ma ne ha le parvenze. Passeranno del tempo insieme, Nate avrà come primo e unico pensiero far tornare in vita la ragazza spensierata che era, quella che non ha mai avuto il privilegio di conoscere.
Sin dalle prime pagine il dolore è vivo, intenso, pervasivo, non viene risparmiato al lettore. Poche pagine e sarà impossibile non sentirsi coinvolti dalla sofferenza di Hope. Le parole diventano spilli, fanno male, si moltiplicano di pagina in pagina. Faranno sempre più male, li sentirete con maggiore intensità e veridicità sulla vostra pelle. 


La scrittura di Benedetta Cipriano è consapevole e accurata. Nulla è lasciato al caso, ogni tassello si incastra alla perfezione. Il romanzo è curato con minuzia fino nei dettagli e questa è di certo la prima cosa che arriva a un lettore attento. La seconda è quanto questo romanzo appaia vero nei temi che tratta. Nulla di leggero o scontato; attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, depressione. Situazioni estreme sì, ma vere sia per il modo in cui l'autrice le descrive sia per il quadro d'insieme in cui sono inserite. L'artificio non fa parte di questo romanzo. I protagonisti sono quanto di più vero e fragile possa esistere in un libro, camminano su un filo che rischia di spezzarsi da un momento all'altro senza preavviso. Fanno a pugni con se stessi, con la loro parte debole e disturbata. Hope è il personaggio caratterizzato meglio, che arriva con maggiore impatto. Il suo dolore sembra essere milioni di volte più grande e paralizzante di quello di Nate. La porterà a scappare dall'unica cosa bella che la vita le sta offrendo; scapperà di fronte all'evidente felicità che finalmente sta facendo capolino nella sua vita buia.

Improvvisamente una musica dolce riempie la sala, un pianoforte e un violoncello lambiscono le nostre orecchie e così faccio quello che ogni cavaliere farebbe per la sua principessa. 
«Vuoi ballare, Hope?». Mi alzo e le porgo una mano, lei non replica, si limita ad annuire seguendomi lungo la sala. Adesso siamo al centro del mondo, io e lei stretti in un abbraccio, ci lasciamo trasportare sulle note delicate e struggenti della canzone. Mi accorgo che sta piangendo perché sento la polo bagnarsi all’altezza del petto, su cui ha delicatamente poggiato il volto. «Tutto bene?». 
«È una delle serate più belle della mia via, Nate.» 
«E allora perché piangi?». 
«Perché ho aperto la finestra della mia stanza buia ed è incredibile: entra la luce.» 
Continuiamo a ballare, liberando parte dei nostri pensieri. Sì, ne sono convinto anch’io, questa è una serata bellissima…

Nate è molto più che un ragazzo perso che negli occhi della sua amata ritrova la sua strada. È il ritorno alla luce, la fine di un'apnea destabilizzante che è durata troppo a lungo. È la speranza che entra in circolo nelle vene di Hope e le fa vedere il mondo con occhi diversi. Nate è il coraggio, la forza che mancano alla ragazza. È la stabilità e la determinazione di cui Hope ha bisogno.

Ho imparato a lasciare andare le persone nella mia vita. Ho visto uomini cadere, come birilli nel bel mezzo di un teatro operativo. Viviamo guerre interiori ogni giorno e non c’è istante in cui non perdiamo qualcosa, una parte di noi, ma poi la ritroviamo nuovamente.La vita è un continuo lutto, è un lottare per vincere, ritrovarsi e poi correre di nuovo, sperando di poter recuperare la parte smarrita del nostro essere. Oggi il dolore mi strazia il petto e l’aria all’interno della stanza sembra farsi densa. L’ho salvata. Non potrò averla con me per sempre, ma l’ho toccata senza distruggerla e le ho permesso di trovare il coraggio per mettersi in discussione. Perché è solo una questione di coraggio. La paura non è altro che una sensazione e, se la si affronta, ci si trova di fronte il mondo in estasi. Non ho mai detto a Hope di tutte le volte che sono stato io ad avere paura.


Non è facile comprendere le azioni della protagonista, bisogna realmente entrare in sintonia con la sua vita e i suoi disturbi per riuscire ad accettare certi comportamenti. Le sue scelte sono sempre irrazionali, "di pancia", affrettate. C'è stato un momento preciso in cui l'ho odiata e proprio non sono riuscita a capire perchè dopo tutto il bene che ha ricevuto, chiuda le porte in faccia all'amore. Non posso raccontarvi di più perchè rischierei di rivelare troppo, ma verso la fine mi ha fatto davvero venire voglia di darle uno scossone. Nonostante questa caduta, riconosco in lei il personaggio di punta di Lacrime in collisione. Il ritorno alla vita è di Hope. Certo, senza Nate non sarebbe mai avvenuto, ma questa storia è tutta sua. Sono sue le emozioni viscerali che arrivano, è suo il carico di dolore che investe il lettore, è sua la speranza che passa come un messaggio unico e prezioso.


Leggete tra le righe, andate oltre il testo. Il messaggio che l'autrice invia è meraviglioso. Dal dolore si può uscire; non si dimentica, ma si ritorna a vivere, prima o poi. Aggrappatevi all'amore, a una persona che abbia voglia di combattere questa battaglia con voi. Spalancate le porte della vostra anima, quelle che avete tenuto chiuse a chiave per anni e per timore; la luce che entrerà sarà così forte da abbagliarvi e rischiarare ciò che vi sta intorno. Tornerete a vedere i colori nella loro lucentezza. Non ci sarà più il nero né ombra.
Ne avrei voluto ancora, perchè la storia d'amore è nata all'improvviso, senza che me ne rendessi conto. E avrei voluto vivere con loro la felicità ritrovata. Dopo un viaggio così estenuante e doloroso, avevo bisogno di condividere con Nate e Hope la gioia. Qualora l'autrice stesse pensando di scrivere una novella, ci tengo a farle sapere che la acquisterò e leggerò con molto piacere. (Pensaci, Benedetta!)
Le emozioni più forti che mi hanno accompagnato durante la lettura sono state due: il malessere e l'angoscia per la prima parte del romanzo, la serenità per la conclusione.
Lacrime in collisione: romantico, intenso, doloroso, maturo, vero. Consigliato? Sì, sì e ancora sì.





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