giovedì 22 dicembre 2016

IO VOGLIO LEI, AVA LOHAN. Presentazione.


TITOLO: Io voglio lei

AUTORE: Ava Lohan

EDITORE: Self publishing


PAGINE: 402


PUBBLICAZIONE: 22 dicembre 2016


GENERE: Erotic romance


PREZZO: € 2,99 ebook

Io ottengo sempre ciò che voglio. E adesso voglio lei, una novizia incontrata per caso. 
Per tre anni non ho fatto altro che pensare a lei mentre fottevo. 
Ma le cose stanno per cambiare, ora conosco il nome della mia ossessione: Rose Davis. 
Ho ereditato il suo convento e lo userò per ricattarla. Diciassette giorni e Rose prenderà i voti. Due settimane e le farò cambiare idea. Quattordici giorni in cui vivrà con me nel Lust, il mio bordello di lusso. Io voglio lei, e non soltanto perché ne sono ossessionato. 
Rose mi darà il suo corpo e io le darò soldi. Un sacco di soldi. 
Ma non dovrà innamorarsi di me. 
Perché io sono Kegan Anderson. Io sono la bestia. Io non amo. Io scopo e basta.

«Io non sono il tuo Principe Azzurro, Rose. Io sono la bestia.» 

IL ROMANZO CONTIENE SCENE DI SESSO 
IL ROMANZO CONTIENE SCENE DI VIOLENZA E UN LINGUAGGIO ESPLICITO 

LUI VUOLE ME (Punto di vista di Rose)
IO VOGLIO LEI (Punto di vista di Kegan)




ESTRATTO N. 1

L’avremmo fatto senza guardarci in faccia. Scosse la testa in segno di diniego. Sarei stato il primo. Questa consapevolezza mandò un nuovo impulso alle mie parti basse. Le spostai il viso di lato, in modo che i suoi occhi ipnotici scrutassero altrove, al di là del mio volto. La presi da sotto le ginocchia, alzandola da terra, e scivolai in lei con un’unica spinta. Un affondo brusco che la fece urlare, che mi annebbiò la vista per il piacere che mi invase una volta entrato. Premetti la bocca vicino al suo orecchio mentre sentivo le sue mani addosso. Una aggrappata alla mia nuca, che si infilava tra i capelli bagnati e l’altra che scendeva lungo la mia schiena, pronta ad affondarci le dita non appena avessi spinto forte. Lei era mia. E avrei posseduto la sua fica come nessun altro prima. Con questa intenzione mi mossi dentro di lei. Rose conficcò le unghie nella mia pelle e ansimò invocando il Signore. Mi agitavo in lei, sempre più veloce, instancabile, con la voglia di penetrarla più a fondo a ogni colpo. Spingevo con forza e non mi bastava dove riuscivo ad arrivare. Io volevo raggiungere la sua gola. «Apri la bocca, Rose, perché è da lì che uscirò.»



ESTRATTO N. 2 


Rose si mosse di poco su di me. Troppo poco. «Di più.» La afferrai per i glutei e la posizionai dritta sulla mia erezione. «Così può andare.» Le regalai un sorrisino furbo e accarezzai la sua schiena. «Non passerò sopra il tuo non aver ballato per me, sorella» dissi, intento a sganciarle il reggiseno. Lo gettai sul divanetto di fianco, e passai a concentrarmi sui suoi seni. Non erano tanto grandi, erano perfetti per essere stretti tra le mie mani. Rose chiuse gli occhi mentre i miei pollici le stuzzicavano i capezzoli. La sua faccia non poteva nascondere l’eccitazione che provava in quel momento. Presi a succhiarle il collo e a leccarlo, lasciandole un piccolo segno del mio possesso. Rose emise un verso di apprezzamento, una gattina pronta a fare le fusa. Le sue mani si infilarono tra i miei capelli e il suo corpo ondeggiò piano sul mio, facendomi diventare ancora più duro. Volevo prenderla e volevo torturarla ancora un po’. Volevo che il suo corpo soffrisse come stava facendo il mio. Che Rose non vedesse l’ora di avermi dentro di lei e che me lo dimostrasse. Con la mia abile lingua mi occupai dei suoi capezzoli, li divorai letteralmente, e un nuovo verso lasciò le sue labbra. Mi fermai e la osservai come lei stava facendo con me. Le accarezzai le cosce, mentre il suo sguardo sognava di strapparmi i vestiti di dosso. Ed era proprio quello che volevo. Che manifestasse il bisogno che aveva di me. Come se le sue dita fossero connesse ai miei pensieri finirono sui bottoni della mia camicia di Hugo Boss. Lasciai che aprisse i primi due, godendomi la sua faccia impaziente man mano che mi scopriva, poi la fermai bloccandola per i polsi. La attirai contro di me e il suo seno si appiccicò al mio petto. Mi chinai leggermente in avanti, per premere la bocca sulla sua. Il suo fiato corto era una musica fantastica. «Sono io che ho il comando, Rose.» Le succhiai il labbro inferiore come poco prima avevo fatto con i capezzoli. «Non prendere iniziative se non te lo chiedo io.» La liberai dalla presa e toccai il crocefisso. «Ti voglio con solo questo addosso.»




BOOKTRAILER






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