martedì 1 novembre 2016

TI ODIO, ANZI NO, TI AMO!, SALLY THORNE. Recensione.


TITOLO: Ti odio, anzi no, ti amo!

AUTORE: Sally Thorne

EDITORE: HarperCollins

PAGINE: 384

PUBBLICAZIONE: 13 ottobre 2016

GENERE: Contemporary romance 

PREZZO: € 5,99 ebook; € 14,90 cartaceo

Lucy Hutton è convinta che l'impiegata modello si becchi, prima o poi, l'ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C'è il Gioco degli Sguardi, il Gioco dello Specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del Gioco della Grande Promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde... meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell'orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull'odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un'innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?




Come riuscire a sciogliere il cuore di ghiaccio del re degli stronzi, alias il Dottor Josh? Semplice: con una crostatina alle fragole!!! No, no, non sto vaneggiando e la crostatina in questione non è piena di zuccheri sapete, contiene quella giusta dose di acredine capace di fronteggiare  un gioco al massacro il cui fine sono le lacrime o la vittoria totale.

«Allora, cos'hai in programma per stasera? Ti dipingerai le unghie piangendo la tua solitudine?» Come ha fatto a indovinare? «Esatto. E tu, ti masturberai bagnando di lacrime il cuscino, dottor Josh?».


Miss Crostatina altri non è che la famigerata e gentilissima Lucinda Hutton, un peperino di un un metro e cinquanta poco più, labbra rosso fuoco, con due splendidi occhi turchesi costretta a condividere la stanza d’ufficio insieme a, come lo definisce lei, un compagno di prigionia. Entrambi sono il braccio destro degli amministratori delegati della  Bexley & Gamin, due case editrici che nel momento di difficoltà economica hanno deciso di fondersi. Come i proprietari anche i dipendenti non potrebbero essere più diversi, i Bexley squali calcolatori, i Gamin candide colombe alla continua ricerca di scrittori talentuosi amanti dei classici.
Ovviamente Joshua Templeman è lo squalo più grosso, capace di sciogliere un iceberg con uno sguardo, discreto come un'ombra e temuto da tutti i dipendenti, tanto che Luce digita per password ogni giorno sul suo pc: “ODIOJOSHUAXSEMPRE@”. Desidererebbe che fosse brutto come un troll, pieno di brufoli, zoppicante con l’alito puzzolente invece, purtroppo per lei, ha l’aspetto di un Dio, è alto un metro e novanta con due incredibili occhi color zaffiro e un corpo che spesso si ritrova ad immaginare sotto le camicie che indossa a rotazione cromatica lo stesso giorno di ogni settimana lavorativa!
Lucinda non si perdona di avergli sorriso la prima volta che lo ha incontrato, lui nella più totale indifferenza l’ha invece ferita squadrandola dall’alto in basso. Da quel momento in poi la loro antipatia cresce esponenzialmente, raggiungendo il culmine con la possibilità di ottenere quella promozione che renderebbe uno dei due il capo dell’altro. Troverete le loro schermaglie condite dal susseguirsi di battute esilaranti, lui che la chiama “Crostatina”, per via dei genitori produttori di fragole, lei che lo prende in giro sulle camicie che indossa.

«Crostatina, se stessimo flirtando, te ne accorgeresti.» I nostri sguardi si incrociano e sento una strana stretta allo stomaco. Questa conversazione sta prendendo una brutta piega. «Perché ne rimarrei traumatizzata? «Perché ci fantasticheresti sopra la sera, nel tuo letto.» «Pensi spesso al mio letto, vero?»  riesco a ribattere. Batte le palpebre. Una nuova rarissima espressione gli attraversa il volto. Vorrei cancellargliela dalla faccia a suon di schiaffi. Mi guarda come se sapesse qualcosa che io non so. È compiaciuta, virile e la odio. «Scommetto che è minuscolo.» Mi esce il fumo dalle orecchie. Vorrei girare intorno alla sua scrivania, fargli allontanare i piedi con un calcio e mettermi tra le sue gambe divaricate. Poi appoggerei il ginocchio al triangolino di sedia proprio sotto il suo inguine e spingerei in avanti, facendolo grugnire di dolore. Gli allenterei la cravatta e sbottonerei il colletto della camicia. Posizionerei le mani intorno a quella grande gola abbronzata e stringerei, stringerei, sentendo la sua pelle calda sotto la punta delle dita, il suo corpo cercare di resistermi. Aromi di cedro e pino riempirebbero tra di noi, bruciando le mie narici come fumo. «A cosa stai pensando? Mi guardi in modo lascivo » «A strangolarti con le mie mani.» Rispondo a fatica. La mia voce è più roca di quella di una telefonista hot dopo un doppio turno. «Allora è questa la tua perversione.» Le sue iridi si stanno scurendo. «Solo quando le mie fantasie ti riguardano.» Arcua le sopracciglia, apre la bocca e i suoi occhi diventano neri, ma non sembra riuscire a spiccicare parola.  Che sensazione fantastica.



Ho riso tanto, Luce è veramente una forza della natura, in un anno sono ricorsi ben quattro volte alle risorse umane, ma ciò che si cela dietro le istigazioni di Joshua è visibile a tutti tranne che a lei. Complice infatti un bacio in ascensore, un febbrone da cavallo e un sacco di lividi che vi lascio scoprire uno ad uno, entrambi abbasseranno qualche difesa e la  nostra Lucinda incredibilmente comprenderà di non odiare  Joshua Templeman.
Da questo momento in poi inizia fra i due un nuovo gioco, quello della pseudo amicizia fatta ovviamente di baci appassionati, di possesso, celato però dietro l’ironia di essere qualcosa di diverso per paura di dare voce a un sentimento che nessuno dei due  è  in grado ancora di pronunciare.
Ho trovato caratterizzati bene anche tutti gli altri personaggi, soprattutto i loro genitori e i loro capi. Anche se non c’è un POV maschile, le emozioni e i pensieri di Joshua emergono chiaramente, a volte non mi sembrava affatto che fosse Lucinda a parlare. E che dire di Lucinda, una con degli attributi notevoli, stravagante, esuberante, generosa e con quel sarcasmo sempre pronto che mi ha fatto divertire tanto, ma allo stesso tempo una donna che ha paura di ciò che prova, desiderosa di spegnere il fuoco che sente per quel bellissimo e complicatissimo esemplare maschile, che si aspetta una volta sola basti a soddisfarla, povera illusa ho pensato io (LOL), eppure quel bacio in ascensore avrebbe dovuto farle capire tante cose...

Mi solleva da terra afferrandomi per la vita e appoggia il mio fondoschiena sopra un corrimano che non avevo mai notato prima. Le mie braccia si abbassano sulle sue spalle e il mio vestito si solleva scoprendo le cosce. Quando guarda in sotto si lascia sfuggire un respiro strozzato, come se fossi io a strangolarlo. «Mettimi giù. Non è affatto divertente.» I miei piedi tracciano delle inconcludenti spirali nel vuoto. Non è la prima volta che qualcuno più grosso di me si approfitta della mia statura. Marcus DuShay, in terza elementare, un giorno mi mise sul cofano dell'auto del preside e si allontanò ridacchiando. È il dramma di noi piccoli umani. Non c'è dignità per noi in questo mondo extralarge. «Rimani qui su con me un momento.» «Perché diavolo dovrei?» Cerco di scivolare verso il basso, ma mi serra la vita e mi preme contro la parete dell'ascensore. Gli stringo una spalla e giungo alla conclusione che ha un corpo esageratamente muscoloso nascosto sotto quelle camicie da Clark Kent. «Per la miseria.» La sua clavicola sembra un piede di porco d'acciaio. Dico la prima stupidaggine che mi viene in mente. «Sei tutto muscoli e ossa.» «Grazie.» Siamo entrambi senza fiato. Quando premo la mia gamba contro di lui per tenermi in equilibrio, mi agguanta un polpaccio.Mi prende poi la mascella con l'altra mano, facendomi reclinare la testa all'indietro. Rimango in attesa dell'inevitabile. Da un momento all'altro, il suo palmo caldo mi strizzerà il collo e comincerò a soffocare. Naso contro naso. Respiro contro respiro. Mi passa un dito dietro l'orecchio e rabbrividisco quando inizia a farlo scivolare verso il basso. «Crostatina.» Quando il suono di questa parola si dissolve, deglutisco. «Non ho intenzione di ucciderti. Sei così melodrammatica a volte.» Quindi preme leggermente le sue labbra sulle mie. Rimaniamo entrambi con gli occhi aperti. Ci fissiamo come sempre, più vicini di quanto non lo siamo mai stati. Sottili anelli blu scuro gli colorano le iridi. Abbassa le ciglia e mi guarda come se volesse rimproverarmi di qualcosa. Mi morde delicatamente il labbro inferiore, facendomi venire la pelle d'oca. Sento i capezzoli indurirsi. Contraggo le dita dei piedi nelle scarpe. Quando controllo con la lingua che sia tutto a posto, lo tocco accidentalmente. Non mi ha fatto male. È stato un gesto dolce, attento. Mentre mi scervello per capire cosa sta succedendo, mi aggrappo meglio al suo corpo. Si avvicina di nuovo e comincia a muovere la sua bocca contro la mia, cercando delicatamente di aprirla. Improvvisamente capisco. Joshua. Templeman. Mi. Sta. Baciando.



Mi sono piaciuti anche i loro ménage che seppure non siano molti risultano descritti con arguzia rivelando un dottor Josh passionale e ben dotato, proprio niente male sotto le lenzuola… altro che uomo di ghiaccio! ;)
Sono rimasta gradevolmente sorpresa di non trovarmi di fronte un belloccio sensuale e prepotente. Una volta seppellita l’ascia di guerra Joshua è un uomo come tutti gli altri con le sue fragilità dovute al rapporto conflittuale con suo padre, ma soprattutto che soffre nel non riuscire ad essere quell’uomo attento e gentile che alle donne piace  tanto e a cui  sembra bramare anche la bellissima Lucinda. I fatti contano più di qualunque parola e Josh le dimostrerà quanto sia grande da sempre il suo amore per lei.
Quindi, donne, preparatevi a ridere e a farvi ammaliare dal Dottor Josh, perché detto tra noi dietro un dottor Jekyll c’è sempre un Mr Hyde. 





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