venerdì 4 novembre 2016

PRIMA CHE FACCIA BUIO, LAURA PELLEGRINI. Presentazione.

BUONGIORNO ANGELI. OGGI VI PRESENTO UN ROMANZO CHE ABBIAMO LETTO E AMATO IN VERSIONE SELF  E CHE SARÀ NUOVAMENTE ONLINE DAL 30 NOVEMBRE IN VERSIONE EBOOK E DAL 1 DICEMBRE IN VERSIONE CARTACEA GRAZIE ALLA CASA EDITRICE GILGAMESH. STO PARLANDO DI PRIMA CHE FACCIO BUIO DI LAURA PELLEGRINI. VENITE A DARE UN'OCCHIATA. 


TITOLO: Prima che faccia buio

AUTORE: Laura Pellegrini

EDITORE: Gilgamesh Edizioni

PAGINE: 284

PUBBLICAZIONE: 30 novembre ebook; 1 dicembre cartaceo

GENERE: Contemporary romance

PREZZO: € 1,99 ebook; € 15,00 cartaceo
Cos’è la normalità se non un qualcosa di arbitrario e opinabile. Si determina un preciso stato mentale e fisico come qualcosa di comune e riscontrabile nelle vite altrui, identificandolo come normale; mi chiedo però se non sia invece ciò che scalda il cuore nel profondo a fare di un momento la quotidianità vera, l’essenza della vita.
Sullo sfondo di una guerra, dove i sentimenti pare non possano avere spazio, nel deserto di una terra lontana, tra albe e tramonti, le vite di un uomo e una donna si incontrano. Due mondi opposti, due missioni differenti, ma un unico desiderio: viversi.
Una storia d’amore e di vita, di passione e desideri, alla ricerca continua dell’equilibrio tra i sentimenti e i doveri e di quell’angolo perfetto di normalità, dove incontrarsi, amarsi, volersi.
Gianluca e Manaar, un soldato e un medico volontario. Ordine e istinto. Guerra e pace.


ESTRATTO


«Baciami Gianluca» mormora. «Fallo come se non ci fosse altro a cui pensare in questo momento.»La scosto abbastanza per guardarla in volto. Intreccio le mie dita ai suoi capelli, serro la stretta sulla sua nuca. Ansima appena, chiudendo gli occhi e poi lo faccio. Annullo ogni pensiero, svestendomi per quei dannati tre minuti, dai panni che porto da una vita. Lei, c’è solo lei ora, tangibile, presente, viva, tanto da non farmi sentire nemmeno il peso dell’equipaggiamento che porto addosso. La bacio a lungo, divorandola quasi, sentendo la necessità di averne ancora, di prendermela tutta, lì, sotto il sole del primo pomeriggio, contro la parete metallica di un container nel deserto che è la mia vita. Boccheggio, le mordo il mento, poi il collo, stringendola più forte a me e contro il bisogno impellente che ho chiuso nei pantaloni.Ma i tre minuti sono scaduti. Ticchettano nel mio cervello disonesti, imperiosi, senza lasciarmi scampo. Mi allontano lentamente. I suoi occhi sono ancora chiusi, le sue guance sono rosse. Le mie mani scivolano dal suo corpo mentre tutto in me urla.Mi guarda a lungo, in silenzio. Prende fiato, prendo fiato.
«Tornerai da me?» domanda. Gli occhi lucidi che mi fissano.Vorrei dirle “tornerò sempre da te”, ma non ho questo potere. ‘Sempre’ e ‘tornerò’ sono due parole troppo difficili da gestire nel casino che è la mia vita.
«Prima che faccia buio» dico, è l’unica cosa che sono riuscito a proferire.





Nessun commento:

Posta un commento