domenica 6 novembre 2016

OSCURO, MARILENA BARBAGALLO. Recensione in anteprima.


TITOLO: Oscuro

AUTORE: Marilena Barbagallo

SERIE: Oscuro #1

EDITORE: Self publishing

PAGINE: 470

PUBBLICAZIONE: 8 novembre 2016

GENERE: Dark romance

PREZZO: € 2,99 ebook
Sei viva, respiri, provi a muoverti, ma non puoi. Sei legata in un letto e non ricordi cosa sia successo. Cosa proveresti se ti svegliassi imprigionata? Cosa faresti se la tua prima immagine fosse quella di Amir Shakib? Questo è ciò che accade a Lena Morozov, prelevata con la forza dal Settore Zero per portare a termine una missione a lei sconosciuta. Amir Shakib è pura oscurità, è marcio dentro, conosce il dolore, ma non lo sente più. Nessuno meglio di lui è capace di isolare le emozioni, annientare un’anima, sbriciolarla tra le dita e ricostruirla a sua immagine. Così le vite di Lena e Amir si incrociano. Lui è il suo Maestro e lei è la sua allieva. Lei cerca di resistere, lui deve spezzarla. Ma quando Amir riesce a entrarle nella mente, Lena non si aspetta di dover combattere anche contro la brama oscura, il desiderio di avvicinarsi al proibito, a colui che distrugge qualunque cosa tocchi. Lena sa che è sbagliato, ma ne è attratta, Amir sa che non deve, ma vuole. Insegnarle a sopravvivere, sarà l’obbiettivo, tenerla con sé, l’unico desiderio.



Fino a quando il dolore non toccherà ciò che hai di più prezioso, non sarà dolore.



Ci sono libri a cui è impossibile assegnare un voto inferiore al massimo. Sono quei libri che ti rapiscono, che prendono la tua attenzione e ne fanno ciò che vogliono. Ti fanno dimenticare chi sei, cosa hai intorno e ti fanno credere di essere parte integrante della storia. Ti portano su un altro universo e quando arrivi alla fine non è la fine. Nella tua mente, nei tuoi pensieri e nelle tue emozioni lui resta. Per ore, per giorni. Ci provi a pensare ad altro, a immergerti in un altro libro, un'altra storia, altri personaggi. Ma quel libro, quella storia e quei personaggi lottano contro di te per stare al primo posto, si prendono lo spazio che meritano e tu li lasci fare, perchè non potresti fare altrimenti.
Oscuro è un libro che entra dentro, scava, emoziona, turba. Un libro che non si dimentica dopo un giorno o due. Un libro a cui si pensa e ripensa infinite volte per infiniti giorni.
Non vi nascondo che prima di scrivere questa recensione mi sono presa del tempo. A caldo non avrei saputo descrivere al meglio ciò che ho provato: le emozioni e le sensazioni erano confuse, stavano ancora combattendo tra loro, mi stavano ancora aggrovigliando lo stomaco. Mi sono detta che c'era tempo, dopo una lettura in cui ho alternato momenti di foga fatti di pagine che avanzavano alla velocità della luce a momenti di pausa - respira, Valentina, riprenditi -, avevo bisogno di prendermi un attimo per mettere ordine ai pensieri. Oggi posso dirvi che... è peggio di ieri.
I pensieri sono ancora confusi, le emozioni forti, le sensazioni un groviglio che mi stringe lo stomaco.
Oscuro non è ciò che mi aspettavo.
Oscuro è la storia di un uomo violato, ostinato, violento e meschino. Un uomo che è cresciuto troppo in fretta, un uomo a cui hanno rubato l'infanzia nel modo peggiore che possa esistere. Un uomo mai bambino, mai ragazzo. Un uomo a cui è stato insegnato a imbracciare un fucile, a mirare al cuore del nemico, a come guardarsi le spalle, ma mai l'amore, l'affetto, il calore.
Ma è anche la storia di una donna all'apparenza pura, delicata, fragile che si rivelerà essere tenace, coraggiosa e temeraria.
È la storia di due anime che si incastrano alla perfezione. Nessuna potrebbe completarlo come fa lei. Nessuna potrebbe capirlo come fa lei. Nessuno potrebbe farla bruciare, ardere, sentire viva come lui. Nessuno, mai, potrebbe arrivare così a fondo, dritto al petto, nel luogo più profondo e nascosto.
Nessuna potrà mai essere come Lena per Amir.
Nessuno potrà mai essere come Amir per Lena.




Bambino soldato, infanzia violata, sa che il dolore non potrà mai colpirlo. Il dolore colpisce chi ama, chi tiene a qualcosa/qualcuno. Lui non ha punti deboli, non ama nessuno, non tiene a nessuno. È il soldato perfetto, senz'anima e senza cuore. È il miglior acquisto dei Servizi Segreti Deviati, una costola dell'AISE. È leale, pragmatico, veloce.
Imbattibile.
Incrollabile.
Poi, un giorno, l'incarico che stravolgerà tutta la sua esistenza e i suoi punti fermi. Lei. Lena Morozov. La sua prima, unica, allieva. Una donna da piegare, forgiare, vestire di una nuova armatura. Come una tabula rasa, farla rinascere. Azzerare, cancellare, rimuovere tutto ciò che è stata finora la sua vita, i suoi affetti, il suo cuore. Renderla un'allieva capace di superare il maestro, un soldato nel corpo e nell'anima. E poi... innamorarsi perdutamente. Sapere di non poter più vivere senza di lei. Sapere che lei è l'unica capace di ridare a lui nuova vita, di forgiare lui. Senza saper pronunciare la parola amore, senza saperla riconoscere, ma sentendola sulla pelle, nel corpo, nel cuore, nella mente.
È sconvolgente il loro legame, il modo assolutamente perfetto - non potrei descriverlo diversamente - in cui l'autrice ha saputo creare due incastri dello stesso puzzle. Marilena Barbagallo ancora una volta ha saputo dare ai suoi personaggi delle fattezze reali, concrete, scavando nella loro anima, conferendogli quell'introspezione che ti catapulta nel loro mondo.
Ho vissuto con Amir i suoi tormenti, il suo sgomento, la sua paura ad aprirsi all'amore. Ho vissuto con Lena il terrore di ritrovarsi in un luogo sconosciuto, strappata alla sua vita, senza avere memoria di ciò che le è successo. Ho vissuto l'odio e il rancore che si sono sputati addosso. Ho vissuto la sfida: adrenalinica, feroce, fiera. E poi ho vissuto l'arrendevolezza di fronte a un sentimento troppo grande per essere ignorato o mascherato.

Non c'è una via di mezzo. Macerie o luci. Luci o macerie.Guido verso le luci, consapevole di provenire dalle macerie.

Oscuro è un gioiello raro, unico. Un capolavoro nel suo genere. Un romanzo che di dark possiede l'atmosfera e il tema principale, ma che nell'evoluzione della storia prende una piega inaspettata. Un romanzo che differisce in maniera assoluta dal classico dark romance. Quasi un romanzo ibrido, che si fa fatica a inquadrare in un genere perchè ne incarna diversi.




Un romanzo, certamente, che mi ha lasciato senza parole e mi ha confermato quanto quest'autrice sia per me una garanzia. Ho adorato ogni romanzo, eppure questo ha qualcosa in più. C'è l'intento di raccontare, oltre che una storia, una vita, di andare a fondo, donare un'anima e un'identità ai protagonisti. E il lettore, credetemi, ne resta spiazzato perchè investito da un carico potente sul piano emotivo.

«Ogni segno che porterai sarà il tuo promemoria, il ricordo di ciò che hai vissuto, un frammento della tua armatura. Tieni addosso le cicatrici, portale come un abito, ma conservale con cura dentro di te. Gli sfregi interiori sono i migliori.»
«Una cicatrice non è mai qualcosa di buono.» 
«Quelle che si vedono non lo sono, è vero, rappresentano una bruttura, un affronto a noi stessi. Io voglio che tu rammenti i segni che ti ho lasciato dentro. Noi siamo ciò che non si vede, quelli come noi non crollano per una cicatrice, quelli come noi si nutrono di cicatrici.» 
«Io non sono come te.»

La trama, quella del rapimento, che conferisce l'aura dark al romanzo, è un espediente di cui l'autrice si serve; è come la tappa di un lungo e bellissimo viaggio. Una sola, singola tappa. Il viaggio è tortuoso, ricco di sorprese, colpi di scena - alcuni più scontati, altri inaspettati - ma soprattutto ogni tappa è diversa dalla precedente.

«Ricorda le mie parole, Lena: se non arriva dritto al cuore, non è dolore. Ripetilo.»
«Se non arriva dritto al cuore, non è dolore.» 
Lo dice come se fosse diventata una macchina.«Questo è l’unico principio che ci consente di sopravvivere. Se un giorno dovessero toccarti, se dovessero colpirti o tentare di spezzarti, tu saprai che il vero dolore è tale solo quando tocca qualcosa di più profondo. La carne è solo pelle, il sangue è solo fluido, i colpi sono solo botte. Ma il dolore, quello reale, l’unico che potrebbe frantumarti, è quello che giunge al cuore. E tu cos’hai nel cuore, Lena?» 
Lena rimane in silenzio, seduta tra le mie gambe, con la nuca distesa sul mio petto. Sta riflettendo, sta cercando di trovare la morale della lezione. «Cos’hai nel cuore, Lena?» 
«Niente. Non ho più niente.» 
«Allora niente ti colpirà, perché non avrai punti deboli, non ci saranno vie incendiabili. Sarai come un deserto arido in cui l’unica oasi è la tua stessa essenza. Tu e solo tu. Da adesso imparerai a mettere te stessa sopra tutto e tutti.» Lei sospira, ma assimila bene i miei pensieri. Lo sento. «Cos’hai nel cuore, Lena?» 
«Niente.» 
«Come possono farti male, Lena.» 
«In nessun modo.» 
«Dove possono colpirti?» 
«Nella carne.» 
«Farebbe male?» 
«No.» 
«Dove farebbe male, Lena?» 
«Nel cuore.» 
«E si può raggiungere il tuo cuore?» 
«No.» 
«Perché?» 
«Perché è solo mio.»

Cinque stelle non mi bastano, ma è tutto quello che ho.
Indimenticabile.









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