mercoledì 2 novembre 2016

FINO AL TUO BUIO, LAURA C. PORTALE. Presentazione.


TITOLO: Fino al tuo buio

AUTORE: Laura C. Portale

SERIE: Into My Sin #2

EDITORE: Self publishing

PUBBLICAZIONE: 2-3 novembre 2016 

PAGINE: 143

GENERE: Romantic drama novel

PREZZO: € 0, 99 ebook


Dopo essere diventato socio della Loewenthal&Associati, Sevan Farrell è ritornato a Cape Cod per seguire i lavori sul faro. Tutto, però, è cambiato. E i cambiamenti non riguardano soltanto lui.
Tra passato e presente, amori vecchi e nuovi, si chiariranno le vicende di ogni personaggio incontrato nel primo volume della serie, “Dentro il mio peccato”, fino a una sconvolgente verità.
Ovunque andrai, chiunque deciderai di essere, non potrai scappare per sempre da te stesso.




Into My Sin series:

#1 Dentro il mio peccato (settembre 2016) Recensione

#2 Fino al tuo buio (novembre 2016)

#3 (gennaio 2017)





Qualche nota dell'autrice: 

Il piano dell’opera: la serie "Dentro il mio peccato" è un romantic drama. Non è un romance puro. Non è un chick-lit, né un erotico. 
L'atmosfera che si respira tra le pagine, soprattutto all'inizio, rispecchierà necessariamente questo. 
In un romantic drama l'affondo psicologico sul protagonista è tutto. C'è un impianto narrativo di base che regge una vicenda complessa, ci sono fili narrativi che si dipanano nel primo volume e che verranno riannodati solo nel secondo, c'è una caratterizzazione dei personaggi che tiene conto della personalità di ognuno, e non è intercambiabile. 
Non succede tutto alla seconda pagina. Ogni pezzo del puzzle andrà a posto, ma con il tempo che la narrazione di questo genere richiede. Mi rendo conto dei rischi? Sì. Una struttura del genere non poteva stare in piedi per caso, occorreva un impianto, presentare i personaggi, principali e secondari, nel primo libro, mettere il possibile e fornire le risposte alle domande che verranno solo dopo, nei romanzi a seguire. 
Ci sono parti oscure? Sì, ma niente è lasciato al caso, è una vicenda che ha bisogno di tempo. Come la vita reale. 
Non succede tutto e subito. Succede quando deve succedere. 
E quando i tempi sono pronti perché ognuno guardi in faccia i propri fantasmi. 

Ispirazione: 
Osservare la gente è un piccolo furto in cui scado da sempre. 
Fin da bambina mi piaceva guardare, non vista, chi non conoscevo: un automobilista alla guida, un passante, operai al lavoro, qualcuno alla finestra. Erano i dettagli ad affascinarmi: i gesti, le espressioni, la postura, e i momenti che sembrano insignificanti, ma che non lo sono quasi mai. 
Vivere all'estero mi ha dato un punto di vista privilegiato, un occhio allenato come un obiettivo fotografico, quando hai molte incognite e poche certezze sei ancora più libera di notare le differenze e di trovare la bellezza in tanta diversità. Fisicità, espressioni, postura alla fine diventano i pezzi di un puzzle che compone un individuo e, quando non sai assolutamente niente della persona che hai davanti, come fai a frenare l'immaginazione? 
A volte basta un'immagine per creare, se non una storia, un personaggio. Quello di Sevan arrivò così, molti anni fa, poi accantonato e mai dimenticato. Era una sera d'estate, una festa iper cool, la gara a chi fosse il/la più interessante della serata. E questo ragazzo tirato per la manica ogni due per tre da chiunque, l'aria di chi viveva il circo, ma non ne faceva parte. Non era questione di bellezza o potere, c'era un discrimine potente tra lui e i presenti ed era il carisma, insieme al distacco nei confronti di tutti che si percepiva reale e non solo un atteggiamento ostentato. 
A fine festa, un giro nei locali e, quando era ormai notte inoltrata, lo incrociai nel dehor di un ristorante, a tavola, solo. Un'espressione nel viso che non ho mai dimenticato se, anni dopo, è bastata quell'immagine per cucire un personaggio inventato. 
Mi sono sempre piaciuti i cani sciolti, sia da guardare sia da descrivere. 

Stesura (e relativi problemi): Quando affronti il genere drammatico, specie se la storia è lunga e ha tempi reali che non possono essere forzati se non a scapito della vicenda stessa, sai i rischi che corri. Soprattutto "aprendo" con un romanzo che, per ovvi motivi, non può rivelare nulla, ma mette in scena situazioni, conflitti e svariati personaggi. 

Ambientazione: Sono un’italiana che vive all’estero da dieci anni. Ho cambiato diversi Paesi e lingue. Scrivo di luoghi in cui ho vissuto o che conosco. L'ambientazione, in una storia, non è meno importante dei personaggi. Deve esserci e deve essere curata. Una casa, un luogo, possono diventare protagonisti, non soltanto lo sfondo in cui capitano azioni. Mi piace che pulsi, che sia viva, non una sequenza di nomi. Non basta scrivere una città per farla apparire agli occhi di chi legge, si deve "sentire". Si devono percepire profumi e olezzi, vedere scorci, intuire il modo di vivere di chi quella città l'attraversa. In questo modo sei dentro la storia, in questo modo puoi davvero viverla.

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