lunedì 21 novembre 2016

DIMMI CHE NE VALE LA PENA, MARILENA TEALDI. Presentazione.



TITOLO: Dimmi che ne vale la pena

AUTORE: Marilena Tealdi

EDITORE: Self publishing

PUBBLICAZIONE: 17 novembre 2016

GENERE: New Adult

PREZZO: € 2,99 ebook
Madeleine - adolescente impeccabile, di buone maniere e studentessa modello - nonostante sia la primogenita di una famiglia molto ricca e autorevole, e sia cresciuta nel lusso e nelle comodità, è rimasta una ragazza semplice e timida.
Ama la propria vita, la scuola e i due migliori amici Benedetta e Thomas, ma la cosa che ama di più in assoluto è proprio la famiglia: i nonni, la madre Emma, i tre fratelli e infine l'adorato daddy, Matthew, al quale è legatissima. A lui Madeleine racconta ogni cosa e fra loro non esistono segreti.
Durante l'estate dell'esame di maturità, però, avviene qualcosa di molto importante, e tutte le certezze che Madeleine credeva d'avere fino a quel momento crollano all'improvviso.
La ragazza è distrutta perché ha deluso l'amato padre, offeso i nonni e la madre e si è rovinata il futuro per colpa di un unico, stupido e scellerato gesto.

Daniel è un ragazzo che dalla vita ha ricevuto solo calci. La persona che lo dovrebbe proteggere e difendere è in realtà il suo aguzzino e Daniel - che con i suoi tatuaggi a vista e i piercing potrebbe passare per il classico cattivo ragazzo -, nonostante abbia solo diciassette anni deve già fare i conti con un passato doloroso e difficile da dimenticare. 

Daniel e Madeleine si incontrano in una fredda giornata di pioggia e da quel giorno, per entrambi, nulla sarà più lo stesso.
Madeleine si renderà conto che innamorarsi è l'ultima cosa che vuole, perché quello che le è accaduto durante l'estate è un fantasma difficile da cacciare via e scoprirà, a proprie spese, che l'amato daddy potrebbe non essere più l'unico uomo veramente importante della propria vita.
Daniel, invece, comprenderà cosa vuol dire sul serio essere apprezzati per quello che si è, e cosa significhi avere una famiglia che ti sorregge e ti ama. Potrebbe scoprire che a volte vale davvero la pena lottare per quello a cui si tiene. 
E quando per lui le cose si metteranno male, Madeleine sarà l'unica in grado di aiutarlo, anche se questo potrebbe essere il primo passo verso una inesorabile rottura. Sarà infine costretta a dover scegliere, e constatare sulla propria pelle quanto davvero Daniel possa essere vitale per lei; anche a rischio di rovinare l'intesa con l'amato padre.
E Matthew come si comporterà di fronte al giovane amore spezzato della figlia?
IL PRIMO INCONTRO FRA I DUE PROTAGONISTI “(…) Non so come cercare di attirare l’attenzione di qualcuno quando, di colpo, sento dei rumori provenire da dietro una porta socchiusa, poco lontano dal bancone, e una voce urlare qualcosa. Un’imprecazione, seguita da un tonfo sordo.Ops…Poco dopo la porta si apre e spunta un tipo pressappoco della mia età, con lucidi capelli neri e lisci che gli coprono tutta la fronte e un po’ del resto del viso. Come un ragazzo in un disegno manga. Viene a piazzarsi di fronte a me, al di là del bancone. – Ciao, scusa se ti ho fatto aspettare, un casino di là in dispensa. Mi è caduto addosso un pacco di zucchero. – Si guarda la fascia che gli avvolge il polso sinistro. – Ho avuto un problema allo scafoide, tempo fa, e ho ancora male. Dimmi tutto. Cosa ti preparo?Sorride. È carino, nonostante il pezzo di metallo che gli “orna” l’angolo sinistro del labbro inferiore. Un anellino d’argento che gli fa risaltare la bella bocca rosea e carnosa.Detesto i piercing ma, a guardarlo meglio, devo ammettere che quel coso gli dona. Quel tipo di ornamento su di lui sta bene.Molto bene.Be’, uno solo è accettabile…E poi mi chiedo del perché stia elucubrando sulla quantità di piercing che il “ragazzo manga” potrebbe avere.Perché mai dovrebbe interessarmi?
E poi noto come quel piercing distolga lo sguardo – ma solamente se si osserva il ragazzo con superficialità – da quello che in realtà è il vero punto forte di quel bel viso liscio e sottile, ovvero gli occhi. Sono di un incredibile color… viola. D’un viola pieno di sfaccettature, intenso. Wow.
Inoltre quelle iridi così particolari non si notano nell’immediato anche per via dei capelli che il ragazzo porta spettinati sugli occhi. Però, quando si scosta la frangia dalla fronte, un incredibile lampo color ametista colpisce dritto in faccia chi lo sta osservando. Credo che vederli mi abbia lasciato a bocca aperta.
Non ho mai visto occhi così, dal vero. Solo in una vecchia foto della mia bisnonna Madeleine. Anche lei aveva gli occhi color ametista.
E quegli occhi così rari sono messi ulteriormente in risalto da ciglia lunghe e folte, scure e lucide come i capelli. Lo sguardo di quel ragazzo è incredibilmente intenso… pare truccato con il kajial!
Fisso il ragazzo un po’ troppo a lungo, evidentemente, perché lui esplode in un sorrisetto e mi fa:
– Stra-nie-ra? – scandendo la parola molto bene. Poi la ripete in un francese parecchio stentato.
Mi riprendo dalla bella e divertita espressione di quel viso d’angelo, sentendomi una cretina fino alla punta delle mie Converse blu, e cerco di dare fiato alla voce.
Ehi, Maddy, ma che ti prende? Svegliaaa!
– No, scusami, mi ero… distratta. – fissandogli ancora il piercing, perché gli occhi sono troppo intensi; è difficile sostenere uno sguardo tipo quello. Ma anche fissargli il piercing è dura, perché le sue labbra sono piuttosto invitanti. E scendo al… tatuaggio sulla gola. 
Un tatuaggio sulla gola? E io che, a una prima occhiata, lo avevo scambiato per il colletto rialzato della maglietta!
Cavoli, gli avrà fatto un male pazzesco…
(…)”
Un ragazzo: Daniel.
Madeleine è uscita dal bar da poco, e io mi sento ancora agitato a causa di quella bellissima ragazza per metà italiana che è arrivata qui quasi per caso, come un angelo scivolato dalle nuvole con il navigatore guasto.
I cappuccini che preparo alle amiche di Katy, fisioterapiste a fine turno – lavorano in un ambulatorio privato a due passi dal bar, e sono loro ad avermi aiutato con la riabilitazione al polso –, li preparo al di sotto dei miei soliti standard: ho decisamente la testa persa nell'azzurro strepitoso dello sguardo di Madeleine.
Inspiegabilmente, quella ragazza dalla parlata elegante mi ha attratto fin da subito, anche se ha fissato i miei schifosissimi occhi un po’ troppo. Lo so, mi rendo conto del colore particolare che hanno le mie iridi. È normale che la gente me li fissi – anche se a me dà un fastidio immenso.
E Madeleine mi piace un sacco – non lo so il motivo, è così e basta – anche se, ragionandoci, è meglio per me, per lei, se non la rivedrò più. (…)”

LITIGIO FRAI DUE PROTAGONISTI
“(…) Lui è a un metro da me. Dio, è bellissimo, perfetto nei jeans neri, il giubbotto di pelle consunta e una maglietta dei Depeche Mode che lascia intravedere il suo bel fisico armonioso.
E gli occhi… Viola scuro, coperti dal ciuffo nero dei capelli.
Devo frenare la voglia folle di scostare quel ciuffo dal suo bel viso.
– Madeleine.
– Ciao, Daniel…
– Che è successo? Sei sparita, non rispondi al telefono, al dormitorio hanno perso le tue tracce! Cazzo, ero preoccupato!
– Non volevo farti preoccupare.
– Be’, bel modo di non farmi preoccupare. Sparire così, da un giorno all’altro. Che cazzo è successo?
– Scusami, ero presa dalle lezioni.
– Ok, ma potevi dirmelo.
Si avvicina di un passo, e io ne faccio uno indietro, per istinto di conservazione. Altrimenti gli getto le braccia al collo.
Daniel ha notato il mio indietreggiare, è confuso, ora.
Urto con lo zaino un cestino per i rifiuti, e sono costretta a fermarmi. Daniel mi è subito vicino.
– Madeleine, cosa c’è? Cosa è successo?
– Niente. Ho da fare a scuola.
– Hai conosciuto qualcuno? – dice, a voce bassa. Gli occhi tristi. Anche le spalle gli si sono abbassate.
– No! – esclamo.
– Guarda che puoi dirmelo…
– No, non è questo.
– Quindi cos’è? – Un passo ancora. Mi è quasi addosso e io sento il richiamo irresistibile del suo corpo. È caldo, come al solito. Lo sento da qui. Stringo le mani a pugno.
– Niente. Ho da fare, credo che non dovremmo vederci più.
– Eh? Che cosa?
– Già. Ci ho riflettuto. Io ho le mie cose, tu le tue. – Anya e il vostro bambino, per esempio. Ma non lo dico ad alta voce. Non voglio dargli l’occasione per umiliarmi apertamente. Mi ha mentito, punto.
– E quindi non mi vuoi vedere più?
– No.
Daniel guarda altrove, poi ritorna con lo sguardo viola/indaco su di me. O è già nero?
– Madeleine, credevo provassi qualcosa per me.
– Sì, ma evidentemente mi ero confusa. Sai, città nuova, nuove avventure…
– Sono stato un’avventura?
– Sì. Credo di sì.
Ho lo sguardo basso. 
– Non ci credo, Madeleine. Hai per caso risentito il tuo amico del braccialetto? È lui che… ami?
– No! – esclamo con tutta la forza che ho in corpo.
Sospira. – Hai parlato con tuo padre, allora? Ti ha sgridato per causa mia?
– No, neppure mio padre c’entra. Ci ho riflettuto… da sola.
– Non ci credo.
– A cosa?
– A tutto. Non ci credo che non provi nulla per me.
– È così, invece. Non sei così irresistibile con le donne, sai?
– Mai pensata una stronzata del genere. Io credevo di essere irresistibile per te.
– No.
– Madeleine, guardami. – Guardo altrove. – Madeleine. Guardami.
Con fatica suprema, poggio lo sguardo su di lui. È affranto. Io ho dato quell’espressine triste a quel bellissimo viso.
– Dimmelo in faccia.
Deglutisco.
– Non mi interessi e non provo nulla per te.
– Dillo ancora.
– Non mi interessi… e non… Non provo niente per te.
– Ancora.
– Oh, basta!
– Madeleine, per favore! – mi afferra per le spalle, ma dolcemente. La bocca a pochi centimetri da me. Il piercing brilla al sole. – Madeleine…
– Io non posso permettermi di provare qualcosa per te.
– Sul serio la pensi così? – annuisco, e lui mi lascia andare le spalle ma non si sposta con il corpo di un millimetro. Anzi, passa una mano sul mio viso, delicato come una farfalla, e si avvicina un poco di più. – Davvero non provi niente per me? Neppure se faccio così? – Il suo pollice mi sfiora le labbra. – O così? – Ora a sfiorarmi le labbra sono l’indice e il medio. 
Resisto alla tentazione di prendere in bocca quelle dita e succhiarle.
Scosto la testa con uno scatto all’indietro, dico un secco “no”.
Daniel vacilla. Abbassa le mani.
– Devo andare. Ho Storia Medioevale, e non voglio arrivare in ritardo. – borbotto, senza guardarlo in viso.
Poi mi sento chiamare. È Connor, accidenti! È di fronte all’ingresso dell’ateneo, che si sbraccia e sorride come un ebete. Mi chiama “Maddy, dolcezza” e vedo Daniel irrigidirsi.
Cazzo, Connor! Tempismo perfetto, porca zozza!
Daniel lo guarda confuso, guarda me. E sento il rumore. Il rumore del suo cuore che si spezza in due.
Non posso essere la colla che lo rimetterà a posto, purtroppo. Sono già stata il martello che lo ha spaccato.
– È lui chi cazzo è? È il figo che ti scopa? Be’, certo che è lui… – mormora a se stesso. Sto per ribattere che non è come pensa, ma sospira e dice, piatto: – Ciao, Madeleine.
Si ficca le mani in tasca e si incammina con passo spedito e la testa alta. Io corro e ignoro Connor, mi rifugio dentro l’ateneo, e corro fin nel primo bagno libero che trovo e mi blindo in un cubicolo. Mi siedo sul water e, finalmente, scoppio a piangere.
(…)”

Nessun commento:

Posta un commento