venerdì 28 ottobre 2016

NON SO CHI SEI MA IO SONO QUI, BECKY ALBERTALLI. Recensione.


TITOLO: Non so chi sei ma io sono qui

AUTORE: Becky Albertalli

EDITORE: Mondadori

PAGINE: 247

PUBBLICAZIONE: 4 ottobre 2016

GENERE: Young adult

PREZZO: € 8,99 ebook; € 14,45 cartaceo
Simon ha diciassette anni e un amore segreto per Blu, un ragazzo conosciuto on line con cui intrattiene un'intensa, tenera corrispondenza. Il loro rapporto è al sicuro finché un'email non finisce nelle mani sbagliate: quelle di Martin, il bullo della scuola, che ora minaccia di rivelare a tutti lo scoop dell'anno… a meno che Simon non l'aiuti a conquistare Abby, la ragazza di cui è innamorato ma che non lo degna di uno sguardo. Per proteggere il suo amore, Simon dovrà affrontare per la prima volta la paura di uscire dal guscio che ha costruito intorno a sé, trovando il coraggio di rinunciare alle proprie sicurezze per fare spazio alla bellezza e alla libertà di essere se stessi. Email dopo email, il sentimento per Blu cresce, e così la voglia di conoscersi e di far conoscere agli altri chi è davvero.
Da un punto sotto lo stomaco parte un formicolio che si diffonde struggente, meraviglioso e quasi insostenibile.
Non ho mai avuto una percezione così esatta del battito del mio cuore.
Blu e la sua scrittura verticale, e la parola "amore" ripetuta ancora e ancora.




Se si potesse descrivere un libro con una sola parola, sceglierei questa: ADORABILE!
Come mi capita quasi sempre quando decido di recensire un romanzo, anche in questo caso non ho neppure letto la sinossi e mi sono immersa nella lettura, priva di tutte le sollecitazioni esterne che avrebbero potuto condizionarmi, perché volevo farmi un’idea autentica, che fosse solo mia. Stavolta, però, ammetto di essermi trovata spiazzata, tanto che la tentazione di correre a sbirciare la trama si è riaffacciata con insistenza più e più volte, almeno finché non ho superato la prima decina di capitoli. È stato allora che ho capito di cosa il romanzo parlasse davvero e a quel punto mi sono rilassata e ho iniziato a godermi la lettura in pieno perché è stato allora che ho smesso di aspettarmi che da un momento all’altro il registro narrativo cambiasse e spuntasse fuori la tipica protagonista femminile alle prese con la solita storia d’amore da liceo. Insomma, ormai si è letto di tutto, gli autori sperimentano, inventano, stravolgono e non capita poi così di rado di dover attendere una valangata di pagine per veder finalmente centrare il nucleo della trama, ma in questo caso non è così, il protagonista e la storia sono inquadrati in pieno fin dal primo istante. Ero io quella fuori asse, quanto meno all’inizio. Mi aspettavo il solito, invece mi sono trovata alle prese con qualcosa di diverso, qualcosa di speciale.
Osservare il mondo con gli occhi di Simon, un teenager gay alle prese con il primo amore, è stata un’esperienza magica, grazie alla sua timidezza, alla sua insicurezza e al suo più che legittimo terrore del coming out, mi è sembrato di riscoprire la vera purezza dei sentimenti, è stato come immergermi di nuovo nelle emozioni di un adolescente d’altri tempi, quello che non è abituato a comportarsi come un adulto, quello che a quattordici anni non ha già provato tutto e ne è annoiato, quello che dà vero valore alle cose che contano, come uno sguardo, una carezza, una stretta di mano, quello che è terrorizzato dall’opinione degli amici e non se ne fa beffe mascherandosi dietro un’insopportabile spavalderia.
Simon è un ragazzo delizioso, ma non aspettatevi uno sfigatello insicuro ed emarginato, lui è tutt’altro: è carino e ben integrato, è simpatico, ha parecchi amici e una famiglia che, seppur piuttosto eccentrica, è la classica famiglia americana con i giusti valori. Il suo unico problema è che non riesce a farsi piacere le donne. Non che non ci abbia provato, ha perfino avuto tre ragazze, ma con nessuna gli è mai battuto davvero il cuore, anzi, nel momento in cui una di loro gli ha chiesto un bacio, lui si è rintanato nel bagno della scuola così terrorizzato da non volerne più uscirne.
Nell’istante in cui inizia a scambiare email con Blu, tuttavia, ecco che tutto cambia, il cuore inizia a palpitare, a palpitare sul serio. Grazie a quelle lettere, Simon capisce che ciò che ha provato fino ad allora, l’inadeguatezza, la paura, l’imbarazzo per essere diverso non possono frenarlo e che tale diversità non gli può impedire di ottenere ciò a cui lui ha diritto esattamente come chiunque altro. Blu in lui vede qualcosa che nessun altro può scorgere perché Simon si nasconde, seppur in piena luce, si nasconde perfino a se stesso.

Strano, perché in realtà non sono mai protagonista di niente. Al massimo sono il migliore amico del protagonista. Non riuscivo a vedermi come una persona interessante fino a quando a trovarmi interessante è stato Blu.



Grazie a Blu e alle confessioni sempre più sincere e profonde che riesce a strappargli, Simon inizia a convincersi che forse, tutto sommato, anche in lui c’è qualcosa di speciale. Da quelle pagine a tratti divertenti, a tratti squisitamente introspettive, emerge pian piano una personalità sempre più definita, consapevole, matura e insieme a lei, emerge la voglia di gridare al mondo la propria diversità. Grazie a quello scambio di opinioni, si avvia una maturazione che coinvolge l’intera personalità di Simon, che inizia a mettere in discussione tutto, perfino il modo in cui si era sempre rapportato agli amici.

Non so cosa faccia la mamma di Leah, e nemmeno so in che rapporti sia con il padre, perché Leah non parla mai di lui. E non ho idea del perché il padre e il fratello di Abby siano rimasti a Washington. E loro sono i miei migliori amici. Ho sempre pensato di essere un ficcanaso, ma mi sa che il naso lo ficco solo nelle stronzate.

Le emozioni di Simon sono narrate in modo strepitoso, non c’è da stupirsi che l’autrice sia una psicologa che lavora a stretto contatto con gli studenti, perché la capacità di penetrazione dei sentimenti, delle paure, delle ambizioni e dei sogni del protagonista è talmente profonda che sembra di ritrovarsi nella sua testa per tutto il corso della narrazione.





Non voglio spoilerare nulla per non rovinare il piacere della lettura, perciò mi limiterò a dire quali sono secondo me i punti di forza di questo romanzo, senza svelare fatti e avvenimenti che vanno assaporati direttamente, apprendendoli dalla voce a volte timida, a volte decisa di Simon. Innanzitutto, come dicevo sopra, ho apprezzato la capacità della Albertalli di delineare un protagonista d’altri tempi, con sentimenti autentici e profondi, che però non dimentica mai di essere un adolescente. La complessità della sua personalità è del tutto logica, ma anche quella è tipica di un vero teenager alle prese con la pubertà e con gli sconvolgimenti ormonali e comunque, è una complessità che non sconfina mai nell’assurda smania di delineare un personaggio troppo centrato per avere solo diciassette anni, un brutto vizio che ho visto in davvero troppi romanzi di questo genere tanto amato. Altro punto di forza è la simpatia di Simon, le sue battute, la sua ironia e poi il fatto che la sessualità sia affrontata con rispetto e delicatezza, sfiorata come un fiore prezioso, annaffiata con amore e osservata da lontano, al punto che non si può provare altro che un’enorme tenerezza per tutto ciò che Simon sente.
Se siete in cerca di un libro che parli di crescita, riscatto, paura e coraggio e che lo faccia in modo tale da coinvolgervi intensamente, allora questo è il libro che fa per voi. 


ELIZABETH




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