martedì 6 settembre 2016

TUTTA LA PIOGGIA DEL CIELO, ANGELA CONTINI. Recensione.


TITOLO: Tutta la pioggia del cielo

AUTORE: Angela Contini

EDITORE: Newton Compton

PUBBLICAZIONE: 30 giugno 2016 

GENERE: Contemporary Romance

PAGINE: 280

PREZZO: € 1,99
Lui odia le scemenze, è vegano e innamorato della natura. Lei odia le rane, ha paura degli animali e quando si mette in testa una cosa non c’è verso di farle cambiare idea. Victoria è una scrittrice di successo in crisi creativa. Il suo agente, per aiutarla a superare l’impasse, la spedisce da Chicago in una tranquilla fattoria nel Vermont, dove il silenzio è l’unica cosa che non manca. Nath è di una bellezza selvaggia, ma burbero e scostante fino alla maleducazione. Ha deciso di rinunciare a un lavoro prestigioso per dedicarsi alla vecchia fattoria del padre, anche se è sempre più schiacciato dai debiti. Perciò la sorella Susan gli propone di affittare una stanza a una ragazza di città con il blocco dello scrittore che, assicura, non gli darà alcun fastidio. E invece i guai, sotto forma di un viso pieno di lentiggini e inappropriati tacchi alti, stanno per arrivare…

«Un romanzo che mi ha lasciato senza parole, ammaliata, emozionata, e pienamente soddisfatta di aver letto un self perfetto, privo della minima sbavatura.»
Sognando tra le righe
Angela Contini
è una sognatrice. Vive in un piccolo paesino con il marito e il figlio. Tutta la pioggia del cielo è il suo esordio nel mondo dei libri di carta.

Nessuno di noi basta a se stesso. Essere soli è una gran brutta cosa.

E niente, sono semplicemente estasiata. Tutta la pioggia del cielo è un romanzo che definirei perfetto, basta a se stesso, è completo, contiene al suo interno tutto ciò che noi lettrici di romance cerchiamo: due protagonisti degni di nota, una storia originale con i piedi ben piantati nella realtà e al contempo uno sguardo sognante, una vena romantica, sensualità q.b. e un ritmo cadenzato che ammalia. Ha un sapore quasi classico, come se fosse un contemporary vintage, una ricreazione di quegli equilibri che amiamo con un pizzico di inventiva e di follia, tipico di ogni artistoide. Per non parlare della rivisitazione moderna "del romanzo dentro il romanzo" che è azzeccata, calzante e tremendamente accattivante. Angela Contini scrive bene, lascia il segno, sa quello che fa... che Maria De Filippi la protegga sempre, perchè è divina!


Victoria è una scrittrice che ha perso l'ispirazione, è bloccata, e conduce una vita piatta, incolore e insapore. Complice un'agente che la sprona a scrivere qualcosa di più vendibile, di più erotico - genere che a lei non calza a pennello - e la obbliga ad andare in Vermount, la bella donzella cercherà di ritrovare se stessa e il proprio estro. Lì sarà ospitata da un vero e proprio orso, Nath, un uomo antipatico e saccente che non si fida nemmeno della propria ombra.

Noi due siamo così diversi, come cielo e terra. Io sono la terra, arida per certi aspetti, incolta, bisognosa di cure. Lui è il cielo che contiene la pioggia che mi fa rinascere. E io ho bisogno di lui, come la terra secca ha bisogno di tutta la pioggia del cielo.
Lei perfettina, con la lingua lunga e la fobia di tutto; lui impavido, con la risposta sempre pronta e un debole per la natura: sembra che non ci possa essere un punto d'incontro tra due caratteri e modi di vivere così diversi, tra due persone così orgogliose e testarde, così incompatibili. Il passato li ha cambiati, sono due protagonisti che conoscono la sofferenza e vogliono evitarla a qualsiasi costo. Forse cambiare prospettiva, mettersi nei panni dell'altro e beneficiare degli aspetti che li rendono così diversi, potrà giovare al loro blocco emotivo. Forse la convivenza forzata li renderà finalmente liberi di viversi il presente e il futuro. Forse i loro progetti non sono così inconciliabili. Forse c'è ancora speranza per loro. Forse...
Sono arrivata qui, la prima volta, con una valigia piena di abiti inadeguati e scarpe scomode che non ho mai indossato, e con aspettative molto basse sulla riuscita di un lavoro che, fin dal principio, non mi dava nessuna emozione.

Sono andata via riportando indietro abiti e scarpe scomodi, emozioni inesistenti. Ho lasciato tutto a Chicago.
Sono tornata con una valigia piena di speranza, un cuore colmo di sensazioni che mi fanno tremare le gambe. La vita.
Vic e Nath sono due personaggi complessi, ricchi di sfumature e di contraddizioni, ed è proprio per questi motivi che vi sembreranno reali. Angela Contini li ha caratterizzati in modo sublime, ha reso le loro emozioni palpabili e comprensibili, portando il lettore a vivere con sofferenza, gioia, passione e anche un pizzico di antipatia ogni scena. Passionalità, romanticismo concreto, amore, senso di appartenenza, lealtà, integrità, compromesso: queste sono solo alcune delle parole chiave di questo romanzo. Questa è una storia che il lettore vive, perchè appassiona, perchè i personaggi sono così intensi da eliminare ogni barriera tra finzione e realtà. Questo è un romanzo completo e complesso che fa riflettere, che decanta per giorni anche dopo la fine della lettura. In un certo senso Vic e Nath sono leggermente... immortali! E Angela Contini ha decisamente un dono: rende la trama vivida e trasmette anche la più piccola e "insignificante" emozione, insegnando che sono i dettagli a fare la differenza.



Spettacolare è anche la resa visiva dell'ambientazione. Il Vermount vi sembrerà dietro l'angolo, un luogo che sa di casa, è familiare. Colori, profumi e immagini vi sommergeranno, soprattutto perchè la protagonista ve li farà osservare con occhi nuovi, quegli occhi che notano tutto, sentono tutto, e finiscono per amare tutto. E saranno proprio la magia della natura - quella natura di cui tanto aveva paura - e la passione di Nath a farle tornare l'ispirazione, ricomincerà a scrivere prima per rabbia e poi per... amore. Quell'amore per la propria casa, per la propria famiglia, per la propria vita e per il proprio uomo, quell'amore che pensava di non poter trovare in un luogo così selvaggio. Quell'amore che la costringerà a fare i conti con la sua intera esistenza perchè, forse, casa non è sinonimo di città e comodità, casa è avere a fianco la persona amata e svegliarsi ogni mattina essendo fieri di se stessi.
C’è un uomo. Taciturno. Instancabile. Onesto. C’è un furgone rosso, che contiene tutta la sua vita, il suo lavoro. C’è una terra di sconfinata bellezza, un lago che sembra irradiare magia, una fattoria che cade a pezzi che, però, racconta la sua grande storia. Ci sono animali, un papero che pensa di essere un cane. Ci sono foreste piene di colori, foglie rigogliose, una natura incredibile. Ci sono tre bambini curiosi, una sorella impicciona, c’è il mercato del paese, il coro gospel che fa le prove sotto il gazebo in piazza.

E poi ci sono io che mi sto innamorando di tutto questo. Di tutti loro.

Un'intensa storia d'amore, ma non solo. C'è una denuncia insita nel romanzo, o meglio uno spunto di riflessione molto interessante che riguarda l'asservimento dell'autore al mercato. Se da un lato le mode esistono e sono sempre esistite, dall'altro lato scrivere snaturandosi fa ottenere solo prodotti di scarsa qualità, omologati e privi di qualsiasi intento artistico. Come sempre sarebbe meglio unire l'utile al dilettevole, ragionare su ciò che il lettore ama e vorrebbe, porsi domande, magari osare un po' di più, non forzarsi ma capire cosa si è in grado di fare e farlo per i giusti motivi. Non c'è scorciatoia possibile perchè prima o poi tutti i nodi vengono al pettine!

Potrei andare avanti per ore, ma è il caso che mi fermi e vi dia la possibilità di vivere questa splendida esperienza: lasciatevi trasportare nel mondo di Tutta la pioggia del cielo.






3 commenti:

  1. Non ho parole per ringraziarti! È meravigliosa!

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  2. Non ho parole per ringraziarti! È meravigliosa!

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  3. Finite queste ultime letture, mi ci fiondo

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