venerdì 19 agosto 2016

SANGUE AMARO, ANGELA D'ANGELO. Recensione.


TITOLO: Sangue amaro

AUTORE: Angela D'Angelo

EDITORE: Self publishing

PUBBLICAZIONE: 6 agosto 2016 

GENERE: Contemporary romance

PREZZO: Gratis ebook; € 7,00 cartaceo
Ci sono luoghi in cui ogni giorno è una lotta alla sopravvivenza, dove l'aria avvelena il sangue.

Antonio vive a Scampia, un quartiere dimenticato da Dio e dallo Stato. Sulle sue spalle grava la responsabilità di crescere il fratellino Gabriele, inserito in un programma di recupero per minori a rischio.
Ci sono persone che combattono e non si arrendono al senso di impotenza.
Greta è una psicologa. La sua vita non l’aveva preparata al degrado delle Vele, alla silenziosa battaglia ingaggiata da un ragazzo cresciuto troppo in fretta e da un bambino che fatica a riconoscersi nei suoi coetanei.
Ci sono legami che nascono a dispetto delle barriere innalzate dai pregiudizi e dalla società.
Antonio, Greta e Gabriele sono tre figli di una terra amara. Le loro esistenze si intrecciano, si scontrano e si completano sullo sfondo di una realtà difficile e pericolosa, che li minaccia e sembra precludere loro ogni possibilità di avere un futuro.
Sangue Amaro. Una storia di fiducia, di amore, di speranza.



N. B. Con l'acquisto del cartaceo di Sangue amaro supporterete l'associazione Salvabimbi Onlus a cui saranno devoluti interamente i proventi. 




Sangue amaro è nato come una storia pubblicata a puntate sul sito dell'autrice. Ho aspettato ogni sabato con ansia, trepidazione e felicità, ho amato e provato una curiosità insana per questo romanzo sin dall'inizio. La storia è originale, lo stile dell'autrice è accattivante, l'ambientazione è particolare.  

Dover aspettare una settimana per poter leggere il capitolo successivo mi ha lasciato più volte col fiato sospeso, in bilico e con la testa piena di punti interrogativi.
Greta ha ventotto anni, vive a Posillipo, la realtà bella di Napoli, ed è una psicologa che da poco ha terminato la scuola di specializzazione. Cerca un'occupazione che possa darle indipendenza.
Antonio ha ventisette anni e la sua vita è molto diversa da quella di Greta e dei suoi coetanei. Fa da padre e da madre al suo fratellino di sette anni, Gabriele, oltre che ammazzarsi di lavoro per otto ore al giorno per mantenere la famiglia. Sua madre non c'è più e suo padre è in carcere dal 2012 per associazione mafiosa, rapina, detenzione di droga. Il suo unico obiettivo è salvare Gabriele dal baratro, quel baratro oscuro, criminale, sbagliato che ogni ragazzo di Scampia finisce per conoscere troppo bene.
La fatica, il sudore, i sacrifici non contano, se riusciranno a portare al bene di Gabriele. E per quest'ultimo Antonio è davvero un eroe. È la famiglia, il calore, l'affetto che nessuno gli ha mai dato. È un esempio di vita, un modello da seguire, un punto di riferimento costante.
Vivere a Scampia non è come vivere a Posillipo. Le realtà di Antonio e Greta sono tanto diverse quanto distanti. Inconciliabili, direbbe qualcuno. Due poli opposti, come due rette parallele destinate a non incontrarsi nè avvicinarsi mai.
Chi vive a Scampia non riuscirà mai a vedere di buon occhio l'agio in cui vive chi è nato e cresciuto a Posillipo. Chi vive a Posillipo non riuscirà mai a comprendere fino in fondo cosa prova, vive, vede, sente chi è nato, cresciuto e vissuto a Scampia, specie alle Vele, il complesso residenziale in cui vivono Antonio e Gabriele.
La vita è dura per tutti, sì, ma per qualcuno di più.
L'incontro tra i protagonisti avverrà grazie al nuovo lavoro di Greta come educatrice presso l'Istituto Montessoriano di Scampia. Gabriele è uno dei bambini che necessita di un programma di recupero, in quanto ritenuto minore a rischio, e Greta avrà a che fare ogni giorno con le difficoltà di quelli come lui cresciuti a pane e dialetto in una periferia dimenticata da Dio, di cui tutti parlano ma a cui nessuno si avvicina, in un contesto culturalmente marcato.
Sarà uno scontro di culture, idee, visioni, mondi. Uno scontro in cui Greta e Antonio resteranno folgorati e da cui uscire indenni è praticamente utopia.




Chi conosce questa realtà napoletana può immaginare quanto sia difficile descriverla, o almeno provare a farlo, a chi ne ha solo sentito parlare, a chi crede di conoscerla perchè ne sente parlare alla televisione o sui giornali ogni giorno. Impresa difficile, forse ardua, far arrivare a chi vive altrove il degrado, il pericolo, la criminalità che si aggira in queste periferie; esattamente come è difficile, arduo, convincere del grande desiderio di cambiamento, riscatto e speranza che si aggira in questa realtà, specie tra i giovani.
Sangue amaro ci riesce, ed è questa la straordinarietà di questo romanzo. L'autrice si è posta l'intento di mandare un messaggio forte e chiaro, che potesse arrivare a tutti, vicini e lontani, napoletani e non. Un messaggio di speranza, di fiducia verso il futuro, di ragazzi che, nonostante siano una minoranza, hanno ancora voglia di rimboccarsi le maniche e, credendo in qualcosa di più grande di ciò che hanno conosciuto, tentano di crearsi una vita lontana da droga, spaccio e criminalità.
Far passare certi concetti, come determinate espressioni dialettali, in maniera che fossero comprensibili a tutti in questo caso era davvero difficile. Prima di iniziare la lettura mi aspettavo qualcosa di completamente diverso, qualcosa che non fosse capace di andare così a fondo, che raccontasse della realtà di Scampia solo in riferimento alla storia d'amore tra Antonio e Greta. Invece sono rimasta piacevolmente sorpresa. Angela D'Angelo ha saputo, in poche pagine, dare spazio non solo alla storia d'amore tra i protagonisti, ma anche alla descrizione vera, reale, cruda di ciò che vivono gli abitanti della periferia. Difficoltà, problemi, dubbi, paura sono all'ordine del giorno. Soprattutto per un ragazzo come Antonio che non ha nessuna intenzione di piegarsi al sistema e continuare a sporcarsi, come fanno le persone a lui vicine.


Sarebbe stato difficile? Sicuramente.
Ci sarebbero state volte in cui avrei desiderato scappare? Probabile. Ma la vita non era semplice, non era una fiaba imbastita per sostituire le illusioni alla realtà. Era un percorso di ripide salite e rocambolesche discese, un viaggio che volevo condividere con lui. 
«Non voglio qualcosa di bello» riuscii a dire. Antonio chiuse gli occhi per un attimo, addolorato, e mi baciò le dita. Il suo tormento per non potermi regalare il sogno mi comprimeva i polmoni. Gli spostai la mano su una guancia e sollevai l’altra per incorniciargli il viso. 
«Voglio qualcosa di vero.»




Ciò che nasce tra Antonio e Greta è un sentimento pulito, il colore in mezzo al grigiore, la luce nel mezzo del buio pesto. Tutto inizia con rabbia, timore e stima. Rabbia perchè Antonio la stuzzica, la provoca, convinto del fatto che una come Greta, cresciuta nell'agio, non sarà mai in grado di vedere lui e Gabriele come delle persone normali, sue pari. E Antonio non vuole la pietà di nessuno. Timore perchè ciò che inizia a vedere in quegli occhi scuri le piace, anche troppo. Ciò che prova quando gli sta vicino è incontrollabile e la rende incapace di pensare lucidamente. Stima perchè quel ragazzo è già un uomo; è cresciuto troppo in fretta, si è sobbarcato di responsabilità enormi e l'ha fatto a testa alta, senza chiedere aiuto a nessuno e senza scendere a compromessi.
Antonio, Greta e Gabriele sono tre personaggi eccezionali, perchè nel loro mondo sono una punta di diamante, l'eccezione assoluta. Greta farà fatica a comprendere ciò che Antonio prova, pensa e sente, ma quando capirà che le sue sono solo paure e mancanza di fiducia, riuscirà a colmare ogni vuoto con l'amore e il conforto. Stare accanto ad Antonio non è facile, si chiude spesso a riccio e il suo primo istinto è quello di scappare e mollare tutto. Greta gli insegnerà a restare, perchè l'amore è più forte di tutto.

 Lui aveva detto no.
E aveva condannato se stesso. 
«Ti amo.» Lo sapeva, ma avevo bisogno di dirglielo, avevo bisogno che lo sentisse, che le mie parole se le imprimesse nel cuore. Avevo bisogno che non dubitasse mai della mia stima, della mia devozione, del mio appoggio. 
Doveva sapere che l’avrei amato anche se avesse acconsentito. La sua forza era nel cuore che batteva sotto il mio orecchio; la sua integrità si rivelava nelle scelte che compiva ogni giorno da sempre, da quando a vent’anni aveva dedicato la sua vita a Gabriele, rinunciando a comode promesse, al tutto e subito, ai soldi facili, a una vita priva di responsabilità. 
Niente l’avrebbe screditato ai miei occhi, nulla sarebbe stato in grado di corrompere l’immagine che avevo di lui. 
Il mio amore. 
Il mio eroe. 
«Ti amo» ripetei, le unghie affondate nelle sue spalle. Volevo entrargli sottopelle, diventare parte di lui. Non potevo perderlo. Come saremmo sopravvissuti io e Gabriele? Non esisteva un domani senza Antonio.

Gabrielino... ragazze, questo bambino mi è entrato nel cuore! Vorrei abbracciarlo, confortarlo, stargli accanto nei momenti no. I suoi occhi da bambino, ancora troppo piccoli ma già vispi, hanno conosciuto tutte le brutture della vita. Il buio nella sua vita è stata una costante. Adesso bisogna prenderlo per mano e accompagnarlo verso il colore, facendogli scoprire che la vita è anche luce.
Antonio e Gabriele sono fragili, la vita li ha temprati in diversi modi, eppure hanno una forza dentro capace di sradicare convinzioni. Greta sarà la chiave di volta, con l'amore riuscirà a tirare fuori quella forza. Sarà capace di guardare nelle loro anime e vederci qualcosa di estremamente bello, sepolto troppo in fondo per essere visto e colto da tutti. Solo un'anima sensibile e dal cuore grande come Greta poteva riconoscere questa bellezza rara, unica e farla emergere.
Una storia d'amore e di vita che mi ha emozionato tanto, che ha saputo toccare le corde del mio cuore in maniera silenziosa, delicata, ma significativa. Una storia che non si dimentica, una meravigliosa favola d'amore nata laddove sembrava impossibile veder nascere qualcosa di bello.
Apprezzabile l'impegno dell'autrice di offrire il suo sguardo su questa realtà, fatto non solo di esperienze vissute sulla propria pelle, ma anche di ricerca e approfondimento. Un lavoro accurato, che non lascia nulla al caso e che mostra aspetti contaminati e incontaminati di un contesto in cui è quasi impossibile vivere senza piegarsi.
Una storia che mi ha regalato tanto e che ha un'unica pecca: solo 184 pagine! Posso averne ancora? Posso sperare in una novella che ci mostri la vita di Antonio e Greta tra dieci anni? Angela, fammi questo regalo!







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