mercoledì 17 agosto 2016

CRYSTAL SERIES #5. MAI DIRE EX, SONIA GIMOR. Presentazione.


TITOLO: Mai dire ex

AUTORE: Sonia Gimor

SERIE: Crystal #5

EDITORE: Self Publishing

PUBBLICAZIONE: settembre 2016 

GENERE: Contemporary Romance
Quanto può essere piccolo il mondo, se la tua ex rientra improvvisamente nella tua vita?
Cosa può accadere se i sentimenti del passato, irrompono prepotentemente nel presente?
Alessandro è appena tornato da un anno all’estero, e non vede l’ora di riprendere in mano la sua vita, deciso a non ricadere nel doloroso tranello dell’amore.
Gemma, ex di Alessandro, negli ultimi mesi ha conosciuto Simone, e sono diventati una coppia.
Ma chi è Simone?

In un intreccio di tentazioni, segreti e tradimenti, i nostri protagonisti dovranno riuscire a capire cosa sono disposti a perdere, per raggiungere ciò che più desiderano: l’amore.






Alessandro è sicuro di sé: «Strano. Hai ammesso tu stessa di sragionare quando si tratta di me», mi guarda con aria di sfida, sollevando impercettibilmente il mento.«Non ti ha mai insegnato nessuno che non si origlia?» gli chiedo retorica.Si avvicina ulteriormente, abbassando il suo viso sul mio, e per un attimo credo di svenire: alzando appena lo sguardo, noto un virile accenno di barba, e il desiderio di passare la lingua sulla linea ruvida della mandibola si appropria di me, trasportandomi in un vortice di eccitazione.«Cosa vuoi da me, Gemma?», la sua voce tagliente riassesta i miei piedi per terra.Adesso percepisco chiaramente il suo respiro caldo sulla mia pelle, la vicinanza del suo corpo è quasi dolorosa: «Perché fai così?», gli chiedo, in un moto di disperazione, con il respiro spezzato.«Potrei farti la stessa domanda…», mi incalza, avvicinandosi sempre di più.Le mie ginocchia stanno per cedere, non posso sopportare oltre, così indietreggio di un passo, ammettendo l’ovvio: «E va bene, hai ragione: vedere te con un’altra, mi turba».Mi guarda intensamente, si riavvicina a me, intrappolandomi contro la parete fredda alle mie spalle; i nostri nasi ormai si sfiorano, ma a questo punto si ferma: «Grazie», mi dice, e si allontana dal mio viso.Mi ci vuole un attimo per riprendere fiato, ma non posso lasciarlo andare via senza capire il motivo di questo comportamento: «Sapevi già quale sarebbe stata la risposta. Perché te la sei voluta sentir dire?», domando, ormai preda delle mie emozioni.«Volevo che la dicessi a te stessa, Gemma. Volevo che ti rendessi conto che, nonostante tutto, ti senti ancora legata a me, in qualche modo», mi spiega e, prima che si allontani definitivamente, nei suoi occhi riesco a leggere chiaramente frustrazione.«Sei soddisfatto adesso?», gli chiedo alzando la voce, mentre lui si è già girato verso l’uscita.Si blocca e si volta, guardandomi per un lungo istante prima di avanzare nuovamente verso di me, a una lentezza dolorosa: «Soddisfatto? Neanche un po’, Gemma. Sarò soddisfatto quando potrò di nuovo averti, quando nel tuo cuore e nel tuo letto non esisterò nient’altro che io. Allora sarò soddisfatto»"«Cosa vuoi da me, Gemma?», la sua voce tagliente riassesta i miei piedi per terra.Adesso percepisco chiaramente il suo respiro caldo sulla mia pelle, la vicinanza del suo corpo è quasi dolorosa: «Perché fai così?», gli chiedo, in un moto di disperazione, con il respiro spezzato.«Potrei farti la stessa domanda…», mi incalza, avvicinandosi sempre di più.Le mie ginocchia stanno per cedere, non posso sopportare oltre, così indietreggio di un passo, ammettendo l’ovvio: «E va bene, hai ragione: vedere te con un’altra, mi turba».Mi guarda intensamente, si riavvicina a me, intrappolandomi contro la parete fredda alle mie spalle; i nostri nasi ormai si sfiorano, ma a questo punto si ferma: «Grazie», mi dice, e si allontana dal mio viso.Mi ci vuole un attimo per riprendere fiato, ma non posso lasciarlo andare via senza capire il motivo di questo comportamento: «Sapevi già quale sarebbe stata la risposta. Perché te la sei voluta sentir dire?», domando, ormai preda delle mie emozioni.«Volevo che la dicessi a te stessa, Gemma. Volevo che ti rendessi conto che, nonostante tutto, ti senti ancora legata a me, in qualche modo», mi spiega e, prima che si allontani definitivamente, nei suoi occhi riesco a leggere chiaramente frustrazione.«Sei soddisfatto adesso?», gli chiedo alzando la voce, mentre lui si è già girato verso l’uscita.Si blocca e si volta, guardandomi per un lungo istante prima di avanzare nuovamente verso di me, a una lentezza dolorosa: «Soddisfatto? Neanche un po’, Gemma. Sarò soddisfatto quando potrò di nuovo averti, quando nel tuo cuore e nel tuo letto non esisterò nient’altro che io. Allora sarò soddisfatto»"

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