mercoledì 22 giugno 2016

POSSESSION: ASCESA, VALENTINA C. BRIN. Recensione.

QUANDO LOTTARE CONTRO SE STESSI DIVENTA IMPOSSIBILE.


TITOLO: Possession: Ascesa

AUTORE: Valentina C. Brin

EDITORE: Self-publishing

PAGINE: 373

PUBBLICAZIONE: 9 giugno

GENERE: Storico-erotico (M/M)

COSTO: € 2,99 digital
         


Londra, 1680. Per il giovane Charles Rochester, marchese di Bolton ed erede del duca di Norfolk, desiderare un uomo è inaccettabile: la feroce attrazione che il nuovo servo suscita in lui deve essere soffocata a qualunque costo. Tuttavia non è facile costringere il cuore a tacere quando coloro che dovrebbero comprenderti ti tradiscono e l'unica persona leale sembra essere la sola da cui cerchi disperatamente di scappare. Per Dorian Pratt, invece, non c'è speranza: capisce subito di essere perduto non appena posa gli occhi sul suo signore. Sa bene che non potrà mai averlo, eppure impedire al proprio corpo di reagire in sua presenza sembra essere impossibile. 
Quando i pericolosi segreti nascosti tra le mura di Norfolk House vengono a galla, tutto precipita. C'è solo un modo in cui Charles può sperare di tenere Dorian con sé, ma per poterci riuscire deve essere pronto a sacrificare il valore più importante che Dio gli ha donato: la propria umanità. 
I torti non si perdonano e per il sangue versato c'è sempre un prezzo da pagare.


Chi non conosce Valentina C. Brin e la sua Obsession saga può comprendere solo parzialmente la spasmodica attesa per l’uscita di Possession. Questa storia rappresenta un prequel rispetto ai precedenti libri della serie, dove già si può fare la conoscenza del duca di Norfolk e della sua spietata crudeltà, ma può essere letto benissimo come un stand-alone. La curiosità sull’ origine della malvagità di Charles Rochester era fortissima, ma allo stesso tempo ero parecchio timorosa. Avevo paura che la costruzione della storia mi avrebbe spinta verso la comprensione e la pena verso un personaggio con una forte connotazione negativa. Certo i sentimenti che possono scaturire da una lettura sono personalissimi, ma posso affermare a lettura ultimata che ho compreso, ma non giustificato. Charles non diviene un eroe, ma una vittima di se stesso che vendendo l’anima al diavolo, trascina egoisticamente con sé tutti coloro che gli stanno accanto. 

Ripercorriamo allora la giovinezza di Charles Rochester, futuro erede del duca di Norfolk. Ragazzo inquieto, sprezzante e superbo come tanti nobili del proprio tempo. La prima volta che al ritorno dal collegio posa gli occhi sul nuovo servo, il giovane Dorian Pratt qualcosa si rompe dentro di lui. La voglia di insozzare quel giovane dalle fattezze delicate che non riesce ad evitare di trafiggerlo con quello sguardo intenso e pieno di sottintesi è quasi dolorosa. A stento riesce a stargli lontano, lo provoca, lo dileggia, tutto pur scatenare una reazione, di avere una giustificazione per toccarlo. 
«La tua presenza mi rende nervoso. Mi fai diventare qualcuno che non sono. Se sapessi i pensieri che faccio su di te fuggiresti lontano, invece continui a girarmi attorno e io non trovo pace.»
Il giovane Dorian è un orfano spaventato, escluso ed emarginato a causa di un dono che è più una maledizione, la preveggenza. Quando arriva a Norfolk House guidato dalla sapiente esperienza di Eugene, ha tutta l’intenzione di mantenere un basso profilo, nascondendo quei fogli che portano i segni dei suoi sogni inquieti, fatti di nubi oscure e sangue che scorre. Quello che non si aspettava era di incontrare gli occhi di Charles, quello sguardo affilato e intenso da cui non riesce a distogliete l’attenzione.


Il pericolo gli scorre subito nelle le vene e la forte sensazione che nulla sarà più come prima gli stringe il cuore in una morsa. Strane sensazioni si annidano nel suo corpo ogni volta che sente la voce di Charles, uno strano magnetismo che gli fa vibrare le membra e tremare le ossa e lo spinge ad alzare lo sguardo per incontrare quella strana inquietudine anche negli occhi del duca. Ma non può essere vero, non si possono provare sentimenti verso una persona dello stesso sesso, ma soprattutto non per una persona di quel lignaggio. 
«Il problema non è il sesso della persona verso cui sei attratto, ma il suo lignaggio: quelli come lui non sono nati per noi, perché potessimo toccarli e illuderci di avere il loro cuore. Se continuerai a guardarlo in quel modo ti farai del male.»
Anche Charles, diviso tra ragione e sentimento non può fare a meno di cedere a quelle sensazioni che gli lacerano la carne, alla torrida attrazione che lo spinge verso quel giovane servo, che non è solo un vergognoso sottoposto, ma un appartenete dello stesso sesso.
Cerca di fuggire in ogni modo, abbandonando la propria residenza , mettendo quanta più distanza tra sé e Dorian. Prova ad affogare quei sentimenti nei corpi caldi di altre donne, nell’alcol e nelle notti dissolute trascorse tra i bordelli insieme a quel diavolo tentatore di Landon, ma quando un imprevisto lo costringe a fare ritorno a Norfolk House, resistere ancora sarà impossibile. Quando ogni certezza crolla, quando torbidi segreti vengono a galla, quando tutte le certezze si dissolvono e la ragione sembra perduta, offuscata da un' irragionevole furia cieca tornare indietro sarà impossibile. 
Dorian non può fare altro che seguire Charles verso una inesorabile discesa agli inferi. Solo il giovane e fragile corpo del valletto sembra alleviare la smania di Charles, solo stringendolo a sé tutta la notte sente placarsi la colpa per quella furia che non riesce più a contenere.


«Voglio sentire il tuo tocco», lo sentì sussurrare, il fiato che s’infrangeva caldo sul volto. «Lo desidero da impazzire, eppure l’idea mi terrorizza. Tu mi terrorizzi. Ma se mi toccassi…» La sua voce s’incrinò, colante di torbida convinzione. «Nonostante abbia paura di crollare, continuo a pensare che le tue mani potrebbero salvare ogni mio pezzo rotto.»
Ma quando Dorian scoprirà tutta la verità, sarà ancora in grado di darsi a Charles a scapito di tutto e tutti? 




Una ridda di emozioni mi ha invasa dalla prima all’ultima pagina. Possession è una lettura dai toni cupi e intensi, mai banale, con un ritmo in crescendo che trascina il lettore nel modo oscuro dell’ attrazione tra Charles e Dorian. Nulla viene risparmiato al lettore, passione, dolore, vendetta, follia, paura, un vero caleidoscopio di sentimenti in contrasto. Lo stile incisivo e crudo della Brin è un vero pugno nello stomaco. Le scene tra i protagonisti sono davvero infuocante senza però eccedere o scadere nella volgarità. Ho amato da morire i personaggi, caratterizzati in modo puntuale ed esaustivo e in alcuni punti ho addirittura temuto di simpatizzare con Charles. Ma alla natura non ci si può sottrarre, come lui stesso è testimone. 

Il fine giustifica i mezzi? In nome dell’amore, di un amore tradito, del rifiuto e del disconoscimento, si può davvero scendere all’inferno e pretendere di ritornare indietro incolumi? E quando la follia diventa premeditazione quali sono le attenuanti? 
Io mi sono fatta una mia personale idea, nessuno si salva e tutti a modo loro sono colpevoli, anche solo per omissione. L’amore non giustifica tutto, ma forse rende ciechi davanti all’evidenza. 
Adesso aspetto con ansia il prosieguo di Possession, per vedere cosa seguirà a quel «Non ti fidare.»








1 commento:

  1. Adoroooooooooo *______* Grazie Ros, non ho parole per dire quanto mi sia piaciuta la tua recensione! L'obiettivo che mi ero prefissata con Ascesa era proprio quello di dare ai lettori la comprensione: perché Charles vive in quel modo? Non ho mai voluto assolverlo (anche perché, diciamolo, è un personaggio così negativo che l'assoluzione non è proprio possibile), ma dare ai lettori la possibilità di decidere cosa fare di lui, quello sì. E come dici tu, nel bene e nel male sono tutti colpevoli: si sarebbero evitate tante tragedie se anche un solo personaggio si fosse comportato diversamente. Grazie per le bellissime parole, sono in un brodo di giuggiole *______*

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