giovedì 23 giugno 2016

L'INFERNO NEI NOSTRI CUORI, ANTONINA DATTOLA. Recensione.


TITOLO: L'inferno nei nostri cuori

AUTORE: Antonina Dattola

SERIE: L'inferno nei nostri cuori #1

EDITORE: Self Publishing

PAGINE: 103 

PUBBLICAZIONE: 25 aprile 2016 

GENERE: Contemporary romance 

COSTO: € 0,99

Una vita perfetta, un amore felicemente corrisposto, una brillante carriera costellata di successi e soddisfazioni. Alex, reporter di guerra, all’età di trentacinque anni ha la convinzione di poter conquistare il mondo. 

Eppure, nel momento esatto in cui incontra la sua ex fidanzata Alhena durante un’asta di beneficenza, il suo passato e i suoi sacrifici vengono improvvisamente messi in discussione. 
Un segreto, nascosto da più di dieci anni, riaffiora con prepotenza. Riuscirà Alex, travolto da un vecchio amore mai dimenticato, a mantenere le promesse con cui si obbligava, nei confronti della sua futura moglie, a esserle fedele e di amarla ogni giorno della sua vita? 




TITOLO: L'inferno nei nostri cuori

AUTORE: Antonina Dattola

SERIE: L'inferno nei nostri cuori #2

EDITORE: Self Publishing

PAGINE: 127 

PUBBLICAZIONE: 12 giugno 2016 

GENERE: Contemporary romance 

COSTO: € 0,99

“Se mi fosse concesso di rinascere, darei una seconda possibilità a noi.” 

Era quella la frase che aveva completamente distrutto la vita di Alhena. Alex gliel’aveva sussurrata, il giorno del suo matrimonio con Adam, prima che tutti andassero via. 
Nonostante lei, attraverso quel matrimonio, avesse cercato di tracciare una linea di confine che si era imposta di non superare, non era riuscita a smettere di amarlo. 
L’errore più grande che aveva commesso era stato quello di non avergli risposto. Si era limitata a dargli un bacio sulla guancia, come un gentile segno di pace, e a scomparire per sempre dalla sua vita. Si era allontanata da lui, come se solo la lontananza potesse guarirla da quel male incurabile che era l’amore. Ma dall’amore nessuno può guarire. Con dignità si asciugano le lacrime, si curano le ferite e si contano i lividi. 



Angeli, oggi vi parlo di una duologia pubblicata in versione self che mi ha conquistato in questo periodo. 
Alex aveva venticinque anni, un grande sogno nel cassetto, quello di diventare giornalista, prima che partisse per una missione di guerra in cui credeva avrebbe perso la vita. Alhena ne aveva ventidue e anche lei aveva tanti sogni, diversi da quello di Alex: sposare l'uomo che amava, formare una famiglia e avere dei bambini. Sogni incompatibili che li hanno portati l'uno lontano dall'altra, a dire per sempre addio alla favola d'amore che vivevano. Oggi sono passati dieci anni, Alex e Alhena sono cambiati, nelle loro vite non c'è più nulla dei sogni da ragazzini che avevano. Alex ha realizzato il suo sogno e molto di più: è un uomo di successo, stimato, e presto sposerà Alyssa.
Alhena ha subito un grande dolore che l'ha spezzata per sempre, che l'ha portata a non credere più nell'amore e nel futuro. Adesso è un medico e vive i suoi giorni senza speranza. 
Sarà una missione a farli rincontrare, in un campo da guerra in cui sopravvivere sembra essere l'unico imperativo. Alex capirà che la donna che ha davanti è piena di paure, che sta cercando di cicatrizzare le ferite e cancellare i ricordi. Il passato ripiomberà in maniera violenta nelle loro vite riportandoli a quel giorno in aeroporto quando è finito tutto...
Una storia toccante, che mi ha scombussolata. Un amore che non si può mettere a tacere. Ci hanno provato, entrambi, Alex e Alhena, ci hanno provato per anni, ma non è servito a nulla. In dieci anni sono cambiate tante cose, ma l'amore che provano l'uno per l'altra è ancora lì, nei loro cuori, più vivo che mai. Faranno fatica a raggiungere questa consapevolezza, ci riusciranno solo verso la fine di questo primo capitolo e saranno costretti a dirsi nuovamente addio. Un amore difficile, ostacolato dalle cose non dette per dolore, per mancanza di coraggio, per la voglia di andare avanti e lasciarsi le lacrime alle spalle. 

Alex faceva parte del passato, Adam del futuro. Quella fu l’unica certezza. Perché il suo amore per Alex doveva essere lasciato in un tempo e in uno spazio dove non poteva più fare male, non poteva più ferire, non poteva mutare e non poteva trasformarsi. Perché alcuni amori dovevano nascere e morire nello stesso istante, dovevano sopravvivere il tempo di un battito, dovevano avere il sapore del primo e dell’ultimo bacio, dovevano essere delicati come una carezza e avere il rumore di un sospiro.
Alcuni amori non dovevano essere riportati in vita, perché non dovevano essere rivissuti.  Per poter continuare a vivere, bisognava lasciarli dolcemente morire.





Ho creduto nella forza del loro amore sin dal primo istante, ho letto pagina dopo pagina nella speranza che un giorno Alhena e Alex riuscissero a spogliarsi del dolore, del rancore e dei ricordi, lasciandosi definitivamente alle spalle il passato per guardare avanti, a un futuro insieme.
Non conoscevo quest'autrice, mi sono ritrovata sul Kindle il primo volume di L'inferno nei nostri cuori grazie al consiglio spassionato di un'amica che ringrazio. Mi sono innamorata di questa storia e il desiderio di conoscere l'epilogo era fortissimo.
Nel secondo capitolo ritroviamo Alhena nel suo paesino d'origine, dove ha iniziato a lavorare per un altro ospedale, nel tentativo di rifarsi una vita e ricominciare da zero. In realtà, neanche Abdul, il piccolo adottato, originario del Sudhen, è riuscito a risollevare le sorti del suo matrimonio con Adam.
Alex ha smesso di fare il reporter di guerra, ha lasciato Alyssa e sta scrivendo un libro sulla sua vita, ripercorrendo ogni tappa, da quelle più serene a quelle più sofferte.
Per Alhena sarà un periodo difficile, Adam è sempre più assente, fuori città con la sua ex moglie e sua figlia, e sempre meno interessato al figlio che hanno adottato insieme. Il matrimonio non li ha avvicinati, non è stato in grado di creare una nuova complicità tra i due e Alhena vive questo disagio più che mai.
Alex sarà lì per lei, pronto finalmente ad aprire il suo cuore e convinto di ciò che vuole davvero.
Anche in questo caso, però, la sofferenza non mancherà. L'autrice ha scelto di raccontare temi non facili, una storia tormentata, complessa, che fa male ai protagonisti ma anche al lettore. Le emozioni della protagonista sono forti, negative, e spiazzano l'animo di chi legge. Da donna è stato semplice mettersi nei panni di Alhena, comprendere il suo dolore. La sua vita è stata una successione di eventi che avrebbero distrutto ogni essere umano, eppure l'amore che prova, in maniera più o meno inconsapevole, per Alex, le dà la forza necessaria per rimettersi ogni volta in piedi.
Nel primo volume il ritmo della narrazione è serrato e incalzante, nel secondo, invece, credo l'autrice si sia soffermata troppo sulla descrizione degli stati d'animo della protagonista, sviscerandoli e analizzandoli in maniera eccessivamente dettagliata, rallentando così il ritmo.

«Sapevi che ti avrei perdonato.» Alex addolcì il tono di voce.
«Sentivo di non meritare il tuo perdono. Non lo merito neppure adesso. Per questo motivo non riesco a capire per quale motivo tu abbia intenzione di inserirmi nella tua autobiografia.»
«Non lo so, forse il mio amore per te è destinato a vivere solo all’interno di un libro.»
«Forse quello che c’è stato tra noi è destinato a essere solo una storia, forse io e te siamo destinati a rincorrerci all’infinito. Non ho mai creduto nel destino, eppure da quando siamo sopravvissuti a quell’attentato ho iniziato a credere che, forse, le cose devono andare in un certo modo. Forse è stato veramente il destino a portarci in Sudhen. Lì abbiamo salvato Abdul, ci siamo salvati anche noi.»
«Vorresti davvero dare il merito al destino? Non credi che tutto ciò che abbiamo siamo stati noi stessi a ottenerlo? Avranno pur un peso le nostre azioni e le nostre scelte. Non credi, dunque, che se ci ritroviamo ancora adesso, dopo tanto tempo, il merito sia soltanto nostro? Semplicemente perché lo vogliamo, perché abbiamo vinto le paure, perché ne abbiamo il bisogno? Non credi sia giusto, ogni tanto, pensare che la felicità non sia merito del destino, ma merito nostro?» domandò, cercando risposta nei suoi occhi.
«Forse è vero che siamo destinati a rincorrerci all’infinito, ma basterebbe fermare il passo. Basterebbe aspettarci, per proseguire il percorso insieme.»




Lo stile di Antonina Dattola è maturo, profondo, così come lo sono i suoi protagonisti. L'inferno nei nostri cuori non è una lettura semplice né una storia che si legge in fretta e lascia indifferenti. È, piuttosto, un percorso, un cammino che si fa insieme ad Alhena e Alex, mano nella mano, fianco a fianco, superando ostacoli passati e presenti, scansando buche e con lo sguardo sempre rivolto al futuro. È un messaggio di speranza rivolto a chi non crede nelle seconde occasioni, a chi pensa sia impossibile realizzare i propri sogni, a chi ha dovuto incassare troppi duri colpi dalla vita.
Il lieto fine c'è sempre. Anche quando sembra impossibile.  










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